Fac simile revoca carta di credito​

La revoca di una carta di credito è l’atto con cui il titolare o l’istituto emittente blocca o annulla l’uso della carta, rendendola inattiva; serve a impedire operazioni non autorizzate in caso di smarrimento, furto o sospetto di frode e a proteggere il conto, eventualmente richiedendo l’emissione di una nuova carta.

Come scrivere una revoca carta di credito​

Per redigere correttamente una richiesta di revoca di una carta di credito occorre fornire tutti i dati che permettono alla banca o all’emittente di identificare con certezza il titolare, la carta interessata, la natura della richiesta e l’azione richiesta, accompagnati da ogni documento probatorio utile. La prima cosa da indicare è la tua identificazione anagrafica completa: nome e cognome esatti come risultano nei documenti, la data e il luogo di nascita e l’indirizzo di residenza comunicato alla banca; se la comunicazione è firmata da un rappresentante legale o da una persona delegata è indispensabile allegare e richiamare il titolo di legittimazione (procura o delega) e i dati identificativi di chi agisce per conto del titolare. Subito dopo va indicata con precisione la carta che vuoi revocare: il numero della carta è un’informazione fondamentale, ma per motivi di sicurezza spesso è preferibile riportare solo le ultime quattro cifre accompagnate dal tipo di carta (ad esempio Visa, MasterCard, carta di credito revolving) e dalla data di scadenza; se l’emittente richiede il PAN completo, accertati di usare canali sicuri o di consegnarlo solo in sede fisica o tramite PEC, evitando l’invio non cifrato via email. È utile riferire anche il numero del conto corrente associato (IBAN) o il numero di contratto/canale con cui la carta è stata attivata, perché molti sistemi di back office incrociano queste informazioni per processare le revoche.

Devi spiegare in modo chiaro e circostanziato il motivo della revoca: se la carta è stata smarrita o rubata, indicare la data, l’ora e le circostanze approssimative, oltre a dichiarare se hai sporto denuncia alla Polizia o ai Carabinieri e allegare copia della denuncia; se la revoca è dovuta a operazioni non autorizzate o a frodi, elencare le transazioni contestate con data, importo e descrizione del POS o del merchant, allegando estratti conto, ricevute o schermate che dimostrino l’addebito. Se la revoca è di natura amministrativa, ad esempio la volontà di chiudere la carta perché si desidera cessare il rapporto o passare a un altro strumento, è importante richiamare il numero del contratto, la data di attivazione e la richiesta esplicita di chiusura e di interruzione di ogni addebito ricorrente collegato a quella carta.

Nella richiesta devi formulare in modo esplicito l’azione che chiedi all’emittente: il blocco immediato della carta, la cancellazione dell’autorizzazione ai pagamenti, la disabilitazione per acquisti online e POS, la chiusura definitiva dell’account collegato, e la richiesta di emissione di una nuova carta se prevista. Se chiedi il blocco per furto o smarrimento, dichiara espressamente che vuoi impedire ulteriori utilizzi e specifica se richiedi la sostituzione con una nuova carta o semplicemente la chiusura. È opportuno inserire la data a partire dalla quale la revoca deve avere effetto e chiedere la conferma scritta dell’avvenuto blocco/annullamento con indicazione del numero di pratica o protocollo, e un recapito telefonico o email per le comunicazioni di follow-up.

Per motivi di tutela dei tuoi diritti economici e fiscali, includi la richiesta formale di esame e storno di eventuali addebiti non autorizzati: esplicita quali importi vuoi che vengano contestati e su quale base (addebito non riconosciuto, duplicato, importo errato, servizio non fornito), e allega la documentazione probatoria. Se si tratta di pagamenti ricorrenti da revocare, oltre ai dati della carta devi indicare il nome del merchant, l’identificativo del mandato o dell’abbonamento, le date e gli importi delle ultime transazioni effettuate, e chiedere la cessazione immediata dei futuri prelievi. Nel caso di SEPA o addebiti diretti, occorre fornire il codice identificativo del mandato e il Creditor Identifier del beneficiario se disponibili, perché la banca ha bisogno di questi riferimenti per interrompere in modo efficace la catena di addebito.

Non trascurare gli aspetti documentali e le prove: allega copia di un documento d’identità valido, una copia della carta (se richiesta) con i numeri sensibili oscurati, l’estratto conto evidenziato con le transazioni contestate, la copia della denuncia alle autorità in caso di reato, e qualsiasi altra ricevuta o comunicazione con il merchant che supporti la tua richiesta. Se la revoca è inoltrata mediante delega, allega la procura e la copia dei documenti del delegato; se la banca richiede una firma autografa, apponi la firma originale sulla lettera cartacea, oppure utilizza la firma digitale qualificata se prevista e accettata dall’emittente.

Bisogna anche considerare le modalità e la prova della ricezione della richiesta: specifica il canale da te scelto per l’invio (PEC, raccomandata A/R, consegna a mano presso filiale con richiesta di ricevuta, fax con conferma di ricezione), perché la data di ricezione può essere rilevante ai fini dei termini di responsabilità in caso di frode. Chiedi espressamente il numero di protocollo o la conferma di ricezione e conserva copia di tutto l’invio e delle ricevute. Indica inoltre come vuoi essere contattato per la risposta (telefono, PEC, email), fornendo recapiti aggiornati e alternativi.

Dal punto di vista formale è importante inserire una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà o una formulazione che attesti la veridicità delle informazioni fornite, nella quale si dichiara di essere consapevole delle responsabilità penali in caso di dichiarazioni false, oltre al luogo e alla data del documento e la firma del titolare. Se prevedi di richiedere rimborsi o storni, specifica il conto su cui vuoi che siano accreditati gli eventuali importi e ricorda che alcune banche hanno procedure e tempistiche specifiche per il reclamo e il rimborso: puoi richiedere espressamente che ti sia comunicato lo stato della pratica entro i termini previsti dal contratto o dalla normativa.

Sul piano della sicurezza e della privacy, è opportuno ribadire nella comunicazione che i dati contenuti sono forniti per la sola finalità della revoca e richiedere il trattamento secondo le normative vigenti sulla protezione dei dati personali; evita di trasmettere il PAN completo su canali non cifrati e chiedi alla banca quali sono le modalità sicure per fornire eventuali informazioni sensibili. Infine, specifica se intendi chiedere un’eventuale contestazione formale ai sensi delle condizioni contrattuali e delle normative sui pagamenti elettronici, precisando che ti riservi di intraprendere ulteriori azioni qualora non venga data tempestiva e soddisfacente risposta.

Per facilitare la pratica, puoi includere nel corpo della richiesta una frase tipo: “Con la presente richiedo il blocco immediato e la cessazione definitiva della carta di credito intestata a [nome completo], identificata con le ultime quattro cifre XXXX e/o numero contratto XXXXX, attivata in data [data], a seguito di [smarrimento/furto/frode/chiusura volontaria]; allego copia del documento di identità e, se applicabile, copia della denuncia/estratto conto con gli addebiti contestati. Richiedo conferma scritta di avvenuto blocco e il numero di protocollo della pratica, nonché informazioni sulle tempistiche per l’eventuale storno degli importi contestati. Dichiaro la veridicità delle informazioni e autorizzo il trattamento dei dati ai fini della gestione della richiesta.” Chiudi con luogo, data e firma autografa o digitale. Ricorda di conservare sempre copia della comunicazione e delle ricevute di invio, e di verificare i tempi di risposta previsti dal tuo contratto o dalla normativa applicabile, così da poter agire tempestivamente in caso di mancata o insoddisfacente risposta.

Esempio revoca carta di credito​

Luogo e data: ____________

Spett.le Banca: ____________
Filiale: ____________
Indirizzo: ____________
CAP: ____________ Città: ____________

Oggetto: Revoca e blocco immediato Carta di Credito n. ____________

Il/La sottoscritto/a: ____________
Nato/a a: ____________ il: ____________
Codice fiscale: ____________
Residente in: ____________
Indirizzo: ____________
Telefono: ____________
Email: ____________

Intestatario della carta di credito n.: ____________
Carta emessa in data: ____________
Conto corrente associato (IBAN): ____________

Con la presente, ai sensi delle condizioni contrattuali e della normativa vigente, REVoco E DISPONGO il blocco immediato e la revoca della carta di credito sopra indicata, con efficacia a decorrere dal: ____________.

Vi invito pertanto a:
– provvedere senza indugio al blocco e all’annullamento di ogni utilizzo futuro della carta;
– impedire qualsiasi autorizzazione di pagamento e prelievo successiva alla data di efficacia indicata;
– interrompere eventuali addebiti ricorrenti a essa collegati;
– non emettere carte sostitutive o ulteriori plastici a nome del sottoscritto;
– inviare conferma scritta dell’avvenuto blocco e della chiusura della carta all’indirizzo/email sopra indicati entro e non oltre ____________ giorni lavorativi dalla ricezione della presente.

Dichiaro altresì che, qualora siano in essere operazioni autorizzate antecedenti alla data di efficacia della revoca, autorizzo la contabilizzazione delle sole transazioni effettivamente perfezionate alla data di revoca.

Nel caso quest’istanza non possa essere eseguita immediatamente, vi prego di informarmi tempestivamente sui motivi e sui tempi previsti per l’esecuzione.

Ringraziando per la collaborazione, porgo distinti saluti.

Firma:
____________

Allegati:
– Copia documento d’identità: ____________
– Eventuali altri documenti: ____________

Fac simile revoca cedolare secca​

La revoca della cedolare secca consiste nella rinuncia da parte del locatore all’opzione per il regime fiscale agevolato sui canoni di locazione; in pratica si esce dalla tassa sostitutiva e si torna alla tassazione ordinaria dei redditi da locazione. Serve quando il proprietario vuole applicare un diverso trattamento fiscale o contrattuale (per esempio registrare aumenti del canone, avvalersi di deduzioni o del regime IRPEF) e comporta che per il futuro i canoni saranno soggetti a imposte ordinarie e, laddove previsto, alle imposte di registro e bollo.

Come scrivere una revoca cedolare secca​

Per redigere correttamente una revoca della cedolare secca è importante costruire un documento chiaro, completo e formalmente corretto, che permetta di identificare con precisione le parti coinvolte, l’immobile e il contratto oggetto della revoca, oltre a indicare in modo inequivocabile la volontà di rinunciare al regime fiscale agevolato e la data dalla quale tale rinuncia deve produrre effetti. Il documento deve quindi aprirsi con l’identificazione anagrafica completa del locatore: nome e cognome esatti come risultano dai documenti, codice fiscale, residenza o domicilio fiscale completo di indirizzo (via, numero civico, CAP, comune e provincia), eventuale partita IVA se il locatore è impresa o professionista, e, se la comunicazione è fatta tramite un rappresentante o un procuratore, la dichiarazione di rappresentanza corredata da copia della procura o delega e dal documento d’identità del delegante. Analogamente devono essere indicati i dati anagrafici e fiscali del conduttore/conduttori: nome e cognome, codice fiscale e indirizzo di eventuale notifica.

Il documento deve individuare con precisione l’immobile oggetto del contratto di locazione: l’indirizzo completo (via, civico, CAP, comune e provincia), gli eventuali riferimenti catastali completi (foglio, particella/particella, subalterno, e se disponibili categoria e classe catastale) e, se l’unità è parte di un complesso con più unità (scala, piano, interno), anche questi elementi descrittivi. Vanno poi riportati i dati del contratto di locazione a cui la revoca si riferisce: la data di stipula del contratto, la durata pattuita e la data di scadenza o l’indicazione della modalità di rinnovo (se tacito o convenuto), l’importo del canone concordato con la periodicità del versamento (mensile, trimestrale ecc.), il numero di registrazione del contratto e la data in cui il contratto è stato registrato presso l’Agenzia delle Entrate (o indicazione dell’atto di registrazione), nonché l’anno d’imposta o il periodo cui la cedolare oggetto della revoca si riferisce, se necessario per chiarezza. Se la revoca riguarda più contratti o più unità immobiliari, il documento deve ripetere le medesime informazioni per ciascun contratto/unità o chiarire esplicitamente quali contratti vengono interessati.

La dichiarazione di revoca deve essere espressa in modo univoco: una frase del tipo “con la presente sottoscritta/o dichiara di revocare l’opzione per il regime della cedolare secca riguardante il contratto di locazione sopra indicato” deve poi essere accompagnata dall’indicazione della data di efficacia della revoca, ossia dal momento a partire dal quale il locatore intende non più applicare la cedolare. È fondamentale specificare se la revoca ha effetto immediato, a partire dal giorno della ricezione della comunicazione, oppure a partire dal successivo periodo d’imposta o dalla prima scadenza utile, perché la disciplina fiscale prevede conseguenze diverse a seconda del momento in cui la rinuncia viene esercitata; per evitare contestazioni è bene indicare la data precisa e la modalità con cui la stessa deve considerarsi efficace. Se la revoca è limitata a una porzione del rapporto (ad esempio solo per alcune annualità o solo per alcune unità immobiliari), questa limitazione va esplicitata in modo chiaro. Se il locatore intende revocare la cedolare per tutti i contratti in essere, lo deve ribadire espressamente.

Il documento deve terminare con la data e il luogo di redazione e con la sottoscrizione del locatore (o delle persone che, in caso di pluralità di locatori, sono titolari del diritto); se la revoca è inviata in forma digitale via PEC è comunque opportuno allegare la scansione/fotocopia del documento d’identità del sottoscrittore. È buona prassi allegare tutta la documentazione che renda immediatamente valutabile la situazione: copia integrale del contratto di locazione, ricevuta della registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, visura catastale dell’unità immobiliare (quando utile a chiarire la identificazione), e copia del documento d’identità e del codice fiscale del sottoscrittore. Se la revoca è sottoscritta da più proprietari o da una società, allegare gli atti che dimostrano i poteri di firma o l’elenco dei soci/proprietari e le relative firme.

Per quanto riguarda l’indirizzo e la modalità di comunicazione, la revoca deve essere notificata al conduttore: la data di ricezione da parte del conduttore può essere rilevante ai fini dell’efficacia della revoca, quindi è consigliabile inviare la comunicazione tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure via posta elettronica certificata (PEC), conservando le ricevute; se si invia tramite consegna a mano è opportuno farsi sottoscrivere una ricevuta di avvenuta consegna. Parallelamente è necessario adempiere agli obblighi nei confronti dell’Amministrazione finanziaria: la revoca va registrata o comunicata con le modalità previste dalla normativa vigente (ad esempio mediante i canali telematici, compilazione del modello o se previsto successivamente tramite i quadro dedicati nella dichiarazione dei redditi o tramite il modello RLI per aggiornamenti/variazioni della registrazione), pertanto nel documento è utile indicare che la comunicazione presso l’Agenzia delle Entrate verrà effettuata e in che modo, allegando se già disponibile la ricevuta di tale comunicazione.

È importante infine che il locatore indichi nel testo di revoca la consapevolezza delle conseguenze fiscali ed amministrative della rinuncia: la revoca della cedolare secca fa venir meno l’esenzione dall’imposta di registro e dall’imposta di bollo relative al contratto per il periodo successivo all’efficacia della revoca, con conseguente obbligo di assolvere tali imposte e degli eventuali versamenti e sanzioni per ritardata registrazione o per omessa comunicazione se la disciplina lo prevede; pertanto la comunicazione può contenere anche la dichiarazione della volontà del locatore di adempiere agli oneri tributari conseguenti e, se richiesto, la richiesta di istruzioni o la manifestazione dell’impegno a chiedere il calcolo degli importi dovuti a un consulente o all’ufficio competente. Se i soggetti richiedenti desiderano, si può aggiungere nel documento l’autorizzazione a ricevere comunicazioni all’indirizzo PEC o all’indirizzo fisico indicato.

Per facilitare la redazione pratica, è utile inserire nel testo della revoca una formulazione semplice ma completa, ad esempio: “Il/La sottoscritto/a [nome e cognome], codice fiscale [CF], residente in [indirizzo completo], proprietario/a dell’immobile sito in [indirizzo immobile], identificato catastalmente al foglio [X], particella [Y], sub [Z], con contratto di locazione stipulato in data [data] e registrato in data [data] presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate di [sede] al numero [numero registrazione], con la presente intende esercitare la revoca dell’opzione per la cedolare secca relativa al suddetto contratto, con efficacia a far data dal [data di efficacia]. Allego copia del contratto, della ricevuta di registrazione e del mio documento d’identità. Si dichiara inoltre di essere a conoscenza delle conseguenze fiscali della presente revoca e di provvedere agli adempimenti richiesti dalla normativa vigente.” Questo tipo di formulazione, completata con le firme e gli allegati, copre gli elementi essenziali che servono a rendere la revoca valida e verificabile.

Poiché le specifiche amministrative e i termini possono variare nel tempo e in base alla situazione concreta (ad esempio se la revoca è collegata a rinnovi taciti, a pluralità di proprietari o a particolari clausole contrattuali), è sempre consigliabile, prima dell’inoltro, far verificare il testo e le modalità di invio da un commercialista o consulente fiscale, al fine di rispettare le norme procedurali e fiscali vigenti e per evitare errori formali che possano causare contestazioni o sanzioni.

Esempio revoca cedolare secca​

Luogo e data: ____________

Spett.le
Agenzia delle Entrate – Ufficio Territoriale di ____________

e p.c. al Conduttore
Sig./Sig.ra ____________
Codice fiscale: ____________
Indirizzo: ____________

Oggetto: Revoca opzione per il regime della cedolare secca

Il/La sottoscritto/a ____________
Codice fiscale: ____________
Nato/a a: ____________ il: ____________
Residente in: ____________
Via/Piazza: ____________ n. ____________

in qualità di locatore del contratto di locazione relativo all’unità immobiliare sita in: ____________ (indirizzo completo),
contratto stipulato in data: ____________ tra il/la sottoscritto/a e il/la Sig./Sig.ra ____________
Codice fiscale conduttore: ____________,
registrato presso l’Ufficio Territoriale di ____________ in data: ____________ al numero di registrazione: ____________,

con la presente

COMUNICA

la revoca dell’opzione per l’applicazione del regime della cedolare secca relativa al predetto contratto di locazione, con efficacia a decorrere dal: ____________ (data di efficacia della revoca).

Si prega di voler prendere atto della presente comunicazione e di provvedere, nei termini e modi previsti dalla normativa vigente, agli adempimenti conseguenti.

Allegati:
1) Copia contratto di locazione: ____________
2) Copia documento d’identità del locatore: ____________
3) Altro: ____________

Distinti saluti.

Firma del locatore: ____________

Nome e cognome: ____________
Codice fiscale: ____________
Recapito telefonico: ____________
Indirizzo e-mail: ____________

Fac simile revoca mandato agente di commercio

La revoca del mandato dell’agente di commercio è la decisione del preponente di interrompere il rapporto di agenzia con l’agente: in pratica il committente toglie all’agente il potere di promuovere e concludere affari per suo conto. Serve a porre fine al contratto quando il preponente non intende più avvalersi della mediazione dell’agente; nella pratica comporta la cessazione dei poteri rappresentativi, l’obbligo di liquidare le provvigioni maturate e di regolare i rapporti economici residui. La legge disciplina termini e tutele: salvo giusta causa, la revoca richiede il rispetto del periodo di preavviso o il pagamento di un’indennità sostitutiva e può dare diritto all’agente a un’indennità per il valore della clientela acquisita durante il mandato. La forma e le conseguenze concrete dipendono dal contratto e dalla normativa applicabile, quindi è utile verificare il testo contrattuale e la legge di riferimento.

Come scrivere una revoca mandato agente di commercio

Per redigere correttamente una lettera di revoca del mandato di agente di commercio è indispensabile costruire un testo che non lasci spazio a equivoci sui soggetti, sul rapporto oggetto di revoca, sugli effetti temporali e sugli obblighi reciproci successivi alla cessazione. In apertura si deve identificare con precisione il mandante e l’agente coinvolti: indicare il nome o la ragione sociale completa, la sede legale, la partita IVA o codice fiscale, il numero di iscrizione eventualmente nel registro delle imprese o in albo professionale, e l’indirizzo cui si intende che la comunicazione faccia riferimento. Occorre poi richiamare in modo puntuale il rapporto che si intende revocare, citando la data di stipula del contratto di agenzia, eventuali numeri di contratto o riferimenti scritti intercorsi, la descrizione dell’oggetto del mandato (prodotti/servizi, area territoriale, eventuali limitazioni) e ogni clausola contrattuale rilevante cui si fa riferimento per giustificare o regolare la revoca (preavviso, modalità di comunicazione, clausole di indennità, non concorrenza ecc.). La comunicazione deve poi dichiarare con chiarezza la volontà di revocare il mandato e indicare la data di efficacia della revoca: se la cessazione è immediata per giusta causa, ciò va motivato e supportato con fatti ed evidenze circostanziate; se la revoca è senza giusta causa o secondo il termine di preavviso contrattualmente previsto, deve essere indicato il periodo di preavviso e la data effettiva in cui il rapporto si considererà concluso. Quando si invoca la sussistenza di una giusta causa, è opportuno descrivere i fatti in modo dettagliato e documentabile (inadempimenti, violazioni di obblighi contrattuali, comportamenti che impediscono la prosecuzione del rapporto), perché la possibilità di revocare senza preavviso può essere impugnata dall’agente e la fondatezza delle ragioni sarà oggetto di valutazione giudiziale in caso di contenzioso.

La lettera deve altresì affrontare le questioni economiche conseguenti alla cessazione: vanno esplicitate le richieste relative al pagamento delle provvigioni maturate e non ancora corrisposte alla data di cessazione, la liquidazione di eventuali spese anticipate e non rimborsate, e la posizione del mandante rispetto all’eventuale indennità per la cessazione del rapporto riconosciuta dalla normativa e dalla prassi (la cosiddetta indennità per l’avviamento/clientela), specificando se il mandante intende corrisponderla, proporre un calcolo ed eventualmente i criteri adottati per la quantificazione, o se la ritiene non dovuta perché ritiene sussistere una responsabilità dell’agente che ne esclude il diritto. Se il contratto prevede clausole di indennità o parametri di liquidazione, la comunicazione dovrebbe richiamare tali clausole e indicare esplicitamente come si intende procedere; in mancanza di clausole contrattuali occorre richiamare la disciplina di legge applicabile e dichiarare la volontà di regolare la posizione entro un termine determinato, invitando l’agente a fornire le proprie deduzioni e i dati contabili per la chiusura definitiva. È importante fissare un termine preciso per il saldo finale e per eventuali deduzioni o controdeduzioni, indicando chiaramente coordinate bancarie o modalità di pagamento per la liquidazione delle somme dovute.

Devono essere inoltre disciplinati gli obblighi post-cessazione: la restituzione di materiale aziendale, campionari, documentazione commerciale, badge e strumenti di lavoro deve essere chiesta con modalità e termini definiti; vanno ricordati gli obblighi di riservatezza e quelli relativi a eventuali patti di non concorrenza, specificandone la durata residua, l’ambito territoriale e merceologico e le conseguenze di una violazione. Se il mandato prevede la consegna di elenchi clienti o materiale amministrativo, la comunicazione dovrebbe indicare il luogo e i tempi per la riconsegna e la procedura per la presa in carico da parte del mandante. È altresì opportuno riservare espressamente tutti i diritti del mandante, comprese le azioni per il risarcimento di eventuali danni che dovessero emergere successivamente, e comunicare l’intenzione di operare ogni opportuna deduzione su crediti o cauzioni eventualmente in essere.

Dal punto di vista formale, la revoca va sottoscritta dal legale rappresentante o dalla persona autorizzata e va data in forma che consenta prova dell’avvenuta ricezione: in Italia la PEC ha valore equivalente alla raccomandata con avviso di ricevimento per le imprese e costituisce mezzo preferibile per consegna e prova; in alternativa la raccomandata A/R o la consegna con firma per ricevuta sono strumenti adeguati. È prudente conservare copia della lettera, le ricevute di spedizione e gli eventuali accidenti probatori (PEC inviata a indirizzo certificato dell’agente, avviso di giacenza, ricevuta di ritorno, eventuale verbale di consegna). Prima dell’invio, conviene verificare eventuali obblighi di comunicazione previsti da clausole contrattuali o dalla normativa (ad esempio notifica ad uffici o persone diverse dall’agente) e assicurarsi che il testo non contraddica altre comunicazioni già fatte. Se il rapporto è potenzialmente contenzioso o la revoca comporta rischi economici rilevanti, è consigliabile redigere la comunicazione dopo aver ottenuto un parere legale, perché anticipare pretese o quantificazioni in modo non congruo può pregiudicare la posizione del mandante in una successiva controversia.

Infine, per evitare contestazioni formali, la lettera dovrebbe contenere gli elementi essenziali in modo chiaro ma non aprioristicamente conflittuale: l’indicazione dei dati identificativi, il richiamo puntuale al contratto, la specificazione della data di cessazione e delle ragioni alla base della revoca (con evidenze se si parla di giusta causa), la richiesta di riscontro e il termine per la definizione delle posizioni economiche, le modalità di consegna del materiale aziendale e la conferma dei mezzi di comunicazione usati per la notificazione. Un testo ben documentato e formalmente corretto riduce il rischio di fraintendimenti e fornisce una base solida per la gestione amministrativa e, se necessario, per la difesa in sede giudiziale.

Esempio revoca mandato agente di commercio

Luogo e data: ____________

Mittente (Mandante)
Denominazione / Ragione sociale: ____________
Sede legale: ____________
Partita IVA / Codice Fiscale: ____________
Referente: ____________
Telefono / Email: ____________

Destinatario (Agente)
Nome e Cognome / Ragione sociale: ____________
Sede / Residenza: ____________
Partita IVA / Codice Fiscale: ____________
Indirizzo PEC / Email: ____________
Recapito telefonico: ____________

Oggetto: Revoca del mandato di agente di commercio

Premesso che
– con contratto di agenzia sottoscritto in data ____________ tra le parti sopra indicate (di seguito il “Contratto”), il Mandante ha conferito all’Agente il mandato per la promozione e la vendita dei prodotti/servizi indicati nel Contratto;
– si rende necessario procedere alla revoca del mandato;

il Mandante comunica quanto segue.

1) Revoca del mandato
Con la presente si comunica la revoca del mandato conferito all’Agente con effetto a decorrere dal giorno: ____________. La presente vale quale formale notifica di revoca del mandato.

2) Effetti e adempimenti dell’Agente
L’Agente è tenuto, entro e non oltre il giorno ____________:
– a cessare ogni attività di promozione e vendita per conto del Mandante alla data di efficacia della revoca;
– a restituire al Mandante tutto il materiale aziendale, i campionari, la documentazione, gli archivi clienti, gli elenchi e qualsiasi bene o documento appartenente al Mandante entro il termine di cui sopra;
– a predisporre e inviare al Mandante il rendiconto finale delle provvigioni, degli affari in corso e delle spese documentate entro il termine ____________;
– a fornire la collaborazione necessaria per il trasferimento degli incarichi e per il corretto espletamento degli ordini in corso fino alla data di efficacia della revoca.

3) Liquidazione e pagamento
Il Mandante provvederà a liquidare le somme dovute a titolo di provvigioni maturate e non ancora corrisposte, rimborsi spese documentati e ogni altro credito spettante all’Agente, previa ricezione del rendiconto e della documentazione richiesta, entro il termine di pagamento di ____________ giorni dalla ricezione della documentazione stessa. Coordinate bancarie per l’accredito: IBAN ____________ (intestato a ____________).

4) Obblighi post-contrattuali
Restano ferme le obbligazioni di riservatezza, non sollecitazione e non concorrenza previste dal Contratto e valide fino al termine indicato nel Contratto o fino al giorno: ____________ (se diverso).

5) Modalità di comunicazione
La presente revoca viene inviata per raccomandata A/R e tramite PEC all’indirizzo: ____________. Si richiede conferma di ricezione e presa visione entro ____________ giorni dalla ricezione.

6) Contatti per la gestione della cessazione
Referente interno del Mandante per la gestione della revoca: ____________
Telefono: ____________
Email: ____________

Si prega di voler osservare quanto sopra e di procedere secondo le indicazioni fornite.

Distinti saluti,

Per il Mandante:
Denominazione / Ragione sociale: ____________
Nome e Cognome del legale rappresentante: ____________
Qualifica: ____________
Firma: ____________

Fac simile revoca incarico impresa edile

La revoca dell’incarico a un’impresa edile è l’atto con cui il committente o il responsabile dei lavori interrompe formalmente l’incarico affidato all’impresa, di norma per inadempienze, ritardi, violazioni di sicurezza o mancanza dei requisiti. Serve a fermare l’esecuzione dei lavori per tutelare il patrimonio e la sicurezza, a consentire la sostituzione dell’impresa e a preservare il diritto del committente a ottenere riparazione o risarcimento per danni; per essere efficace richiede normalmente comunicazione scritta e il rispetto delle clausole contrattuali e delle norme applicabili.

Come scrivere una revoca incarico impresa edile

Per predisporre una revoca dell’incarico a un’impresa edile è necessario redigere un atto formale che sia completo, chiaro e documenti in modo inequivocabile la volontà del committente di interrompere il rapporto contrattuale; tale documento deve consentire da subito all’impresa di conoscere con precisione quale rapporto si intende revocare, perché, con quale efficacia temporale e con quali conseguenze operative e economiche. Occorre dunque iniziare identificando con precisione le parti coinvolte: il committente (persona fisica o giuridica) con ragione sociale, eventuale rappresentante legale, indirizzo completo per le comunicazioni, codice fiscale o partita IVA; l’impresa incaricata con la sua ragione sociale, la sede legale, eventuale sede operativa del cantiere, recapiti PEC e pec/PEC/indirizzo per raccomandata, e partita IVA/codice fiscale. Va richiamato esplicitamente il contratto originario con tutti gli elementi identificativi che ne consentano l’immediata risalita: data di sottoscrizione, eventuale numero o protocollo contrattuale, oggetto e luogo dei lavori, importo contrattuale, termini contrattuali fondamentali (data inizio e termine lavori o cronoprogramma), riferimenti a eventuali varianti approvate, oltre a richiamare le eventuali clausole contrattuali che si intendono fare valere per la revoca o per la risoluzione (ad esempio disposizioni su inadempimento, penali, garanzie fidejussorie, ritenute di garanzia e modalità di sospensione o cessazione dei lavori). È essenziale motivare con chiarezza e precisione i motivi della revoca: la descrizione dei fatti deve essere puntuale e documentata, indicando le specifiche inadempienze, ritardi o violazioni contrattuali, facendo riferimento a date, comunicazioni pregresse, verbali di sopralluogo, rapporti di direzione lavori o di coordinamento della sicurezza, fotografie, certificati di avanzamento, mancate consegne di documentazione obbligatoria (DPI, POS, PIMUS, DURC, certificati di conformità) o inosservanza delle normative di sicurezza e delle prescrizioni tecniche. Se la revoca si fonda su precedenti contestazioni formali, è opportuno richiamare e allegare le comunicazioni già inviate, le lettere di messa in mora o le diffide, precisando se è stata concessa o meno un’ulteriore dilazione o termine di ottemperanza e con quale esito; se si ritiene di agire “per giusta causa”, la descrizione dei fatti deve essere sufficiente a dimostrare l’impossibilità di prosecuzione del rapporto in condizioni utili e sicure. La revoca deve poi indicare espressamente la decisione concreta che si assume: se si tratta di una sospensione temporanea dei lavori, di una risoluzione del contratto per inadempimento o di una revoca dell’incarico con contestuale messa in mora; in ciascun caso bisogna specificare la data di efficacia della revoca o della sospensione, i comportamenti immediati richiesti all’impresa (ad esempio cessare opere, mettere in sicurezza il cantiere, sospendere ordini a terzi, conservare e rendere disponibili materiali e documentazione) e le modalità per la consegna di quanto presente in cantiere. È fondamentale definire con precisione lo stato dell’opera al momento della revoca: va chiesto e descritto un inventario dei materiali e delle attrezzature presenti, con indicazione di chi ne ha la proprietà, lo stato di avanzamento dei lavori, eventuali opere parzialmente eseguite e gli stati di avanzamento non fatturati, allegando ove possibile i verbali di consegna parziale, i libretti delle misure o i SAL. La revoca deve altresì trattare le questioni economiche: va chiarito lo stato dei pagamenti (fatture saldate e non saldate, acconti, ritenute), come si intende comportarsi rispetto alle garanzie prestate (cauzioni, garanzie fidejussorie), se si procederà a escussione delle garanzie per ottenere la completazione o il risarcimento dei danni, e se si tratterranno somme a titolo di penali o di conguaglio. Se il committente prevede di affidare a terzi la prosecuzione o il completamento dei lavori, nella revoca deve comparire la riserva esplicita di addebitare all’impresa revocata l’eventuale maggior costo di completamento, specificando la volontà di procedere con perizia o quantificazione dei danni e indicando, se già possibile, la procedura che si intende seguire per la determinazione dei costi supplementari. Devono essere enumerate le disposizioni operative relative all’accesso al cantiere, alla custodia dei materiali e delle attrezzature, al ritiro di eventuali mezzi propri, ai tempi entro i quali l’impresa è tenuta a sgomberare e a rendere disponibili i documenti progettuali, esecutivi e amministrativi necessari per consentire la prosecuzione dei lavori da parte di altri soggetti; è opportuno richiedere la consegna di tutta la documentazione tecnica e amministrativa in originale o in copia firmata, compresi eventuali disegni as-built, certificati di conformità, manuali, schede tecniche e le comunicazioni obbligatorie alle amministrazioni. La revoca deve poi affrontare la questione delle responsabilità residue: indicare chiaramente che, fino alla data di effettiva consegna dello stato di fatto, l’impresa resta responsabile della sicurezza del cantiere, del rispetto delle normative sulla salute e sicurezza dei lavoratori, della conservazione dei materiali e della non compromissione degli impianti esistenti; devono essere richiamati gli obblighi relativi a polizze assicurative e coperture RC lavori, precisando se il committente intende richiedere prova dell’estensione o della prosecuzione delle polizze per il periodo successivo alla revoca. È importante inoltre riservare espressamente il diritto a promuovere azioni risarcitorie e a chiedere il ristoro di danni diretti e indiretti, a richiedere penali previste dal contratto e a non rinunciare a eventuali crediti verso l’impresa; tale riserva deve essere dichiarata in modo chiaro per evitare interpretazioni di rinuncia tacita. La modalità di comunicazione della revoca va dettagliata nella lettera stessa: indicare che la comunicazione viene inviata mediante PEC e/o raccomandata con avviso di ricevimento e specificare gli indirizzi utilizzati per le comunicazioni, allegando copia della missiva se inviata in più forme. È utile indicare gli allegati che corredano la revoca: copie delle contestazioni precedenti, verbali, fotografie, perizie, elenchi di fatture non pagate o di SAL, copie delle garanzie contrattuali, ogni documento utile a dimostrare lo stato dei fatti. La revoca dovrebbe infine contenere la data e la sottoscrizione del committente o del suo rappresentante legale, la dichiarazione di ricevimento da parte dell’impresa (o l’indicazione delle modalità di conferma dell’avvenuta ricezione), e, se lo si ritiene opportuno, l’invito a un incontro di verifica per eseguire congiuntamente l’accertamento dello stato di fatto e la redazione di un verbale di consegna/sgombero. Se il rapporto è regolato da specifiche normative pubbliche o amministrative (ad esempio contratti con la pubblica amministrazione), è indispensabile richiamare nel testo le procedure previste da tali normative e dichiarare l’adozione degli atti amministrativi richiesti, nonché comunicare la revoca all’ente appaltante o all’RUP quando previsto. Per una tutela completa è consigliabile allegare alla revoca ogni elemento probatorio che supporti le ragioni indicate, conservare copia dell’invio, delle ricevute di ritorno e di ogni riscontro, e considerare di valutare contestualmente la consulenza di un legale per verificare la correttezza formale dell’atto e le eventuali conseguenze giudiziarie o amministrative derivanti dalla cessazione del rapporto. In tal modo la revoca diventa un documento operativo e probatorio, capace di delimitare diritti e obblighi delle parti e di costituire la base per le successive azioni di completamento dei lavori o di tutela dei crediti.

Esempio revoca incarico impresa edile

Spett.le
Impresa edile: ____________
Alla c.a. Sig./Sig.ra: ____________
Sede legale: ____________
P.IVA / C.F.: ____________

Mittente (Committente)
Nome / Ragione sociale: ____________
Indirizzo: ____________
P.IVA / C.F.: ____________
PEC / e-mail: ____________
Tel: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca incarico e risoluzione del contratto di appalto per lavori di ____________ – Contratto n. ____________ del ____________

Premesso che
– in data ____________ tra le parti è stato stipulato contratto di appalto n. ____________ per l’esecuzione dei lavori di ____________ presso ____________;
– con riferimento al predetto contratto l’Impresa ha ricevuto/accolto le seguenti somme/garanzie: ____________;
– con note del ____________ e del ____________ il Committente ha richiamato l’Impresa a ottemperare agli obblighi contrattuali e/o a porre rimedio alle anomalie rilevate (in particolare: ____________);
– nonostante le richieste di cui sopra, l’Impresa ha continuato a risultare inadempiente per i seguenti motivi: ____________ (es. ritardi gravi, esecuzione difforme, mancata ottemperanza alle prescrizioni di sicurezza, ecc.).

Con la presente, il sottoscritto/a in qualità di ____________ del Committente ____________, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal contratto e, in mancanza, dalla normativa vigente, comunica la revoca immediata dell’incarico conferito all’Impresa e la risoluzione del contratto con effetto a decorrere dalla ricezione della presente comunicazione.

Pertanto si intima all’Impresa:
1) di cessare immediatamente ogni attività lavorativa nel cantiere sito in ____________;
2) di provvedere, entro e non oltre ____________ giorni dalla ricezione della presente, al ritiro del proprio personale, delle attrezzature e dei materiali non incorporati nelle opere, previa redazione congiunta di un inventario delle cose da ritirare, da trasmettere al Committente;
3) di consentire, entro ____________ giorni, l’accesso al cantiere al personale incaricato dal Committente per la verifica dello stato dei lavori e per l’eventuale prosecuzione/ultimazione delle opere a terzi;
4) di consegnare al Committente, entro ____________ giorni, la documentazione tecnica, progettuale, contabile e fiscale relativa ai lavori eseguiti (elenco opere, certificazioni, libretti di montaggio, schede materiali, fatture, ecc.);
5) di restituire/corrispondere la somma di € ____________ a titolo di ____________ (es. caparra, acconto, cauzione) trattenuta/versata in relazione al contratto, salvo conguaglio contabile definitivo;
6) di provvedere allo sgombero e alla messa in sicurezza del cantiere entro ____________ giorni dalla ricezione della presente, con obbligo di rimozione di impalcature, ponteggi, depositi di materiale e rifiuti di cantiere non pericolosi, salvo diverso accordo scritto.

Il Committente si riserva espressamente ogni ulteriore diritto e azione a tutela dei propri interessi, ivi compreso il diritto di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti e di addebitare all’Impresa le spese necessarie per l’affidamento a terzi dell’ultimazione dei lavori, quantificate preliminarmente in € ____________ oltre IVA, salvo maggiori oneri documentati.

Si richiede che ogni comunicazione relativa alla presente sia inviata a: PEC / indirizzo e-mail: ____________ e/o indirizzo postale: ____________.

In difetto dell’ottemperanza alle prescrizioni sopra indicate il Committente si riserva di adottare, senza ulteriore preavviso, tutte le misure necessarie, anche di natura esecutiva o giudiziale.

Distinti saluti.

Firma del Committente: ____________
Nome e qualifica: ____________

Allegati:
– Copia contratto n. ____________;
– Copia precedenti diffide/ingiunzioni: ____________ (date);
– Documentazione fotografica e rapporti tecnici: ____________;
– Altro: ____________.

Fac simile revoca mandato agenzia immobiliare​

La revoca del mandato a un’agenzia immobiliare è l’atto con cui il proprietario interrompe l’incarico conferito all’agenzia per la vendita o la locazione di un immobile: serve a far cessare i poteri dell’agenzia di promuovere e negoziare l’immobile e a liberare il proprietario dagli obblighi derivanti dal mandato (compresa l’esclusiva, se prevista). Per essere efficace e tutelare entrambe le parti conviene che la revoca sia comunicata per iscritto; restano comunque possibili obblighi o richieste di compenso se nel contratto sono previste penali o se l’agenzia ha già procurato un acquirente/conduttore.

Come scrivere una revoca mandato agenzia immobiliare​

Per redigere una revoca del mandato conferito a un’agenzia immobiliare è fondamentale inserire nel testo tutte le informazioni che consentano di individuare con precisione le parti, l’immobile e il mandato originario, chiarire la portata e la decorrenza della revoca, disciplinare gli obblighi reciproci residui e le modalità pratiche di esecuzione della revoca stessa. In apertura del documento occorre quindi identificare senza ambiguità il mandante, con nome e cognome o ragione sociale, codice fiscale o partita IVA, luogo e data di nascita o sede legale, indirizzo di residenza o domicilio fiscale, nonché ogni altro dato utile per l’identificazione (numero di documento di identità e recapiti telefonici/PEC/email se disponibili). Analogamente vanno indicati i dati completi dell’agenzia a cui si revoca il mandato: denominazione sociale, sede legale, partita IVA/numero REA, nome del rappresentante o del mediatore che ha sottoscritto il mandato, eventuali recapiti e la PEC aziendale. La revoca deve poi richiamare esplicitamente il mandato che si intende revocare: la data di sottoscrizione del mandato, eventuale numero di protocollo o riferimento interno, la tipologia del mandato (ad esempio mandato in esclusiva o non esclusiva, mandato con rappresentanza o senza) e qualunque clausola rilevante che fosse stata concordata (durata prevista, prezzo di vendita concordato, percentuale di provvigione, eventuali obblighi di pubblicità o incarichi a subagenti). È importante riportare nel corpo della revoca i dati completi dell’immobile oggetto del mandato, con l’indirizzo preciso, la descrizione catastale completa (foglio, particella, subalterno quando presenti), la consistenza, la categoria catastale, la superficie commerciale e ogni altro elemento identificativo come piano, vano, unità immobiliare, pertinenze, eventuali servitù o vincoli noti; avere questi riferimenti evita contestazioni sulla correttezza della revoca e chiarisce quale mandato si intende terminare quando il soggetto ha più incarichi con la stessa agenzia.

Nel testo va poi formulata in modo chiaro e inequivocabile la dichiarazione di revoca: affermare che, con effetto immediato o con decorrenza da una data specifica, il mandante revoca il mandato conferito all’agenzia e ritira tutti i poteri e le deleghe conferite in virtù di quel mandato. Se la revoca è totale va specificato che vengono meno tutte le autorizzazioni, inclusi i poteri di trattativa e di conclusione di negoziazioni in nome e per conto del mandante; se si tratta di una revoca parziale bisogna descrivere con precisione quali poteri o ambiti si revocano e quali rimangono in essere. È opportuno precisare anche l’effetto della revoca rispetto a trattative già avviate: richiedere che l’agenzia comunichi l’elenco dei potenziali acquirenti presentati durante il periodo di validità del mandato, con date e contatti, in modo da poter verificare eventuali pretese di provvigione per affari derivanti da attività già svolte. Allo stesso tempo il mandante dovrebbe dichiarare con quale atteggiamento intende comportarsi rispetto a trattative successivamente concluse e se intende riconoscere o contestare le pretese di provvigione: se si intende negare ogni ulteriore riconoscimento, è utile esplicitarlo e chiedere la documentazione che l’agenzia ritiene provi il proprio diritto a commissioni.

La revoca deve contenere istruzioni operative chiare: richiedere la restituzione immediata di tutte le chiavi, dei documenti relativi all’immobile, di eventuali planimetrie originali, di tutta la documentazione acquisita dall’agenzia presso terzi o presso il mandante stesso, e la cancellazione o la rimozione di tutti gli annunci e le inserzioni sui portali immobiliari, siti internet, social network e materiali cartacei. Conviene richiedere anche la cessazione di ogni attività promozionale e la rimozione immediata delle foto e dei dati personali eventualmente pubblicati, nonché la comunicazione scritta dell’avvenuta cancellazione e dell’elenco delle azioni intraprese per interrompere la promozione. Se vi sono crediti o costi sostenuti dall’agenzia per conto del mandante, o fatture ancora da saldare, il documento dovrebbe richiedere la specificazione e l’eventuale dimostrazione di tali spese, accompagnata dall’indicazione delle coordinate bancarie (IBAN) del mandante per il rimborso o, viceversa, da quelle dell’agenzia per l’addebito di somme dovute, con l’invito a fornire una rendicontazione dettagliata. È inoltre utile chiedere la riconsegna e l’elenco dei contatti di eventuali potenziali acquirenti introdotti dall’agenzia, con le date di primo contatto, perché molte controversie sulle provvigioni si basano proprio sulla disputa relativa alla paternità del contatto.

Sotto il profilo formale e probatorio, la revoca deve essere datata, sottoscritta dal mandante e indicare il luogo di sottoscrizione; se possibile, allegare copia del mandato originario e ogni altra documentazione utile. Per assicurare la prova dell’avvenuta comunicazione è fortemente consigliabile inviare la revoca tramite canali che lascino traccia certa: posta raccomandata con ricevuta di ritorno, invio tramite PEC certificata all’indirizzo PEC dell’agenzia, o consegna a mano con firma per ricevuta da parte di un responsabile dell’agenzia. Nel testo della revoca si può altresì richiedere una conferma scritta di avvenuta ricezione e di presa d’atto della revoca da parte dell’agenzia entro un termine ragionevole, specificando che, in assenza di conferma, il mandante si riserva ogni azione per la tutela dei propri diritti. Se si ritiene opportuno, si può inoltre dichiarare che il mandante non autorizza più l’agenzia a trattare dati personali inerenti all’immobile o al proprietario stesso, richiedendo l’osservanza degli obblighi di riservatezza e la cancellazione delle informazioni non più necessarie, in conformità alle norme sulla protezione dei dati personali, o indicare espressamente che determinati dati non possono essere più utilizzati per finalità promozionali.

Infine, è prudente prevedere nel testo della revoca una breve clausola che chiarisca la volontà del mandante di risolvere ogni rapporto pendente in modo documentato, con riferimento a eventuali contenziosi pendenti o a eventuali diritti dell’agenzia derivanti da attività effettivamente svolte prima della revoca, e affermare la disponibilità a risolvere in modo trasparente le eventuali questioni economiche residue, lasciando comunque salva la possibilità di agire legalmente per la tutela dei propri interessi qualora sorgano contestazioni. Per questioni particolarmente delicate o complesse, o per personalizzare la formulazione in base alle clausole specifiche del mandato originario o alla normativa locale applicabile, è sempre consigliabile rivolgersi a un avvocato o a un professionista esperto in diritto immobiliare, che possa adattare il testo e verificare le implicazioni giuridiche nel dettaglio.

Esempio revoca mandato agenzia immobiliare​

Mittente
Nome e cognome: ____________
Codice fiscale: ____________
Indirizzo: ____________
Telefono: ____________
E-mail/PEC: ____________

Destinatario
Agenzia immobiliare: ____________
Riferimento/Responsabile: ____________
Indirizzo: ____________
PEC/E-mail: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca del mandato di intermediazione immobiliare relativo all’immobile sito in ____________

Il/La sottoscritto/a __________________, nato/a a ______________ il ______________, residente in ______________, codice fiscale ______________, in qualità di proprietario/a (o titolare di procura) dell’immobile sito in ______________, identificato catastalmente al Foglio ______________, Particella/Numero ______________,

Visto il mandato di intermediazione/mandato di vendita n. ______________, conferito in data ______________ e, se del caso, a titolo di esclusiva: (barrare o indicare) ____________,

CONTRADETTI con la presente la revoca immediata e irrevocabile del suddetto mandato, con effetto a decorrere dalla data di ricezione della presente comunicazione.

Si dispone pertanto:
– la cessazione immediata di ogni attività di mediazione, pubblicazione e promozione dell’immobile su qualsiasi mezzo e portale;
– la restituzione di tutta la documentazione in originale e delle copie in possesso dell’Agenzia relativa all’immobile entro e non oltre ______________ giorni dalla ricezione della presente, all’indirizzo: ______________;
– la riconsegna, entro ______________ giorni, delle chiavi e di eventuali accessori oggetto del mandato.

Si richiede conferma scritta di ricezione e presa d’atto della presente revoca, da inviarsi via PEC all’indirizzo: ______________ o via raccomandata A/R al seguente indirizzo: ______________, entro ______________ giorni dal ricevimento.

Resto a disposizione per concordare le modalità di restituzione della documentazione e delle chiavi. Si riservano, inoltre, ogni diritto e azione a tutela degli interessi derivanti dall’esecuzione del mandato.

Distinti saluti.

Firma: ____________

Allegati:
1) Copia del mandato datato ______________
2) Documento d’identità: tipo ____________ n. ____________ ril. da ____________ in data ____________