Fac simile dichiarazione di ricognizione del debito

La dichiarazione di ricognizione del debito è un atto, normalmente scritto e sottoscritto dal debitore, con cui questi riconosce l’esistenza e l’ammontare di un debito nei confronti del creditore; serve principalmente a fornire una prova formale del rapporto obbligatorio, a facilitare il recupero del credito e, nella maggior parte dei casi, a interrompere o a rinnovare il termine di prescrizione, rendendo più agevole l’esercizio di azioni giudiziarie o esecutive per il recupero.

Come scrivere una dichiarazione di ricognizione del debito

Come esperto, ti spiego in modo molto dettagliato e approfondito quali informazioni devono comparire in una dichiarazione di ricognizione del debito, in modo che il documento sia completo, efficace dal punto di vista probatorio e produca gli effetti desiderati (in particolare l’interruzione della prescrizione ex art. 2943 c.c.). La dichiarazione deve innanzitutto identificare in modo univoco le parti coinvolte: vanno indicati il nome e cognome della persona fisica o la ragione sociale della società, la partita IVA o il codice fiscale, la sede legale o la residenza, e i recapiti utili. Se la firma è apposta da un rappresentante, procuratore o delegato, occorre precisare la qualità in cui si agisce, indicare i dati anagrafici del rappresentante e allegare o richiamare il titolo che legittima la rappresentanza (visura camerale aggiornata, procura notarile o delega firmata), così da evitare contestazioni sulla capacità di rappresentanza. È opportuno inoltre specificare il luogo e la data in cui la dichiarazione viene sottoscritta, poiché sono elementi rilevanti ai fini dell’interruzione della prescrizione e della determinazione del decorso temporale.

La parte fondamentale del testo è la ricostruzione precisa dell’origine dell’obbligazione: la dichiarazione deve descrivere in modo dettagliato il rapporto da cui nasce il debito, indicando la natura dell’obbligazione (contratto di fornitura, prestazione d’opera, mutuo, fatture non pagate, sentenza, titolo esecutivo precedente, ecc.), le date rilevanti (data del contratto, della fattura, della prestazione, dell’inadempimento), eventuali numeri identificativi (numero di fattura, numero di ordine, numero di pratica, numero di sentenza) e i riferimenti documentali che consentono di ricondurre immediatamente la somma riconosciuta all’operazione sottostante. Poiché la ricognizione ha valore probatorio, è buona prassi inserire una dichiarazione che richiami expressis verbis i documenti allegati o disponibili, specificandone data e contenuto, e prevedere che tali documenti costituiscano parte integrante della dichiarazione stessa.

La quantificazione del debito deve essere chiara e analitica: non basta indicare un importo generico, ma è necessario indicare il saldo dovuto distinto per principale, interessi già maturati fino alla data di redazione della dichiarazione e spese accessorie (oneri, commissioni, spese legali già sostenute, costi di recupero crediti). È utile indicare la valuta in cui il debito è espresso e il criterio seguito per la determinazione dell’importo (ad esempio calcolo degli interessi al tasso convenuto o al tasso legale, periodo di maturazione degli interessi, eventuali arrotondamenti). Se si riconosce una somma comprensiva di pagamenti parziali già effettuati, occorre dichiarare esplicitamente l’indicazione di tali pagamenti con date e importi, così come qualsiasi sconto o compensazione concordata. Per evitare futuri rilievi, la dichiarazione può contenere la metodologia di calcolo degli interessi e la data di riferimento dalla quale sono stati computati; se si intende che gli interessi siano dovuti fino alla data di effettivo pagamento, questo va scritto chiaramente.

Va stabilito con precisione anche il termine e le modalità di pagamento: la dichiarazione deve indicare la scadenza entro la quale il debitore si impegna a pagare l’importo riconosciuto, definire eventuali rateazioni se previste (numero di rate, scadenze, importo di ciascuna rata) e il mezzo di pagamento convenuto (bonifico bancario con IBAN, assegno, versamento su conto corrente, ecc.). Occorre altresì indicare il luogo del pagamento o il conto corrente di accredito, e precisare le conseguenze per il caso di inadempimento o ritardo (applicazione di interessi di mora, penali, addebito di spese di recupero). Se esistono garanzie a presidio dell’obbligazione, la dichiarazione deve descriverle dettagliatamente: ipoteca, pegno, fideiussione, assicurazione, ecc., con indicazione dei soggetti garanti, degli estremi dei titoli che costituiscono la garanzia e delle modalità di escussione. Nel caso di debito assunto con più persone, la dichiarazione deve chiarire se si tratta di obbligazione solidale o meno, specificandone gli effetti e la responsabilità di ciascuno.

Sul piano processuale e probatorio è rilevante l’espresso riconoscimento del diritto del creditore e della natura dell’obbligazione: una formula tipica, che va comunque adattata al caso concreto, è quella in cui il debitore dichiara di riconoscere in favore del creditore l’esistenza e la validità dell’obbligazione, con l’indicazione dell’importo e dell’origine del credito. Se lo scopo è ottenere l’interruzione della prescrizione, il debitore può dichiarare consapevolmente che con la presente atto interrompe la prescrizione a favore del creditore; ciò produce l’effetto di riavviare il termine prescrizionale. È però importante non limitarsi a formule generiche: la dichiarazione deve rendere evidente che il debitore ammette il proprio debito, perché la giurisprudenza richiede una manifestazione di volontà chiara e inequivoca per far valere l’interruzione. Se si vuole rafforzare l’efficacia esecutiva della dichiarazione, si può prevedere che essa sia redatta in forma di scrittura privata sottoscritta in presenza di testimoni o autenticata da notaio; la forma notarile o l’autenticazione della sottoscrizione rendono il documento più agevolmente utilizzabile in sede esecutiva.

Particolare attenzione va riservata alle clausole che disciplinano eventuali contestazioni residue e rinunce: una dichiarazione di ricognizione non dovrebbe necessariamente comportare la rinuncia ad eccezioni sostanziali se non espressamente voluto, ma il documento può prevedere la rinuncia esplicita da parte del debitore ad opporre, per esempio, la prescrizione fino alla data indicata o fino al pagamento. Se si inseriscono rinunce o transazioni su contestazioni, queste devono essere formulate con precisione e consapevolezza, perché potrebbero avere effetti duraturi. Allo stesso modo è utile prevedere nel testo la disciplina della competenza territoriale per eventuali controversie, la legge applicabile e l’addebito di spese e onorari in caso di inadempimento, così come eventuali clausole penali.

Non bisogna dimenticare gli aspetti formali finali: la dichiarazione deve essere sottoscritta dal debitore e, se del caso, dal creditore; la firma va accompagnata dall’indicazione leggibile del nome e cognome e, per i soggetti diversi dalla persona fisica, dalla qualifica di chi firma. La presenza di testimoni e la loro identificazione possono rafforzare la prova della sottoscrizione; l’autenticazione della firma da parte di un pubblico ufficiale o la redazione davanti a notaio conferiscono ulteriore certezza giuridica. Infine, è consigliabile allegare copie dei documenti citati e indicare che tali allegati fanno parte integrante della dichiarazione, in modo che chiunque legga l’atto possa ricostruire immediatamente la situazione debitoria senza dover vagliare ulteriori fonti.

In sintesi, una dichiarazione di ricognizione del debito ben redatta contiene l’identificazione completa delle parti e della qualità in cui firmano, la ricostruzione precisa dell’origine e della natura dell’obbligazione con riferimenti documentali, la quantificazione analitica del debito (principale, interessi, spese), la metodologia di calcolo e la valuta, le modalità e i termini di pagamento, la descrizione di eventuali garanzie, le dichiarazioni riguardanti la prescrizione e le eventuali rinunce o pattuizioni sulle conseguenze dell’inadempimento, nonché tutte le formalità di sottoscrizione e attestazione necessarie per massimizzare l’efficacia probatoria e giuridica del documento.

Esempio dichiarazione di ricognizione del debito

DICHIARAZIONE DI RICOGNIZIONE DEL DEBITO

Il/La sottoscritto/a (Debitore)
Nome e cognome: ____________
Luogo di nascita: ____________
Data di nascita: ____________
Codice fiscale: ____________
Residenza (Comune): ____________
Indirizzo: ____________
Numero civico: ____________

Il/La sottoscritto/a (Creditore)
Nome e cognome: ____________
Luogo di nascita: ____________
Data di nascita: ____________
Codice fiscale: ____________
Residenza (Comune): ____________
Indirizzo: ____________
Numero civico: ____________

Premesso che
– In data ____________ tra le parti è sorto un rapporto obbligatorio/credito derivante da ____________ (es. contratto di compravendita, prestito, fornitura, ecc.): ____________.

Si conviene e si dichiara quanto segue:

1) Riconoscimento del debito
Il/La sottoscritto/a Debitore riconosce di essere debitore nei confronti del/la Creditore/essa della somma di Euro ____________ (in lettere: ____________), a titolo di ____________ (causa del debito): ____________.

2) Modalità e termini di pagamento
Il debito verrà rimborsato secondo le seguenti modalità:
– Pagamento in unica soluzione entro il giorno: ____________;
oppure
– Pagamento rateale in ____________ rate di Euro ____________ ciascuna, con scadenze: ____________.

Modalità di pagamento: (es. bonifico, assegno, contanti) ____________.
IBAN/Coordinate bancarie per il pagamento: ____________.

3) Interessi
Sul capitale residuo decorreranno interessi al tasso del ____________ % annuo (tasso concordato) e, in caso di ritardo, interessi di mora al tasso del ____________ % annuo (tasso di mora), calcolati dal giorno di scadenza della/e rata/e inadempiuta/e fino al saldo integrale.

4) Garanzie e accessori
A garanzia dell’obbligazione il/la Debitore concede/ha costituito: ____________ (es. fideiussione di ____________, ipoteca su immobile ubicato in ____________, pegno su bene ____________, ecc.).
Eventuali spese accessorie a carico del Debitore: ____________.

5) Rinunce e dichiarazioni
Il/La Debitore dichiara espressamente di riconoscere e confermare il credito sopra indicato e, salvo quanto diversamente previsto tra le parti, di non avere nei confronti del/la Creditore/essa alcuna contestazione avente ad oggetto il suddetto ammontare. Il/La Debitore rinuncia espressamente a sollevare, in sede di esecuzione forzata, le eccezioni derivanti da fatti anteriori al presente atto, nei limiti consentiti dalla legge: ____________.

6) Inadempimento
In caso di mancato adempimento alle obbligazioni di cui alla presente dichiarazione, il/la Creditore/essa si riserva il diritto di esperire le azioni esecutive e cautelari previste dalla legge, con facoltà di rivalersi sulle garanzie di cui al punto 4.

7) Foro competente
Per ogni eventuale controversia relativa all’interpretazione, esecuzione e validità della presente dichiarazione le parti convengono che sarà competente in via esclusiva il Foro di ____________.

8) Dati aggiuntivi/annotazioni
Annotazioni rilevanti: ____________.

Luogo: ____________
Data: ____________

Firma del/la Debitore: _____________________________
(Nome e cognome in stampatello): ____________

Firma del/la Creditore/essa: _____________________________
(Nome e cognome in stampatello): ____________

Testimoni (facoltativi)
Testimone 1 – Nome e cognome: ____________ – Codice fiscale: ____________ – Firma: _____________________________
Testimone 2 – Nome e cognome: ____________ – Codice fiscale: ____________ – Firma: _____________________________

Eventuale assistenza notarile/annotazione notarile
Notaio (se presente): Nome e cognome: ____________ – Studio notarile: ____________ – Data e adempimenti: ____________

Fac simile dichiarazione di responsabilità vendita auto

Una dichiarazione di responsabilità nella vendita di un’auto è un documento scritto e firmato dal venditore in cui si attesta la veridicità delle informazioni sul veicolo e si assume la responsabilità per quanto dichiarato. Serve a formalizzare l’accordo tra venditore e acquirente, a consentire le pratiche per il passaggio di proprietà e a tutelare entrambe le parti fornendo una prova scritta in caso di errori, vincoli non dichiarati o contestazioni successive.

Come scrivere una dichiarazione di responsabilità vendita auto

Per redigere una dichiarazione di responsabilità relativa alla vendita di un’automobile occorre raccogliere e riportare con precisione tutte le informazioni che identificano in modo incontrovertibile le parti, il veicolo, le condizioni della vendita e gli eventuali oneri o vincoli preesistenti, spiegandone chiaramente gli effetti giuridici. La dichiarazione deve innanzitutto individuare il venditore con nome e cognome completi, luogo e data di nascita, residenza completa e codice fiscale; se il venditore agisce per conto di una società bisogna indicare la ragione sociale esatta, la sede legale, la partita IVA, il numero d’iscrizione alla Camera di Commercio e il nome e i poteri del legale rappresentante o del procuratore, allegando la procura se la firma non è del titolare. Analogamente il compratore va identificato con gli stessi dati anagrafici e fiscali; in caso di acquisto da parte di una società, vanno forniti i riferimenti societari e la qualifica di chi sottoscrive. È importante che nella dichiarazione sia riportato il luogo e la data in cui la dichiarazione è resa, perché questo dato incide sui termini di eventuali adempimenti successivi e sulle responsabilità pregresse.

Per quanto riguarda il veicolo, la dichiarazione deve contenere la descrizione completa e univoca: marca, modello, versione, allestimento rilevabile dal libretto, numero di telaio (VIN), numero di targa, numero di motore se presente nei documenti, data di prima immatricolazione e, se rilevante, il numero del certificato di proprietà o l’indicazione del certificato di proprietà digitale (CDPD). Va indicato lo stato del libretto di circolazione (in originale consegnato o consegnato in copia), il chilometraggio registrato al momento della consegna e la data in cui tale lettura è stata presa; la dichiarazione deve specificare che la lettura del contachilometri corrisponde allo stato dichiarato o, nel caso in cui non si possa garantire, segnalarne l’incertezza. Se il veicolo ha subito passaggi di proprietà recenti o ha documentazione tecnica specifica (revisioni, certificati di revisione, libretti di manutenzione, fatture di riparazioni importanti) è opportuno elencare e allegare i documenti consegnati insieme al veicolo o indicare espressamente quali documenti il venditore si impegna a fornire.

Sotto il profilo patrimoniale e dei vincoli, la dichiarazione deve attestare lo stato giuridico del bene: la titolarità del venditore, l’assenza o l’esistenza di gravami quali ipoteche, fermi amministrativi, sequestri, pegni, leasing o finanziamenti in corso. Se il veicolo è gravato da un contratto di leasing o da un finanziamento, la dichiarazione dovrà specificare l’esistenza del vincolo, l’ammontare della quota residua e le modalità concordate per estinguere il finanziamento o per ottenere la cancellazione del vincolo prima o al momento del trasferimento. È essenziale che il venditore dichiari l’assenza di segnalazioni di furto o di sottrazione e, se il veicolo è stato oggetto di sinistri rilevanti, vengano descritte le principali riparazioni eseguite e i danni conosciuti; omettere fatti rilevanti che inducano in errore il compratore può comportare responsabilità civili e penali per dichiarazioni mendaci o per occultamento di vizi.

La valutazione degli aspetti fiscali e degli oneri amministrativi deve essere compresa nella dichiarazione: il prezzo pattuito e la valuta, la modalità di pagamento (bonifico, assegno circolare, contanti nel rispetto dei limiti di legge) e la consegna di eventuali acconti con indicazione di ricevute o quietanze. È utile specificare chi rimane responsabile per il pagamento dell’imposta di trascrizione e altre imposte o tasse collegate al trasferimento di proprietà, nonché chi si farà carico delle spese di voltura al PRA/ACI o dell’aggiornamento della carta di circolazione; normalmente tali adempimenti sono a carico del compratore, salvo diverso accordo scritto. Se la vendita è effettuata da un soggetto che agisce nell’esercizio di impresa o di attività professionale, la dichiarazione deve chiarire il trattamento IVA applicabile, se l’operazione è imponibile o se rientra in particolari regimi (come il regime del margine), e riportare eventualmente i riferimenti della fattura emessa.

Sotto il profilo della responsabilità civile e delle garanzie, la dichiarazione deve precisare se il veicolo viene venduto “a corpo” o “a peso”, se è venduto nello stato di fatto e di diritto in cui si trova (vendita “as is”) oppure se il venditore concede garanzie di conformità o di buon funzionamento e per quale durata; nel caso di venditore professionale nei confronti di un consumatore si devono rispettare le norme obbligatorie di garanzia previste dal Codice del Consumo e indicare la durata e le condizioni della garanzia. Se il venditore intende escludere ogni garanzia, questa volontà va documentata chiaramente, ma va anche ricordato che non è possibile escludere o limitare responsabilità per vizi dolosi o per dichiarazioni false: la dichiarazione deve quindi essere veritiera e completa.

Devono essere indicati i termini di consegna e il luogo dove avviene il passaggio materiale del veicolo, con l’elencazione degli elementi consegnati contestualmente (chiavi, manuali, certificati di revisione, ricevute pagamenti precedenti, eventuali ricambi). È opportuno inserire una clausola che specifichi il momento del trasferimento di rischio e di responsabilità per il veicolo: fino a quando eventuali sanzioni amministrative, ticket, multe o violazioni sono imputabili al venditore o al compratore, precisando il criterio concordato, dato che la responsabilità per i fatti di circolazione si misura rispetto al momento in cui il veicolo è materialmente e formalmente nella disponibilità del compratore e rispetto alle trascrizioni ufficiali.

La dichiarazione deve essere sottoscritta dalle parti con firma autografa, indicare il luogo e la data della firma e prevedere, se possibile, che le firme siano apposte in calce ai documenti identificativi allegati, come copia del documento d’identità e del codice fiscale di ciascuna parte; se la sottoscrizione avviene tramite procuratore, occorre allegare la procura in originale o in copia conforme. La presenza di testimoni o la forma notarile o l’autenticazione della firma rendono la dichiarazione più solida dal punto di vista probatorio, specialmente in casi di contestazioni, e in alcune pratiche specifiche la forma pubblica è consigliabile. È inoltre utile inserire una dichiarazione finale che attesti la verità delle informazioni rese e la consapevolezza delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci, con l’esplicito consenso al trattamento dei dati personali per le finalità connesse al trasferimento di proprietà, in conformità alla normativa sulla privacy, specificando che i dati potranno essere comunicati agli uffici competenti per l’espletamento delle pratiche di trasferimento.

Infine, è buona prassi allegare alla dichiarazione tutte le copie dei documenti che comprovano quanto dichiarato: copia del libretto o della carta di circolazione, copia del certificato di proprietà o della visura PRA, eventuali documenti di estinzione di finanziamenti, ricevute di pagamento per riparazioni straordinarie, ricevute di pagamento di bolli o revisioni, e copia dei documenti d’identità delle parti. Dichiarare chiaramente quali documenti sono consegnati e quali rimarranno in carico al venditore dopo la firma aiuta a prevenire contestazioni e a definire con precisione la responsabilità e gli obblighi successivi alla consegna del veicolo.

Esempio dichiarazione di responsabilità vendita auto

DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITÀ PER VENDITA VEICOLO

Luogo: ____________ Data: ____________

1) DATI VENDITORE
Nome e cognome: ____________
Data di nascita: ____________
Luogo di nascita: ____________
Codice fiscale: ____________
Residenza (via, n., CAP, città, provincia): ____________
Documento d’identità (tipo, n., rilasciato da, data rilascio): ____________
Recapito telefonico: ____________
Email: ____________

2) DATI ACQUIRENTE
Nome e cognome: ____________
Data di nascita: ____________
Luogo di nascita: ____________
Codice fiscale: ____________
Residenza (via, n., CAP, città, provincia): ____________
Documento d’identità (tipo, n., rilasciato da, data rilascio): ____________
Recapito telefonico: ____________
Email: ____________

3) DATI VEICOLO
Marca: ____________
Modello: ____________
Tipo carrozzeria: ____________
Anno immatricolazione: ____________
Targa: ____________
Numero di telaio (VIN): ____________
Numero motore: ____________
Cilindrata/Potenza: ____________
Colore: ____________
Km al momento della vendita: ____________
Data prima immatricolazione: ____________
Libretto di circolazione (n. e data): ____________
Certificato di proprietà / Documento di circolazione (n. e data): ____________

4) PREZZO E MODALITÀ DI PAGAMENTO
Prezzo concordato (in euro): ____________
Modalità di pagamento (contanti, bonifico, assegno, altro): ____________
Dettagli pagamento (es. n. assegno, data bonifico, acconto versato): ____________

5) DICHIARAZIONI DEL VENDITORE
Il/la sottoscritto/a dichiara sotto la propria responsabilità quanto segue:
a) di essere proprietario/a esclusivo/a del veicolo sopra descritto e di avere piena disponibilità e legittimità a disporne;
b) che sul veicolo non gravano ipoteche, fermi amministrativi, pignoramenti, sequestri, limitazioni della disponibilità, né altri vincoli o obblighi verso terzi, salvo quanto dichiarato in calce: ____________;
c) che il veicolo non è stato denunciato come rubato: ____________;
d) che il contachilometri è veritiero e corrisponde a: ____________ km;
e) che il veicolo è stato consegnato all’acquirente nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, con gli accessori elencati: ____________;
f) di aver informato l’acquirente di eventuali difetti conosciuti o di eventuali incidenti rilevanti subiti dal veicolo: ____________;
g) che la revisione obbligatoria è vigente fino al: ____________ (indicare eventuali limitazioni o scadenze): ____________;
h) che il veicolo è conforme alle normative vigenti (se applicabile) e che tutti i documenti di circolazione sono in regola e consegnati: ____________.

6) CONSEGNA
Data e ora di consegna del veicolo: ____________
Luogo di consegna: ____________
Consegna chiavi (n. chiavi consegnate): ____________
Eventuali accessori consegnati (radio, gomme, documenti, ecc.): ____________

7) SPESE E ONERI
Le spese relative al trasferimento di proprietà, imposte, bolli e altre spese correlate saranno a carico di: ____________ (venditore/acquirente/altro)
Eventuali accordi particolari sulle spese: ____________

8) ONERI POST-VENDITA E GARANZIE
Il venditore dichiara che, salvo quanto espressamente indicato nel presente atto, il veicolo è venduto:
– a) nello stato di fatto in cui si trova (visto e piaciuto) e senza garanzia commerciale, salvo diverso accordo scritto: ____________;
– b) con la responsabilità del venditore limitata alle dichiarazioni di cui al punto 5, e con esclusione di vizi occulti salvo dolo o colpa grave: ____________.

9) ALTRE PATTUIZIONI
Eventuali pattuizioni aggiuntive tra le parti: ____________

10) DOCUMENTI ALLEGATI (barrare/confermare)
– Copia documento d’identità venditore: ____________
– Copia documento d’identità acquirente: ____________
– Libretto di circolazione: ____________
– Certificato di proprietà o documento sostitutivo: ____________
– Ricevute di pagamento / prove transazione: ____________
– Verbale revisione / certificazioni manutenzioni: ____________
– Altro: ____________

11) ACCETTAZIONE E FIRME
Il/la sottoscritto/a venditore dichiara di aver fornito all’acquirente tutte le informazioni e i documenti necessari e di assumersi le responsabilità indicate nel presente atto.

Il/la sottoscritto/a acquirente dichiara di aver visionato il veicolo, preso visione dei documenti e delle dichiarazioni fornite e di accettare la vendita alle condizioni sopra indicate.

Luogo: ____________ Data: ____________

Firma del venditore: _______________________________

Firma dell’acquirente: _______________________________

Testimone 1 (nome, documento, firma): _______________________________

Testimone 2 (nome, documento, firma): _______________________________

Note finali / annotazioni: ____________

Fac simile dichiarazione di smarrimento assegno bancario

È una comunicazione scritta con cui il possessore o l’emittente segnala lo smarrimento o il furto di un assegno bancario: serve a informare la banca (e, se necessario, le autorità) per impedire l’incasso indebito, ottenere il blocco del titolo e avviare eventuali procedure per il duplicato o per richiedere responsabilità. Di solito contiene i dati identificativi dell’assegno e può essere accompagnata da una denuncia alle forze dell’ordine; senza tale dichiarazione la banca potrebbe non poter opporsi all’incasso o rimborsare il titolare.

Come scrivere una dichiarazione di smarrimento assegno bancario

Per redigere una dichiarazione di smarrimento di un assegno bancario conviene descrivere con precisione ogni elemento identificativo del titolo e della situazione che ha portato alla sua perdita, iniziando dai dati anagrafici completi del dichiarante: nome e cognome così come risultano nei documenti d’identità, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza o domicilio nei quali si intendono ricevere eventuali comunicazioni, codice fiscale, recapiti telefonici e indirizzo e-mail. È essenziale indicare il documento d’identità utilizzato per l’identificazione, specificandone la tipologia (carta d’identità, passaporto, patente), il numero, l’autorità che lo ha rilasciato e la data di rilascio, e allegare copia leggibile dello stesso. Se la dichiarazione è resa da un rappresentante o da una persona delegata, la dichiarazione deve contenere i dati relativi alla procura o alla delega, con indicazione del potere attribuito e copia dei documenti che lo comprovano.

Per quanto riguarda l’assegno smarrito, la descrizione deve essere puntuale e univoca: indicare la banca emittente e la filiale o l’agenzia che ha emesso l’assegno, il numero progressivo o seriale del modulo, il numero di conto corrente da cui l’assegno è stato emesso, l’eventuale codice IBAN associato, e ogni codice o segno alfanumerico impresso sul titolo. Vanno specificati l’importo indicato sull’assegno sia in cifre sia in lettere, con l’indicazione della valuta, la data di emissione e, se presente, la data di scadenza o di traenza. Occorre precisare la natura dell’assegno: se si tratta di assegno circolare, assegno bancario, assegno all’ordine, assegno al portatore, assegno non trasferibile o altro tipo specifico; se sull’assegno sono apposti tramiti, girate o endorsement o se il retro del titolo presenta timbri o annotazioni, queste informazioni devono essere riportate fedelmente. Eventuali segni distintivi del modulo, come filigrane, strisce MICR, intestazione particolare, colore o graffi caratteristici, aiutano a identificare in modo univoco il titolo.

La ricostruzione delle circostanze dello smarrimento è altrettanto importante: indicare il momento approssimativo o preciso in cui si è constatata l’assenza dell’assegno, se la perdita è avvenuta in un luogo pubblico o privato, se è stata presumibilmente smarrito o sottratto, le condizioni in cui si trovava il portafoglio o la borsa al momento della scomparsa, e se si è avuta contezza dell’ultimo utilizzo o della consegna a terzi. Nel caso in cui si sospetti un furto o un atto doloso è fondamentale segnalare di aver presentato denuncia alle autorità competenti: va indicato l’organo a cui è stata fatta la denuncia (Commissariato di P.S., Carabinieri, Polizia Locale), la data della denuncia, il numero di protocollo o di registrazione della stessa e, se possibile, allegare copia della denuncia o del relativo verbale. Se invece si tratta di smarrimento per disattenzione, va comunque riportato il racconto dei fatti con la massima precisione e, se esistono testimoni o persone che possono confermare gli eventi, i loro dati e la dichiarazione di disponibilità a confermare quanto dichiarato.

È opportuno chiarire quale effetto si richiede con la dichiarazione: specificare se si chiede alla banca il blocco del pagamento dell’assegno, la sua estinzione o annullamento, la sostituzione con un nuovo titolo, o semplicemente l’attestazione dello smarrimento a fini amministrativi o contabili. Se si intende ottenere il blocco operazioni, indicare eventuali riferimenti a pratiche già avviate con la banca (numero di pratica, sportello interlocutore, nome del funzionario) e precisare se sono state già predisposte altre comunicazioni o richieste ufficiali (fax, PEC, raccomandata). Nel testo della dichiarazione è utile inserire una chiara affermazione in cui si dichiara che l’assegno non è stato incassato, girato o consegnato a terzi successivamente alla data di emissione, e che fino al momento della dichiarazione non si è a conoscenza di alcun soggetto che ne rivendichi la proprietà o ne abbia ottenuto il pagamento.

Vanno indicati eventuali documenti allegati alla dichiarazione che possano comprovare quanto affermato: copia dell’assegno (se in possesso di fotocopia o fotografia), copia della denuncia alle forze dell’ordine, copia della delega o procura se la dichiarazione viene resa da un delegato, estratti conto che evidenziano l’assenza di addebito relativo all’assegno, comunicazioni precedenti con la banca e ogni altra documentazione probatoria. Se ci sono stati tentativi di rintracciare l’assegno o comunicazioni con il beneficiario o terze parti, è utile riportare le modalità e gli esiti di tali tentativi, con date e nominativi. Nel caso di assegni emessi a favore di società o di terze persone, specificare la ragione sociale completa, la partita IVA o il codice fiscale del beneficiario, e se il titolo era intestato a persona fisica o giuridica.

La dichiarazione deve concludersi con l’indicazione del luogo e della data di redazione e con la firma autografa del dichiarante; qualora si tratti di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà o di attestazione resa ai sensi della normativa vigente, è opportuno inserire la formula con cui si assume la responsabilità della veridicità delle informazioni (consapevolezza delle sanzioni per dichiarazioni mendaci) e, quando richiesto dalla banca o da norme specifiche, la sottoscrizione può essere apposta in presenza di un funzionario o autenticata. Infine, è consigliabile lasciare un recapito aggiornato per eventuali richieste di chiarimento da parte della banca o dell’autorità che riceve la dichiarazione e specificare se si autorizza la banca a comunicare con i soggetti terzi eventualmente coinvolti per le verifiche del caso.

Esempio dichiarazione di smarrimento assegno bancario

DICHIARAZIONE DI SMARRIMENTO ASSEGNO BANCARIO

Il/La sottoscritto/a ______________________________
nato/a a ______________________________ il __/__/____
residente in ______________________________ (via/piazza, n. ___ CAP _____ Città _______________)
codice fiscale ______________________________
telefono ______________________________
e-mail ______________________________
documento d’identità (tipo) ______________________________ n. __________________ rilasciato da ______________________________ il __/__/____

DICHIARA

1) di essere titolare dell’assegno bancario n. ______________________________
2) emesso da (Banca) ______________________________ – Filiale ______________________________
3) intestato a ______________________________
4) emesso in data __/__/____ per l’importo di € ______________________________ (in lettere: ______________________________)
5) tratto su conto corrente n. ______________________________ intestato a ______________________________
6) che l’assegno in oggetto è stato smarrito in data __/__/____ in ______________________________ (luogo/indirizzo) e non è al momento rinvenuto; non risultano informazioni sul luogo del suo utilizzo o sulla sua presentazione
7) che, al momento della presente dichiarazione, non è stata data alcuna autorizzazione a terzi per l’utilizzo dell’assegno né è stato consegnato a persona di fiducia
8) di richiedere l’immediato blocco/annullamento dell’assegno e/o l’emissione di provvedimenti volti a evitare l’incasso da parte di soggetti non autorizzati
9) di impegnarsi a restituire immediatamente l’assegno all’ente emittente o a comunicare tempestivamente ogni utile informazione in caso di ritrovamento

DICHIARA INOLTRE

di essere consapevole delle responsabilità penali previste in caso di dichiarazioni mendaci.

Allega copia documento di identità: SÌ __________ NO __________

Luogo ______________________________
Data __/__/____

Firma ______________________________

Per uso banca (eventuali note/interventi):
_____________________________________________________________
_____________________________________________________________

Fac simile revoca liquidatore Srl

La revoca del liquidatore di una Srl è la rimozione dell’amministratore incaricato di portare a termine la liquidazione della società. Serve a sostituire chi non adempie correttamente ai doveri di liquidazione, ha conflitti d’interesse o ha perso la fiducia dei soci, in modo da tutelare gli interessi della società e dei creditori e garantire che il patrimonio venga ripartito e le obbligazioni estinte secondo le norme. La decisione spetta normalmente all’assemblea dei soci, e può essere disposta anche dal tribunale in caso di giusta causa; la revoca diventa opponibile ai terzi con la relativa annotazione/iscrizione nel Registro delle imprese e può comportare responsabilità o indennizzi a seconda delle circostanze.

Come scrivere una revoca liquidatore Srl

Per redigere correttamente una revoca del liquidatore di una S.r.l. occorre predisporre un atto che contenga con chiarezza e precisione tutti gli elementi identificativi della società, l’evento deliberativo che ne determina la revoca e le informazioni necessarie per l’iscrizione della variazione negli archivi pubblici e per la gestione sostanziale del passaggio di consegne. Innanzitutto il documento deve identificare in testa la società con la sua ragione sociale esatta, la sede legale, il numero di iscrizione al Registro delle Imprese (REA o numero REA), il codice fiscale e la partita IVA se presenti; questi dati servono a evitare equivoci e a riferire l’intervento alla persona giuridica corretta. Il verbale deve quindi indicare in modo completo il tipo di assemblea o organo che ha adottato la decisione: la natura della riunione (assemblea ordinaria o straordinaria dei soci, assemblea dei soci in liquidazione o altro organo competente previsto dallo statuto), la data e il luogo della riunione, e la composizione dei presenti con l’indicazione delle quote di partecipazione rappresentate, così da rendere evidente il rispetto delle eventuali maggioranze statutarie e delle norme applicabili. Nella parte dispositiva del testo deve essere riportata la deliberazione stessa in termini inequivocabili: la revoca del liquidatore attualmente in carica, con l’indicazione completa dell’interessato (nome e cognome così come risultano negli atti pubblici), la data di nomina originaria (se rilevante), l’eventuale efficacia temporale della revoca (ad esempio immediata o da una data specifica) e, se previsto o deciso contestualmente, la nomina di un nuovo liquidatore o di un collegio di liquidatori.

Per il nuovo soggetto eventualmente nominato è indispensabile inserire tutti i dati anagrafici richiesti per la pubblicazione: nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza o sede, codice fiscale, eventuale cittadinanza, e – se rilevante ai fini della funzione – il riferimento a titoli professionali o iscrizioni ad albi. Accanto a questi dati occorre riportare la dichiarazione di accettazione della nomina da parte del liquidatore designato, preferibilmente allegata al verbale come documento firmato, e la precisazione dei poteri attribuiti: se la nomina attribuisce la rappresentanza legale della società in liquidazione, se i poteri sono esclusivi o congiunti, se vengono conferiti poteri straordinari (alienazione di beni, impegni significativi, transazioni giudiziarie), i limiti eventualmente imposti e la durata dell’incarico. È altrettanto importante specificare gli aspetti economici dell’incarico, ossia l’eventuale compenso, il rimborso spese e le modalità di liquidazione del compenso, oltre ad eventuali cautele quali fideiussioni o garanzie richieste al liquidatore.

Il verbale deve poi contenere le firme necessarie per la validazione della deliberazione: la sottoscrizione del presidente dell’assemblea e del segretario verbalizzante oppure l’autenticazione del verbale secondo le forme richieste dallo statuto o dalla legge. Se lo statuto o la normativa richiedono la forma pubblica per certe delibere, occorrerà prevedere la redazione del verbale per atto notarile; in ogni caso il documento dovrà essere predisposto in modo da poter essere depositato e trasmesso al Registro delle Imprese.

Al testo della revoca è opportuno affiancare un elenco documentale allegato: il verbale di assemblea in forma completa, la dichiarazione di accettazione del nuovo liquidatore con copia del documento d’identità e codice fiscale, eventuali deleghe o procure per la sottoscrizione e la presentazione agli uffici, e ogni altro documento richiesto per l’iscrizione a Registro (ad esempio, copia dello statuto se la variazione riguarda aspetti statutari). Occorre inoltre prevedere un’informativa o un atto di consegna formale che disciplini il passaggio di consegne: l’inventario aggiornato dei beni sociali e delle posizioni attive e passive, l’elenco dei rapporti contrattuali in corso, l’indicazione dei conti correnti bancari e degli istituti con i relativi firmatari, lo stato dei procedimenti giudiziari e amministrativi pendenti, nonché la documentazione contabile e sociale (libri sociali, bilanci, scritture di liquidazione). Tale passaggio è fondamentale per assicurare la continuità della procedura di liquidazione e per tutelare la responsabilità patrimoniale e professionale del soggetto subentrante.

Dal punto di vista formale e procedurale, il documento deve contenere anche la deliberazione che autorizza una persona a svolgere le formalità necessarie per l’iscrizione della revoca e della nomina al Registro delle Imprese, incaricando il soggetto (presidente dell’assemblea, amministratore o procuratore) a firmare e depositare tutti gli atti richiesti, con indicazione delle firme che dovranno comparire negli atti di deposito. La pratica di iscrizione richiederà poi la presentazione telematica o cartacea della documentazione, il pagamento degli emolumenti camerali e l’eventuale presentazione di dichiarazioni integrative richieste dal Registro; pertanto il verbale dovrebbe prevedere l’incarico e l’autorizzazione esplicita a compiere tali adempimenti.

Infine, pur essendo materia che si riverbera su molteplici soggetti esterni, è buona prassi che la revoca riporti anche le modalità con cui la società provvederà a comunicare la variazione alle controparti rilevanti: banche, clienti e fornitori principali, uffici fiscali e previdenziali (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL), e, se del caso, l’eventuale pubblicazione prevista dagli usi o dallo statuto; se la deliberazione modifica i poteri di rappresentanza, sarà utile prevedere l’aggiornamento immediato delle firme abilitate e dei mandati presso gli istituti con cui la società opera, per evitare disfunzioni operative. Data la delicatezza dell’operazione e la possibile presenza di profili statutari o di responsabilità personale da valutare, è consigliabile che il testo della revoca sia redatto o verificato da un professionista esperto (notaio, avvocato o commercialista) che possa adeguarlo alle previsioni statutarie, alle eventuali clausole contrattuali in essere e agli obblighi di comunicazione al Registro delle Imprese e ad altri enti competenti.

Esempio revoca liquidatore Srl

VERBALE DI ASSEMBLEA DEI SOCI DI ____________ S.r.l.

L’anno ____________, il giorno ____________ del mese di ____________, alle ore ____________, in ____________ (indirizzo: ____________), si è riunita l’assemblea dei soci della società ____________ S.r.l., codice fiscale/partita IVA ____________, iscritta al Registro delle Imprese di ____________ al n. ____________, REA ____________.

Presiede l’assemblea il Sig./la Sig.ra ____________, nato/a a ____________ il ____________, residente in ____________ (indirizzo: ____________), il quale assume la carica di Presidente dell’assemblea. Segretario verbalizzante è nominato il Sig./la Sig.ra ____________, nato/a a ____________ il ____________, residente in ____________ (indirizzo: ____________).

Sono presenti i soci di seguito indicati, in proprio o per delega:
– Sig./Sig.ra ____________, CF ____________, residente in ____________, titolare di n. __________ quote, pari al __% del capitale sociale;
– Sig./Sig.ra ____________, CF ____________, residente in ____________, titolare di n. __________ quote, pari al __% del capitale sociale;
– (eventuali ulteriori soci) ____________.

L’assemblea risulta validamente costituita ai sensi dello statuto sociale e della normativa vigente, rappresentando in totale n. __________ quote, pari al __% del capitale sociale.

OGGETTO: Revoca del liquidatore

Il Presidente espone all’assemblea quanto segue: che, in data ____________, era stato nominato liquidatore della società il/la Sig./Sig.ra ____________, nato/a a ____________ il ____________, residente in ____________ (indirizzo: ____________), con sede per la carica presso ____________.

Dare atto che l’assemblea, dopo deliberazione, ha deciso quanto segue.

Delibera
L’assemblea, con il voto favorevole di n. __________ quote, contrari n. __________ quote, astenuti n. __________ quote (oppure: con l’unanimità dei voti espressi), delibera di revocare dall’incarico di liquidatore il/la Sig./la Sig.ra ____________, con effetto a decorrere dal giorno ____________.

L’assemblea dispone altresì che il/la revocato/a provveda alla immediata consegna di tutta la documentazione sociale, della corrispondenza e degli atti relativi alla liquidazione alla persona che sarà incaricata di procedere alla custodia o alla continuità della gestione, ovvero come da successive disposizioni assembleari.

(Se si intende nominare un nuovo liquidatore, inserire la seguente parte:)
Nomina del nuovo liquidatore
L’assemblea nomina quale nuovo liquidatore della società il/la Sig./la Sig.ra ____________, nato/a a ____________ il ____________, residente in ____________ (indirizzo: ____________), codice fiscale ____________, a cui vengono conferiti i poteri di legge e quelli necessari per l’esercizio della funzione, con decorrenza dal ____________.

Poteri e formalità
L’assemblea conferisce al Presidente dell’assemblea e/o al/la Sig./Sig.ra ____________ ogni più ampio potere per compiere tutti gli adempimenti necessari e per compiere le comunicazioni e le iscrizioni presso il Registro delle Imprese di ____________ e presso ogni altra autorità competente, nonché per sottoscrivere e depositare il presente verbale e ogni altro atto connesso alla revoca e, se nominato, alla nomina del nuovo liquidatore.

Si dà atto che le operazioni di liquidazione già avviate dovranno essere regolate secondo le determinazioni che verranno adottate dal nuovo liquidatore o, in mancanza, da successiva delibera assembleare.

Non essendovi ulteriori argomenti all’ordine del giorno, l’assemblea è tolta alle ore ____________.

Il presente verbale viene letto, approvato e sottoscritto come segue.

Luogo e data: ____________, lì ____________

Il Presidente dell’assemblea
____________________________
Firma: ____________

Il Segretario verbalizzante
____________________________
Firma: ____________

Soci presenti e firmatari:
1) Nome e cognome: ____________ – CF: ____________ – Quote: ____________ – Firma: ____________
2) Nome e cognome: ____________ – CF: ____________ – Quote: ____________ – Firma: ____________
3) (eventuali ulteriori soci) ____________ – Firma: ____________

Dichiarazione del liquidatore revocato (per presa visione e rilascio documenti)
Il/la sottoscritto/a Sig./Sig.ra ____________, nato/a a ____________ il ____________, residente in ____________ (indirizzo: ____________), dichiara di aver ricevuto copia della presente deliberazione e di aver provveduto alla consegna della documentazione sociale e degli atti a: ____________ (indicare destinatario/consegnatario) in data ____________.

Firma del liquidatore revocato:
____________________________
Firma: ____________

Fac simile revoca incarico architetto​

La revoca dell’incarico all’architetto è l’interruzione dell’incarico professionale conferito al progettista, formale o informale a seconda di quanto previsto dal contratto e dalle norme deontologiche; serve a cessare il rapporto di prestazione professionale quando il committente non è soddisfatto, quando emergono conflitti di interesse, ritardi, inadempimenti o semplicemente per volontà delle parti. La revoca comporta conseguenze pratiche e giuridiche: l’architetto ha diritto al compenso per le prestazioni già svolte e, se previsto, a un indennizzo in caso di revoca ingiustificata, mentre il committente può richiedere la consegna della documentazione e la nomina di un nuovo professionista per garantire la continuità del progetto; per questo motivo la revoca va gestita secondo quanto stabilito dal contratto e, se necessario, con comunicazione scritta.

Come scrivere una revoca incarico architetto​

Per redigere in modo corretto e completo una lettera di revoca dell’incarico conferito a un architetto è fondamentale inserire tutti gli elementi che consentano di identificare con precisione il rapporto contrattuale, la sua storia e le conseguenze pratiche della interruzione: innanzitutto la comunicazione deve contenere l’indicazione chiara delle parti coinvolte, con nome, cognome o ragione sociale, codice fiscale o partita IVA e recapiti completi del committente e dell’architetto, in modo che non vi sia alcuna ambiguità su chi esercita la facoltà di revoca e su chi la riceve. È importante richiamare esplicitamente il contratto originario o l’incarico verbale o scritto che si intende risolvere: riportare la data di sottoscrizione dell’incarico, eventuali numeri di protocollo o riferimenti a preventivi, capitolati o negoziazioni precedenti, nonché la descrizione sintetica e puntuale dell’oggetto dell’incarico (ad esempio progettazione definitiva/esecutiva, direzione lavori, coordinamento sicurezza, pratiche autorizzative ecc.), in modo da delimitare perfettamente l’ambito di ciò che viene revocato.

La dichiarazione di revoca stessa va formulata in termini inequivoci: una frase che affermi con chiarezza che “con la presente si comunica la revoca/risoluzione dell’incarico conferito in data …” specificando se la revoca è immediata o decorre da una precisa data futura o subordinata al verificarsi di determinate condizioni. Se il rapporto è regolato da clausole contrattuali che prescrivono un termine di preavviso o modalità specifiche per il recesso, occorre richiamare tali clausole e indicare come si intende adempiere a quelle previsioni oppure asserire il motivo per cui si ritiene possibile la revoca anticipata (ad esempio inadempimento, mancato raggiungimento di milestone, perdita di fiducia, incompatibilità, sopravvenienze). Se si invoca un inadempimento è utile descrivere i fatti che lo costituiscono con precisione e fornire riferimenti temporali e documentali per evitare vaghezze. Pur mantenendo un tono professionale e non aggressivo, la lettera dovrebbe indicare se la revoca è con effetto risolutivo per inadempimento o un recesso senza addebito, perché da tale qualificazione dipendono conseguenze economiche e obblighi restanti.

Va poi disciplinato con chiarezza come devono essere gestite le attività, i documenti e i beni materiali e immateriali risultanti dall’incarico: è opportuno richiedere la consegna immediata o entro un termine congruo di tutta la documentazione tecnica, pratiche, elaborati grafici digitali e cartacei, relazioni, computi, corrispondenza e ogni materiale utile per il prosieguo delle opere o per il trasferimento dell’incarico a un altro professionista. Occorre specificare lo stato in cui gli elaborati devono essere consegnati (originali, copie conformi, file in determinati formati), indicare se si richiede un inventario delle opere svolte sino alla data della revoca e, se rilevante, richiedere la certificazione dello stato di avanzamento dei lavori redatta dall’architetto. Nell’ambito della documentazione deve essere affrontata la questione dei titoli e dei diritti d’autore: poiché il progetto è opera dell’ingegno dell’architetto e sussistono diritti morali e patrimoniali, la revoca dovrebbe precisare se il committente intende acquisire i diritti di utilizzazione del progetto così com’è o con modifiche, o se chiede semplicemente la consegna dei materiali lasciando inalterati i diritti dell’autore, e indicare eventuali corrispettivi dovuti per la cessione o per l’estensione della licenza d’uso. Se non si accorda nulla in proposito, è bene far esplicitare che ogni utilizzo ulteriore del progetto è subordinato a un accordo scritto.

La questione economica va affrontata senza ambiguità: la comunicazione dovrebbe richiedere che l’architetto produca entro un termine stabilito una rendicontazione finale delle prestazioni eseguite, con dettaglio delle parcelle, delle eventuali anticipazioni di spese, dei rimborsi spese documentati e delle eventuali penali o compensi per recesso previsti dal contratto. Va indicato come si intende procedere al saldo: si può chiedere l’emissione di una fattura finale o di una nota di credito, precisando i dati per il pagamento e il termine entro cui si provvederà. Se il committente ritiene di avere crediti o voci di contestazione rispetto alle prestazioni eseguite, la lettera può riservare la facoltà di dedurre tali voci in fase di saldo o di avviare una verifica, senza però entrare in contenzioso verbale nella stessa comunicazione; in ogni caso è utile fissare un termine entro cui l’architetto può comunicare osservazioni o produrre documentazione integrativa.

Devono essere disciplinati inoltre gli obblighi residui in capo alle parti: se l’architetto è stato designato per la direzione dei lavori o per il coordinamento per la sicurezza, la revoca dovrebbe impartire istruzioni specifiche per la sospensione o il passaggio di consegne, come la nomina o la possibilità di nominare un nuovo professionista e la modalità di consegna dei documenti alle imprese esecutrici. È opportuno prevedere espressamente l’obbligo di conservare copia degli elaborati e della documentazione a fini di responsabilità professionale, e di mettere a disposizione i documenti originali in caso di istruttoria amministrativa o giudiziaria. Se erano state rilasciate deleghe o procure, la revoca deve estendersi o richiedere la revoca formale di tali mandati.

Dal punto di vista formale, la comunicazione dovrebbe indicare le modalità di notifica e di risposta: invio tramite posta elettronica certificata (PEC) e/o raccomandata A/R, con indicazione della data di spedizione e della richiesta di ricevuta di ritorno, consente di stabilire con precisione la data di efficacia della revoca e di avere prova della ricezione. È consigliabile prevedere un termine entro cui l’architetto dovrà adempiere alle richieste di consegna dei documenti e alla produzione della rendicontazione finale, e indicare che, decorso tale termine, il committente si riserva di procedere con altri mezzi, comprese azioni a tutela dei propri diritti. Nel testo si può richiedere una conferma scritta di avvenuta ricezione e di presa in carico della consegna.

Infine, pur mantenendo la lettera essenziale e funzionale, è prudente riservarsi espressamente la facoltà di intraprendere azioni legali o di ricorrere a strumenti di risoluzione delle controversie previsti dal contratto, come l’arbitrato o la competenza del foro, nel caso di contestazioni non risolvibili in via bonaria. Per tutelare al meglio i propri interessi e assicurare la correttezza formale e sostanziale della revoca, è consigliabile far esaminare il testo finale da un consulente legale o da un professionista esperto in diritto delle costruzioni, soprattutto quando sono in gioco procedure autorizzative, permessi e responsabilità tecniche che possono avere riflessi amministrativi e civili.

Esempio revoca incarico architetto​

Mittente:
Nome e cognome: ____________
Indirizzo: ____________
CAP: ____________
Città: ____________
Provincia: ____________
Codice fiscale / P.IVA: ____________
Telefono: ____________
Email / PEC: ____________

Destinatario:
Architetto: ____________
Studio professionale: ____________
Indirizzo: ____________
CAP: ____________
Città: ____________
Provincia: ____________
PEC / Email: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca incarico professionale

Spett.le Arch. ____________,

il/la sottoscritto/a ____________ (nome e cognome), nato/a il ____________ a ____________, residente in ____________ (indirizzo completo), codice fiscale ____________, con la presente

COMUNICA

la revoca dell’incarico professionale conferitoLe in data ____________ relativo a: ____________ (descrizione dell’incarico/progetto, indirizzo immobile, eventuale numero pratica o riferimento contrattuale) con efficacia a decorrere dal giorno ____________.

Si richiede pertanto:
– la cessazione immediata di ogni ulteriore attività relativa al suddetto incarico a decorrere dalla data di efficacia sopra indicata;
– la riconsegna, entro e non oltre ____________ giorni dalla ricezione della presente, della seguente documentazione e dei seguenti materiali relativi al progetto: elaborati cartacei e originali (elencare): ____________; file digitali e supporti elettronici (elencare formati/link): ____________; pratiche presentate agli enti (es. pratiche edilizie, SUE/SUAP, permessi): ____________; altra documentazione: ____________;
– l’emissione e l’invio, entro ____________ giorni, di una rendicontazione dettagliata delle prestazioni professionali già eseguite e delle somme dovute a saldo, comprensiva di eventuali anticipi ricevuti, spese anticipate e oneri accessori, corredata da relativa fattura/nota spese intestata a: ____________ (intestazione per fattura);

Si precisa che, in mancanza di diverso accordo scritto, la consegna degli elaborati potrà essere subordinata al saldo delle somme dovute a titolo di compenso e rimborso spese; qualora sussista diritto di ritenzione, si richiede comunicazione analitica degli atti trattenuti e del relativo importo, entro il termine sopra indicato.

Per concordare modalità e tempi della riconsegna della documentazione e per eventuali chiarimenti è possibile contattare: ____________ (recapito).

Rimango in attesa di cortese riscontro e conferma di avvenuta ricezione della presente.

Distinti saluti.

Firma: ____________
Data: ____________