Fac simile dichiarazione sostitutiva natura agricola terreno​

La dichiarazione sostitutiva sulla natura agricola di un terreno è un documento con cui il proprietario o altro soggetto interessato dichiara, sotto la propria responsabilità, che il terreno ha destinazione agricola secondo gli strumenti urbanistici comunali. Serve a comprovare tale caratteristica, ad esempio per pratiche edilizie, compravendite, successioni, agevolazioni fiscali o richieste alla pubblica amministrazione. La dichiarazione deve basarsi su dati verificabili e può essere soggetta a controlli.

Come scrivere dichiarazione sostitutiva natura agricola terreno​

Una dichiarazione sostitutiva relativa alla natura agricola di un terreno deve identificare con precisione il soggetto che dichiara, il terreno interessato, il significato attribuito all’espressione “natura agricola”, la fonte delle informazioni utilizzate e la finalità per la quale la dichiarazione viene presentata. È importante chiarire fin dall’inizio che “terreno agricolo” può indicare realtà diverse: può riferirsi alla destinazione urbanistica agricola prevista dallo strumento urbanistico comunale, all’effettivo utilizzo del terreno per coltivazione o allevamento, alla classificazione catastale oppure alla presenza dei requisiti richiesti per una specifica agevolazione fiscale o amministrativa. Una dichiarazione corretta deve quindi specificare quale di questi aspetti si intende attestare.

La dichiarazione deve iniziare con i dati completi del dichiarante. Occorre indicare nome e cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza anagrafica e, quando necessario, recapito telefonico, indirizzo di posta elettronica o PEC. Se il dichiarante agisce per conto di una società, di un’impresa agricola, di un’associazione o di un altro soggetto, devono essere riportati anche la denominazione dell’ente, il codice fiscale o la partita IVA, la sede legale e la qualità in base alla quale il soggetto firma, ad esempio legale rappresentante, amministratore, procuratore o delegato. In questo caso è opportuno indicare gli estremi dell’atto che attribuisce il potere di rappresentanza, come una visura camerale, una procura o una deliberazione.

Devono essere indicati anche il destinatario della dichiarazione e l’oggetto concreto della richiesta. Non è sufficiente scrivere genericamente che il terreno “è agricolo”. Occorre spiegare se la dichiarazione viene resa per una pratica edilizia, per una richiesta di contributo, per un’agevolazione fiscale, per una compravendita, per una successione, per una pratica presso il Comune, per l’iscrizione o il riconoscimento di un’impresa agricola, per un procedimento espropriativo o per un’altra specifica finalità. La formula dovrebbe chiarire a quale procedimento si riferisce e, se esiste, indicare il numero di protocollo, il numero della pratica, la data della richiesta o il riferimento dell’ufficio competente.

L’identificazione del terreno deve essere estremamente precisa. È necessario indicare il Comune catastale in cui si trova il fondo, l’eventuale sezione censuaria, il foglio catastale, il numero della particella o mappale e, se esistente, il subalterno. Devono essere riportati anche la superficie catastale, preferibilmente espressa in metri quadrati o ettari, la località o l’indirizzo, i confini, quando utili, e ogni altro elemento che consenta di evitare equivoci con terreni vicini o particelle frazionate. Se la particella è stata oggetto di frazionamento, fusione, variazione catastale o aggiornamento, è opportuno indicare sia gli identificativi attuali sia quelli precedenti, specificando la data o gli estremi dell’atto catastale. Quando la dichiarazione riguarda più particelle, ciascuna deve essere identificata separatamente e non soltanto attraverso una descrizione generica dell’intero fondo.

È utile riportare, se disponibili e pertinenti, anche i dati catastali descrittivi, come la qualità catastale, la classe, il reddito dominicale e il reddito agrario. Tali elementi possono aiutare a descrivere il bene, ma non dimostrano sempre, da soli, che il terreno abbia destinazione urbanistica agricola. La qualità catastale “seminativo”, “uliveto”, “vigneto”, “prato”, “bosco” o altra classificazione rappresenta infatti un dato catastale e non necessariamente coincide con la disciplina urbanistica vigente. Allo stesso modo, il fatto che un terreno sia concretamente coltivato non significa automaticamente che esso sia urbanisticamente classificato come zona agricola.

Se per “natura agricola” si intende la destinazione urbanistica, la dichiarazione dovrebbe indicare lo strumento urbanistico comunale applicabile, come il piano regolatore generale, il piano di governo del territorio, il piano urbanistico comunale, il piano urbanistico generale o altro strumento vigente nella Regione interessata. Occorre specificare la zona o sottozona urbanistica nella quale ricade la particella, per esempio zona agricola, zona E o altra classificazione equivalente, riportando la sigla esatta prevista dalle norme comunali. È opportuno citare anche l’articolo delle norme tecniche di attuazione che disciplina quella zona e, se possibile, indicare la tavola o il documento urbanistico dal quale risulta la classificazione.

In questo caso la dichiarazione dovrebbe precisare se l’inquadramento agricolo deriva da un certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune. Il certificato di destinazione urbanistica, comunemente chiamato CDU, è normalmente il documento più appropriato per attestare la destinazione urbanistica di un terreno, soprattutto quando la legge o l’amministrazione lo richiedono espressamente, ad esempio in determinate compravendite, divisioni, successioni, atti notarili o procedimenti edilizi. Una dichiarazione sostitutiva non dovrebbe essere utilizzata per sostituire il CDU quando la normativa applicabile pretende il certificato comunale o quando l’ufficio lo richiede come documento tecnico ufficiale. In una dichiarazione eventualmente basata sul CDU è opportuno indicare la data di rilascio, il numero di protocollo e il periodo di validità o di riferimento del certificato.

La dichiarazione deve distinguere la destinazione urbanistica dall’utilizzazione effettiva del terreno. Se si intende attestare anche l’uso agricolo concreto, bisogna descrivere l’attività esercitata sul fondo, indicando, per esempio, se il terreno è destinato a coltivazioni erbacee, orticole, frutticole, viticole, olivicole, florovivaistiche, a pascolo, a prato o a bosco produttivo. Se l’attività è svolta da un’impresa agricola, possono essere indicati la denominazione dell’impresa, la partita IVA, l’iscrizione alla Camera di commercio, l’eventuale iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese e, se rilevante, la qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto. Devono essere evitate dichiarazioni generiche o non verificabili, come “il terreno è sempre stato agricolo”, se non accompagnate da elementi oggettivi.

Quando il terreno è coltivato, si possono specificare la coltura praticata, la superficie effettivamente coltivata, l’eventuale rotazione colturale, la presenza di serre, impianti di irrigazione, oliveti, vigneti, frutteti, fabbricati rurali, recinzioni, pozzi, fabbricati strumentali o altre strutture connesse all’attività agricola. Se il terreno è concesso in affitto, comodato, usufrutto o altro diritto di godimento, occorre indicare il titolo in base al quale viene utilizzato, la data del contratto e, se necessario, gli estremi della registrazione. Non bisogna però inserire dati non pertinenti o informazioni tecniche che il dichiarante non è in grado di verificare personalmente.

Devono essere chiariti la proprietà o il diritto reale sul terreno. Il dichiarante deve precisare se è proprietario, comproprietario, usufruttuario, enfiteuta, titolare di altro diritto reale, affittuario, comodatario o semplice conduttore. Se vi sono più proprietari, è opportuno indicare le quote di titolarità, salvo che la dichiarazione riguardi esclusivamente l’utilizzo agricolo e non la proprietà. Gli estremi dell’atto di provenienza, come rogito notarile, successione, donazione, decreto di trasferimento o altro titolo, possono essere indicati quando sono necessari per comprendere la legittimazione del dichiarante. Non è sempre necessario allegare l’atto completo, ma l’amministrazione può richiederne copia o procedere ai controlli.

Se la dichiarazione serve per una pratica fiscale, bisogna inserire tutti gli elementi richiesti dalla specifica agevolazione. Ad esempio, potrebbe essere necessario dichiarare che il terreno è posseduto da un coltivatore diretto o da un imprenditore agricolo professionale, che viene utilizzato direttamente nell’esercizio dell’attività agricola, che ricorrono determinate condizioni soggettive o che non sono presenti circostanze ostative. In tali casi la semplice attestazione della destinazione agricola del terreno non è sufficiente: devono essere dichiarati anche i requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla norma fiscale o dal bando applicabile. È quindi indispensabile indicare la disposizione normativa, il regolamento, il bando o l’avviso pubblico sulla base del quale la dichiarazione viene resa.

La dichiarazione deve indicare con chiarezza quali fatti il dichiarante conosce direttamente e quali risultano da documenti ufficiali. È preferibile utilizzare formule come “dichiara, sotto la propria responsabilità, che la particella indicata risulta ricadere nella zona urbanistica agricola secondo il certificato di destinazione urbanistica n. … rilasciato dal Comune in data …” oppure “dichiara che il terreno è effettivamente utilizzato per la coltivazione di …”. Se invece non si dispone di un documento ufficiale, bisogna evitare di presentare come certe informazioni che richiederebbero una verifica tecnica. Il dichiarante può riferire fatti e dati documentabili, ma non dovrebbe sostituirsi a un tecnico o all’ufficio comunale nell’interpretazione di cartografie, vincoli o norme urbanistiche complesse.

È consigliabile indicare la presenza di eventuali vincoli o limitazioni che interessano il terreno, ma soltanto se pertinenti alla finalità della dichiarazione e se conosciuti. Possono rilevare, ad esempio, vincoli paesaggistici, idrogeologici, forestali, ambientali, archeologici, parchi o riserve naturali, fasce di rispetto stradali, ferroviarie, demaniali o fluviali, usi civici, aree sottoposte a rischio idrogeologico o sismico e limitazioni derivanti da piani di assetto del territorio. La classificazione agricola non esclude la presenza di tali vincoli e non autorizza automaticamente la realizzazione di fabbricati, serre, recinzioni o altri interventi.

Devono essere menzionati gli allegati utilizzati per dimostrare o rendere verificabili le informazioni dichiarate. Possono essere allegati, quando appropriato, una visura catastale aggiornata, un estratto di mappa, il certificato di destinazione urbanistica, una planimetria, il contratto di affitto o comodato, l’atto di proprietà, una visura camerale, una certificazione relativa all’iscrizione come imprenditore agricolo o coltivatore diretto, fotografie del fondo, una relazione tecnica o altri documenti richiesti dall’ufficio. La visura catastale e l’estratto di mappa sono utili per identificare l’immobile, ma non sostituiscono necessariamente il certificato di destinazione urbanistica.

Alla fine della dichiarazione deve essere inserita la formula con cui il dichiarante afferma di essere consapevole delle responsabilità previste in caso di dichiarazioni false o mendaci. La dichiarazione sostitutiva deve essere resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, indicando, in particolare, la consapevolezza delle sanzioni penali previste dall’articolo 76 per chi rilascia dichiarazioni non veritiere e della possibile decadenza dai benefici ottenuti sulla base della dichiarazione, prevista dall’articolo 75. L’amministrazione può inoltre effettuare controlli sulla veridicità dei dati dichiarati, secondo quanto previsto dall’articolo 71 dello stesso decreto.

La dichiarazione deve contenere luogo e data di sottoscrizione, firma autografa o firma digitale secondo le modalità accettate dall’ufficio e, nei casi previsti, copia di un documento di identità valido del dichiarante. Quando la firma viene apposta davanti al funzionario competente, la copia del documento può non essere necessaria; quando la dichiarazione viene inviata per posta, consegnata da un terzo o trasmessa telematicamente con firma non verificabile, l’ufficio può richiedere la copia del documento. Per le dichiarazioni trasmesse tramite PEC o attraverso portali telematici valgono le modalità tecniche stabilite dall’amministrazione destinataria.

Una formulazione sostanzialmente completa potrebbe essere redatta in questo modo: il dichiarante indica le proprie generalità, dichiara di essere proprietario o titolare del diritto specifico sul terreno, identifica il fondo mediante Comune, foglio, particella, eventuale subalterno e superficie, precisa che la particella ricade, secondo il vigente strumento urbanistico comunale e secondo il certificato di destinazione urbanistica eventualmente allegato, in una zona avente destinazione agricola, indica la relativa zona o sottozona e la norma urbanistica applicabile, descrive l’eventuale effettivo utilizzo agricolo, specifica la finalità della dichiarazione, richiama i documenti prodotti e conclude dichiarando di essere consapevole delle responsabilità penali e della decadenza dai benefici in caso di dichiarazioni non veritiere.

Il contenuto esatto deve comunque essere adattato al Comune, alla Regione, all’ente destinatario e allo scopo della pratica. Una dichiarazione destinata a dimostrare soltanto l’uso agricolo effettivo sarà diversa da una dichiarazione destinata a dimostrare la destinazione urbanistica, e quest’ultima sarà diversa da una dichiarazione richiesta per un’agevolazione fiscale o per una pratica edilizia. Prima della firma è quindi opportuno verificare se l’ufficio abbia predisposto un proprio modello e se richieda espressamente il certificato di destinazione urbanistica, una relazione di un tecnico abilitato o altra documentazione ufficiale.

Esempio dichiarazione sostitutiva natura agricola terreno​

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETÀ
Riguardante la natura agricola di un terreno
(artt. 47 e 76 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445)

Il/La sottoscritto/a ____,
nato/a a __ il //____,
codice fiscale ____,
residente in ____,
via/piazza __ n. __,
CAP __, Comune __ Provincia __,
telefono __, e-mail/PEC ____,

in qualità di:

☐ proprietario/a
☐ comproprietario/a
☐ usufruttuario/a
☐ titolare di altro diritto reale o personale di godimento: ____

sul terreno sito nel Comune di __ Provincia __,
via/località ____,

consapevole delle responsabilità penali previste dall’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000 in caso di dichiarazioni mendaci, formazione o uso di atti falsi, nonché della decadenza dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere,

DICHIARA

che il terreno identificato catastalmente come segue:

  • Comune catastale: ____
  • Provincia: __
  • Foglio: __
  • Particella/Mappale: __
  • Subalterno: __
  • Superficie catastale complessiva: __ mq
  • Qualità catastale: ____
  • Classe: __
  • Reddito dominicale: € __
  • Reddito agrario: € __

    è classificato urbanisticamente come terreno a destinazione agricola, secondo gli strumenti urbanistici vigenti del Comune di ____, e precisamente nella zona/ambito urbanistico ____.

    Dichiara inoltre che il terreno:

    ☐ è attualmente utilizzato per attività agricola;
    ☐ è destinato a coltivazione di ____;
    ☐ è destinato a pascolo;
    ☐ è destinato a impianto agricolo;
    ☐ non è attualmente coltivato;
    ☐ presenta la seguente ulteriore destinazione o utilizzazione:
    ____
    ____

    La presente dichiarazione viene resa per il seguente motivo:
    ____
    ____

    Il/La sottoscritto/a dichiara, infine, di essere informato/a che i dati personali saranno trattati nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali e del Regolamento UE 2016/679.

    Luogo ____, data //____

    Firma del/della dichiarante

    ___

    Allegato: copia di un documento di identità in corso di validità del/della dichiarante.