Fac simile revoca consulente finanziario​

La revoca del consulente finanziario è l’atto con cui il cliente interrompe il mandato affidato a un consulente o revoca le procure che gli permettevano di gestire investimenti o operare sui suoi conti. Serve a fermare la gestione da parte di quel professionista, riprendere il controllo delle proprie posizioni, cambiare consulente o tutelarsi in caso di insoddisfazione o comportamenti scorretti; di norma va comunicata all’intermediario in forma e tempi previsti dal contratto e può comportare adempimenti come la liquidazione delle posizioni o il rispetto di eventuali periodi di preavviso.

Come scrivere una revoca consulente finanziario​

Come esperto, ti spiego in modo molto dettagliato e approfondito quali informazioni è fondamentale inserire in una revoca del consulente finanziario, con l’obiettivo di rendere il documento inequivocabile, operativo e opponibile. Innanzitutto il testo deve identificare con precisione le parti coinvolte: il cliente che revoca e il consulente o la società di consulenza. Per il cliente è necessario indicare il nome e cognome esatti così come compaiono sui documenti d’identità, il codice fiscale, la data e il luogo di nascita, l’indirizzo di domicilio o di residenza (specificando se diverso il domicilio per le comunicazioni), un recapito telefonico e un indirizzo e‑mail (ed eventualmente l’indirizzo PEC se disponibile). Per il consulente vanno indicati il nome completo o la ragione sociale della società, la sede legale, la partita IVA o codice fiscale della società o del professionista, e ogni riferimento identificativo rilevante come il numero di iscrizione all’albo o al registro professionale (se rilevante), il recapito commerciale e l’indirizzo PEC della controparte. Se l’attività è svolta tramite un intermediario (banca, SIM, società di gestione), è opportuno indicare il nome dell’intermediario, il codice cliente o numero di conto titoli, l’IBAN degli eventuali conti correnti collegati, nonché i codici identificativi degli strumenti o dei depositi (numero di deposito titoli, codice portafoglio, codice investimento) a cui la revoca si riferisce.

Il documento deve richiamare in modo chiaro e preciso il rapporto che si intende revocare. Questo significa indicare la data di stipula del contratto originario o dell’incarico, eventuali numeri di protocollo o di contratto, il tipo di incarico affidato (consulenza patrimoniale, consulenza indipendente, gestione patrimoniale, mandato di negoziazione, ecc.) e le clausole contrattuali rilevanti che disciplinano la revoca o il termine del mandato. È importante specificare l’ambito della revoca: se si intende revocare l’intero incarico o soltanto parti di esso (ad esempio la gestione discrezionale, la consulenza sull’asset allocation ma non la gestione di ordini già impartiti, oppure la sola delega di firma). Si deve inoltre indicare la data di efficacia della revoca: se si desidera che sia immediata, se si rispetta un preavviso previsto contrattualmente o se si concorda una data differita per consentire chiusure tecniche.

Nel testo è indispensabile una dichiarazione esplicita e inequivocabile di recesso/revoca, formulata in termini chiari (“revoco con effetto immediato il mandato …”, oppure “comunico la cessazione del contratto di consulenza … a far data dal …”), comprensiva dell’ambito esatto del potere revocato. Se il consulente aveva ricevuto deleghe o procure, il documento deve contenere la revoca espressa di tali procure, indicando i riferimenti della procura (data, notaio se presente, estremi registrazione) e richiedendo il blocco di qualsiasi operazione delegata a partire dalla data di efficacia. Nel caso di procure notarili o atti con formalità specifiche, è opportuno precisare che la revoca sarà esercitata per le vie previste dalla legge, indicando eventuali adempimenti aggiuntivi (ad esempio la necessità di formalità notarili per la revoca di una procura speciale).

Devi poi trattare in modo dettagliato la gestione delle posizioni e degli ordini in essere: occorre indicare esplicitamente cosa si intende che il consulente faccia con le operazioni aperte e gli ordini pendenti. Se si vuole che il consulente non esegua più ordini, la revoca deve contenere la precisa istruzione di sospendere ogni esecuzione e di annullare eventuali ordini non ancora eseguiti. Se invece si richiede la liquidazione delle posizioni per ottenere la riconsegna della liquidità, va indicato se si desidera la liquidazione con conversione in euro o il trasferimento in natura degli strumenti finanziari verso un altro intermediario; in quest’ultimo caso è necessario indicare i dati completi del nuovo intermediario (nome, sede, codice identificativo, numero conto di destinazione, IBAN e codice SWIFT se il trasferimento è all’estero) e le modalità e tempistiche richieste per il trasferimento. Se il portafoglio è gravato da vincoli, pegni o finanziamenti, la revoca deve richiamare la necessità di concordare modalità di estinzione o trasferimento delle garanzie e indicare chi è responsabile delle relative spese o adempimenti.

Il documento dovrebbe altresì richiedere espressamente la predisposizione e la consegna di una rendicontazione finale e di tutta la documentazione amministrativa e fiscale relativa al periodo di attività, con l’indicazione della data o del termine entro cui si chiede il rendiconto finale, e la chiusura contabile dell’incarico. È importante chiedere la fatturazione di eventuali commissioni o costi maturati fino alla data di efficacia della revoca e indicare chiaramente la modalità di regolamento delle somme dovute o del rimborso di eventuali eccedenze (specificando l’IBAN su cui desideri ricevere accrediti). Allo stesso modo è prudente precisare che la responsabilità del consulente è limitata agli atti compiuti fino alla data effettiva di cessazione e che il cliente intende riservarsi il diritto di rivalersi per eventuali comportamenti pregressi, qualora ne sussistessero i presupposti, senza però usare formule che possano risultare confrontative in modo non necessario; una formulazione neutra che richiami la chiusura contabile e la consegna di documenti è di norma sufficiente.

Sotto il profilo delle comunicazioni e della prova, indica sempre la modalità con cui la revoca viene notificata: l’invio tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento, tramite PEC all’indirizzo certificato dell’intermediario o della società del consulente, o la consegna a mano con firma per ricevuta. Richiedi esplicitamente una conferma di ricezione e una conferma scritta dell’avvenuta presa in carico della revoca e dell’effettiva data di cessazione dell’incarico, con l’indicazione delle eventuali operazioni in corso e delle azioni che il consulente intende intraprendere per chiudere o trasferire le posizioni. È utile fissare un termine entro il quale si richiede tale conferma (ad esempio alcuni giorni lavorativi), perché ciò facilita l’eventuale tutela dei diritti in caso di inadempienza. Se desideri, dichiara la persona di riferimento per eventuali chiarimenti e i recapiti da contattare.

Non trascurare gli aspetti relativi alla protezione dei dati personali: specifica se intendi revocare anche il consenso al trattamento dei dati per le finalità commerciali e di profilazione, e se richiedi la cancellazione o la limitazione del trattamento dei tuoi dati, segnalando che la richiesta è effettuata ai sensi del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR). In alcuni casi può essere preferibile chiedere la conservazione dei dati necessari per obblighi contrattuali o fiscali e la cancellazione di quelli non più necessari; specificare le tue volontà evita fraintendimenti e facilita la gestione da parte dell’intermediario.

Infine, non dimenticare di apporre una firma autografa accompagnata dalla data e dal luogo di sottoscrizione; se la revoca viene sottoscritta da un rappresentante, va allegata la documentazione che attesta i poteri di rappresentanza. Se disponibile, inserisci anche una copia di un documento di identità valido e del codice fiscale per velocizzare le verifiche. È consigliabile concludere con una formula di cortesia che richieda la presa in carico dell’istruzione e la produzione della documentazione finale, mantenendo un tono professionale e inequivocabile.

Queste sono le informazioni e le indicazioni che, con precisione e completezza, consentono di redigere una revoca del consulente finanziario solida e funzionale. Prima di inviare il documento, verifica sempre il contratto sottoscritto per rispettare eventuali clausole, tempistiche o modalità previste e, se il caso lo richiede o la situazione è complessa (posizioni vincolate, contenziosi, importi rilevanti), valuta la consulenza di un avvocato o di un professionista specializzato per adattare la comunicazione alle specificità del rapporto.

Esempio revoca consulente finanziario​

Mittente
Nome e cognome: ____________
Codice fiscale: ____________
Indirizzo: ____________
CAP / Città: ____________
Telefono: ____________
Email: ____________

Destinatario
Nome / Ragione sociale consulente o società: ____________
Indirizzo: ____________
CAP / Città: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca incarico di consulenza finanziaria

Spett.le ____________,

con la presente io sottoscritto/a ____________ (Codice fiscale ____________), residente in ____________, revoco con effetto ____________ l’incarico di consulenza finanziaria conferitoLe/Vi in data ____________ relativo al conto/portafoglio n. ____________ e al contratto n. ____________.

La revoca riguarda ogni attività di consulenza, gestione, esecuzione di ordini e rappresentanza a qualsiasi titolo svolta in relazione ai miei rapporti con codesta società/consulente. Pertanto Le/Vi intimo di:
– non eseguire ulteriori ordini e disposizioni a mio nome a decorrere dalla data di ricezione della presente;
– cessare ogni attività di consulenza e comunicarmi l’elenco completo delle posizioni in essere al momento della revoca;
– trasferire la documentazione e i titoli/strumenti finanziari di mia pertinenza secondo le seguenti modalità: ____________;
– restituire eventuali procure o deleghe a terzi relative ai miei conti/rapporti.

Richiedo altresì:
– la conferma scritta dell’avvenuta ricezione della presente revoca entro e non oltre ____________;
– l’invio di un rendiconto finale delle attività svolte e delle operazioni pendenti alla data di revoca entro ____________;
– la consegna di tutta la documentazione (contratti, ordini, comunicazioni, estratti conto, ecc.) relativa al rapporto entro ____________.

Si precisa che la revoca è effettuata ai sensi delle clausole contrattuali concordate e senza pregiudizio per eventuali adempimenti e pratiche in corso che richiedano una chiusura tecnica; in tal caso Le/Vi chiedo di indicare tempestivamente le azioni necessarie e i relativi tempi.

Per ogni comunicazione inerente alla presente revoca utilizzare i seguenti recapiti:
Telefono: ____________
Email: ____________
Indirizzo per comunicazioni cartacee: ____________

Ringraziando per la cortese collaborazione, resto in attesa di conferma scritta dell’avvenuta revoca e della presa in carico delle richieste sopra indicate.

Distinti saluti,

Firma: ____________

Allegati:
– Copia documento d’identità: ____________
– Copia procura/delega (se presente): ____________
– Altro: ____________

Fac simile revoca consenso utilizzo immagine​

La revoca del consenso all’utilizzo dell’immagine è l’atto con cui una persona ritira il permesso precedentemente dato a terzi di usare la propria immagine (foto, video, ecc.). Serve a far cessare trattamenti e diffusione futuri dell’immagine e a chiedere la cancellazione o l’anonimizzazione, ristabilendo il controllo sulla propria privacy; va però considerato che non annulla in automatico gli usi già effettuati prima della revoca e possono sussistere eccezioni se esistono altri fondamenti legali per il trattamento.

Come scrivere una revoca consenso utilizzo immagine​

Per redigere una revoca del consenso all’utilizzo di un’immagine è essenziale costruire un documento che identifichi in modo inequivocabile chi revoca il consenso, chi lo ha ricevuto e quale utilizzo specifico viene revocato: a livello pratico ciò significa indicare il nome completo della persona interessata, i dati di contatto aggiornati (indirizzo, numero di telefono e indirizzo email), la data di nascita o altro elemento utile per la sua identificazione univoca e, quando opportuno e sicuro, l’allegato di una copia di un documento d’identità. Se la revoca viene esercitata da un rappresentante legale o da chi esercita la potestà sul minore, è necessario altresì indicare la qualità di chi firma (es. genitore o tutore), fornire la documentazione che attesta tale qualità e allegare il relativo documento d’identità. All’altro capo della comunicazione vanno identificati con precisione i soggetti che stanno trattando o usando l’immagine: la persona fisica o giuridica intestataria del trattamento, eventuali responsabili esterni o terze parti a cui l’immagine è stata ceduta o trasferita, con indicazione di ragione sociale, indirizzo, PEC o altro canale ufficiale per la ricezione della revoca.

Occorre poi ricostruire e descrivere con precisione l’atto di consenso che si intende revocare: indicare la data in cui il consenso era stato prestato, il contesto in cui è stato espresso (ad esempio contratto scritto, modulo online, liberatoria firmata, consenso verbale), il contenuto della liberatoria o i termini principali concordati (se noti), e la natura dell’immagine oggetto della revoca, fornendo una descrizione dettagliata che permetta di individuarla senza ambiguità. Questo comporta specificare se si tratta di una fotografia singola, di una serie di scatti, di riprese video, di immagini digitali modificate o di qualsiasi materiale derivato; indicare il nome del file, eventuali riferimenti di archivio, la data di realizzazione, i luoghi o gli eventi in cui le immagini sono state scattate e, se esistono, gli URL, i profili social, le pubblicazioni, i cataloghi o i materiali online/offline in cui le immagini sono pubblicate o state diffuse.

La revoca deve contenere una dichiarazione esplicita, un atto formale con cui la persona dichiara di revocare il consenso precedentemente rilasciato: va chiarito che la volontà è di revocare ogni autorizzazione all’uso, riproduzione, pubblicazione, distribuzione, elaborazione, diffusione e sfruttamento commerciale dell’immagine, specificando se la revoca è totale o limitata a certi usi, formati, canali o territori. È importante indicare la data in cui la revoca deve ritenersi efficace e, se si desidera, fissare un termine oltre il quale non si accetta più alcun utilizzo. Nella stessa comunicazione si dovrebbero dettagliare le azioni richieste al destinatario per dare esecuzione alla revoca: richiedere la cessazione immediata di nuove pubblicazioni o utilizzi, la rimozione delle immagini dai siti web, profili social e piattaforme di terzi, la cancellazione dagli archivi interni e dai backup – con l’avvertenza che per i backup possono esistere limiti tecnici o obblighi legali che ne impediscono la cancellazione immediata – e la richiesta di fornire prova documentale dell’avvenuta rimozione e della cessazione degli utilizzi, con indicazione di un termine entro cui si chiede tale riscontro.

Parallelamente alla richiesta di eliminazione, è utile indicare come devono essere gestite eventuali copie già distribute a terzi e richiedere che il destinatario notifichi a quei terzi la revoca e ottenga da loro conferma scritta di cessazione e cancellazione. Se l’immagine è stata oggetto di cessione di diritti o concessione di licenze, la revoca dovrebbe richiedere che vengano fornite informazioni sulle sublicenze concesse, con l’indicazione dei terzi coinvolti e la domanda di attivare le necessarie procedure di ritiro delle immagini anche presso quei soggetti. È opportuno inoltre richiedere l’aggiornamento dei registri o del registro dei trattamenti interni dell’organizzazione che detiene l’immagine, affinché risulti l’avvenuta revoca, e domandare che il titolare del trattamento indichi la base giuridica su cui continuerà o meno a fondare eventuali trattamenti residui.

Nel documento è prudente inserire un richiamo alle conseguenze pratiche della mancata ottemperanza, chiedendo espressamente una conferma scritta dell’avvenuto adempimento con indicazione delle azioni compiute e delle date in cui sono state compiute; suggerire un termine ragionevole per la risposta, e richiedere la consegna di una dichiarazione sotto forma scritta o elettronica che attesti la cancellazione, l’interruzione degli usi e, se possibile, prova fotografica o screenshot eliminati con metadati. Deve essere chiarito, per evitare fraintendimenti, che la revoca non intende retroattivamente autorizzare o meno fatti passati che siano già avvenuti in buona fede e legalmente, ma che la volontà è di impedire futuri utilizzi; tuttavia si può esprimere la volontà di negoziare o richiedere ristoro in caso di usi non autorizzati o continuativi dopo la revoca.

Dal punto di vista formale la lettera deve essere datata e firmata dalla persona che revoca il consenso; se la revoca è inviata in forma elettronica, si consiglia l’apposizione di una firma digitale o, in alternativa, l’invio tramite canali tracciabili come raccomandata con ricevuta di ritorno o, in Italia, PEC, in modo da conservare prova dell’avvenuta comunicazione e della sua ricezione. È utile indicare chiaramente come si desidera ricevere le comunicazioni di riscontro (email, PEC, raccomandata) e lasciare un recapito cui inviare eventuali richieste di chiarimento. Per situazioni complesse, come usi editoriali, archivi storici o obblighi di conservazione per fini di prova o per obblighi normativi, è bene menzionare la necessità di spiegazioni dettagliate qualora il titolare intenda eccepire una limitazione o un divieto di cancellazione, affinché si possa valutare la portata delle eccezioni applicabili.

Esempio revoca consenso utilizzo immagine​

Oggetto: Revoca del consenso all’utilizzo dell’immagine

Il/La sottoscritto/a
Nome e cognome: ______________
Nato/a il: ______________ a: ______________
Residente in: ______________ (via/piazza, n.): ______________
Codice fiscale: ______________
Documento di identità (tipo e n.): ______________
Telefono: ______________
E-mail: ______________

Premesso che
– in data ______________ ho rilasciato a favore di ______________ (nome del destinatario del consenso) un consenso per l’utilizzo della mia immagine relativo a: ______________ (descrizione dell’immagine/servizio/evento) e/o al materiale fotografico/video identificato come: ______________;
– il consenso è stato rilasciato con le modalità: ______________ (es. scritto, verbale, contratto n. ______________);

con la presente

revoco in modo espresso e immediato ogni consenso, autorizzazione e liberatoria precedentemente rilasciata in merito all’utilizzo, alla riproduzione, alla pubblicazione, alla diffusione e al trattamento della mia immagine, nonché di qualsiasi materiale fotografico o audiovisivo che mi ritragga, con riferimento a quanto indicato sopra.

Vi invito pertanto a:
1) cessare immediatamente qualsiasi utilizzo della mia immagine sui seguenti supporti/luoghi: ______________ (es. sito web, social network, materiale promozionale, brochure, archivi);
2) rimuovere tempestivamente e cancellare tutte le copie del materiale contenente la mia immagine, ivi compresi archivi digitali, backup e copie presso terzi, nonché eventuali versioni modificate o adattate;
3) comunicarmi per iscritto, entro ______________ giorni dal ricevimento della presente, l’avvenuta cessazione dell’utilizzo e la cancellazione effettuata, indicando nello specifico le azioni intraprese e gli eventuali soggetti terzi ai quali il materiale era stato comunicato o ceduto.

Alla presente dichiaro di non richiedere alcun risarcimento per l’eventuale utilizzo pregresso, salvo quanto diversamente previsto dalle norme applicabili; mi riservo comunque la facoltà di adottare ogni azione necessaria qualora non venga data tempestiva esecuzione alla presente revoca.

Si allegano alla presente:
– copia del documento di identità: ______________
– copia del consenso originario (se disponibile): ______________
– altro: ______________

Distinti saluti.

Firma:
______________________________
Nome e cognome: ______________

Ricevuta da parte del destinatario
Ricevuta/Conferma di presa in carico:
Data: ______________
Firma e timbro (se applicabile): ______________________________

Fac simile revoca consenso trattamento dati personali​

La revoca del consenso al trattamento dei dati personali è l’azione con cui l’interessato ritira la propria autorizzazione a far usare i suoi dati per finalità che si basavano su quel consenso. Serve a ridare controllo all’interessato sulla propria privacy: una volta revocato, il titolare del trattamento non può più continuare a trattare i dati sulla base di quel consenso e deve adottare le misure necessarie (cessare il trattamento, cancellare o rendere anonimi i dati, salvo che esista un altro fondamento giuridico o obbligo di conservazione). La revoca deve essere semplice da esercitare e non influenza la liceità dei trattamenti effettuati prima della revoca stessa.

Come scrivere una revoca consenso trattamento dati personali​

Per redigere una revoca del consenso al trattamento dei dati personali in modo completo e operativamente efficace è fondamentale che il documento contenga una serie di informazioni precise e formulate in modo inequivocabile, così da permettere al titolare del trattamento di identificare il soggetto che revoca, ricostruire il consenso originariamente prestato, individuare le specifiche operazioni di trattamento da cessare e adottare le azioni tecniche e organizzative necessarie per conformare i trattamenti alla volontà del richiedente. Occorre innanzitutto che la revoca identifichi chiaramente la persona che la presenta: il nome e cognome per esteso, l’indirizzo di residenza o di domicilio eletto a fini della comunicazione, almeno un recapito telefonico e un indirizzo email validi; se esiste un codice cliente, un numero di pratica o altro identificativo interno associato al rapporto con il titolare, tale riferimento va indicato per agevolare la correlazione con il fascicolo dati. È altresì utile indicare eventuali dati aggiuntivi che consentano di associare senza ambiguità la richiesta alla documentazione di consenso originaria, come la data in cui il consenso è stato prestato, il canale o lo strumento attraverso il quale è stato espresso (ad esempio modulo online, firma cartacea, spunta su form), e l’ambito o la finalità specifica per la quale il consenso era stato manifestato.

La revoca deve descrivere con precisione l’oggetto della rinuncia: non basta un generico “revoco il consenso”, perché il consenso, ai sensi del regolamento, è orientato a finalità e operazioni di trattamento specifiche. Pertanto il documento dovrebbe specificare le finalità che si intendono annullare (ad esempio marketing diretto via email e sms, profilazione per offerte personalizzate, comunicazione a partner commerciali, ecc.), le tipologie di dati che si riferiscono alla revoca (dati di contatto, dati di navigazione, dati economico-finanziari) e, se possibile, indicare i trattamenti o i servizi specifici che si desidera siano interessati dalla revoca. Se il consenso riguardava cookie o altri strumenti di tracciamento, è opportuno menzionarlo espressamente, indicando anche l’ambito temporale in cui il consenso era stato dato, per consentire una corretta gestione tecnica (ad esempio disabilitazione di cookie persistenti).

Occorre poi porre in modo chiaro quale azione si richiede al titolare: la cessazione immediata dei trattamenti basati sul consenso revocato e la conferma che non verranno utilizzati per le finalità oggetto della revoca; l’eventuale richiesta di cancellazione (erasure) dei dati personali trattati esclusivamente sulla base del consenso, con la precisazione che la cancellazione deve comprendere copie, estratti e qualsiasi riproduzione accessibile negli archivi attivi. Se non si desidera la cancellazione totale, ma una limitazione del trattamento, la richiesta dovrebbe indicarlo e definire il perimetro della limitazione (ad esempio mantenimento dei dati solo per obblighi contrattuali o fiscali). È importante altresì chiedere esplicitamente la cessazione delle comunicazioni a terzi: se i dati sono stati condivisi con responsabili o destinatari esterni, la revoca dovrebbe richiedere che il titolare informi tali terze parti e richieda a loro volta la cessazione dei trattamenti pertinenti.

Nel testo è opportuno prevedere la richiesta di una conferma scritta delle azioni intraprese dal titolare, con l’indicazione delle tempistiche entro cui si attende la risposta, e la richiesta di dettaglio sulle misure adottate: quali dati sono stati cancellati, quali sono stati limitati, quali destinatari sono stati informati, oppure eventuali motivi che legittimano il mantenimento parziale dei dati (ad esempio obblighi legali, esercizio di diritti in sede giudiziaria, esigenze di conservazione a fini probatori). Va ricordato e fatto presente nel documento che la revoca del consenso non pregiudica la liceità del trattamento basata sul consenso prima della revoca stessa: le operazioni già compiute permangono lecite, mentre quelle future devono essere sospese se fondate esclusivamente sul consenso revocato; nel caso in cui il titolare intenda continuare a trattare i dati per una diversa base giuridica, la comunicazione dovrebbe specificare le ragioni e la base giuridica invocata.

Per ragioni di sicurezza e per evitare richieste fraudolente, la revoca dovrebbe essere accompagnata da un’adeguata forma di identificazione del richiedente; ciò può tradursi nell’invio di copia di un documento di identità, oppure nella richiesta di effettuare la revoca tramite canali autenticati (ad esempio PEC, area riservata del sito con accesso con credenziali, firma elettronica). Il documento di revoca dovrebbe essere datato e firmato dal richiedente, e se inviato per posta o PEC è utile conservare l’avviso di ricezione o la ricevuta come prova dell’invio e del contenuto. Chi revoca può anche specificare il canale tramite il quale desidera ricevere la conferma dell’esecuzione delle operazioni richieste (email, PEC, raccomandata, messaggio nell’area riservata) e chiedere espressamente la registrazione della richiesta nel registro delle attività del titolare.

Esempio revoca consenso trattamento dati personali​

Oggetto: Revoca consenso al trattamento dei dati personali

Il/La sottoscritto/a: ____________
Nato/a a: ____________ il: ____________
Codice fiscale: ____________
Residente in: ____________ (via, n. civico, CAP, città, prov.): ____________
Numero di telefono: ____________
Indirizzo e-mail: ____________
Riferimento pratica/numero cliente (se applicabile): ____________

Con la presente, ai sensi dell’art. 7 del D.lgs. 30 giugno 2003 n. 196, come modificato, e dell’art. 6 e seguenti del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR),

revoco il consenso al trattamento dei miei dati personali precedentemente fornito a: ____________
in data: ____________
per le seguenti finalità: ____________

Chiedo pertanto che:
– venga confermata per iscritto l’avvenuta revoca del consenso all’indirizzo e-mail/PEC: ____________;
– siano cessate immediatamente le attività di trattamento basate sul consenso revocato, salvo il trattamento necessario per adempiere a obblighi di legge;
– i miei dati personali non siano più trattati per le finalità indicate e non siano oggetto di profilazione o invii promozionali;
– siano adottate le misure ragionevoli per la cancellazione, la limitazione o l’aggiornamento dei miei dati nei sistemi e presso eventuali responsabili e terzi a cui i dati siano stati comunicati, fatte salve le obbligazioni di conservazione previste dalla legge;
– mi venga comunicato l’elenco dei soggetti ai quali i dati sono stati comunicati, se applicabile.

Si prega di prendere atto della presente e di inviarmi risposta scritta entro i termini di legge al seguente recapito: e-mail/PEC: ____________ / indirizzo postale: ____________.

Luogo: ____________
Data: ____________

Firma: ____________

Fac simile revoca comodato terreno agricolo​

Il revoca del comodato di un terreno agricolo è l’atto con cui il proprietario che ha concesso il terreno in uso gratuito (comodante) chiede la restituzione e quindi pone fine al rapporto di comodato. Serve a permettere al proprietario di riottenere la disponibilità del terreno per usarlo personalmente, venderlo o concederlo a qualcun altro. Se il comodato prevedeva un termine, la revoca non può avvenire prima della scadenza; se non c’è termine la legge consente la richiesta di restituzione ma il comodante deve tenere conto di interessi del conduttore, come il diritto a completare le colture in corso o il giusto preavviso, e in caso di revoca ingiustificata può sorgere obbligo di risarcimento.

Come scrivere una revoca comodato terreno agricolo​

Per redigere efficacemente una revoca del comodato relativo a un terreno agricolo è fondamentale predisporre un atto scritto e ben documentato che consenta di individuare con assoluta chiarezza chi revoca, chi riceve la revoca, quale contratto viene revocato e quale bene materiale è oggetto della restituzione, oltre a precisare le modalità e i termini della restituzione stessa e le conseguenze in caso di inadempimento. L’intestazione deve quindi contenere l’identificazione completa delle parti coinvolte: nome e cognome o ragione sociale, codice fiscale o partita IVA, indirizzo di residenza o sede legale, eventuale rappresentante legale con indicazione del relativo potere; se la revoca è inviata da un soggetto persona giuridica o da un curatore/erede/procuratore, è opportuno allegare la documentazione che attesti i poteri di rappresentanza. Il riferimento al contratto originario deve essere inequivocabile: va indicata la data e il luogo di sottoscrizione del comodato, l’eventuale forma (scritta, verbale), il contenuto essenziale di quell’accordo e, se esiste, il numero di protocollo o di registrazione; allegare copia del contratto originario o indicarne la reperibilità (es. copia allegata) è indispensabile per evitare contestazioni circa l’esistenza o i termini dell’accordo.

La descrizione del terreno agricolo deve essere dettagliata e tecnica: oltre alla localizzazione (comune, via o riferimenti catastali), è opportuno riportare i dati catastali completi con foglio particella e subalterno, superficie catastale o reale, confini, eventuali pertinenze (strade di accesso, edifici rurali, pozzi, impianti irrigui, recinzioni), stato attuale d’uso (seminativo, prato, vigneto, oliveto, pascolo ecc.) e ogni elemento catastale rappresentativo; l’allegazione di una visura catastale e di una planimetria o estratto mappa riduce incertezze e facilita la riconsegna. Deve essere chiarito che con la presente comunicazione si intende revocare il comodato relativo a quel preciso bene, richiamando espressamente il contratto originario e, se necessario, gli articoli del Codice Civile che regolano il comodato (per esempio richiamando gli artt. di legge che disciplinano la facoltà di revoca), in modo che non sorgano dubbi sulla natura dell’atto come atto risolutivo o come richiesta di restituzione ai sensi del diritto civile.

È fondamentale indicare la data di efficacia della revoca e stabilire un termine per la riconsegna del terreno o per il rilascio della disponibilità, motivando se il termine è immediato o se si concede un periodo di preavviso; per terreni agricoli è prassi motivata e prudente dare un termine che tenga conto delle colture in corso, delle cure colturali e del ciclo produttivo, prevedendo modalità per il regolare raccolto o per la gestione delle semine e delle operazioni agronomiche necessarie fino alla riconsegna. Nella revoca vanno descritte con precisione le modalità della restituzione: indicazione del luogo esatto per la riconsegna delle chiavi, dei cancelli, degli eventuali manufatti aperti, modalità di consegna della documentazione tecnica o amministrativa relativa al fondo (libretti di conduzione, registri fitosanitari, contratti di fornitura energia o acqua, autorizzazioni ambientali) e il punto preciso entro il quale il terreno dovrà essere libero da attrezzi, bestiame e prodotti agricoli, salvo diverso accordo.

Occorre affrontare nello scritto la situazione delle produzioni e dei miglioramenti eseguiti durante il periodo del comodato: specificare se vi sono colture in corso, piante impiantate, prati in produzione, vigneti o oliveti in piena produzione, nonché l’esistenza di opere di miglioramento (impianti di irrigazione, recinzioni, strutture temporanee, edificazioni rurali, impianti fissi), precisando se la restituzione dovrà avvenire con tali opere o se il conduttore potrà rimuoverle. È opportuno spiegare in che termini si ritiene debbano essere trattati i beni che non possono essere rimossi senza deteriorare il terreno (ad esempio impianti fissi): indicare se il concedente intende mantenere tali opere, se riconosce un’indennità per miglioramenti o se riserva ogni diritto a contestare l’indennizzo. Se esistono piante con rese pluriennali o produzioni a raccolto differito, la revoca dovrebbe prevedere specifiche regole transitorie per consentire il completamento delle operazioni agricole necessarie e la corresponsione di eventuali compensi per le spese già sostenute.

È altresì importante precisare lo stato in cui il terreno deve essere restituito: valore della conservazione, responsabilità per danni o deterioramenti che eccedono l’uso normale, obbligo di rimuovere macerie o interventi non autorizzati, e la facoltà del concedente di effettuare un sopralluogo congiunto per verificare le condizioni al momento della riconsegna, possibilmente fissando data e ora per il controllo. La revoca deve inoltre prevedere le conseguenze del mancato rilascio nei termini stabiliti: avviso che, in difetto di restituzione spontanea, il concedente intende tutelare i propri diritti con azioni legali per ottenere il rilascio e il risarcimento degli eventuali danni, con riserva di addebito delle spese legali e delle ulteriori misure necessarie per la reintegrazione possesso. Per dare certezza di ricezione è consigliabile indicare e usare modalità di trasmissione che producano prova dell’avvenuta comunicazione, come l’invio tramite posta elettronica certificata (PEC) ovvero raccomandata A/R o notifica a mezzo ufficiale giudiziario; nella revoca va richiesta esplicitamente la conferma di ricezione e l’eventuale disponibilità a concordare un sopralluogo.

Per rendere la revoca solida dal punto di vista probatorio è utile elencare negli allegati, e indicarne la presenza nel testo, la copia del contratto originario, la visura catastale, la planimetria, fotografie dello stato attuale, eventuali ricevute di spese sostenute per miglioramenti, e copia dei documenti di identità delle parti; qualora vi siano pendenze economiche o debiti connessi all’utilizzo del terreno (spese condominiali rurali, utenze, anticipi, canoni accessori) la revoca dovrebbe menzionare lo stato dei pagamenti e riservare espressamente il diritto di ottenere il rimborso di somme dovute. È opportuno che la revoca riporti la sottoscrizione del soggetto che la emette con data e luogo, e che indichi eventualmente i recapiti per le comunicazioni ulteriori; in situazioni controverse o quando la restituzione può comportare conflitti (ad esempio terreni che ospitano attività imprenditoriali o investimenti importanti), è prudente prevedere la possibilità di fissare la trasmissione tramite atto pubblico o notificazione a mezzo ufficiale.

Esempio revoca comodato terreno agricolo​

REVOCIA DEL COMODATO D’USO DI TERRENO AGRICOLO

Il/La sottoscritto/a: ____________ (Nome e Cognome)
nato/a a: ____________ il: ____________
codice fiscale: ____________
residente in: ____________ (Indirizzo completo)
telefono / e-mail: ____________

in qualità di COMODANTE

E

Il/La Sig./Sig.ra: ____________ (Nome e Cognome)
nato/a a: ____________ il: ____________
codice fiscale: ____________
residente in: ____________ (Indirizzo completo)
telefono / e-mail: ____________

in qualità di COMODATARIO

PREMESSO CHE
– In data ____________ tra le parti è stato stipulato un contratto di comodato d’uso relativo al terreno agricolo di seguito descritto;
– Il suddetto terreno è ubicato nel Comune di: ____________, sito in via/località: ____________;
– Dati catastali: Comune ____________, foglio ____________, particella ____________, sub ____________, categoria/qualifica ____________, superficie complessiva ____________ (ha/are/centiare);
– Registro/numero atto (se presente): ____________; registrato a ____________ il ____________ al n. ____________, rep. ____________.

TENUTO CONTO DELLA SITUAZIONE SOPRA RIPORTATA, IL SOTTOSCRITTO COMODANTE

COMUNICA

la revoca del comodato d’uso del terreno agricolo sopra descritto, con effetto a decorrere dal giorno: ____________.

Si richiede pertanto la restituzione materiale e pacifica della disponibilità del terreno entro e non oltre il giorno: ____________.

Il comodatario è tenuto a rimuovere eventuali attrezzature, impianti mobili o colture installate a suo carico entro il termine sopraindicato, restituendo il terreno nello stato in cui si trova, salvo il normale degrado derivante dall’uso. Eventuali migliorie non asportabili o impianti fissi saranno trattate secondo quanto previsto dal contratto di comodato o da eventuale accordo scritto tra le parti: ____________.

La mancata restituzione entro il termine indicato comporterà l’adozione di opportune azioni giudiziarie e/o l’esercizio di ogni altro rimedio previsto dalla legge per ottenere la riconsegna del bene e il risarcimento degli eventuali danni: ____________.

Si invita il comodatario a prendere contatto entro e non oltre ______ giorni dalla ricezione della presente per concordare le modalità pratiche di riconsegna e per eventuali verifiche congiunte: contatto (telefono/e-mail): ____________.

Luogo e data: ____________

Firma del comodante: ____________

Firma del comodatario (per ricevuta e presa visione): ____________

Allegati (se presenti):
– Copia del contratto di comodato: ____________
– Copia documento d’identità delle parti: ____________
– Altri documenti: ____________

Fac simile revoca ammonizione scritta dipendente​

La revoca di un’ammonizione scritta a un dipendente è l’annullamento formale di una sanzione disciplinare precedentemente inflitta e annotata sul suo fascicolo. Serve a eliminare gli effetti negativi della nota (come il peso sulla valutazione, i vincoli di carriera o eventuali conseguenze successive), ristabilire la posizione del lavoratore se l’accertamento era errato o la procedura viziata, e a sanare il rapporto aziendale quando viene riconosciuta l’innocenza o si raggiunge un accordo.

Come scrivere una revoca ammonizione scritta dipendente​

Per predisporre correttamente una lettera di revoca di un’ammonizione scritta a carico di un dipendente è fondamentale inserire innanzitutto gli elementi identificativi completi che collocano l’atto nel tempo e nei soggetti coinvolti: la denominazione e l’indirizzo dell’azienda, il nome completo del lavoratore, la qualifica o reparto, l’eventuale matricola o codice personale in azienda, e la data e il luogo di emissione della comunicazione. Occorre poi richiamare in modo univoco il provvedimento originario che si intende revocare, indicando la data in cui la precedente ammonizione è stata notificata, l’oggetto e il contenuto della sanzione (testo o sintesi della contestazione disciplinare), nonché il riferimento al regolamento aziendale o al contratto collettivo applicabile che aveva costituito la base normativa per l’irrogazione della misura. Questo richiamo è necessario affinché non restino dubbi su quale atto viene espressamente annullato e per verificare la corrispondenza tra i documenti.

A seguire, la comunicazione deve esplicitare con chiarezza il motivo giuridico e fattuale della revoca: cioè le ragioni che inducono l’azienda a ritenere invalida o superata la precedente ammonizione. È importante spiegare se la revoca è motivata da nuove evidenze emerse (ad esempio elementi probatori che smentiscono l’addebito), da errori procedurali nell’istruttoria disciplinare (mancata convocazione per il contraddittorio, violazione del diritto di difesa, vizi formali nella contestazione), da una ricostruzione errata dei fatti o da un ravvedimento dell’azienda a fronte di circostanze attenuanti sopraggiunte. La descrizione delle ragioni deve essere sufficientemente dettagliata da mostrare la logica del riesame: ciò significa indicare quali fatti o documenti hanno fatto mutare il giudizio e, se del caso, specificare le fasi istruttorie svolte per giungere alla decisione di revoca (ad esempio nuove verifiche, audizioni, confronti con testimoni, acquisizione di documenti). Questo apparato motivazionale è utile sia per la tutela del dipendente sia per la protezione dell’azienda in caso di contestazioni future.

Deve quindi seguire una dichiarazione formale di revoca, redatta in termini inequivocabili: la frase deve indicare che l’ammonizione scritta è revocata nella sua interezza e precisare la data a partire dalla quale la revoca ha effetto. Va chiarito l’effetto pratico del provvedimento revocatorio: se la sanzione viene cancellata dagli atti, se deve essere rimossa dal fascicolo personale e da qualsiasi registro disciplinare aziendale, se vengono annullati eventuali vincoli o conseguenze derivanti dall’ammonizione (limitazioni temporanee, blocco di progressione di carriera, decurtazioni, ecc.), e come verrà gestita la comunicazione della revoca ai soggetti che avevano ricevuto copia o informazione della sanzione originaria (superiori gerarchici, uffici risorse umane, organismi di controllo o rappresentanze sindacali, se coinvolti). È opportuno precisare se la revoca comporterà un’annotazione a margine del precedente documento o la sua effettiva rimozione fisica dal fascicolo, indicando altresì che tutte le azioni conseguenziali in corso o già prese in esecuzione dell’ammonizione vengono sospese o annullate.

È consigliabile inserire nella lettera il riferimento alla disciplina della privacy relativa al trattamento dei dati personali e disciplinari del lavoratore: va dichiarato come verranno trattati gli atti relativi all’ammonizione revocata (se verranno conservati ai fini probatori per un periodo limitato o eliminati), quale base giuridica viene adottata per la conservazione o cancellazione e come il dipendente potrà esercitare i propri diritti ai sensi della normativa sulla protezione dei dati. Inoltre, occorre indicare chi è l’autorità aziendale che legalmente sottoscrive e assume la responsabilità della revoca (generalmente il responsabile delle risorse umane o altro dirigente delegato), con firma e qualifica, e prevedere la modalità di notifica al lavoratore (consegna a mano con ricevuta, raccomandata a/r, PEC), perché la prova della ricezione è spesso rilevante in eventuali contenziosi.

La comunicazione dovrebbe altresì precisare eventuali allegati che giustificano o documentano la revoca (copia di documenti dimostrativi, verbali di audizione, dichiarazioni acquisite), così che la motivazione sia verificabile e trasparente. Se esistono procedure interne o termini per impugnare o richiedere chiarimenti sulla revoca stessa, tali informazioni vanno rese note, specificando i termini e le modalità per esercitare eventuali diritti di impugnazione o per ottenere ulteriori informazioni. Per completezza è utile prevedere uno spazio o una modalità con cui il dipendente possa prendere atto della revoca mediante sottoscrizione di ricevuta o conferma scritta, pur evitando che la mancata firma possa essere interpretata come rifiuto della comunicazione: per questo la modalità di notifica e la data certa di ricezione vanno annotate.

Esempio revoca ammonizione scritta dipendente​

Oggetto: Revoca dell’ammonizione scritta prot. n. ____________ del ____________

Con riferimento all’ammonizione scritta a suo tempo notificata al Sig./alla Sig.ra ____________ con protocollo n. ____________ in data ____________ e relativa a: ____________, si comunica quanto segue.

Motivazione della revoca: ____________

Per i motivi sopra indicati, si dispone la revoca dell’ammonizione scritta indicata in oggetto con effetto a decorrere dal giorno ____________. La predetta ammonizione non produce più effetti e viene rimossa dal fascicolo personale del dipendente.

Eventuali disposizioni amministrative collegate (es. rimozione annotazione, aggiornamento documentazione): ____________

La presente viene trasmessa al dipendente e agli uffici competenti per gli adempimenti di natura amministrativa e/o contrattuale.

Firma per il Datore di lavoro / Responsabile HR:
Nome e cognome: ____________
Qualifica: ____________
Firma: ____________
Data: ____________

Per presa visione del dipendente:
Nome e cognome: ____________
Firma: ____________
Data: ____________

Allegati (se presenti): ____________