My Genius – Opinioni e Caratteristiche

Banca Unicredit, tramite il conto My Genius, ha voluto unire la chiarezza dei costi di un conto corrente di tipo modulare, con la flessibilità di gestione dei servizi di cui si ha effettivamente bisogno, secondo un principio di fondo molto semplice: di mese in mese si decide di pagare in funzione delle proprie necessità, potendo quindi attivare i moduli che si vogliono, disattivando quelli che al momento sembrano o sono effettivamente inutilizzati. In aggiunta, se si sceglie di entrare nel club, in base all’uso di My Genius si ha la raccolta punti, con conseguente possibilità di richiesta dei premi maturati.

Di partenza My Genius di Unicredit è a canone zero. Quindi chi non ha bisogno di un rapporto di tipo evoluto, ma necessita dell’operatività di base ha un conto a costo zero, che comprende anche il canone della carta di debito (che può essere la V pay o la MyPay). Per chi fa richiesta di apertura del rapporto online (condizione per la quale è possibile ottenere solo il bancomat Vpay mentre l’altro impone il passaggio di apertura e richiesta da filiale) il costo del bonifico con l’internet banking è sempre senza commissioni e gratuito. Sempre comprese sono anche le spese di liquidazione ed operazioni illimitate. Come remunerazione, se si rimane al di sotto dei 2500 euro di giacenza media, non c’è alcun tasso attivo, altrimenti si va allo 0,01%.

Questo conto è stato già aperto da 1 utenti Ultima apertura: 18 ore fa
Come funzionano i moduli?
A partire dal conto ‘base’ si può decidere se attivare un modulo a scelta tra quelli “transazionali” (legati sempre al rapporto e alla gestione delle spese, incassi, ecc) o di “investimento”. In entrambi i casi, indipendentemente dal tipo di soluzione scelta, i costi sono azzerabili, tramite il meccanismo di bonus. I moduli sono:

Silver: costo di 4 euro al mese (permette di ottenere un carnet di assegni, rid gratuite, bonifici online senza commissioni e la carta prepagata Unicredit card click);
Gold: con un costo di 6 euro al mese, al pacchetto Silver, si aggiungono anche il canone della carta di credito, che altrimenti costa 35 euro all’anno, e le scritture illimitate gratis anche da sportello;
Platinum: si sale a 10 euro al mese, per arrivare a un prodotto all inclusive (comprende anche i prelievi in Italia o all’estero, il pagamento del bollo su Telepass, ecc).
Se si attivano il servizio di investimento Gold e Platinum, si ottengono sconti sugli investimenti effettuati, anche tramite il trading online, ma soprattutto sul costo del deposito titoli (al 50% con quello Gold e gratis con quello Platinum). Questi moduli costano rispettivamente 4 e 6 euro. L’attivazione e la disattivazione può essere fatta non solo da sportello, ma utilizzando tutti i canali di accesso alla banca, quindi anche il servizio clienti, il token multicanale e gli Atm evoluti touch.

Conclusioni e pareri
Banca Unicredit sembra essere riuscita nell’intento di liberare dall’eccessiva rigidità i conti ‘a modulo’, esaltando la convenienza che offrono se sono ben utilizzati.

Per liberare i titolari del conto My Genius dal costo dei vari moduli, l’istituto di credito milanese ha infatti inserito un sistema di bonus, che coinvolge tanto le situazioni di un normale impiego (ad esempio con l’accredito dello stipendio che vale ben 2 euro di sconto, o la giacenza media di 2500 euro che vale altri 2 euro), quanto quelle legate agli investimenti, con un bonus patrimonio che può valere, come già accennato, il 100% o almeno il 50% del contributo sui costi mensili (anche per quanto riguarda i moduli investimento senza tralasciare quelli transazionali), a seconda del patrimonio complessivamente presente. Nel particolare:

100% se pari o superiore a 150 mila euro;
50% se compreso tra 75 mila e 150 mila euro.
In più per i giovani, è previsto un ulteriore sconto di 2 euro fino al compimento dei 30 anni, ed in caso di cointestatari viene applicato fino a che il più giovane non abbia superato questa soglia di età.

Come Affittare con il Diritto di Riscatto

Se volete acquistare una casa ma non avete i soldi di anticipo oppure non volete momentaneamente accendere un mutuo tradizionale potete prendere una casa in affitto con diritto di riscatto. Questo tipo di contratto, relativamente a cui è possibile vedere la guida su Contrattidilocazione.net, stabilisce che la casa diventa propria dopo aver pagato un piccolo riscatto.

Per iniziare, bisogna trovare una società che permetta questo tipo di contratti. La potete trovare facilmente facendo una piccola ricerca su Internet. Una volta che avete trovato questa società recatevi presso i loro uffici insieme ad un documento e alle ultime tre buste paga. Un consulente vi aiuterà a scegliere l’immobile che sta per voi.

Non fermatevi subito alla prima offerta ma cercate tra le altre che vengono proposte anche da altre società. Controllate sempre il tasso di interesse e a quanto ammonta il riscatto al termine del contratto d’affitto. Infatti se l’inquilino non ne riscatta la casa questa viene restituita automaticamente al locatore.

Sicuramente questa formula permette di avere una casa senza pagare gli interessi dovuti all’apertura di un muto presso le banche tradizionali. Ricordatevi sempre di rivolgervi a società serie ed accreditate poiché sono quelle che permettono di stipulare questo contratto nei tempi più brevi possibili.

Come Aprire un Negozio

Aprire un’attività comporta una serie di pratiche burocratiche e amministrative che, a primo acchito, non sembrano affatto semplici. Per questo motivo lo scopo di questo articolo è quello di fornire informazioni su come aprire un negozio, orientando la scelta dell’esercizio da avviare in base alla vostra esperienza e non. Inoltre fornirà un piccolo aiuto per quanto riguarda l’iter burocratico annesso.

La scelta dell’attività dovrebbe essere orientata preferibilmente su un settore in cui si ha esperienza, anche se, nel caso si decidesse di aprire un negozio in franchising, esiste la possibilità di frequentare appositi corsi di formazione e di aggiornamento. Il fatto di avere una pregressa esperienza in una attività può portare numerosi vantaggi sia a livello organizzativo che di gestione e contabilità generale, evitandovi di perdere tempo e denaro.

Una volta scelto il settore su cui operare occorre avviare un investimento iniziale e quantificare le spese iniziali: aprire un negozio prevede infatti costi importanti per la messa a norma dei locali e delle strutture, costi di magazzino e molto altro ancora. Per ammortizzare tali costi è possibile anche richiedere un prestito bancario, fornendo le dovute garanzie. In alternativa sono spesso previsti dalle province e dalla regioni dei finanziamenti a fondo perduto, erogati proprio allo scopo di dare piccole agevolazioni a giovani imprenditori.

Se però non avete abbastanza capitale per avviare da zero una attività, è sempre possibile informarsi sul modello del franchising: esistono infatti molte grandi aziende che a fronte di piccoli investimenti iniziali (fee di ingresso) o di royalties sul venduto offrono la possibilità di aprire un negozio sfruttando i benefici di un brand forte e conosciuto. In questo caso i guadagni finali sono solitamente più bassi, ma allo stesso tempo più sicuri, garantendovi proposte redditizie e innovative per ciascun gusto. I principali vantaggi di aprire un’attività in franchising sono oltre al moderato costo di investimento iniziale, un servizio di assistenza completo da parte del brand, che prevede non solo corsi di formazione specifici, ma anche una risorsa dedicata in grado di aiutare i punti vendita dislocati in tutto il territorio nazionale. Si precisa che ogni azienda ha condizioni diverse di franchising e quindi è opportuno chiedere dettagliate informazioni visitando i siti ufficiali dei più famosi marchi.

Trovata l’attività di vostro interesse dovrete aprire la partita IVA, registrarvi alla Camera di Commercio e comunicare l’avvio dell’attività. Per eseguire queste pratiche dovrete ricorrere all’aiuto di un buon commercialista che vi seguirà anche per quanto riguarda il finanziamento da richiedere, le autorizzazioni comunali e le pratiche INPS.

Se il vostro obiettivo è quello di percorrere questa strada, occorre prestare attenzione a tutti i particolari e studiare i meccanismi del settore nel quale intendiamo entrare in attività. Oltre a questo occorre sempre tenere a mente che aprire una propria attività ha comunque dei rischi rispetto al semplice ruolo di dipendente presso una azienda o un negozio, anche se ovviamente permette maggiori guadagni e soddisfazioni finali.

Come Alimentare i Pac con i Conti Deposito

Il principale svantaggio dei conti deposito, soprattutto nella formula dei conti deposito vincolati, risiede nel fatto che non consentono di crearsi un capitale, ma solamente di gestire delle giacenze o dei surplus di liquidità di cui si è già in possesso.

Questa mancanza costituisce invece il vero punto di forza dei piani di accumulo, che attraverso dei semplici versamenti programmati, permettono l’accantonamento di somme crescenti nel corso del tempo, anche se bisogna accettare di impegnarsi per tempi medio-lunghi. Ciò non toglie che i conti deposito possono essere messi a servizio dei piani di accumulo e viceversa.

Perché dovrebbe convenire usare i conti deposito per alimentare i pac?
Di norma l’alimentazione dei pac avviene tramite rid su conto corrente. Ma i conti correnti non pagano praticamente nulla sulle giacenze, mentre i conti deposito, anche nella modalità di conto “libero”, sì.

In questo modo si possono sfruttare gli interessi che maturano sulle somme parcheggiate sul conto deposito, così da riuscire ad alimentare qualche rata del pac con gli stessi rendimenti derivanti dal conto deposito stesso.

Può essere, di contro, più complicato riuscire invece a determinare i momenti in cui è più vantaggioso alimentare un pac con i soldi ‘accantonati’ in un conto deposito, anche perché di norma si è portati a guardare ai rendimenti con una ottica miope, ovvero lasciando i soldi parcheggiati sul conto deposito quando questo rende di più (che se spesso coincide con delle fasi in cui i fondi di investimento hanno un andamento anche negativo), e comunque evitando i momenti in cui i mercati finanziari non brillano.

Invece bisogna considerare che negli investimenti conviene acquistare sempre a saldi, e ciò corrisponde proprio ai momenti in cui i mercati vanno male, semplicemente perché acquistando a prezzi più bassi il numero di quote è maggiore, così come lo sarà il rendimento nel momento in cui il mercato ritornerà a salire.

Come alimentare i pac con i conti deposito
Ci sono alcuni conti deposito che si sono avvicinati ai conti correnti come operatività soprattutto nella sfera dei pagamenti, ma l’alimentazione di un investimento tramite l’appoggio di una rid è di norma difficoltoso o addirittura impossibile.

Si può risolvere facilmente questo problema facendo dei disinvestimenti programmati che tengano semplicemente conto delle disponibilità per valuta delle somme necessarie su un conto base o una carta conto che non prevede costi di gestione e zero commissioni per rid.

In questo modo sarà anche più semplice quantificare le somme effettivamente investite e gli interessi che verranno via via maturati dalle somme che restano in giacenza.

Come Diventare Web Architect Freelance

L’architetto di rete o web architect è colui il quale ha il compito di coordinare fra loro tutte le figure professionali che sono impiegate in uno spazio web, come il programmatore, il web master e tanti altri. Questo professionista deve riuscire a far dialogare fra loro queste figure e deve garantire la buona riuscita finale del sito. Il web architect è un super visore che deve avere molte conoscenze tecniche di vario tipo.

Tra i compiti principali del web architect freelance c’è quello di occuparsi dell’architettura dello spazio web cioè deve far sì che il sito si apra in maniera efficiente e veloce; inoltre il sito deve essere facilmente visitabile anche da chi non ha un collegamento ADSL.
Dovrà anche verificare con il SEO che lo spazio web sia ben indicizzato e che abbia una buona posizione nei motori di ricerca. Un buon web architect che abbia maturato una buona esperienza può diventare un freelance, lavorando in proprio.
Tra le competenze che deve aver maturato ci sono quelle di marketing, di SEO, di accessibilità ai siti e di web design. Deve riuscire a fare da mediatore fra le diverse figure professionali e in base a questa capacità il prodotto realizzato sarà valido e facilmente fruibili dagli utenti. Per svolgere al meglio le sue funzioni non gli sono richieste obbligatoriamente conoscenze tecnologiche di programmazione ma deve possedere le conoscenze relative alla stickyness del sito, deve saper come ottimizzare i sistemi di navigazione e saper rendere sempre più navigabile il sito.

Si dovrà occupare anche di come strutturare le pagine, di come gestire le parole chiave e di renderlo funzionale. E’ molto importante che il web architect acquisisca pratica nel posizionare le parole chiave nelle posizioni più corrette all’interno delle pagine del sito e si occupi di inserire il sito nei motori di ricerca.
Questo professionista si occupa anche di giudicare quali siano i link da impiegare per lo scambio dei link e quali siano da non considerare.
A conclusione del suo lavoro, un web architect freelance dovrebbe presentare uno spazio web che sia appetibile, facile da visitare, ben indicizzato, veloce e che risponda alle esigenze degli utenti. Lo spazio web deve riuscire a offrire dei prodotti o dei servizi, centrando l’obiettivo per il quale quel sito specifico è nato.

Un web architect freelance, al fine di essere sempre competitivo sul mercato, deve continuamente tenersi aggiornato, frequentare corsi e leggere riviste del settore e libri specialistici. Per svolgere questo lavoro è necessario avere una formazione tecnica, tanta passione e frequentare i numerosi corsi per il conseguimento del titolo. Ovviamente, se il lavoro non è svolto in modo continuativo, basta emettere una ricevuta per prestazione occasionale, ma, chi svolge l’attività in modo professionale dovrà aprire Partita IVA per essere in regola.