Fac simile dichiarazione di responsabilità vendita auto

Una dichiarazione di responsabilità nella vendita di un’auto è un documento scritto e firmato dal venditore in cui si attesta la veridicità delle informazioni sul veicolo e si assume la responsabilità per quanto dichiarato. Serve a formalizzare l’accordo tra venditore e acquirente, a consentire le pratiche per il passaggio di proprietà e a tutelare entrambe le parti fornendo una prova scritta in caso di errori, vincoli non dichiarati o contestazioni successive.

Come scrivere una dichiarazione di responsabilità vendita auto

Per redigere una dichiarazione di responsabilità relativa alla vendita di un’automobile occorre raccogliere e riportare con precisione tutte le informazioni che identificano in modo incontrovertibile le parti, il veicolo, le condizioni della vendita e gli eventuali oneri o vincoli preesistenti, spiegandone chiaramente gli effetti giuridici. La dichiarazione deve innanzitutto individuare il venditore con nome e cognome completi, luogo e data di nascita, residenza completa e codice fiscale; se il venditore agisce per conto di una società bisogna indicare la ragione sociale esatta, la sede legale, la partita IVA, il numero d’iscrizione alla Camera di Commercio e il nome e i poteri del legale rappresentante o del procuratore, allegando la procura se la firma non è del titolare. Analogamente il compratore va identificato con gli stessi dati anagrafici e fiscali; in caso di acquisto da parte di una società, vanno forniti i riferimenti societari e la qualifica di chi sottoscrive. È importante che nella dichiarazione sia riportato il luogo e la data in cui la dichiarazione è resa, perché questo dato incide sui termini di eventuali adempimenti successivi e sulle responsabilità pregresse.

Per quanto riguarda il veicolo, la dichiarazione deve contenere la descrizione completa e univoca: marca, modello, versione, allestimento rilevabile dal libretto, numero di telaio (VIN), numero di targa, numero di motore se presente nei documenti, data di prima immatricolazione e, se rilevante, il numero del certificato di proprietà o l’indicazione del certificato di proprietà digitale (CDPD). Va indicato lo stato del libretto di circolazione (in originale consegnato o consegnato in copia), il chilometraggio registrato al momento della consegna e la data in cui tale lettura è stata presa; la dichiarazione deve specificare che la lettura del contachilometri corrisponde allo stato dichiarato o, nel caso in cui non si possa garantire, segnalarne l’incertezza. Se il veicolo ha subito passaggi di proprietà recenti o ha documentazione tecnica specifica (revisioni, certificati di revisione, libretti di manutenzione, fatture di riparazioni importanti) è opportuno elencare e allegare i documenti consegnati insieme al veicolo o indicare espressamente quali documenti il venditore si impegna a fornire.

Sotto il profilo patrimoniale e dei vincoli, la dichiarazione deve attestare lo stato giuridico del bene: la titolarità del venditore, l’assenza o l’esistenza di gravami quali ipoteche, fermi amministrativi, sequestri, pegni, leasing o finanziamenti in corso. Se il veicolo è gravato da un contratto di leasing o da un finanziamento, la dichiarazione dovrà specificare l’esistenza del vincolo, l’ammontare della quota residua e le modalità concordate per estinguere il finanziamento o per ottenere la cancellazione del vincolo prima o al momento del trasferimento. È essenziale che il venditore dichiari l’assenza di segnalazioni di furto o di sottrazione e, se il veicolo è stato oggetto di sinistri rilevanti, vengano descritte le principali riparazioni eseguite e i danni conosciuti; omettere fatti rilevanti che inducano in errore il compratore può comportare responsabilità civili e penali per dichiarazioni mendaci o per occultamento di vizi.

La valutazione degli aspetti fiscali e degli oneri amministrativi deve essere compresa nella dichiarazione: il prezzo pattuito e la valuta, la modalità di pagamento (bonifico, assegno circolare, contanti nel rispetto dei limiti di legge) e la consegna di eventuali acconti con indicazione di ricevute o quietanze. È utile specificare chi rimane responsabile per il pagamento dell’imposta di trascrizione e altre imposte o tasse collegate al trasferimento di proprietà, nonché chi si farà carico delle spese di voltura al PRA/ACI o dell’aggiornamento della carta di circolazione; normalmente tali adempimenti sono a carico del compratore, salvo diverso accordo scritto. Se la vendita è effettuata da un soggetto che agisce nell’esercizio di impresa o di attività professionale, la dichiarazione deve chiarire il trattamento IVA applicabile, se l’operazione è imponibile o se rientra in particolari regimi (come il regime del margine), e riportare eventualmente i riferimenti della fattura emessa.

Sotto il profilo della responsabilità civile e delle garanzie, la dichiarazione deve precisare se il veicolo viene venduto “a corpo” o “a peso”, se è venduto nello stato di fatto e di diritto in cui si trova (vendita “as is”) oppure se il venditore concede garanzie di conformità o di buon funzionamento e per quale durata; nel caso di venditore professionale nei confronti di un consumatore si devono rispettare le norme obbligatorie di garanzia previste dal Codice del Consumo e indicare la durata e le condizioni della garanzia. Se il venditore intende escludere ogni garanzia, questa volontà va documentata chiaramente, ma va anche ricordato che non è possibile escludere o limitare responsabilità per vizi dolosi o per dichiarazioni false: la dichiarazione deve quindi essere veritiera e completa.

Devono essere indicati i termini di consegna e il luogo dove avviene il passaggio materiale del veicolo, con l’elencazione degli elementi consegnati contestualmente (chiavi, manuali, certificati di revisione, ricevute pagamenti precedenti, eventuali ricambi). È opportuno inserire una clausola che specifichi il momento del trasferimento di rischio e di responsabilità per il veicolo: fino a quando eventuali sanzioni amministrative, ticket, multe o violazioni sono imputabili al venditore o al compratore, precisando il criterio concordato, dato che la responsabilità per i fatti di circolazione si misura rispetto al momento in cui il veicolo è materialmente e formalmente nella disponibilità del compratore e rispetto alle trascrizioni ufficiali.

La dichiarazione deve essere sottoscritta dalle parti con firma autografa, indicare il luogo e la data della firma e prevedere, se possibile, che le firme siano apposte in calce ai documenti identificativi allegati, come copia del documento d’identità e del codice fiscale di ciascuna parte; se la sottoscrizione avviene tramite procuratore, occorre allegare la procura in originale o in copia conforme. La presenza di testimoni o la forma notarile o l’autenticazione della firma rendono la dichiarazione più solida dal punto di vista probatorio, specialmente in casi di contestazioni, e in alcune pratiche specifiche la forma pubblica è consigliabile. È inoltre utile inserire una dichiarazione finale che attesti la verità delle informazioni rese e la consapevolezza delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci, con l’esplicito consenso al trattamento dei dati personali per le finalità connesse al trasferimento di proprietà, in conformità alla normativa sulla privacy, specificando che i dati potranno essere comunicati agli uffici competenti per l’espletamento delle pratiche di trasferimento.

Infine, è buona prassi allegare alla dichiarazione tutte le copie dei documenti che comprovano quanto dichiarato: copia del libretto o della carta di circolazione, copia del certificato di proprietà o della visura PRA, eventuali documenti di estinzione di finanziamenti, ricevute di pagamento per riparazioni straordinarie, ricevute di pagamento di bolli o revisioni, e copia dei documenti d’identità delle parti. Dichiarare chiaramente quali documenti sono consegnati e quali rimarranno in carico al venditore dopo la firma aiuta a prevenire contestazioni e a definire con precisione la responsabilità e gli obblighi successivi alla consegna del veicolo.

Esempio dichiarazione di responsabilità vendita auto

DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITÀ PER VENDITA VEICOLO

Luogo: ____________ Data: ____________

1) DATI VENDITORE
Nome e cognome: ____________
Data di nascita: ____________
Luogo di nascita: ____________
Codice fiscale: ____________
Residenza (via, n., CAP, città, provincia): ____________
Documento d’identità (tipo, n., rilasciato da, data rilascio): ____________
Recapito telefonico: ____________
Email: ____________

2) DATI ACQUIRENTE
Nome e cognome: ____________
Data di nascita: ____________
Luogo di nascita: ____________
Codice fiscale: ____________
Residenza (via, n., CAP, città, provincia): ____________
Documento d’identità (tipo, n., rilasciato da, data rilascio): ____________
Recapito telefonico: ____________
Email: ____________

3) DATI VEICOLO
Marca: ____________
Modello: ____________
Tipo carrozzeria: ____________
Anno immatricolazione: ____________
Targa: ____________
Numero di telaio (VIN): ____________
Numero motore: ____________
Cilindrata/Potenza: ____________
Colore: ____________
Km al momento della vendita: ____________
Data prima immatricolazione: ____________
Libretto di circolazione (n. e data): ____________
Certificato di proprietà / Documento di circolazione (n. e data): ____________

4) PREZZO E MODALITÀ DI PAGAMENTO
Prezzo concordato (in euro): ____________
Modalità di pagamento (contanti, bonifico, assegno, altro): ____________
Dettagli pagamento (es. n. assegno, data bonifico, acconto versato): ____________

5) DICHIARAZIONI DEL VENDITORE
Il/la sottoscritto/a dichiara sotto la propria responsabilità quanto segue:
a) di essere proprietario/a esclusivo/a del veicolo sopra descritto e di avere piena disponibilità e legittimità a disporne;
b) che sul veicolo non gravano ipoteche, fermi amministrativi, pignoramenti, sequestri, limitazioni della disponibilità, né altri vincoli o obblighi verso terzi, salvo quanto dichiarato in calce: ____________;
c) che il veicolo non è stato denunciato come rubato: ____________;
d) che il contachilometri è veritiero e corrisponde a: ____________ km;
e) che il veicolo è stato consegnato all’acquirente nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, con gli accessori elencati: ____________;
f) di aver informato l’acquirente di eventuali difetti conosciuti o di eventuali incidenti rilevanti subiti dal veicolo: ____________;
g) che la revisione obbligatoria è vigente fino al: ____________ (indicare eventuali limitazioni o scadenze): ____________;
h) che il veicolo è conforme alle normative vigenti (se applicabile) e che tutti i documenti di circolazione sono in regola e consegnati: ____________.

6) CONSEGNA
Data e ora di consegna del veicolo: ____________
Luogo di consegna: ____________
Consegna chiavi (n. chiavi consegnate): ____________
Eventuali accessori consegnati (radio, gomme, documenti, ecc.): ____________

7) SPESE E ONERI
Le spese relative al trasferimento di proprietà, imposte, bolli e altre spese correlate saranno a carico di: ____________ (venditore/acquirente/altro)
Eventuali accordi particolari sulle spese: ____________

8) ONERI POST-VENDITA E GARANZIE
Il venditore dichiara che, salvo quanto espressamente indicato nel presente atto, il veicolo è venduto:
– a) nello stato di fatto in cui si trova (visto e piaciuto) e senza garanzia commerciale, salvo diverso accordo scritto: ____________;
– b) con la responsabilità del venditore limitata alle dichiarazioni di cui al punto 5, e con esclusione di vizi occulti salvo dolo o colpa grave: ____________.

9) ALTRE PATTUIZIONI
Eventuali pattuizioni aggiuntive tra le parti: ____________

10) DOCUMENTI ALLEGATI (barrare/confermare)
– Copia documento d’identità venditore: ____________
– Copia documento d’identità acquirente: ____________
– Libretto di circolazione: ____________
– Certificato di proprietà o documento sostitutivo: ____________
– Ricevute di pagamento / prove transazione: ____________
– Verbale revisione / certificazioni manutenzioni: ____________
– Altro: ____________

11) ACCETTAZIONE E FIRME
Il/la sottoscritto/a venditore dichiara di aver fornito all’acquirente tutte le informazioni e i documenti necessari e di assumersi le responsabilità indicate nel presente atto.

Il/la sottoscritto/a acquirente dichiara di aver visionato il veicolo, preso visione dei documenti e delle dichiarazioni fornite e di accettare la vendita alle condizioni sopra indicate.

Luogo: ____________ Data: ____________

Firma del venditore: _______________________________

Firma dell’acquirente: _______________________________

Testimone 1 (nome, documento, firma): _______________________________

Testimone 2 (nome, documento, firma): _______________________________

Note finali / annotazioni: ____________

Fac simile dichiarazione di smarrimento assegno bancario

È una comunicazione scritta con cui il possessore o l’emittente segnala lo smarrimento o il furto di un assegno bancario: serve a informare la banca (e, se necessario, le autorità) per impedire l’incasso indebito, ottenere il blocco del titolo e avviare eventuali procedure per il duplicato o per richiedere responsabilità. Di solito contiene i dati identificativi dell’assegno e può essere accompagnata da una denuncia alle forze dell’ordine; senza tale dichiarazione la banca potrebbe non poter opporsi all’incasso o rimborsare il titolare.

Come scrivere una dichiarazione di smarrimento assegno bancario

Per redigere una dichiarazione di smarrimento di un assegno bancario conviene descrivere con precisione ogni elemento identificativo del titolo e della situazione che ha portato alla sua perdita, iniziando dai dati anagrafici completi del dichiarante: nome e cognome così come risultano nei documenti d’identità, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza o domicilio nei quali si intendono ricevere eventuali comunicazioni, codice fiscale, recapiti telefonici e indirizzo e-mail. È essenziale indicare il documento d’identità utilizzato per l’identificazione, specificandone la tipologia (carta d’identità, passaporto, patente), il numero, l’autorità che lo ha rilasciato e la data di rilascio, e allegare copia leggibile dello stesso. Se la dichiarazione è resa da un rappresentante o da una persona delegata, la dichiarazione deve contenere i dati relativi alla procura o alla delega, con indicazione del potere attribuito e copia dei documenti che lo comprovano.

Per quanto riguarda l’assegno smarrito, la descrizione deve essere puntuale e univoca: indicare la banca emittente e la filiale o l’agenzia che ha emesso l’assegno, il numero progressivo o seriale del modulo, il numero di conto corrente da cui l’assegno è stato emesso, l’eventuale codice IBAN associato, e ogni codice o segno alfanumerico impresso sul titolo. Vanno specificati l’importo indicato sull’assegno sia in cifre sia in lettere, con l’indicazione della valuta, la data di emissione e, se presente, la data di scadenza o di traenza. Occorre precisare la natura dell’assegno: se si tratta di assegno circolare, assegno bancario, assegno all’ordine, assegno al portatore, assegno non trasferibile o altro tipo specifico; se sull’assegno sono apposti tramiti, girate o endorsement o se il retro del titolo presenta timbri o annotazioni, queste informazioni devono essere riportate fedelmente. Eventuali segni distintivi del modulo, come filigrane, strisce MICR, intestazione particolare, colore o graffi caratteristici, aiutano a identificare in modo univoco il titolo.

La ricostruzione delle circostanze dello smarrimento è altrettanto importante: indicare il momento approssimativo o preciso in cui si è constatata l’assenza dell’assegno, se la perdita è avvenuta in un luogo pubblico o privato, se è stata presumibilmente smarrito o sottratto, le condizioni in cui si trovava il portafoglio o la borsa al momento della scomparsa, e se si è avuta contezza dell’ultimo utilizzo o della consegna a terzi. Nel caso in cui si sospetti un furto o un atto doloso è fondamentale segnalare di aver presentato denuncia alle autorità competenti: va indicato l’organo a cui è stata fatta la denuncia (Commissariato di P.S., Carabinieri, Polizia Locale), la data della denuncia, il numero di protocollo o di registrazione della stessa e, se possibile, allegare copia della denuncia o del relativo verbale. Se invece si tratta di smarrimento per disattenzione, va comunque riportato il racconto dei fatti con la massima precisione e, se esistono testimoni o persone che possono confermare gli eventi, i loro dati e la dichiarazione di disponibilità a confermare quanto dichiarato.

È opportuno chiarire quale effetto si richiede con la dichiarazione: specificare se si chiede alla banca il blocco del pagamento dell’assegno, la sua estinzione o annullamento, la sostituzione con un nuovo titolo, o semplicemente l’attestazione dello smarrimento a fini amministrativi o contabili. Se si intende ottenere il blocco operazioni, indicare eventuali riferimenti a pratiche già avviate con la banca (numero di pratica, sportello interlocutore, nome del funzionario) e precisare se sono state già predisposte altre comunicazioni o richieste ufficiali (fax, PEC, raccomandata). Nel testo della dichiarazione è utile inserire una chiara affermazione in cui si dichiara che l’assegno non è stato incassato, girato o consegnato a terzi successivamente alla data di emissione, e che fino al momento della dichiarazione non si è a conoscenza di alcun soggetto che ne rivendichi la proprietà o ne abbia ottenuto il pagamento.

Vanno indicati eventuali documenti allegati alla dichiarazione che possano comprovare quanto affermato: copia dell’assegno (se in possesso di fotocopia o fotografia), copia della denuncia alle forze dell’ordine, copia della delega o procura se la dichiarazione viene resa da un delegato, estratti conto che evidenziano l’assenza di addebito relativo all’assegno, comunicazioni precedenti con la banca e ogni altra documentazione probatoria. Se ci sono stati tentativi di rintracciare l’assegno o comunicazioni con il beneficiario o terze parti, è utile riportare le modalità e gli esiti di tali tentativi, con date e nominativi. Nel caso di assegni emessi a favore di società o di terze persone, specificare la ragione sociale completa, la partita IVA o il codice fiscale del beneficiario, e se il titolo era intestato a persona fisica o giuridica.

La dichiarazione deve concludersi con l’indicazione del luogo e della data di redazione e con la firma autografa del dichiarante; qualora si tratti di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà o di attestazione resa ai sensi della normativa vigente, è opportuno inserire la formula con cui si assume la responsabilità della veridicità delle informazioni (consapevolezza delle sanzioni per dichiarazioni mendaci) e, quando richiesto dalla banca o da norme specifiche, la sottoscrizione può essere apposta in presenza di un funzionario o autenticata. Infine, è consigliabile lasciare un recapito aggiornato per eventuali richieste di chiarimento da parte della banca o dell’autorità che riceve la dichiarazione e specificare se si autorizza la banca a comunicare con i soggetti terzi eventualmente coinvolti per le verifiche del caso.

Esempio dichiarazione di smarrimento assegno bancario

DICHIARAZIONE DI SMARRIMENTO ASSEGNO BANCARIO

Il/La sottoscritto/a ______________________________
nato/a a ______________________________ il __/__/____
residente in ______________________________ (via/piazza, n. ___ CAP _____ Città _______________)
codice fiscale ______________________________
telefono ______________________________
e-mail ______________________________
documento d’identità (tipo) ______________________________ n. __________________ rilasciato da ______________________________ il __/__/____

DICHIARA

1) di essere titolare dell’assegno bancario n. ______________________________
2) emesso da (Banca) ______________________________ – Filiale ______________________________
3) intestato a ______________________________
4) emesso in data __/__/____ per l’importo di € ______________________________ (in lettere: ______________________________)
5) tratto su conto corrente n. ______________________________ intestato a ______________________________
6) che l’assegno in oggetto è stato smarrito in data __/__/____ in ______________________________ (luogo/indirizzo) e non è al momento rinvenuto; non risultano informazioni sul luogo del suo utilizzo o sulla sua presentazione
7) che, al momento della presente dichiarazione, non è stata data alcuna autorizzazione a terzi per l’utilizzo dell’assegno né è stato consegnato a persona di fiducia
8) di richiedere l’immediato blocco/annullamento dell’assegno e/o l’emissione di provvedimenti volti a evitare l’incasso da parte di soggetti non autorizzati
9) di impegnarsi a restituire immediatamente l’assegno all’ente emittente o a comunicare tempestivamente ogni utile informazione in caso di ritrovamento

DICHIARA INOLTRE

di essere consapevole delle responsabilità penali previste in caso di dichiarazioni mendaci.

Allega copia documento di identità: SÌ __________ NO __________

Luogo ______________________________
Data __/__/____

Firma ______________________________

Per uso banca (eventuali note/interventi):
_____________________________________________________________
_____________________________________________________________

Fac simile revoca liquidatore Srl

La revoca del liquidatore di una Srl è la rimozione dell’amministratore incaricato di portare a termine la liquidazione della società. Serve a sostituire chi non adempie correttamente ai doveri di liquidazione, ha conflitti d’interesse o ha perso la fiducia dei soci, in modo da tutelare gli interessi della società e dei creditori e garantire che il patrimonio venga ripartito e le obbligazioni estinte secondo le norme. La decisione spetta normalmente all’assemblea dei soci, e può essere disposta anche dal tribunale in caso di giusta causa; la revoca diventa opponibile ai terzi con la relativa annotazione/iscrizione nel Registro delle imprese e può comportare responsabilità o indennizzi a seconda delle circostanze.

Come scrivere una revoca liquidatore Srl

Per redigere correttamente una revoca del liquidatore di una S.r.l. occorre predisporre un atto che contenga con chiarezza e precisione tutti gli elementi identificativi della società, l’evento deliberativo che ne determina la revoca e le informazioni necessarie per l’iscrizione della variazione negli archivi pubblici e per la gestione sostanziale del passaggio di consegne. Innanzitutto il documento deve identificare in testa la società con la sua ragione sociale esatta, la sede legale, il numero di iscrizione al Registro delle Imprese (REA o numero REA), il codice fiscale e la partita IVA se presenti; questi dati servono a evitare equivoci e a riferire l’intervento alla persona giuridica corretta. Il verbale deve quindi indicare in modo completo il tipo di assemblea o organo che ha adottato la decisione: la natura della riunione (assemblea ordinaria o straordinaria dei soci, assemblea dei soci in liquidazione o altro organo competente previsto dallo statuto), la data e il luogo della riunione, e la composizione dei presenti con l’indicazione delle quote di partecipazione rappresentate, così da rendere evidente il rispetto delle eventuali maggioranze statutarie e delle norme applicabili. Nella parte dispositiva del testo deve essere riportata la deliberazione stessa in termini inequivocabili: la revoca del liquidatore attualmente in carica, con l’indicazione completa dell’interessato (nome e cognome così come risultano negli atti pubblici), la data di nomina originaria (se rilevante), l’eventuale efficacia temporale della revoca (ad esempio immediata o da una data specifica) e, se previsto o deciso contestualmente, la nomina di un nuovo liquidatore o di un collegio di liquidatori.

Per il nuovo soggetto eventualmente nominato è indispensabile inserire tutti i dati anagrafici richiesti per la pubblicazione: nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza o sede, codice fiscale, eventuale cittadinanza, e – se rilevante ai fini della funzione – il riferimento a titoli professionali o iscrizioni ad albi. Accanto a questi dati occorre riportare la dichiarazione di accettazione della nomina da parte del liquidatore designato, preferibilmente allegata al verbale come documento firmato, e la precisazione dei poteri attribuiti: se la nomina attribuisce la rappresentanza legale della società in liquidazione, se i poteri sono esclusivi o congiunti, se vengono conferiti poteri straordinari (alienazione di beni, impegni significativi, transazioni giudiziarie), i limiti eventualmente imposti e la durata dell’incarico. È altrettanto importante specificare gli aspetti economici dell’incarico, ossia l’eventuale compenso, il rimborso spese e le modalità di liquidazione del compenso, oltre ad eventuali cautele quali fideiussioni o garanzie richieste al liquidatore.

Il verbale deve poi contenere le firme necessarie per la validazione della deliberazione: la sottoscrizione del presidente dell’assemblea e del segretario verbalizzante oppure l’autenticazione del verbale secondo le forme richieste dallo statuto o dalla legge. Se lo statuto o la normativa richiedono la forma pubblica per certe delibere, occorrerà prevedere la redazione del verbale per atto notarile; in ogni caso il documento dovrà essere predisposto in modo da poter essere depositato e trasmesso al Registro delle Imprese.

Al testo della revoca è opportuno affiancare un elenco documentale allegato: il verbale di assemblea in forma completa, la dichiarazione di accettazione del nuovo liquidatore con copia del documento d’identità e codice fiscale, eventuali deleghe o procure per la sottoscrizione e la presentazione agli uffici, e ogni altro documento richiesto per l’iscrizione a Registro (ad esempio, copia dello statuto se la variazione riguarda aspetti statutari). Occorre inoltre prevedere un’informativa o un atto di consegna formale che disciplini il passaggio di consegne: l’inventario aggiornato dei beni sociali e delle posizioni attive e passive, l’elenco dei rapporti contrattuali in corso, l’indicazione dei conti correnti bancari e degli istituti con i relativi firmatari, lo stato dei procedimenti giudiziari e amministrativi pendenti, nonché la documentazione contabile e sociale (libri sociali, bilanci, scritture di liquidazione). Tale passaggio è fondamentale per assicurare la continuità della procedura di liquidazione e per tutelare la responsabilità patrimoniale e professionale del soggetto subentrante.

Dal punto di vista formale e procedurale, il documento deve contenere anche la deliberazione che autorizza una persona a svolgere le formalità necessarie per l’iscrizione della revoca e della nomina al Registro delle Imprese, incaricando il soggetto (presidente dell’assemblea, amministratore o procuratore) a firmare e depositare tutti gli atti richiesti, con indicazione delle firme che dovranno comparire negli atti di deposito. La pratica di iscrizione richiederà poi la presentazione telematica o cartacea della documentazione, il pagamento degli emolumenti camerali e l’eventuale presentazione di dichiarazioni integrative richieste dal Registro; pertanto il verbale dovrebbe prevedere l’incarico e l’autorizzazione esplicita a compiere tali adempimenti.

Infine, pur essendo materia che si riverbera su molteplici soggetti esterni, è buona prassi che la revoca riporti anche le modalità con cui la società provvederà a comunicare la variazione alle controparti rilevanti: banche, clienti e fornitori principali, uffici fiscali e previdenziali (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL), e, se del caso, l’eventuale pubblicazione prevista dagli usi o dallo statuto; se la deliberazione modifica i poteri di rappresentanza, sarà utile prevedere l’aggiornamento immediato delle firme abilitate e dei mandati presso gli istituti con cui la società opera, per evitare disfunzioni operative. Data la delicatezza dell’operazione e la possibile presenza di profili statutari o di responsabilità personale da valutare, è consigliabile che il testo della revoca sia redatto o verificato da un professionista esperto (notaio, avvocato o commercialista) che possa adeguarlo alle previsioni statutarie, alle eventuali clausole contrattuali in essere e agli obblighi di comunicazione al Registro delle Imprese e ad altri enti competenti.

Esempio revoca liquidatore Srl

VERBALE DI ASSEMBLEA DEI SOCI DI ____________ S.r.l.

L’anno ____________, il giorno ____________ del mese di ____________, alle ore ____________, in ____________ (indirizzo: ____________), si è riunita l’assemblea dei soci della società ____________ S.r.l., codice fiscale/partita IVA ____________, iscritta al Registro delle Imprese di ____________ al n. ____________, REA ____________.

Presiede l’assemblea il Sig./la Sig.ra ____________, nato/a a ____________ il ____________, residente in ____________ (indirizzo: ____________), il quale assume la carica di Presidente dell’assemblea. Segretario verbalizzante è nominato il Sig./la Sig.ra ____________, nato/a a ____________ il ____________, residente in ____________ (indirizzo: ____________).

Sono presenti i soci di seguito indicati, in proprio o per delega:
– Sig./Sig.ra ____________, CF ____________, residente in ____________, titolare di n. __________ quote, pari al __% del capitale sociale;
– Sig./Sig.ra ____________, CF ____________, residente in ____________, titolare di n. __________ quote, pari al __% del capitale sociale;
– (eventuali ulteriori soci) ____________.

L’assemblea risulta validamente costituita ai sensi dello statuto sociale e della normativa vigente, rappresentando in totale n. __________ quote, pari al __% del capitale sociale.

OGGETTO: Revoca del liquidatore

Il Presidente espone all’assemblea quanto segue: che, in data ____________, era stato nominato liquidatore della società il/la Sig./Sig.ra ____________, nato/a a ____________ il ____________, residente in ____________ (indirizzo: ____________), con sede per la carica presso ____________.

Dare atto che l’assemblea, dopo deliberazione, ha deciso quanto segue.

Delibera
L’assemblea, con il voto favorevole di n. __________ quote, contrari n. __________ quote, astenuti n. __________ quote (oppure: con l’unanimità dei voti espressi), delibera di revocare dall’incarico di liquidatore il/la Sig./la Sig.ra ____________, con effetto a decorrere dal giorno ____________.

L’assemblea dispone altresì che il/la revocato/a provveda alla immediata consegna di tutta la documentazione sociale, della corrispondenza e degli atti relativi alla liquidazione alla persona che sarà incaricata di procedere alla custodia o alla continuità della gestione, ovvero come da successive disposizioni assembleari.

(Se si intende nominare un nuovo liquidatore, inserire la seguente parte:)
Nomina del nuovo liquidatore
L’assemblea nomina quale nuovo liquidatore della società il/la Sig./la Sig.ra ____________, nato/a a ____________ il ____________, residente in ____________ (indirizzo: ____________), codice fiscale ____________, a cui vengono conferiti i poteri di legge e quelli necessari per l’esercizio della funzione, con decorrenza dal ____________.

Poteri e formalità
L’assemblea conferisce al Presidente dell’assemblea e/o al/la Sig./Sig.ra ____________ ogni più ampio potere per compiere tutti gli adempimenti necessari e per compiere le comunicazioni e le iscrizioni presso il Registro delle Imprese di ____________ e presso ogni altra autorità competente, nonché per sottoscrivere e depositare il presente verbale e ogni altro atto connesso alla revoca e, se nominato, alla nomina del nuovo liquidatore.

Si dà atto che le operazioni di liquidazione già avviate dovranno essere regolate secondo le determinazioni che verranno adottate dal nuovo liquidatore o, in mancanza, da successiva delibera assembleare.

Non essendovi ulteriori argomenti all’ordine del giorno, l’assemblea è tolta alle ore ____________.

Il presente verbale viene letto, approvato e sottoscritto come segue.

Luogo e data: ____________, lì ____________

Il Presidente dell’assemblea
____________________________
Firma: ____________

Il Segretario verbalizzante
____________________________
Firma: ____________

Soci presenti e firmatari:
1) Nome e cognome: ____________ – CF: ____________ – Quote: ____________ – Firma: ____________
2) Nome e cognome: ____________ – CF: ____________ – Quote: ____________ – Firma: ____________
3) (eventuali ulteriori soci) ____________ – Firma: ____________

Dichiarazione del liquidatore revocato (per presa visione e rilascio documenti)
Il/la sottoscritto/a Sig./Sig.ra ____________, nato/a a ____________ il ____________, residente in ____________ (indirizzo: ____________), dichiara di aver ricevuto copia della presente deliberazione e di aver provveduto alla consegna della documentazione sociale e degli atti a: ____________ (indicare destinatario/consegnatario) in data ____________.

Firma del liquidatore revocato:
____________________________
Firma: ____________

Fac simile revoca incarico architetto​

La revoca dell’incarico all’architetto è l’interruzione dell’incarico professionale conferito al progettista, formale o informale a seconda di quanto previsto dal contratto e dalle norme deontologiche; serve a cessare il rapporto di prestazione professionale quando il committente non è soddisfatto, quando emergono conflitti di interesse, ritardi, inadempimenti o semplicemente per volontà delle parti. La revoca comporta conseguenze pratiche e giuridiche: l’architetto ha diritto al compenso per le prestazioni già svolte e, se previsto, a un indennizzo in caso di revoca ingiustificata, mentre il committente può richiedere la consegna della documentazione e la nomina di un nuovo professionista per garantire la continuità del progetto; per questo motivo la revoca va gestita secondo quanto stabilito dal contratto e, se necessario, con comunicazione scritta.

Come scrivere una revoca incarico architetto​

Per redigere in modo corretto e completo una lettera di revoca dell’incarico conferito a un architetto è fondamentale inserire tutti gli elementi che consentano di identificare con precisione il rapporto contrattuale, la sua storia e le conseguenze pratiche della interruzione: innanzitutto la comunicazione deve contenere l’indicazione chiara delle parti coinvolte, con nome, cognome o ragione sociale, codice fiscale o partita IVA e recapiti completi del committente e dell’architetto, in modo che non vi sia alcuna ambiguità su chi esercita la facoltà di revoca e su chi la riceve. È importante richiamare esplicitamente il contratto originario o l’incarico verbale o scritto che si intende risolvere: riportare la data di sottoscrizione dell’incarico, eventuali numeri di protocollo o riferimenti a preventivi, capitolati o negoziazioni precedenti, nonché la descrizione sintetica e puntuale dell’oggetto dell’incarico (ad esempio progettazione definitiva/esecutiva, direzione lavori, coordinamento sicurezza, pratiche autorizzative ecc.), in modo da delimitare perfettamente l’ambito di ciò che viene revocato.

La dichiarazione di revoca stessa va formulata in termini inequivoci: una frase che affermi con chiarezza che “con la presente si comunica la revoca/risoluzione dell’incarico conferito in data …” specificando se la revoca è immediata o decorre da una precisa data futura o subordinata al verificarsi di determinate condizioni. Se il rapporto è regolato da clausole contrattuali che prescrivono un termine di preavviso o modalità specifiche per il recesso, occorre richiamare tali clausole e indicare come si intende adempiere a quelle previsioni oppure asserire il motivo per cui si ritiene possibile la revoca anticipata (ad esempio inadempimento, mancato raggiungimento di milestone, perdita di fiducia, incompatibilità, sopravvenienze). Se si invoca un inadempimento è utile descrivere i fatti che lo costituiscono con precisione e fornire riferimenti temporali e documentali per evitare vaghezze. Pur mantenendo un tono professionale e non aggressivo, la lettera dovrebbe indicare se la revoca è con effetto risolutivo per inadempimento o un recesso senza addebito, perché da tale qualificazione dipendono conseguenze economiche e obblighi restanti.

Va poi disciplinato con chiarezza come devono essere gestite le attività, i documenti e i beni materiali e immateriali risultanti dall’incarico: è opportuno richiedere la consegna immediata o entro un termine congruo di tutta la documentazione tecnica, pratiche, elaborati grafici digitali e cartacei, relazioni, computi, corrispondenza e ogni materiale utile per il prosieguo delle opere o per il trasferimento dell’incarico a un altro professionista. Occorre specificare lo stato in cui gli elaborati devono essere consegnati (originali, copie conformi, file in determinati formati), indicare se si richiede un inventario delle opere svolte sino alla data della revoca e, se rilevante, richiedere la certificazione dello stato di avanzamento dei lavori redatta dall’architetto. Nell’ambito della documentazione deve essere affrontata la questione dei titoli e dei diritti d’autore: poiché il progetto è opera dell’ingegno dell’architetto e sussistono diritti morali e patrimoniali, la revoca dovrebbe precisare se il committente intende acquisire i diritti di utilizzazione del progetto così com’è o con modifiche, o se chiede semplicemente la consegna dei materiali lasciando inalterati i diritti dell’autore, e indicare eventuali corrispettivi dovuti per la cessione o per l’estensione della licenza d’uso. Se non si accorda nulla in proposito, è bene far esplicitare che ogni utilizzo ulteriore del progetto è subordinato a un accordo scritto.

La questione economica va affrontata senza ambiguità: la comunicazione dovrebbe richiedere che l’architetto produca entro un termine stabilito una rendicontazione finale delle prestazioni eseguite, con dettaglio delle parcelle, delle eventuali anticipazioni di spese, dei rimborsi spese documentati e delle eventuali penali o compensi per recesso previsti dal contratto. Va indicato come si intende procedere al saldo: si può chiedere l’emissione di una fattura finale o di una nota di credito, precisando i dati per il pagamento e il termine entro cui si provvederà. Se il committente ritiene di avere crediti o voci di contestazione rispetto alle prestazioni eseguite, la lettera può riservare la facoltà di dedurre tali voci in fase di saldo o di avviare una verifica, senza però entrare in contenzioso verbale nella stessa comunicazione; in ogni caso è utile fissare un termine entro cui l’architetto può comunicare osservazioni o produrre documentazione integrativa.

Devono essere disciplinati inoltre gli obblighi residui in capo alle parti: se l’architetto è stato designato per la direzione dei lavori o per il coordinamento per la sicurezza, la revoca dovrebbe impartire istruzioni specifiche per la sospensione o il passaggio di consegne, come la nomina o la possibilità di nominare un nuovo professionista e la modalità di consegna dei documenti alle imprese esecutrici. È opportuno prevedere espressamente l’obbligo di conservare copia degli elaborati e della documentazione a fini di responsabilità professionale, e di mettere a disposizione i documenti originali in caso di istruttoria amministrativa o giudiziaria. Se erano state rilasciate deleghe o procure, la revoca deve estendersi o richiedere la revoca formale di tali mandati.

Dal punto di vista formale, la comunicazione dovrebbe indicare le modalità di notifica e di risposta: invio tramite posta elettronica certificata (PEC) e/o raccomandata A/R, con indicazione della data di spedizione e della richiesta di ricevuta di ritorno, consente di stabilire con precisione la data di efficacia della revoca e di avere prova della ricezione. È consigliabile prevedere un termine entro cui l’architetto dovrà adempiere alle richieste di consegna dei documenti e alla produzione della rendicontazione finale, e indicare che, decorso tale termine, il committente si riserva di procedere con altri mezzi, comprese azioni a tutela dei propri diritti. Nel testo si può richiedere una conferma scritta di avvenuta ricezione e di presa in carico della consegna.

Infine, pur mantenendo la lettera essenziale e funzionale, è prudente riservarsi espressamente la facoltà di intraprendere azioni legali o di ricorrere a strumenti di risoluzione delle controversie previsti dal contratto, come l’arbitrato o la competenza del foro, nel caso di contestazioni non risolvibili in via bonaria. Per tutelare al meglio i propri interessi e assicurare la correttezza formale e sostanziale della revoca, è consigliabile far esaminare il testo finale da un consulente legale o da un professionista esperto in diritto delle costruzioni, soprattutto quando sono in gioco procedure autorizzative, permessi e responsabilità tecniche che possono avere riflessi amministrativi e civili.

Esempio revoca incarico architetto​

Mittente:
Nome e cognome: ____________
Indirizzo: ____________
CAP: ____________
Città: ____________
Provincia: ____________
Codice fiscale / P.IVA: ____________
Telefono: ____________
Email / PEC: ____________

Destinatario:
Architetto: ____________
Studio professionale: ____________
Indirizzo: ____________
CAP: ____________
Città: ____________
Provincia: ____________
PEC / Email: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca incarico professionale

Spett.le Arch. ____________,

il/la sottoscritto/a ____________ (nome e cognome), nato/a il ____________ a ____________, residente in ____________ (indirizzo completo), codice fiscale ____________, con la presente

COMUNICA

la revoca dell’incarico professionale conferitoLe in data ____________ relativo a: ____________ (descrizione dell’incarico/progetto, indirizzo immobile, eventuale numero pratica o riferimento contrattuale) con efficacia a decorrere dal giorno ____________.

Si richiede pertanto:
– la cessazione immediata di ogni ulteriore attività relativa al suddetto incarico a decorrere dalla data di efficacia sopra indicata;
– la riconsegna, entro e non oltre ____________ giorni dalla ricezione della presente, della seguente documentazione e dei seguenti materiali relativi al progetto: elaborati cartacei e originali (elencare): ____________; file digitali e supporti elettronici (elencare formati/link): ____________; pratiche presentate agli enti (es. pratiche edilizie, SUE/SUAP, permessi): ____________; altra documentazione: ____________;
– l’emissione e l’invio, entro ____________ giorni, di una rendicontazione dettagliata delle prestazioni professionali già eseguite e delle somme dovute a saldo, comprensiva di eventuali anticipi ricevuti, spese anticipate e oneri accessori, corredata da relativa fattura/nota spese intestata a: ____________ (intestazione per fattura);

Si precisa che, in mancanza di diverso accordo scritto, la consegna degli elaborati potrà essere subordinata al saldo delle somme dovute a titolo di compenso e rimborso spese; qualora sussista diritto di ritenzione, si richiede comunicazione analitica degli atti trattenuti e del relativo importo, entro il termine sopra indicato.

Per concordare modalità e tempi della riconsegna della documentazione e per eventuali chiarimenti è possibile contattare: ____________ (recapito).

Rimango in attesa di cortese riscontro e conferma di avvenuta ricezione della presente.

Distinti saluti.

Firma: ____________
Data: ____________

Fac simile revoca delega generica​

La revoca di una delega generica è l’atto con cui chi ha conferito un potere a un’altra persona ne ritira la validità, cioè annulla l’autorità delegata per compiere atti a nome del delegante. Serve a interrompere la rappresentanza e tutelare gli interessi del delegante quando non vuole più che il delegato agisca in suo nome; perché sia efficace è necessario informare il delegato e, se opportuno, i terzi coinvolti, preferibilmente con atto scritto soprattutto se la delega originaria era formale.

Come scrivere una revoca delega generica​

Per redigere una revoca di delega generica in modo completo e sicuro è fondamentale inserire, in forma chiara e inequivocabile, tutti gli elementi che permettono di individuare con precisione le parti coinvolte, il contenuto e la portata della delega originaria e l’effetto che si intende ottenere con la revoca. Occorre quindi identificare in modo univoco il soggetto che revoca (il delegante), indicando nome e cognome completi, luogo e data di nascita, codice fiscale o altro identificativo personale rilevante, residenza o domicilio utile per le notifiche e recapiti attuali; in analogia, la persona delegata va individuata con gli stessi dati anagrafici e, se disponibile, con l’eventuale recapito professionale o sede in cui svolge le funzioni per le quali era stata conferita la delega. Se la delega originaria è contenuta in un documento, è essenziale fare esplicito riferimento a quel documento, specificandone la data di rilascio, l’eventuale luogo di sottoscrizione, il titolo del documento o la sua natura (ad esempio procura, delega scritta, atto notarile) e ogni numero di protocollo o annotazione con cui era stata eventualmente registrata presso banche, enti pubblici o uffici privati; questo permette di ricondurre senza ambiguità la dichiarazione di revoca alla delega concretamente revocata.

La dichiarazione di revoca deve essere formulata con locuzioni chiare e determinate: va indicato se la revoca riguarda la totalità dei poteri conferiti o soltanto alcuni atti o ambiti specifici; nel caso di revoca parziale bisogna descrivere con precisione quali poteri vengono ritirati e, se utile, specificare espressamente quali restano in capo al delegato. È importante stabilire l’efficacia temporale della revoca: va indicata la data a partire dalla quale la revoca produce effetto (che può coincidere con la data di sottoscrizione o con una data successiva), e, se necessario, segnalare eventuali atti già posti in essere dal delegato che si intendono mantenere validi o, al contrario, che si intendono contestare. Quando nella delega originaria erano previste ipotesi di sub-delega o di sostituzione del delegato, la revoca dovrebbe chiarire se si estende anche a eventuali sub-deleghe direttamente o indirettamente conferite, revocandole espressamente, oppure se lascia in vigore sub-deleghe limitate; tale specificazione evita ambiguità rispetto a soggetti che hanno poteri derivati.

Per dare forza probatoria alla dichiarazione è consigliabile indicare il luogo e la data di sottoscrizione del documento e raccogliere la firma del delegante; allegare la copia del documento d’identità del sottoscrittore è prassi utile per dimostrare l’identità e la capacità al momento della revoca. A seconda dell’importanza del mandato originario e delle prassi dei terzi interessati, può essere opportuno prevedere la firma in presenza di testimoni o la dichiarazione autenticata da un notaio o altro pubblico ufficiale: questa scelta non è sempre obbligatoria, ma aumenta la certezza dell’atto e facilita il suo riconoscimento da parte di banche, amministrazioni e soggetti privati. Se la revoca deve essere comunicata ufficialmente a determinati destinatari (banche, amministrazioni pubbliche, partner contrattuali, ecc.), il documento può contenere l’indicazione delle modalità di notifica ritenute valide dal delegante (ad esempio consegna a mano con ricevuta, raccomandata A/R, posta certificata/PEC ove prevista), oltre all’indirizzo o all’account cui inviare la comunicazione; questo serve anche a specificare il luogo per le eventuali comunicazioni successive o per il ritiro di documenti ancora in possesso del delegato.

Quando la delega originaria era stata registrata o annotata in registri pubblici o privati, o era stata utilizzata per ottenere poteri formali presso istituti bancari o uffici pubblici, la revoca dovrebbe indicare espressamente l’impegno del delegante a procedere, se necessario, alla cancellazione o variazione nelle sedi competenti; va inoltre indicato se si richiede al delegato la restituzione immediata di tutti i documenti, titoli, carte di identità o strumenti che gli erano stati consegnati per l’esercizio della delega. Se la revoca comporta ordini specifici relativi alla gestione di conti o pratiche in corso, è utile dettagliare le istruzioni operative per la chiusura o il trasferimento di pratiche, precisando eventuali vincoli temporali o modalità pratiche per consentire una transizione ordinata. Non bisogna poi trascurare di chiarire eventuali effetti patrimoniali o obbligazioni già compiute dal delegato: la revoca, infatti, non annulla automaticamente atti validamente compiuti dal delegato nei confronti di terzi che hanno agito in buona fede; la dichiarazione può altresì contenere una riserva espressa riguardo a tali atti, ove il delegante intenda contestare o limitare la propria responsabilità in relazione ad azioni compiute prima dell’efficacia della revoca.

Per completezza e praticità è opportuno allegare copia della delega originaria e di ogni documento che possa agevolare i destinatari nel comprendere la revoca, nonché conservare copia della comunicazione inviata e delle ricevute di notifica come prova dell’avvenuta comunicazione. Infine, pur restando le formalità precise soggette alla normativa e alle prassi del paese o dell’istituto coinvolto, è buona prassi inserire nel testo della revoca una formula conclusiva che ribadisca l’intento inequivocabile di interrompere ogni potere attribuito al delegato e la volontà del delegante di considerare nullo qualsiasi esercizio futuro di tali poteri a partire dalla data indicata, firmando il documento con data, luogo e allegando i documenti d’identità richiesti per l’autenticazione. Se si desidera maggiore sicurezza giuridica o se il potere originario è stato conferito mediante atto pubblico o per atti che richiedono formalità particolari, è consigliabile avvalersi del supporto di un professionista per verificare eventuali adempimenti aggiuntivi come registrazioni, notifiche formali a terzi o autenticazioni notarili.

Esempio revoca delega generica​

Spett.le _________________
Oggetto: Revoca delega

Il/La sottoscritto/a ____________, nato/a il ____________ a ____________, residente in ____________, C.F. ____________, con la presente

D I C H I A R A

di revocare, con effetto immediato, la delega conferita in data ____________ a ____________, nato/a il ____________ a ____________, residente in ____________, C.F. ____________, per lo svolgimento delle seguenti attività e/o per i seguenti atti: ____________.

La presente revoca riguarda ogni facoltà, potere e mandato attribuito al/dei delegato/i in relazione a quanto sopra indicato, inclusi gli atti già compiuti successivamente alla data di conferimento della delega se non espressamente indicato diversamente in atti formali.

Si richiede pertanto che venga preso atto della revoca e che al/dei predetto/i delegato/i non venga più riconosciuta alcuna facoltà di rappresentanza o di azione a nome e per conto del/dei sottoscritto/i.

Eventuali documenti, titoli o accessi consegnati al/dei delegato/i relativi alla delega oggetto della revoca dovranno essere restituiti entro e non oltre ____________.

Luogo e data: ____________

Firma: ____________