Fac simile revoca incarico professionale consulente del lavoro​

La revoca dell’incarico professionale al consulente del lavoro è l’atto con cui il committente o il professionista pongono fine al rapporto di consulenza; serve a interrompere formalmente l’incarico e a regolare il passaggio delle pratiche e delle responsabilità, garantendo la tutela delle posizioni del cliente e dei lavoratori coinvolti. Di norma va fatta per iscritto rispettando eventuali termini di preavviso contrattuali o normativi, definendo il trasferimento della documentazione al nuovo consulente e chiarendo le pendenze economiche, in modo da evitare omissioni verso enti previdenziali e fiscali e rischi per le scadenze obbligatorie.

Come scrivere una revoca incarico professionale consulente del lavoro​

Per predisporre una revoca dell’incarico di consulente del lavoro in modo completo e formalmente corretto è necessario che il documento contenga una serie di informazioni precise e formulazioni che rendano chiaro, univoco e provabile sia il fatto della revoca sia l’ambito e gli effetti della stessa. La comunicazione deve innanzitutto identificare con chiarezza il soggetto che revoca l’incarico: va indicata la ragione sociale o il nome e cognome del cliente, l’indirizzo legale, il codice fiscale e la partita IVA se presenti, il ruolo di chi sottoscrive (ad esempio legale rappresentante) nonché il potere che lo abilita a revocare l’incarico; la firma deve essere quella del soggetto legittimato o di una persona munita di delega documentata. Analogamente occorre identificare il consulente del lavoro o lo studio professionale cui si revoca l’incarico, con nome, indirizzo, codice fiscale o partita IVA, eventuale iscrizione all’albo, PEC e indirizzo per le notifiche, in modo che non vi siano dubbi sulla controparte della revoca.

Il testo della revoca deve fare esplicito riferimento al mandato originario: è importante richiamare la data di inizio dell’incarico, eventuali specifiche lettere d’incarico o contratti, il contenuto dell’incarico e i poteri conferiti al consulente (ad esempio gestione paghe, invii telematici, accesso a cassetti previdenziali e fiscali, rappresentanza davanti a enti pubblici, presentazione di denunce e modelli, tenuta libri e registri, gestione contenziosi di lavoro), in modo da delimitare ciò che viene revocato. La data a decorrere dalla quale la revoca produce effetto va stabilita in modo esplicito: può essere immediata, oppure fissata da una data determinata o subordinata al momento in cui si completa il passaggio di consegne; è utile precisare espressamente se la revoca interrompe immediatamente ogni potere di rappresentanza e azione nei confronti di terzi ovvero se alcuni atti ancora in corso devono essere completati fino a una certa data concordata per assicurare la continuità degli adempimenti (ad esempio stipendi in corso di liquidazione, presentazioni prossime di modelI telematici, scadenze fiscali).

La revoca deve altresì prevedere le modalità pratiche della cessazione del rapporto e del passaggio di consegne. Va chiesto che tutti i fascicoli, documenti originali, cedolini, archivi cartacei ed elettronici, file telematici, accessi e credenziali ad applicazioni e portali (ad esempio cassetto previdenziale, cassetto fiscale, Entratel/Fisconline o altri canali telematici) vengano consegnati al cliente o al nuovo consulente entro un termine definito; se si richiede che la consegna avvenga direttamente al successore, è opportuno indicare i riferimenti del nuovo professionista e chiarire che la richiesta di collaborazione e la consegna dei documenti dovranno avvenire in modo coordinato. Occorre inoltre prevedere la richiesta di un inventario dettagliato dei documenti e delle pratiche pendenti, con l’indicazione delle scadenze e degli adempimenti imminenti, nonché la produzione di una dichiarazione scritta sullo stato delle posizioni amministrative, previdenziali e fiscali rapportate al periodo di competenza, affinché il cliente sappia quali adempimenti restano da assolvere e chi è responsabile per azioni future.

Sotto il profilo economico e contabile è fondamentale richiedere la rendicontazione finale: il documento di revoca dovrebbe richiedere al consulente la predisposizione di un conto finale, con l’indicazione dei compensi maturati, delle attività non ancora fatturate, degli anticipi eventualmente versati e delle eventuali spese sostenute, con invito a emettere fattura o nota spese entro un termine stabilito e a regolare il saldo. Se il rapporto prevedeva anticipi o rimborsi spese, la revoca deve disciplinare chiaramente la liquidazione delle partite pendenti e la modalità di rimborso o addebito. È utile specificare anche dove e a chi inviare la fattura finale, oltre a richiedere la consegna di eventuali documenti giustificativi relativi alle spese sostenute dal professionista per conto del cliente.

Gli aspetti relativi alla tutela dei dati personali richiedono particolare attenzione: nella revoca va indicata la volontà del titolare del trattamento (il cliente) riguardo al trattamento dei dati conservati dal consulente, richiedendo la restituzione integrale dei dati e dei documenti contenenti informazioni personali oppure, se richiesto, la cancellazione sicura dei dati dai sistemi del consulente secondo le modalità previste dal GDPR. Se il consulente ha operato in qualità di incaricato o responsabile del trattamento per conto del cliente, la revoca deve prevedere istruzioni chiare su chi diventa il nuovo titolare o responsabile e come deve avvenire il trasferimento dei dati, con richiesta di conferma scritta dell’avvenuta cancellazione o restituzione e dell’eventuale conservazione residua necessaria per obblighi di legge. È importante che la comunicazione indichi se autorizza il consulente a conservare solo copia delle pratiche per il periodo di prescrizione obbligatorio, specificando la durata e la finalità di tale conservazione.

La revoca dovrebbe anche contemplare la revoca esplicita di procure, deleghe e mandati conferiti al consulente nei confronti di enti pubblici e privati: se al professionista erano state date procure per rappresentare il cliente presso INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Direzione Territoriale del Lavoro, tribunali o altri organismi, occorre dichiarare la revoca di tali poteri e richiedere che il consulente astenga dall’adottare ulteriori atti o interventi a nome del cliente. È utile chiedere la comunicazione formale agli enti competenti dell’avvenuta revoca, o quantomeno la restituzione delle procure originali e la consegna delle eventuali ricevute di avvenuto ritiro o di scarico delle pratiche in essere.

Per assicurare la certezza della ricezione e avere prova dell’avvenuto atto, è prassi indicare la modalità di trasmissione della revoca; la PEC è il canale consigliato per la sua efficacia probatoria, ma può essere utilizzata anche la raccomandata con avviso di ricevimento o la consegna a mano con firma per ricevuta. La comunicazione dovrebbe invitare il consulente a confermare per iscritto, entro un termine determinato, l’accettazione della revoca, l’indicazione delle attività ancora in corso e il piano di consegna della documentazione, e la produzione di eventuali dichiarazioni sostanziali richieste dal cliente, quali la certificazione di avvenuto inoltro di denunce o versamenti già effettuati o la comunicazione delle posizioni aperte aventi scadenze prossime.

Nel testo è opportuno dare indicazioni sulle conseguenze della revoca in relazione ad attività già intraprese e su eventuali responsabilità: va specificato se le attività poste in essere fino alla data di efficacia della revoca restano imputabili al consulente o al cliente, e se il consulente assumerà la responsabilità per eventuali errori o omissioni nelle pratiche fino al momento della consegna. Se esistono contenziosi o procedimenti in corso, la revoca dovrebbe richiedere la consegna di tutta la documentazione relativa ai procedimenti e la comunicazione degli estremi delle pratiche, nonché una dichiarazione sul punto dello stato della causa, così che il cliente o il nuovo professionista possano valutare i rischi e gli adempimenti necessari.

È coerente altresì prevedere le istruzioni operazionali per la gestione immediata delle attività sensibili, come il pagamento delle retribuzioni, la predisposizione e il rilascio dei cedolini, la predisposizione dei modelli di certificazione fiscale per i dipendenti e ogni altro adempimento in scadenza nel breve periodo; se il cliente intende che il consulente completi determinate attività prima della cessazione, questo va specificato chiaramente, con l’indicazione dei termini e delle responsabilità connesse. Infine, la revoca può richiedere espressamente che il consulente non eserciti più alcuna attività promozionale o comunicativa a nome del cliente e mantenga il segreto professionale su tutte le informazioni acquisite durante il rapporto professionale, salvo obblighi di legge o disposizioni contrarie.

Dal punto di vista formale e probatorio, oltre alla data e alla firma del legale rappresentante, è utile allegare alla revoca copia del contratto originale o della lettera di incarico richiamata, nonché, se disponibili, le deleghe o procure che si intendono revocare, per facilitare il riscontro da parte del consulente e degli eventuali enti destinatari della revoca. Definire un termine entro il quale il consulente dovrà adempiere alle richieste di consegna documentale e rendicontazione, e indicare le modalità per eventuali contestazioni successive, completa la struttura della comunicazione, consentendo al cliente di tutelarsi sia dal punto di vista operativo sia da quello legale.

Seguendo questi criteri la revoca diventa uno strumento chiaro, completo e difendibile che disciplina non soltanto l’atto formale della cessazione del rapporto, ma anche le modalità pratiche del passaggio di consegne, le responsabilità residue, il trattamento dei dati personali e la conclusione degli aspetti economici e amministrativi.

Esempio revoca incarico professionale consulente del lavoro​

Luogo e data: ____________

Spett.le
Studio di Consulenza del Lavoro
Alla c.a. del/lla Dott./Dott.ssa ____________
Indirizzo: ____________

Oggetto: Revoca incarico professionale

Il/La sottoscritto/a ____________, nato/a a ____________ il ____________, in qualità di ____________ della società ____________ (ragione sociale), con sede legale in ____________, codice fiscale / partita IVA ____________, con la presente

comunica la revoca, con effetto dal giorno ____________, dell’incarico di consulenza del lavoro conferito a codesto Studio con contratto/lettera d’incarico in data ____________ (prot. n. ____________), relativo alle seguenti prestazioni: ____________.

Si richiede altresì:
– la consegna e la restituzione di tutti i documenti, fascicoli e registri aziendali relativi alle prestazioni svolte entro e non oltre il giorno ____________;
– la predisposizione e l’invio della rendicontazione finale e della fattura conclusiva, contenente il dettaglio delle attività svolte e degli importi a conguaglio, entro il giorno ____________;
– l’indicazione delle eventuali attività in corso e delle scadenze per le quali è richiesta la prosecuzione di adempimenti urgenti fino alla data di effettiva cessazione dell’incarico: ____________.

Per la consegna della documentazione e per concordare le modalità di passaggio delle pratiche si indica quale referente interno: ____________ (nome e ruolo), tel. ____________, e-mail ____________.

Si prega di considerare la presente quale manifestazione formale e irrevocabile di revoca dell’incarico a far data come sopra indicata e di darne conferma scritta all’indirizzo e-mail: ____________ o al seguente indirizzo: ____________.

Distinti saluti.

Firma: _________________________________

Nome e cognome: ____________
Qualifica/Ruolo: ____________
Società: ____________
Indirizzo sede legale: ____________
Tel.: ____________
E-mail: ____________

Allegati: ____________

Fac simile revoca incarico direttore dei lavori​

La revoca dell’incarico del direttore dei lavori è l’atto formale con cui il committente o l’ente competente interrompe il mandato conferito al professionista che sovrintende all’esecuzione dell’opera. Serve a rimuovere una figura che non adempie ai propri doveri o non garantisce la regolare prosecuzione dei lavori, consentendo la nomina di un sostituto e il trasferimento delle responsabilità in modo da mantenere sicurezza, conformità alle norme e tutela degli interessi del committente; va normalmente formalizzata per iscritto secondo quanto previsto dal contratto e dalla normativa vigente per evitare vuoti di responsabilità e contestazioni.

Come scrivere una revoca incarico direttore dei lavori​

Per redigere correttamente una revoca dell’incarico al direttore dei lavori è necessario predisporre un documento formale e completo che consenta di identificare con precisione l’atto compiuto, i soggetti coinvolti, gli effetti giuridici e pratici del provvedimento, nonché le modalità concrete del passaggio di consegne. Il contenuto deve innanzitutto consentire l’identificazione univoca del committente e del direttore dei lavori: vanno indicati i dati anagrafici completi o la ragione sociale, l’indirizzo legale, il codice fiscale o partita IVA, il numero di iscrizione all’Ordine professionale e gli estremi di eventuale procura o delega. Occorre poi individuare in modo puntuale l’intervento oggetto dell’incarico, specificando l’indirizzo del cantiere, i riferimenti catastali utili, il titolo del progetto, eventuali CUP o altri codici identificativi del procedimento, e richiamare con precisione la lettera o il contratto di nomina originaria indicando la data di nomina, il numero di protocollo o di atto e ogni eventuale integrazione o delibera successiva che abbia modificato il mandato.

Nel corpo della revoca deve comparire una dichiarazione esplicita e inequivocabile di revoca dell’incarico al direttore dei lavori, con l’indicazione della data dalla quale la revoca produce effetto e, se previsto dal contratto o dalla prassi, l’indicazione di eventuali termini di preavviso o di decadenza. È importante specificare se la revoca è motivata da cause individuate nel contratto (ad esempio inadempimenti, incompatibilità, perdita dei requisiti professionali) e, se si ritiene opportuno, richiamare sinteticamente i fatti rilevanti; tale richiamo motivazionale aiuta a documentare la ragione della revoca ma va redatto con attenzione per evitare contestazioni su aspetti di merito che potrebbero richiedere ulteriori accertamenti. La revoca dovrebbe altresì chiarire gli effetti sulla titolarità delle responsabilità tecniche e amministrative: va precisato che la revoca riguarda l’incarico per il periodo successivo alla data indicata, e che rimangono salve le responsabilità e gli obblighi derivanti da atti, firme o certificazioni rese in precedenza dal direttore dei lavori fino alla data di effettiva cessazione dell’incarico, compresa la necessità di predisporre o consegnare atti relativi a fasi già concluse.

È essenziale prevedere istruzioni chiare per il passaggio di consegne: il documento deve invitare il direttore revocato a consegnare immediatamente tutta la documentazione tecnica e amministrativa afferente al cantiere, quali progetti aggiornati, elaborati esecutivi, rilievi e verifiche, computi metrici e stato contabile dei lavori, certificati di regolarità o conformità, verbali di cantiere, di controllo e collaudo, registri obbligatori, documentazione relativa alla sicurezza (POS, DVR, PSC se pertinenti), eventuali certificazioni di materiali e prove di laboratorio, nonché le chiavi e gli strumenti o mezzi eventualmente affidati. Nel corpo della revoca è opportuno richiedere una relazione di consegna che elenchi lo stato dei lavori, le attività residue, le criticità aperte, le scadenze temporali previste e gli importi in essere, compresi gli stati di avanzamento non liquidati e le somme trattenute a titolo di garanzia, in modo da consentire al committente o al nuovo direttore dei lavori di proseguire l’opera senza soluzione di continuità. Va inoltre stabilito se la consegna debba avvenire con redazione di apposito verbale sottoscritto dalle parti e con presa in carico da parte di un eventuale sostituto; si raccomanda di prevedere che il verbale di consegna riporti l’elenco della documentazione consegnata e la data effettiva di presa in consegna.

La revoca deve prevedere anche le disposizioni relative agli aspetti economici: occorre richiamare le condizioni contrattuali per il saldo delle competenze professionali spettanti fino alla data di cessazione dell’incarico, precisando le modalità di liquidazione e la documentazione richiesta per il pagamento finale, nonché ogni eventuale somma a titolo di penale, risarcimento o trattenuta prevista dal contratto. È utile indicare la necessità di un rendiconto delle spese anticipate dal direttore dei lavori e di eventuali anticipazioni, con l’allegazione delle relative prove di spesa, e di chiarire la gestione di eventuali garanzie o fideiussioni in essere. Si dovrebbero altresì affrontare nel testo gli obblighi residui in materia di responsabilità professionale e coperture assicurative: la dichiarazione può ricordare che le responsabilità per difetti e vizi relativi a prestazioni compiute rimangono a carico del professionista nei termini di legge e contrattuali, e invitare a fornire documentazione utile in caso di attestazioni o certificazioni che possano avere effetti successivi sul rapporto giuridico.

Dal punto di vista procedurale è fondamentale indicare la modalità di comunicazione della revoca e la prova dell’avvenuta notifica: è preferibile che la revoca sia inviata tramite strumenti che garantiscano la ricevuta e la data certa, come la PEC per i professionisti o la raccomandata con avviso di ricevimento, eventualmente anche con consegna a mani mediante sottoscrizione di ricevuta. È opportuno prevedere nel testo l’obbligo del destinatario di comunicare immediatamente eventuali terzi interessati (imprese esecutrici, subappaltatori, coordinatori per la sicurezza, stazioni appaltanti) e la necessità di cooperare per garantire la continuità dell’esecuzione dei lavori, fornendo indicazioni per l’accesso al cantiere e per la collaborazione con il nuovo direttore nominato. Infine, se il rapporto riguarda lavori pubblici o soggetti sottoposti a normative speciali, la revoca dovrebbe richiamare le norme e le clausole contrattuali pertinenti e suggerire l’adozione delle comunicazioni formali obbligatorie verso gli enti competenti e gli uffici tecnici, nonché, quando opportuno, la nomina del direttore sostituto e la data prevista per il subentro.

Per tutela formale ed effettiva è consigliabile che la revoca sia redatta su carta intestata del committente, datata e sottoscritta dal legale rappresentante o dal soggetto titolare della facoltà di nomina, e che siano acclusi o richiamati i documenti fondamentali di riferimento (nomina originaria, contratti, eventuali prescrizioni disciplinari o verbali che hanno portato alla decisione). Poiché le implicazioni giuridiche possono variare a seconda del tipo di appalto (privato o pubblico), del contenuto contrattuale e della normativa vigente, è prudente verificare le clausole contrattuali e la normativa applicabile e, se necessario, avvalersi di un supporto legale per la formulazione definitiva del testo e per la gestione delle eventuali contestazioni successive.

Esempio revoca incarico direttore dei lavori​

________________________________________________________________________________________________
Spett.le
Direttore dei Lavori
Sig./Sig.ra ____________
Via/Piazza ____________
CAP ____________ Città ____________

Oggetto: Revoca dell’incarico di Direttore dei Lavori

Luogo e data: ____________

Il/La sottoscritto/a
Committente/Amministrazione: ____________
con sede in: ____________
indirizzo: ____________
C.F./P.IVA: ____________
telefono: ____________ email: ____________

Riferimenti: incarico conferito con lettera/contratto n. ____________ in data ____________, relativo al progetto: ____________, ubicazione: ____________, CUP/CIG (se applicabile): ____________,

COMUNICA

la revoca, con effetto a decorrere dal giorno ____________, dell’incarico conferito a codesto Direttore dei Lavori Sig./Sig.ra ____________ (C.F. ____________/P.IVA ____________) per la direzione dei lavori relativi al progetto sopra indicato.

Motivazione della revoca: ____________

Si richiede pertanto a codesto Direttore dei Lavori di osservare le seguenti disposizioni:
1. Procedere senza ritardo alla consegna e al trasferimento di tutta la documentazione di cantiere (compresi, a titolo esemplificativo, giornale dei lavori, verbali di sopralluogo, registri di cantiere, relazioni tecniche, disegni aggiornati, eventuale contabilità lavori, certificati e documenti amministrativi) entro e non oltre il giorno ____________.
2. Predisporre e concordare con il rappresentante indicato dal committente (Sig./Sig.ra ____________, telefono ____________, email ____________) la consegna degli elaborati e il passaggio delle informazioni tecniche e amministrative utili per la prosecuzione dei lavori.
3. Fornire allo stesso rappresentante un riepilogo delle attività svolte, stato di avanzamento e criticità aperte entro la data di consegna sopra indicata.
4. Provvedere alla riconsegna di chiavi, permessi, tesserini e qualsivoglia materiale rilevante per l’accesso e la gestione del cantiere entro la medesima data.

Si precisa che il committente provvederà alle eventuali liquidazioni e a ogni altra determinazione economica spettante in base al rapporto contrattuale, previa verifica delle attività svolte e della documentazione consegnata. Per la definizione delle spettanze è fissato il termine per la presentazione di quanto dovuto da parte del Direttore dei Lavori entro il giorno ____________.

Il presente atto di revoca è comunicato ai fini amministrativi e contabili e potrà essere allegato agli atti di cantiere. Per eventuali chiarimenti contattare il responsabile indicato: Sig./Sig.ra ____________, ruolo ____________, telefono ____________, email ____________.

Distinti saluti.

Firma del rappresentante del committente
Nome e cognome: ____________
Ruolo/Titolo: ____________
Firma: ____________
Data: ____________

Ricevuta per presa visione e consegna documentazione (da compilare al momento della riconsegna)

Il/La sottoscritto/a Direttore dei Lavori
Nome e cognome: ____________
C.F./P.IVA: ____________
Dichiara di aver ricevuto la comunicazione di revoca in data: ____________
Elenco documenti consegnati: ____________
Firma: ____________
Data: ____________
________________________________________________________________________________________________

Fac simile revoca disdetta contratto di locazione​

La revoca della disdetta del contratto di locazione è l’atto con cui chi ha già comunicato la volontà di interrompere il contratto intende ritirare quella comunicazione e tornare indietro sulla decisione di risolvere il rapporto di locazione. Serve a impedire la cessazione del contratto e mantenere in vigore i diritti e gli obblighi delle parti come prima della disdetta, ma la sua efficacia dipende dai termini temporali, dalle clausole contrattuali e soprattutto dall’accettazione dell’altra parte; senza il consenso del destinatario la disdetta potrebbe rimanere efficace. Per evitare contestazioni conviene sempre formalizzare la revoca per iscritto e verificare la normativa o rivolgersi a un consulente legale se ci sono dubbi.

Come scrivere una revoca disdetta contratto di locazione​

Per redigere correttamente una revoca di una precedente disdetta di contratto di locazione è fondamentale che il documento contenga in modo chiaro, completo e inequivocabile tutti gli elementi che permettano di identificare le parti, il contratto originario e l’atto di disdetta che si intende annullare, nonché la manifestazione di volontà di revoca e le conseguenze pratiche di tale revoca. Il testo deve innanzitutto indicare con precisione chi revoca: va riportato il nome e cognome della persona o la ragione sociale se si tratta di una società, l’indirizzo di residenza o sede legale e, per chiarezza e per eventuali verifiche formali, il codice fiscale o la partita IVA. Allo stesso modo deve essere precisato il destinatario della revoca, ossia il locatore o il conduttore a cui era stata originariamente indirizzata la disdetta, con il relativo nome o ragione sociale, indirizzo completo e, se noto, eventuali riferimenti di contatto come PEC o indirizzo di posta tradizionale a cui si chiede che la comunicazione sia considerata ricevuta.

Nel corpo della comunicazione è indispensabile richiamare in modo inequivocabile il contratto di locazione oggetto della disdetta: va riportato l’indirizzo dell’immobile locato (via, numero civico, piano, eventuale interno), la data di stipula del contratto, la durata pattuita, e, quando disponibile, il numero di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate o altri estremi identificativi contrattuali. Occorre quindi richiamare la precedente comunicazione di disdetta indicando la data in cui questa è stata inviata e, preferibilmente, la modalità con cui è stata trasmessa (ad esempio raccomandata A/R, PEC, consegna a mano), oltre a qualsiasi riferimento contenuto nella disdetta stessa che permetta di identificarla univocamente (ad esempio il testo con cui era stata formulata la cessazione, il termine di preavviso indicato, la data di efficacia della disdetta). Questo richiamo serve a evitare equivoci su quale atto si intenda revocare.

La frase di revoca deve essere espressa in termini chiari e inequivocabili: è opportuno usare una formulazione che dichiari esplicitamente che la precedente disdetta viene ritirata e che la volontà di recedere dal contratto non è più vigente. È utile indicare espressamente la data a partire dalla quale si considera efficace la revoca, se si intende che la revoca abbia efficacia immediata oppure a far data da un giorno specifico; in mancanza di una data specifica, la revoca sarà generalmente intesa come efficace dal momento della ricezione da parte del destinatario, pertanto è bene dichiararlo esplicitamente per evitare contestazioni. Occorre inoltre chiarire le conseguenze pratiche della revoca: ad esempio dichiarare che tutte le condizioni contrattuali rimangono in vigore e che le obbligazioni relative al pagamento del canone, alle spese accessorie, alla manutenzione e alla custodia dell’immobile continuano secondo quanto previsto dal contratto, specificando se si intende regolarizzare eventuali adempimenti che erano stati programmati in funzione della cessazione (restituzione delle chiavi, rilascio dell’immobile, saldo di eventuali crediti).

Per motivi probatori e per facilitare la gestione amministrativa, è opportuno allegare alla revoca copia della disdetta originaria e indicare nella lettera quali documenti si allegano (copia del contratto, copia della disdetta precedentemente inviata, ricevute di spedizione o ricevuta di consegna). Se si dispone di riscontri della ricezione della precedente disdetta (avviso di ricevimento raccomandata, ricevuta PEC, firma su ricevuta di consegna), è utile menzionarli e allegarli, perché servono a dimostrare l’esistenza e i tempi degli atti. Nella comunicazione si può anche chiedere espressamente una conferma scritta di ricezione della revoca e, se necessario, del mantenimento in vita del contratto, indicando i recapiti (telefono, indirizzo PEC, indirizzo postale) ai quali si desidera ricevere tale conferma.

La data e il luogo di redazione della revoca devono essere indicati in calce alla comunicazione e la lettera deve essere sottoscritta in modo verificabile; se la comunicazione è cartacea la firma autografa è preferibile, mentre se si utilizza la PEC è comunque consigliabile allegare un documento firmato digitalmente o una dichiarazione sottoscritta e scannerizzata, così da rendere più solida la prova della volontà manifestata. Se la revoca comporta modifiche agli accordi economici o a garanzie (ad esempio diversa destinazione del deposito cauzionale o ricalcolo di canoni in considerazione di periodi di inattività), è fondamentale disciplinare esplicitamente questi aspetti nella stessa comunicazione o rimandare a un successivo accordo scritto, specificando però che in mancanza di intese la situazione contrattuale precedente resta confermata.

Per tutelare la propria posizione procedurale conviene anche dichiarare nel testo la volontà di mantenere ogni mezzo di prova relativo alla comunicazione (ricevuta di spedizione, ricevuta PEC, ecc.) e, se si reputa necessario, prevedere che la revoca sia efficace solo a seguito dell’accettazione scritta della controparte; questa scelta va esplicitata chiaramente perché la revoca unilaterale potrebbe non essere efficace in tutti i casi se la legge o il contratto prevedono particolari vincoli. Infine, pur restando il contenuto del documento formale e concreto, è buona prassi aggiungere una breve spiegazione delle ragioni della revoca solo se ciò può prevenire contestazioni o facilitare un accordo amichevole, ma tale spiegazione non è strettamente necessaria per la validità della revoca stessa; ciò che conta è la chiarezza della manifestazione di volontà, la corretta identificazione degli atti richiamati, la data di efficacia e la firma del soggetto che effettua la revoca.

Esempio revoca disdetta contratto di locazione​

Luogo e data: ____________

Mittente
Nome e cognome / Ragione sociale: ____________
Codice fiscale / Partita IVA: ____________
Indirizzo: ____________
Telefono / PEC / e-mail: ____________

Destinatario
Nome e cognome / Ragione sociale: ____________
Indirizzo: ____________
PEC / e-mail: ____________

Oggetto: Revoca della comunicazione di disdetta del contratto di locazione

Spett.le ____________,

il/La sottoscritto/a ____________, nato/a il ____________ a ____________ e residente in ____________ (Cod. Fiscale: ____________), in qualità di ____________ (conduttore/locatore): ____________, con riferimento al contratto di locazione stipulato in data ____________ relativo all’immobile sito in ____________, comunica la revoca della precedente comunicazione di disdetta inviata in data ____________ con mezzo ____________ (es. raccomandata A/R, PEC) e protocollo/numero ____________.

Pertanto, il/la sottoscritto/a revoca formalmente la predetta disdetta e dichiara la volontà di proseguire il rapporto locatizio alle medesime condizioni contrattuali, salvo diverso accordo tra le parti.

Si prega di confermare l’avvenuta ricezione della presente e l’accoglimento della revoca tramite ____________ (telefono/PEC/e-mail) entro e non oltre il ____________.

Distinti saluti,

Firma: _____________________________
Nome e cognome: ____________
Data: ____________

Allegati (se presenti):
– Copia della comunicazione di disdetta del ____________: ____________
– Ricevuta invio (raccomandata/PEC) del ____________: ____________
– Altro: ____________

Fac simile revoca dichiarazione intento​

La revoca della dichiarazione d’intento è l’atto con cui l’esportatore o l’operatore che aveva rilasciato una dichiarazione per acquistare senza IVA comunica che tale dichiarazione non è più valida. Serve a far cessare l’effetto di esenzione sulle forniture successive, tutelando il cedente/prestatore da eventuali rischi fiscali e chiarendo che l’acquirente non intende più avvalersi del regime di non imponibilità, ad esempio perché ha esaurito il plafond, ha cambiato l’attività o ha cessato le esportazioni.

Come scrivere una revoca dichiarazione intento​

Per essere efficace e incontestabile, la revoca di una dichiarazione d’intento deve contenere tutti gli elementi che consentono di identificare con precisione la dichiarazione originaria, il soggetto che revoca, il destinatario della revoca e l’ambito temporale e materiale della revoca stessa, oltre a una indicazione chiara dell’effetto voluto e della data dalla quale esso deve produrre effetti. In primo luogo occorre riportare i dati anagrafici e fiscali completi del dichiarante: la ragione sociale o il nome e cognome per i soggetti non giuridici, il codice fiscale e/o la partita IVA, la sede legale o il domicilio fiscale e, se diverso, l’indirizzo di recapito o la PEC alla quale si richiede l’invio di conferme o comunicazioni. È importante indicare anche la persona che sottoscrive la revoca e la sua qualifica (ad esempio legale rappresentante, procuratore), accompagnando la firma con la specificazione del potere di firma; se chi firma è un rappresentante per procura, va allegata o fatta esplicita menzione della procura che ne comprovi i poteri.

Deve poi essere esplicitamente richiamata la dichiarazione d’intento oggetto della revoca: la data in cui è stata consegnata o rilasciata, eventuale numero di protocollo o riferimento annotato dal fornitore, il periodo di validità indicato nella dichiarazione e qualsiasi altro dettaglio che permetta di associare univocamente la revoca alla dichiarazione originaria (ad esempio il riferimento a comunicazioni inviate all’Agenzia delle Entrate o a numeri di registrazione interni). Se la dichiarazione originaria era riferita a specifici limiti di importo, documenti o operazioni, la revoca deve richiamare tali limiti e precisare se la revoca è totale oppure parziale: in caso di parziale revoca va indicata con precisione la parte che si intende revocare (quantitativi, importi residui, categorie di beni o servizi, periodi temporali) in modo da evitare ambiguità sull’ambito di applicazione della revoca stessa.

La formulazione della volontà deve essere inequivoca: la frase deve esprimere chiaramente che con la presente si revoca la dichiarazione d’intento precedentemente rilasciata, specificando la data a decorrere dalla quale la revoca deve essere considerata operativa. Se si intende che la revoca abbia efficacia immediata alla ricezione da parte del fornitore, conviene dichiararlo esplicitamente; se invece si desidera fissare una data diversa, questa data va indicata con precisione. Occorre prevedere anche indicazioni su eventuali effetti retroattivi o sull’impatto sulle fatture già emesse: la revoca dovrebbe chiarire se riguarda esclusivamente le operazioni future o se si pretende che abbia effetto anche su fatture già emesse (di norma la revoca non annulla automaticamente fatture già emesse senza IVA, ma la dichiarazione dovrebbe chiarire la volontà del dichiarante e consentire al fornitore di adottare i comportamenti fiscali conseguenti).

Per facilitare la gestione e la tracciabilità della revoca è buona prassi inserire richieste operative: l’invito al fornitore a prendere atto della revoca, a non più emettere fatture senza addebito dell’IVA a decorrere dalla data indicata, nonché la richiesta di un riscontro formale di avvenuta ricezione (ricevuta, conferma via PEC o firma di presa visione). Se la revoca viene inviata a più fornitori occorre chiarire che la comunicazione riguarda il rapporto con il singolo destinatario; se si desidera che la revoca sia estesa a tutti i fornitori, va precisato e, comunque, inviata a ciascun soggetto per garantirne l’efficacia.

La modalità di sottoscrizione e trasmissione della revoca influisce sulla sua certezza probatoria: va indicata la data e il luogo di sottoscrizione e la revoca deve essere firmata dal soggetto competente; per l’invio è preferibile l’utilizzo della PEC oppure della raccomandata con ricevuta di ritorno, o la consegna a mano con ricevuta sottoscritta dal destinatario. Se la revoca è firmata digitalmente dal dichiarante o dal suo rappresentante (firma elettronica qualificata), è opportuno indicarlo e allegare il relativo file firmato; se si allegano documenti a supporto (copia della dichiarazione originaria, procura, documenti di identità, estratti conto o riepiloghi delle operazioni interessate), va fatta esplicita menzione degli allegati in calce al testo.

Infine, per evitare incertezze sulla competenza e sugli adempimenti successivi, la revoca può contenere una breve indicazione delle comunicazioni che si ritengono conseguenti: ad esempio la richiesta al fornitore di aggiornare gli archivi e, ove previsto dalla normativa vigente, di effettuare le comunicazioni obbligatorie all’Amministrazione fiscale relativamente alla revoca stessa. È importante ricordare che una revoca formulata in modo incompleto o ambiguo può produrre contestazioni: pertanto devono essere evitati riferimenti vaghi e bisogna inserire tutti i dati identificativi e i riferimenti temporali e quantitativi necessari a rendere la volontà di revoca chiara, univoca e documentabile.

Esempio revoca dichiarazione intento​

Revoca della dichiarazione d’intento

Spett.le ____________
PEC ____________

Il/La sottoscritto/a ____________ in qualità di ____________, nato/a il ____________ a ____________, codice fiscale ____________, partita IVA ____________, con sede legale in ____________, via ____________ n. ____________, CAP ____________, Comune ____________ (Prov. ____________), telefono ____________, e-mail ____________,

DICHIARA

di revocare, con effetto dal ____________, la dichiarazione d’intento presentata in data ____________ e protocollata con n. ____________, relativa all’ammontare massimo complessivo di Euro ____________.

La presente revoca è da intendersi per i seguenti fornitori/effetti: ____________.

Allega: copia documento d’identità del sottoscrittore (tipo ____________, n. ____________, rilasciato da ____________ in data ____________).

Luogo e data: ____________

Firma: ____________

Fac simile revoca delega bancaria​

La revoca della delega bancaria è l’annullamento dell’autorizzazione che si era dato a una terza parte (per esempio un fornitore o un ente) di addebitare direttamente sul proprio conto somme tramite RID/SDD o altra delega di incasso. Serve a impedire nuovi prelievi automatici sul conto, a tutelare il titolare da addebiti non autorizzati o scaduti e a riprendere il controllo dei pagamenti; per essere efficace va comunicata sia alla banca sia al beneficiario, preferibilmente per iscritto e conservando le ricevute o conferme.

Come scrivere una revoca delega bancaria​

Per redigere una revoca di una delega bancaria in modo corretto e completo occorre inserire nella lettera o nell’atto tutti gli elementi che permettono al soggetto interessato (la banca) di identificare inequivocabilmente chi revoca, quale sia la delega che viene revocata, su quale rapporto o conto bancario essa inciderebbe e da quale data la revoca deve produrre effetti, accompagnando il tutto con le formalità richieste per l’efficacia della revoca stessa. Innanzitutto è indispensabile indicare con precisione i dati anagrafici del revocante: nome e cognome (o denominazione sociale se si tratta di una persona giuridica), luogo e data di nascita, codice fiscale o partita IVA, indirizzo di residenza o sede legale e un recapito (telefono ed eventuale PEC o email) per ricevere la conferma di ricezione. Se la revoca proviene da una società, va indicato anche il ruolo di chi sottoscrive (ad esempio legale rappresentante) e, se richiesto dalla banca, allegata copia della delibera o dell’atto che conferisce i poteri al sottoscrittore per rappresentare la società.

Occorre poi l’identificazione puntuale del rapporto sul quale la delega incide: l’IBAN completo del conto corrente, il numero di conto, l’eventuale codice cliente, il numero di contratto o qualsiasi riferimento interno che la banca utilizzi, nonché il nome della filiale o l’ABI/CAB se disponibili. Se la delega riguarda specifici prodotti o operazioni (ad esempio incasso di assegni, disposizione di bonifici, emissione di assegni, autorizzazione a prelevare contante o ad accettare addebiti SEPA), la revoca deve descrivere in modo chiaro e circostanziato la natura della delega da annullare, facendo riferimento alla data di conferimento della delega o al documento originario (ad esempio indicando la data del documento, l’eventuale numero di protocollo o allegando copia del mandato originario) così che la banca possa individuare senza ambiguità quale potere venga meno. Nel caso di mandati SEPA è importante riportare anche l’eventuale identificativo univoco della mandate (mandate ID o UMR) e il codice del creditore, poiché questi riferimenti tecnici sono utilizzati per bloccare gli addebiti diretti.

La dichiarazione di revoca deve contenere una formula inequivocabile in cui il sottoscrittore afferma di revocare con effetto immediato (o a decorrere da una data precisa, se si vuole fissare un termine) la delega in oggetto e chiede espressamente alla banca di non eseguire più disposizioni impartite dal delegato a partire dalla data indicata. È utile specificare se la revoca riguarda la totalità dei poteri conferiti al delegato oppure soltanto alcuni poteri specifici; se la delega originaria era limitata a determinate operazioni, la revoca può essere limitata analogamente. Se la delega era stata rilasciata mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata, occorre menzionare tale circostanza e considerare che la banca potrebbe richiedere una revoca nella stessa forma per questioni di efficacia e di pubblica fede: in questi casi è opportuno allegare la copia dell’atto di delega e, quando necessario, predisporre la revoca con le stesse formalità richieste per il conferimento.

Devono essere identificati con chiarezza i dati anagrafici del delegato o dei delegati: nome e cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, eventuale numero del documento d’identità e estremi del documento (tipo, numero, data di rilascio e autorità che lo ha rilasciato), in modo che la banca possa aggiornare i propri registri e disabilitare tali soggetti dall’accedere al rapporto. È opportuno indicare inoltre se si richiede alla banca la restituzione o l’annullamento delle carte, chiavi, codici o altri strumenti che sono stati consegnati al delegato per l’esecuzione della delega, nonché la cancellazione delle firme depositate e della potestà di firma se la delega comportava facoltà di sottoscrizione di assegni o documenti bancari.

La revoca deve essere datata e sottoscritta dal revocante con la firma leggibile e, se il documento è firmato da un rappresentante di una persona giuridica, la banca può richiedere la visura camerale e la copia del documento di identità del sottoscrittore per verificare i poteri. Per rafforzare la prova della notifica è altamente consigliabile allegare alla revoca una copia del documento di identità del revocante e, se richiesto, la documentazione che confermi la perdita o la revoca dei poteri conferiti in precedenza (ad esempio verbali assembleari, atto notarile, ecc.). Nella comunicazione va inoltre prevista una richiesta espressa di conferma scritta da parte della banca dell’avvenuta presa in carico e dell’operatività della revoca, con indicazione della data a partire dalla quale la banca cesserà di eseguire disposizioni provenienti dal delegato, in modo da tutelare il revocante nel caso di addebiti successivi per operazioni disposte prima che la revoca fosse stata registrata.

Per quanto concerne le modalità di trasmissione e i termini, è buona prassi indicare nella stessa lettera quale canale si utilizza per inviare la revoca e richiedere alla banca l’attestazione di ricezione: molte banche accettano revoche tramite PEC o tramite raccomandata con avviso di ricevimento, mentre per alcune revoche particolarmente rilevanti (come quelle concernenti procure notarili) potrebbe essere necessario presentarsi allo sportello con il documento originale e sottoscrivere in presenza di un incaricato la dichiarazione di revoca. È importante precisare che la banca potrebbe aver bisogno di un periodo di tempo ragionevole per aggiornare i propri sistemi e che, fino al ricevimento e alla registrazione interna della revoca, operazioni disposte dal delegato potrebbero ancora essere legittimamente eseguite; per questo motivo la comunicazione dovrebbe contenere la richiesta esplicita di non autorizzare ulteriori operazioni e la sollecitazione a bloccare tempestivamente qualsiasi strumento operativo in possesso del delegato.

Infine, vale la pena includere nella revoca ogni riferimento contrattuale o legale utile per chiarire gli effetti: citare il contratto di conto corrente o il tipo di mandato originario, ricordare eventuali clausole contrattuali o l’articolazione dei poteri e, se si ritenesse necessario, allegare copia della delega originaria per consentire alla banca di compiere un confronto documentale. Nel caso in cui la revoca sia motivata da ragioni di sicurezza o da contestazione di operazioni pregresse, conviene esplicitare la richiesta di verifica e di sospensione cautelativa delle operazioni future e chiedere un riscontro scritto relativamente alla responsabilità della banca per addebiti successivi alla data di ricevimento della revoca. Conservare copia della revoca inviata e delle ricevute di spedizione o di consegna è fondamentale per poter dimostrare, in caso di contestazioni, il momento in cui la revoca è stata effettivamente portata a conoscenza della banca.

Esempio revoca delega bancaria​

Spett.le
Banca ____________
Filiale di ____________
Indirizzo ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca delega bancaria

Il/La sottoscritto/a ____________________________________________
(Cognome e nome) ____________
nato/a a ____________ il ____________
codice fiscale ____________
residente in ____________
indirizzo ____________

titolare del conto corrente n. ____________
IBAN ____________

CONFERISCE LA PRESENTE PER COMUNICARE E DISPORRE QUANTO SEGUE:

Con la presente revoco, a far data dal ____________, la delega conferita in data ____________ in favore di:

Nome e cognome del delegato: ____________
nato/a a ____________ il ____________
codice fiscale ____________
documento di identità (tipo e n.): ____________

La delega oggetto di revoca comprende i seguenti poteri: ____________ (es. operazioni dispositive, firma, incasso e versamento, domiciliazione utenze, altro: ____________)

Si richiede che la banca:
– interrompa immediatamente qualsiasi facoltà attribuita al/alla delegato/a sopra indicato/a;
– impedisca al/alla delegato/a l’accesso e l’esecuzione di operazioni sul conto indicato;
– aggiorni gli archivi e le autorizzazioni relative al conto;
– fornisca conferma scritta dell’avvenuta revoca all’indirizzo sopra indicato o all’indirizzo e-mail: ____________

Allego copia del mio documento d’identità:
Tipo documento ____________ n. ____________ rilasciato da ____________ in data ____________

Ringraziando per l’attenzione, porgo distinti saluti.

Firma del/la titolare: ____________

Per ricevuta (Ufficio banca)
Nome e cognome operatore: ____________
Data ricezione: ____________
Firma banca: ____________