La dichiarazione sostitutiva per l’iperammortamento è un documento, firmato dal legale rappresentante dell’impresa, con cui si attesta che un bene strumentale possiede i requisiti tecnici richiesti dalla normativa Industria 4.0 ed è interconnesso al sistema aziendale. Serve a dimostrare il diritto di usufruire dell’agevolazione fiscale, in sostituzione della perizia tecnica quando il valore del bene rientra nei limiti previsti dalla legge.
Come scrivere dichiarazione sostitutiva iperammortamento
La dichiarazione sostitutiva relativa all’iperammortamento è il documento con cui il legale rappresentante dell’impresa attesta, sotto la propria responsabilità, che uno specifico bene strumentale possiede le caratteristiche tecniche richieste dalla normativa Industria 4.0 e che è stato effettivamente interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Non si tratta, quindi, di una semplice dichiarazione con cui si afferma che il bene è “4.0”: il documento deve consentire di collegare in modo preciso l’investimento effettuato, il bene acquistato, le sue caratteristiche tecniche, il momento di entrata in funzione, la data di interconnessione e il rispetto dei requisiti normativi.
La dichiarazione deve innanzitutto identificare chiaramente l’impresa che la rilascia. Devono essere indicati la denominazione o ragione sociale, il codice fiscale, la partita IVA, la sede legale, gli eventuali dati di iscrizione al Registro delle imprese e le generalità del soggetto che sottoscrive il documento. Il firmatario deve essere il legale rappresentante dell’impresa oppure un soggetto munito di poteri validi per rendere la dichiarazione. È opportuno specificare la carica ricoperta e il titolo in base al quale il soggetto dichiara, ad esempio amministratore unico, presidente del consiglio di amministrazione o procuratore speciale, allegando eventualmente la procura se la firma è apposta da un procuratore.
La dichiarazione deve richiamare espressamente la normativa sulla quale si fonda. In relazione ai beni agevolati con il regime dell’iperammortamento, il riferimento principale è generalmente l’articolo 1, commi 9 e seguenti, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, oltre alle successive disposizioni che hanno prorogato, modificato o coordinato l’agevolazione. È inoltre necessario richiamare il D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, soprattutto per quanto riguarda le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà, la responsabilità del dichiarante, i controlli dell’amministrazione e le conseguenze penali delle dichiarazioni non veritiere. Il riferimento normativo deve essere adattato al periodo d’imposta e alla disciplina applicabile all’investimento concreto, perché nel tempo sono cambiati sia i termini per effettuare gli investimenti sia le misure agevolative e le modalità di fruizione.
Devono essere indicati gli estremi dell’investimento. È necessario riportare la descrizione completa del bene, evitando definizioni generiche come “macchinario”, “impianto automatico” o “software”. La descrizione dovrebbe indicare il produttore, il modello, il numero di serie o di matricola, il codice identificativo interno eventualmente attribuito dall’impresa, l’anno di produzione, gli estremi dell’ordine, del contratto, della fattura e del documento di trasporto. Quando il bene è costituito da più componenti, occorre precisare se si tratta di un unico sistema integrato oppure di beni distinti, descrivendo il ruolo di ogni componente e il modo in cui le parti interagiscono.
Devono essere riportati anche i dati economici dell’investimento. La dichiarazione dovrebbe indicare il costo di acquisizione del bene, distinguendo, quando necessario, il prezzo del bene, gli oneri accessori direttamente imputabili, i costi di installazione, le spese di configurazione, i costi di trasporto e le eventuali altre componenti capitalizzate. È opportuno precisare se gli importi sono espressi al netto o al lordo dell’IVA e indicare il criterio utilizzato per determinare il costo agevolabile. L’IVA normalmente non costituisce costo agevolabile quando è detraibile, mentre può rilevare come costo se è indetraibile secondo le regole fiscali applicabili. Se sono presenti contributi, finanziamenti pubblici o altre agevolazioni, la dichiarazione dovrebbe darne conto, perché possono incidere sulla determinazione dell’investimento agevolabile o sulla cumulabilità degli incentivi.
È fondamentale indicare la data di acquisizione del bene e, se diversa, la data di entrata in funzione. La data di acquisizione deve essere coerente con la disciplina temporale applicabile all’investimento e con la documentazione contabile. La data di entrata in funzione identifica il momento in cui il bene è stato reso operativo nell’attività dell’impresa. Questa data non coincide necessariamente con la data di consegna o con la data di pagamento della fattura. Un macchinario può essere stato consegnato in un determinato esercizio, ma essere entrato in funzione soltanto dopo il completamento dell’installazione, del collaudo e della configurazione.
La dichiarazione deve poi indicare la data di interconnessione. L’interconnessione è un requisito autonomo rispetto alla semplice entrata in funzione e deve essere documentata in modo concreto. Per interconnessione non si intende soltanto il collegamento fisico del bene a una rete aziendale o a Internet. Il bene deve essere in grado di scambiare informazioni con i sistemi interni dell’impresa o con la rete di fornitura, utilizzando protocolli riconosciuti e documentati, come TCP/IP, HTTP, MQTT, OPC-UA, Modbus o altri protocolli industriali compatibili con la specifica configurazione tecnica.
La dichiarazione dovrebbe spiegare a quale sistema il bene è interconnesso. Occorre quindi individuare, a seconda dei casi, il sistema di supervisione, il sistema MES, il sistema ERP, il sistema SCADA, il sistema di pianificazione della produzione, il sistema di gestione della manutenzione, il sistema di controllo qualità, il sistema logistico o la piattaforma digitale utilizzata dall’impresa. Non è sufficiente indicare genericamente che il bene è “collegato alla rete aziendale”. È necessario descrivere quali dati vengono scambiati, in quale direzione avviene lo scambio, con quale frequenza, attraverso quali protocolli e con quali finalità operative.
Dovrebbe essere spiegato, ad esempio, se il bene riceve dal sistema aziendale gli ordini di produzione, i parametri di lavorazione o le ricette operative e se restituisce dati riguardanti lo stato della lavorazione, i tempi di produzione, i consumi, gli allarmi, gli scarti, i risultati dei controlli o i parametri di funzionamento. L’interconnessione deve essere effettiva e bidirezionale quando questa caratteristica è richiesta dalla concreta configurazione del bene e dalla sua funzione. La relazione deve quindi descrivere il flusso informativo e non limitarsi a un’affermazione astratta.
La dichiarazione deve attestare l’appartenenza del bene a una delle categorie previste dalla normativa. Per i beni materiali, è necessario collegare il bene a una delle tipologie dell’Allegato A alla legge n. 232 del 2016, come i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti, i sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità, oppure i dispositivi e sistemi per l’interazione uomo-macchina e il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro. L’indicazione della categoria deve essere precisa e deve spiegare perché il bene rientra proprio in quella categoria.
Non è sufficiente riportare il numero o la rubrica della voce dell’Allegato A. Occorre descrivere le caratteristiche tecniche possedute dal bene e il rapporto tra tali caratteristiche e la voce normativa invocata. Se, ad esempio, il bene è una macchina utensile automatizzata, la dichiarazione dovrebbe evidenziare il controllo tramite CNC o PLC, la presenza di sensori, la programmabilità, la possibilità di integrazione con il sistema gestionale o produttivo, la tracciabilità delle lavorazioni e gli altri requisiti pertinenti. Se il bene è un sistema di controllo qualità, devono essere descritte le modalità di acquisizione, elaborazione e registrazione dei dati e il collegamento con il processo produttivo. Se il bene è un robot o un sistema di movimentazione, devono essere spiegate le sue funzioni operative, i sistemi di controllo, i sensori e le modalità di integrazione con gli altri strumenti aziendali.
Per i beni materiali dell’Allegato A, la dichiarazione deve attestare anche il possesso dei requisiti obbligatori e, quando applicabile, delle caratteristiche ulteriori richieste dalla disciplina tecnica. Storicamente, per molte categorie di beni, il requisito fondamentale consisteva nel fatto che il bene fosse controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti e fosse interconnesso ai sistemi aziendali. Erano inoltre richieste caratteristiche come la possibilità di integrazione automatizzata con il sistema logistico o con la rete di fornitura, l’interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva, il rispetto dei più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro e, in determinati casi, la rispondenza a specifici requisiti di integrazione, monitoraggio o controllo. La dichiarazione deve indicare quali caratteristiche sono presenti e con quali evidenze tecniche possono essere verificate.
Se l’investimento riguarda un bene immateriale, il documento deve descrivere il software, la piattaforma o il sistema acquisito, indicando la licenza, il produttore, la versione, la durata dell’utilizzo, il contratto di fornitura e le funzionalità rilevanti. Deve essere spiegato il collegamento tra il software e i beni materiali o i processi aziendali, precisando se il programma consente la gestione, il controllo, la pianificazione, la simulazione, il monitoraggio o l’ottimizzazione della produzione e se è effettivamente utilizzato dall’impresa nell’ambito del processo agevolato. Non è sufficiente dimostrare che il software è stato acquistato: occorre documentare la sua effettiva operatività e la sua integrazione con l’organizzazione produttiva.
Un punto centrale è la descrizione del rapporto funzionale tra il bene, il processo produttivo e l’organizzazione aziendale. La dichiarazione dovrebbe spiegare in quale reparto il bene è installato, quale attività svolge, quali fasi del processo interessa, quali altri macchinari o sistemi coinvolge e quali informazioni vengono utilizzate o generate. Deve risultare che il bene non è soltanto potenzialmente interconnettibile, ma che è realmente inserito nell’architettura tecnologica dell’impresa e viene utilizzato per finalità produttive, logistiche, qualitative, manutentive o organizzative coerenti con la norma.
È importante specificare se l’interconnessione era già attiva alla data di chiusura dell’esercizio oppure se è stata realizzata successivamente. Nel regime dell’iperammortamento, l’agevolazione poteva decorrere, in determinate situazioni, dal periodo d’imposta nel quale si verificavano i requisiti richiesti, mentre l’entrata in funzione e l’interconnessione potevano avvenire in momenti diversi. La dichiarazione deve quindi evitare di confondere il momento dell’acquisto con quello dell’entrata in funzione e con quello dell’interconnessione. Se il bene è stato acquistato in un anno ma interconnesso nell’anno successivo, questa circostanza deve essere espressamente indicata e adeguatamente motivata.
La dichiarazione dovrebbe inoltre attestare che il bene è nuovo, quando la disciplina applicabile richiede tale requisito, e che non si tratta di un bene usato, ricondizionato o precedentemente entrato in funzione presso altri soggetti. In caso di beni realizzati internamente, occorre descrivere il processo di costruzione e la determinazione dei costi capitalizzati. In caso di beni acquisiti tramite leasing, noleggio o altre formule contrattuali, la dichiarazione deve chiarire la natura dell’operazione e verificare se la specifica modalità di acquisizione rientra nel regime agevolativo applicabile.
Devono essere indicate anche le modalità con cui l’impresa ha verificato i requisiti tecnici. È consigliabile richiamare i documenti utilizzati, come schede tecniche del produttore, manuali, dichiarazioni di conformità, certificazioni, verbali di collaudo, rapporti di prova, documentazione di rete, schermate dei sistemi informativi, tracciati dei dati, registri di produzione, report di interconnessione, contratti di assistenza e configurazione del software. Non tutti questi documenti devono necessariamente essere allegati alla dichiarazione, ma devono essere conservati dall’impresa e messi a disposizione in caso di controllo.
La dichiarazione deve precisare che la documentazione tecnica e amministrativa è conservata presso la sede dell’impresa o presso altro luogo indicato, in modo da consentire la verifica successiva. È opportuno conservare insieme la dichiarazione, la fattura, l’ordine, il documento di trasporto, il verbale di collaudo, la prova del pagamento, il libro cespiti, le scritture contabili, il contratto di leasing o di fornitura, la documentazione sull’interconnessione e ogni relazione tecnica utilizzata. Le fatture e gli altri documenti di acquisto dovrebbero contenere il riferimento alla norma agevolativa applicabile, secondo le modalità richieste dalla disciplina del periodo interessato.
La dichiarazione deve contenere la formula tipica della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, con la consapevolezza delle responsabilità previste dagli articoli 75 e 76 del D.P.R. n. 445 del 2000. Il dichiarante deve attestare che quanto dichiarato corrisponde al vero, che le informazioni sono state desunte dalla documentazione aziendale e tecnica disponibile e che è consapevole delle conseguenze derivanti dalla falsità delle dichiarazioni, dall’uso di atti falsi o dalla perdita dei benefici eventualmente conseguiti sulla base di dichiarazioni non veritiere.
La firma deve essere apposta dal legale rappresentante. In caso di documento cartaceo, normalmente deve essere allegata una copia del documento di identità del firmatario, salvo che la dichiarazione sia sottoscritta con firma digitale secondo modalità idonee. La data della dichiarazione deve essere coerente con il momento in cui l’impresa dispone degli elementi necessari per attestare l’entrata in funzione e l’interconnessione. Una dichiarazione predisposta prima che il bene sia realmente installato e interconnesso può essere inadeguata, perché non consente di attestare fatti ancora non verificatisi.
La possibilità di utilizzare una dichiarazione sostitutiva direttamente sottoscritta dal legale rappresentante dipende dal valore del bene e dalla disciplina applicabile all’investimento. Nella disciplina tradizionale dell’iperammortamento, per gli investimenti di costo unitario non superiore a 500.000 euro, la perizia tecnica giurata o l’attestato di conformità potevano essere sostituiti da una dichiarazione resa dal legale rappresentante ai sensi del D.P.R. n. 445 del 2000. Per beni di valore superiore alla soglia prevista dalla disposizione applicabile, era invece necessario ricorrere a una perizia tecnica, normalmente asseverata o giurata secondo il regime vigente, redatta da un ingegnere o da un perito industriale iscritti ai relativi albi oppure da un ente di certificazione accreditato. La soglia deve essere verificata con riferimento alla norma vigente nel periodo in cui è stato effettuato l’investimento, perché le agevolazioni 4.0 sono state più volte modificate e in alcuni periodi l’iperammortamento è stato sostituito dal credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi.
Quando è richiesta una perizia, la dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante non può essere utilizzata per eludere tale obbligo. In quel caso la perizia deve contenere, in sostanza, le stesse informazioni tecniche, ma deve essere redatta dal professionista competente e deve includere un esame indipendente dei requisiti del bene, della sua interconnessione e della sua integrazione nel sistema aziendale. La dichiarazione dell’impresa può comunque essere utilizzata come documento integrativo, ad esempio per attestare dati amministrativi, date, costo e collocazione del bene, ma non sostituisce la perizia quando questa è obbligatoria.
La dichiarazione dovrebbe infine contenere un’attestazione conclusiva secondo cui il bene possiede i requisiti tecnici e oggettivi previsti dalla categoria normativa richiamata, è stato concretamente destinato all’attività dell’impresa, è entrato in funzione, è stato interconnesso al sistema aziendale e può essere identificato senza ambiguità mediante i dati tecnici e amministrativi indicati. Deve essere sottoscritta, datata e collegata alla documentazione conservata dall’impresa.
È importante evitare dichiarazioni standardizzate, eccessivamente brevi o basate su frasi prestampate. Una formula come “si dichiara che il macchinario è conforme ai requisiti dell’iperammortamento” è generalmente insufficiente, perché non identifica la categoria dell’Allegato A, non descrive le caratteristiche tecniche, non dimostra l’interconnessione e non consente di verificare il collegamento tra il bene e la documentazione contabile. La dichiarazione deve essere costruita sul singolo bene, oppure su un gruppo di beni omogenei e adeguatamente identificati, purché per ciascun bene siano comunque verificabili il costo, la matricola, la data di acquisizione, l’entrata in funzione e l’interconnessione.
In sintesi, una dichiarazione sostitutiva corretta deve dimostrare con precisione chi dichiara, per quale impresa, su quale bene, con quale costo, in quale data, secondo quale categoria normativa, sulla base di quali caratteristiche tecniche, attraverso quale sistema di interconnessione e con quali documenti di supporto. La sua funzione non è soltanto formale: deve costituire una ricostruzione tecnica e amministrativa completa dell’investimento, tale da consentire a un terzo, compresa l’Amministrazione finanziaria, di verificare il possesso dei requisiti senza dover ricorrere a informazioni non contenute nel documento o non rintracciabili nella documentazione conservata dall’impresa.
Esempio dichiarazione sostitutiva iperammortamento
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ
ai fini dell’iperammortamento dei beni strumentali
Ai sensi degli articoli 47, 75 e 76 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445
Il/La sottoscritto/a ____, nato/a a ____ il ____, codice fiscale ____, in qualità di ____ e legale rappresentante dell’impresa ____, con sede legale in ____, codice fiscale ____, partita IVA ____, iscritta al Registro delle Imprese di ____ al n. ____,
consapevole delle responsabilità penali previste dall’articolo 76 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 in caso di dichiarazioni mendaci, della decadenza dai benefici eventualmente conseguiti ai sensi dell’articolo 75 del medesimo D.P.R. e degli obblighi previsti dalla normativa vigente,
DICHIARA
ai fini dell’applicazione dell’iperammortamento previsto dall’articolo 1, commi da 9 a 13, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232, e successive modificazioni e integrazioni, che l’impresa ha acquistato e/o realizzato internamente il seguente bene strumentale:
Descrizione del bene:
____
Marca:
____
Modello:
____
Numero di matricola o identificativo:
____
Fornitore o costruttore:
____
Documento di acquisto n.: ____ del ____
Data di consegna: ____
Data di entrata in funzione: ____
Data di interconnessione al sistema aziendale: ____
Costo di acquisizione o realizzazione: euro ____
Ubicazione del bene: ____
Reparto o unità produttiva di utilizzazione: ____
Categoria di appartenenza ai sensi dell’Allegato A alla Legge n. 232/2016:
____
DICHIARA INOLTRE
- che il bene sopra descritto è nuovo e strumentale all’esercizio dell’attività d’impresa;
- che il bene possiede le caratteristiche tecniche richieste dalla normativa vigente per l’inclusione nell’Allegato A alla Legge 11 dicembre 2016, n. 232;
- che il bene è dotato delle seguenti caratteristiche tecniche e funzionali:
Caratteristica n. 1: ____
Caratteristica n. 2: ____
Caratteristica n. 3: ____
Caratteristica n. 4: ____
Caratteristica n. 5: ____
- che il bene è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, mediante:
Modalità di interconnessione: ____
Sistema informatico o gestionale utilizzato: ____
Protocollo o tecnologia di comunicazione: ____
Indirizzo o identificativo nella rete aziendale: ____
- che l’interconnessione consente lo scambio bidirezionale di dati con il sistema aziendale e, in particolare, la trasmissione e la ricezione di:
Dati trasmessi: ____
Dati ricevuti: ____
- che il bene è identificabile in modo univoco mediante:
Numero di matricola, codice cespite o altro identificativo: ____
- che il bene risulta correttamente contabilizzato nel libro cespiti dell’impresa con:
Numero cespite: ____
Data di iscrizione: ____
Valore contabilizzato: euro ____
- che il bene è entrato in funzione nell’esercizio ____ ed è stato interconnesso nell’esercizio ____;
- che l’impresa intende fruire dell’agevolazione fiscale con riferimento al periodo d’imposta ____;
- che tutta la documentazione tecnica, amministrativa, contabile e fiscale relativa al bene è conservata presso ____ ed è disponibile per eventuali controlli da parte degli organi competenti;
- che la presente dichiarazione è redatta sulla base della documentazione disponibile e delle verifiche effettuate dall’impresa in relazione alle caratteristiche del bene e alla sua interconnessione.
DOCUMENTAZIONE CONSERVATA
L’impresa dichiara di conservare la seguente documentazione:
- ordine di acquisto n. ____ del ____;
- contratto o documento equivalente: ____;
- fattura n. ____ del ____;
- documento di trasporto n. ____ del ____;
- verbale di installazione e collaudo del ____;
- documentazione tecnica del bene: ____;
- dichiarazione del fornitore relativa alle caratteristiche del bene: ____;
- evidenze dell’interconnessione: ____;
- schermate, report o registri informatici: ____;
- registrazione nel libro cespiti: ____;
- altra documentazione: ____.
La presente dichiarazione è composta da n. ____ pagine e da n. ____ allegati.
Luogo: ____
Data: ____
Il dichiarante
Firma: ___
Nome e cognome: ____
ALLEGATI
- Copia del documento di identità del dichiarante;
- ____;
- ____;
- ____;
- ____.