Fac simile revoca incarico impresa edile

La revoca dell’incarico a un’impresa edile è l’atto con cui il committente o il responsabile dei lavori interrompe formalmente l’incarico affidato all’impresa, di norma per inadempienze, ritardi, violazioni di sicurezza o mancanza dei requisiti. Serve a fermare l’esecuzione dei lavori per tutelare il patrimonio e la sicurezza, a consentire la sostituzione dell’impresa e a preservare il diritto del committente a ottenere riparazione o risarcimento per danni; per essere efficace richiede normalmente comunicazione scritta e il rispetto delle clausole contrattuali e delle norme applicabili.

Come scrivere una revoca incarico impresa edile

Per predisporre una revoca dell’incarico a un’impresa edile è necessario redigere un atto formale che sia completo, chiaro e documenti in modo inequivocabile la volontà del committente di interrompere il rapporto contrattuale; tale documento deve consentire da subito all’impresa di conoscere con precisione quale rapporto si intende revocare, perché, con quale efficacia temporale e con quali conseguenze operative e economiche. Occorre dunque iniziare identificando con precisione le parti coinvolte: il committente (persona fisica o giuridica) con ragione sociale, eventuale rappresentante legale, indirizzo completo per le comunicazioni, codice fiscale o partita IVA; l’impresa incaricata con la sua ragione sociale, la sede legale, eventuale sede operativa del cantiere, recapiti PEC e pec/PEC/indirizzo per raccomandata, e partita IVA/codice fiscale. Va richiamato esplicitamente il contratto originario con tutti gli elementi identificativi che ne consentano l’immediata risalita: data di sottoscrizione, eventuale numero o protocollo contrattuale, oggetto e luogo dei lavori, importo contrattuale, termini contrattuali fondamentali (data inizio e termine lavori o cronoprogramma), riferimenti a eventuali varianti approvate, oltre a richiamare le eventuali clausole contrattuali che si intendono fare valere per la revoca o per la risoluzione (ad esempio disposizioni su inadempimento, penali, garanzie fidejussorie, ritenute di garanzia e modalità di sospensione o cessazione dei lavori). È essenziale motivare con chiarezza e precisione i motivi della revoca: la descrizione dei fatti deve essere puntuale e documentata, indicando le specifiche inadempienze, ritardi o violazioni contrattuali, facendo riferimento a date, comunicazioni pregresse, verbali di sopralluogo, rapporti di direzione lavori o di coordinamento della sicurezza, fotografie, certificati di avanzamento, mancate consegne di documentazione obbligatoria (DPI, POS, PIMUS, DURC, certificati di conformità) o inosservanza delle normative di sicurezza e delle prescrizioni tecniche. Se la revoca si fonda su precedenti contestazioni formali, è opportuno richiamare e allegare le comunicazioni già inviate, le lettere di messa in mora o le diffide, precisando se è stata concessa o meno un’ulteriore dilazione o termine di ottemperanza e con quale esito; se si ritiene di agire “per giusta causa”, la descrizione dei fatti deve essere sufficiente a dimostrare l’impossibilità di prosecuzione del rapporto in condizioni utili e sicure. La revoca deve poi indicare espressamente la decisione concreta che si assume: se si tratta di una sospensione temporanea dei lavori, di una risoluzione del contratto per inadempimento o di una revoca dell’incarico con contestuale messa in mora; in ciascun caso bisogna specificare la data di efficacia della revoca o della sospensione, i comportamenti immediati richiesti all’impresa (ad esempio cessare opere, mettere in sicurezza il cantiere, sospendere ordini a terzi, conservare e rendere disponibili materiali e documentazione) e le modalità per la consegna di quanto presente in cantiere. È fondamentale definire con precisione lo stato dell’opera al momento della revoca: va chiesto e descritto un inventario dei materiali e delle attrezzature presenti, con indicazione di chi ne ha la proprietà, lo stato di avanzamento dei lavori, eventuali opere parzialmente eseguite e gli stati di avanzamento non fatturati, allegando ove possibile i verbali di consegna parziale, i libretti delle misure o i SAL. La revoca deve altresì trattare le questioni economiche: va chiarito lo stato dei pagamenti (fatture saldate e non saldate, acconti, ritenute), come si intende comportarsi rispetto alle garanzie prestate (cauzioni, garanzie fidejussorie), se si procederà a escussione delle garanzie per ottenere la completazione o il risarcimento dei danni, e se si tratterranno somme a titolo di penali o di conguaglio. Se il committente prevede di affidare a terzi la prosecuzione o il completamento dei lavori, nella revoca deve comparire la riserva esplicita di addebitare all’impresa revocata l’eventuale maggior costo di completamento, specificando la volontà di procedere con perizia o quantificazione dei danni e indicando, se già possibile, la procedura che si intende seguire per la determinazione dei costi supplementari. Devono essere enumerate le disposizioni operative relative all’accesso al cantiere, alla custodia dei materiali e delle attrezzature, al ritiro di eventuali mezzi propri, ai tempi entro i quali l’impresa è tenuta a sgomberare e a rendere disponibili i documenti progettuali, esecutivi e amministrativi necessari per consentire la prosecuzione dei lavori da parte di altri soggetti; è opportuno richiedere la consegna di tutta la documentazione tecnica e amministrativa in originale o in copia firmata, compresi eventuali disegni as-built, certificati di conformità, manuali, schede tecniche e le comunicazioni obbligatorie alle amministrazioni. La revoca deve poi affrontare la questione delle responsabilità residue: indicare chiaramente che, fino alla data di effettiva consegna dello stato di fatto, l’impresa resta responsabile della sicurezza del cantiere, del rispetto delle normative sulla salute e sicurezza dei lavoratori, della conservazione dei materiali e della non compromissione degli impianti esistenti; devono essere richiamati gli obblighi relativi a polizze assicurative e coperture RC lavori, precisando se il committente intende richiedere prova dell’estensione o della prosecuzione delle polizze per il periodo successivo alla revoca. È importante inoltre riservare espressamente il diritto a promuovere azioni risarcitorie e a chiedere il ristoro di danni diretti e indiretti, a richiedere penali previste dal contratto e a non rinunciare a eventuali crediti verso l’impresa; tale riserva deve essere dichiarata in modo chiaro per evitare interpretazioni di rinuncia tacita. La modalità di comunicazione della revoca va dettagliata nella lettera stessa: indicare che la comunicazione viene inviata mediante PEC e/o raccomandata con avviso di ricevimento e specificare gli indirizzi utilizzati per le comunicazioni, allegando copia della missiva se inviata in più forme. È utile indicare gli allegati che corredano la revoca: copie delle contestazioni precedenti, verbali, fotografie, perizie, elenchi di fatture non pagate o di SAL, copie delle garanzie contrattuali, ogni documento utile a dimostrare lo stato dei fatti. La revoca dovrebbe infine contenere la data e la sottoscrizione del committente o del suo rappresentante legale, la dichiarazione di ricevimento da parte dell’impresa (o l’indicazione delle modalità di conferma dell’avvenuta ricezione), e, se lo si ritiene opportuno, l’invito a un incontro di verifica per eseguire congiuntamente l’accertamento dello stato di fatto e la redazione di un verbale di consegna/sgombero. Se il rapporto è regolato da specifiche normative pubbliche o amministrative (ad esempio contratti con la pubblica amministrazione), è indispensabile richiamare nel testo le procedure previste da tali normative e dichiarare l’adozione degli atti amministrativi richiesti, nonché comunicare la revoca all’ente appaltante o all’RUP quando previsto. Per una tutela completa è consigliabile allegare alla revoca ogni elemento probatorio che supporti le ragioni indicate, conservare copia dell’invio, delle ricevute di ritorno e di ogni riscontro, e considerare di valutare contestualmente la consulenza di un legale per verificare la correttezza formale dell’atto e le eventuali conseguenze giudiziarie o amministrative derivanti dalla cessazione del rapporto. In tal modo la revoca diventa un documento operativo e probatorio, capace di delimitare diritti e obblighi delle parti e di costituire la base per le successive azioni di completamento dei lavori o di tutela dei crediti.

Esempio revoca incarico impresa edile

Spett.le
Impresa edile: ____________
Alla c.a. Sig./Sig.ra: ____________
Sede legale: ____________
P.IVA / C.F.: ____________

Mittente (Committente)
Nome / Ragione sociale: ____________
Indirizzo: ____________
P.IVA / C.F.: ____________
PEC / e-mail: ____________
Tel: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca incarico e risoluzione del contratto di appalto per lavori di ____________ – Contratto n. ____________ del ____________

Premesso che
– in data ____________ tra le parti è stato stipulato contratto di appalto n. ____________ per l’esecuzione dei lavori di ____________ presso ____________;
– con riferimento al predetto contratto l’Impresa ha ricevuto/accolto le seguenti somme/garanzie: ____________;
– con note del ____________ e del ____________ il Committente ha richiamato l’Impresa a ottemperare agli obblighi contrattuali e/o a porre rimedio alle anomalie rilevate (in particolare: ____________);
– nonostante le richieste di cui sopra, l’Impresa ha continuato a risultare inadempiente per i seguenti motivi: ____________ (es. ritardi gravi, esecuzione difforme, mancata ottemperanza alle prescrizioni di sicurezza, ecc.).

Con la presente, il sottoscritto/a in qualità di ____________ del Committente ____________, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal contratto e, in mancanza, dalla normativa vigente, comunica la revoca immediata dell’incarico conferito all’Impresa e la risoluzione del contratto con effetto a decorrere dalla ricezione della presente comunicazione.

Pertanto si intima all’Impresa:
1) di cessare immediatamente ogni attività lavorativa nel cantiere sito in ____________;
2) di provvedere, entro e non oltre ____________ giorni dalla ricezione della presente, al ritiro del proprio personale, delle attrezzature e dei materiali non incorporati nelle opere, previa redazione congiunta di un inventario delle cose da ritirare, da trasmettere al Committente;
3) di consentire, entro ____________ giorni, l’accesso al cantiere al personale incaricato dal Committente per la verifica dello stato dei lavori e per l’eventuale prosecuzione/ultimazione delle opere a terzi;
4) di consegnare al Committente, entro ____________ giorni, la documentazione tecnica, progettuale, contabile e fiscale relativa ai lavori eseguiti (elenco opere, certificazioni, libretti di montaggio, schede materiali, fatture, ecc.);
5) di restituire/corrispondere la somma di € ____________ a titolo di ____________ (es. caparra, acconto, cauzione) trattenuta/versata in relazione al contratto, salvo conguaglio contabile definitivo;
6) di provvedere allo sgombero e alla messa in sicurezza del cantiere entro ____________ giorni dalla ricezione della presente, con obbligo di rimozione di impalcature, ponteggi, depositi di materiale e rifiuti di cantiere non pericolosi, salvo diverso accordo scritto.

Il Committente si riserva espressamente ogni ulteriore diritto e azione a tutela dei propri interessi, ivi compreso il diritto di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti e di addebitare all’Impresa le spese necessarie per l’affidamento a terzi dell’ultimazione dei lavori, quantificate preliminarmente in € ____________ oltre IVA, salvo maggiori oneri documentati.

Si richiede che ogni comunicazione relativa alla presente sia inviata a: PEC / indirizzo e-mail: ____________ e/o indirizzo postale: ____________.

In difetto dell’ottemperanza alle prescrizioni sopra indicate il Committente si riserva di adottare, senza ulteriore preavviso, tutte le misure necessarie, anche di natura esecutiva o giudiziale.

Distinti saluti.

Firma del Committente: ____________
Nome e qualifica: ____________

Allegati:
– Copia contratto n. ____________;
– Copia precedenti diffide/ingiunzioni: ____________ (date);
– Documentazione fotografica e rapporti tecnici: ____________;
– Altro: ____________.

Fac simile revoca mandato agenzia immobiliare​

La revoca del mandato a un’agenzia immobiliare è l’atto con cui il proprietario interrompe l’incarico conferito all’agenzia per la vendita o la locazione di un immobile: serve a far cessare i poteri dell’agenzia di promuovere e negoziare l’immobile e a liberare il proprietario dagli obblighi derivanti dal mandato (compresa l’esclusiva, se prevista). Per essere efficace e tutelare entrambe le parti conviene che la revoca sia comunicata per iscritto; restano comunque possibili obblighi o richieste di compenso se nel contratto sono previste penali o se l’agenzia ha già procurato un acquirente/conduttore.

Come scrivere una revoca mandato agenzia immobiliare​

Per redigere una revoca del mandato conferito a un’agenzia immobiliare è fondamentale inserire nel testo tutte le informazioni che consentano di individuare con precisione le parti, l’immobile e il mandato originario, chiarire la portata e la decorrenza della revoca, disciplinare gli obblighi reciproci residui e le modalità pratiche di esecuzione della revoca stessa. In apertura del documento occorre quindi identificare senza ambiguità il mandante, con nome e cognome o ragione sociale, codice fiscale o partita IVA, luogo e data di nascita o sede legale, indirizzo di residenza o domicilio fiscale, nonché ogni altro dato utile per l’identificazione (numero di documento di identità e recapiti telefonici/PEC/email se disponibili). Analogamente vanno indicati i dati completi dell’agenzia a cui si revoca il mandato: denominazione sociale, sede legale, partita IVA/numero REA, nome del rappresentante o del mediatore che ha sottoscritto il mandato, eventuali recapiti e la PEC aziendale. La revoca deve poi richiamare esplicitamente il mandato che si intende revocare: la data di sottoscrizione del mandato, eventuale numero di protocollo o riferimento interno, la tipologia del mandato (ad esempio mandato in esclusiva o non esclusiva, mandato con rappresentanza o senza) e qualunque clausola rilevante che fosse stata concordata (durata prevista, prezzo di vendita concordato, percentuale di provvigione, eventuali obblighi di pubblicità o incarichi a subagenti). È importante riportare nel corpo della revoca i dati completi dell’immobile oggetto del mandato, con l’indirizzo preciso, la descrizione catastale completa (foglio, particella, subalterno quando presenti), la consistenza, la categoria catastale, la superficie commerciale e ogni altro elemento identificativo come piano, vano, unità immobiliare, pertinenze, eventuali servitù o vincoli noti; avere questi riferimenti evita contestazioni sulla correttezza della revoca e chiarisce quale mandato si intende terminare quando il soggetto ha più incarichi con la stessa agenzia.

Nel testo va poi formulata in modo chiaro e inequivocabile la dichiarazione di revoca: affermare che, con effetto immediato o con decorrenza da una data specifica, il mandante revoca il mandato conferito all’agenzia e ritira tutti i poteri e le deleghe conferite in virtù di quel mandato. Se la revoca è totale va specificato che vengono meno tutte le autorizzazioni, inclusi i poteri di trattativa e di conclusione di negoziazioni in nome e per conto del mandante; se si tratta di una revoca parziale bisogna descrivere con precisione quali poteri o ambiti si revocano e quali rimangono in essere. È opportuno precisare anche l’effetto della revoca rispetto a trattative già avviate: richiedere che l’agenzia comunichi l’elenco dei potenziali acquirenti presentati durante il periodo di validità del mandato, con date e contatti, in modo da poter verificare eventuali pretese di provvigione per affari derivanti da attività già svolte. Allo stesso tempo il mandante dovrebbe dichiarare con quale atteggiamento intende comportarsi rispetto a trattative successivamente concluse e se intende riconoscere o contestare le pretese di provvigione: se si intende negare ogni ulteriore riconoscimento, è utile esplicitarlo e chiedere la documentazione che l’agenzia ritiene provi il proprio diritto a commissioni.

La revoca deve contenere istruzioni operative chiare: richiedere la restituzione immediata di tutte le chiavi, dei documenti relativi all’immobile, di eventuali planimetrie originali, di tutta la documentazione acquisita dall’agenzia presso terzi o presso il mandante stesso, e la cancellazione o la rimozione di tutti gli annunci e le inserzioni sui portali immobiliari, siti internet, social network e materiali cartacei. Conviene richiedere anche la cessazione di ogni attività promozionale e la rimozione immediata delle foto e dei dati personali eventualmente pubblicati, nonché la comunicazione scritta dell’avvenuta cancellazione e dell’elenco delle azioni intraprese per interrompere la promozione. Se vi sono crediti o costi sostenuti dall’agenzia per conto del mandante, o fatture ancora da saldare, il documento dovrebbe richiedere la specificazione e l’eventuale dimostrazione di tali spese, accompagnata dall’indicazione delle coordinate bancarie (IBAN) del mandante per il rimborso o, viceversa, da quelle dell’agenzia per l’addebito di somme dovute, con l’invito a fornire una rendicontazione dettagliata. È inoltre utile chiedere la riconsegna e l’elenco dei contatti di eventuali potenziali acquirenti introdotti dall’agenzia, con le date di primo contatto, perché molte controversie sulle provvigioni si basano proprio sulla disputa relativa alla paternità del contatto.

Sotto il profilo formale e probatorio, la revoca deve essere datata, sottoscritta dal mandante e indicare il luogo di sottoscrizione; se possibile, allegare copia del mandato originario e ogni altra documentazione utile. Per assicurare la prova dell’avvenuta comunicazione è fortemente consigliabile inviare la revoca tramite canali che lascino traccia certa: posta raccomandata con ricevuta di ritorno, invio tramite PEC certificata all’indirizzo PEC dell’agenzia, o consegna a mano con firma per ricevuta da parte di un responsabile dell’agenzia. Nel testo della revoca si può altresì richiedere una conferma scritta di avvenuta ricezione e di presa d’atto della revoca da parte dell’agenzia entro un termine ragionevole, specificando che, in assenza di conferma, il mandante si riserva ogni azione per la tutela dei propri diritti. Se si ritiene opportuno, si può inoltre dichiarare che il mandante non autorizza più l’agenzia a trattare dati personali inerenti all’immobile o al proprietario stesso, richiedendo l’osservanza degli obblighi di riservatezza e la cancellazione delle informazioni non più necessarie, in conformità alle norme sulla protezione dei dati personali, o indicare espressamente che determinati dati non possono essere più utilizzati per finalità promozionali.

Infine, è prudente prevedere nel testo della revoca una breve clausola che chiarisca la volontà del mandante di risolvere ogni rapporto pendente in modo documentato, con riferimento a eventuali contenziosi pendenti o a eventuali diritti dell’agenzia derivanti da attività effettivamente svolte prima della revoca, e affermare la disponibilità a risolvere in modo trasparente le eventuali questioni economiche residue, lasciando comunque salva la possibilità di agire legalmente per la tutela dei propri interessi qualora sorgano contestazioni. Per questioni particolarmente delicate o complesse, o per personalizzare la formulazione in base alle clausole specifiche del mandato originario o alla normativa locale applicabile, è sempre consigliabile rivolgersi a un avvocato o a un professionista esperto in diritto immobiliare, che possa adattare il testo e verificare le implicazioni giuridiche nel dettaglio.

Esempio revoca mandato agenzia immobiliare​

Mittente
Nome e cognome: ____________
Codice fiscale: ____________
Indirizzo: ____________
Telefono: ____________
E-mail/PEC: ____________

Destinatario
Agenzia immobiliare: ____________
Riferimento/Responsabile: ____________
Indirizzo: ____________
PEC/E-mail: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca del mandato di intermediazione immobiliare relativo all’immobile sito in ____________

Il/La sottoscritto/a __________________, nato/a a ______________ il ______________, residente in ______________, codice fiscale ______________, in qualità di proprietario/a (o titolare di procura) dell’immobile sito in ______________, identificato catastalmente al Foglio ______________, Particella/Numero ______________,

Visto il mandato di intermediazione/mandato di vendita n. ______________, conferito in data ______________ e, se del caso, a titolo di esclusiva: (barrare o indicare) ____________,

CONTRADETTI con la presente la revoca immediata e irrevocabile del suddetto mandato, con effetto a decorrere dalla data di ricezione della presente comunicazione.

Si dispone pertanto:
– la cessazione immediata di ogni attività di mediazione, pubblicazione e promozione dell’immobile su qualsiasi mezzo e portale;
– la restituzione di tutta la documentazione in originale e delle copie in possesso dell’Agenzia relativa all’immobile entro e non oltre ______________ giorni dalla ricezione della presente, all’indirizzo: ______________;
– la riconsegna, entro ______________ giorni, delle chiavi e di eventuali accessori oggetto del mandato.

Si richiede conferma scritta di ricezione e presa d’atto della presente revoca, da inviarsi via PEC all’indirizzo: ______________ o via raccomandata A/R al seguente indirizzo: ______________, entro ______________ giorni dal ricevimento.

Resto a disposizione per concordare le modalità di restituzione della documentazione e delle chiavi. Si riservano, inoltre, ogni diritto e azione a tutela degli interessi derivanti dall’esecuzione del mandato.

Distinti saluti.

Firma: ____________

Allegati:
1) Copia del mandato datato ______________
2) Documento d’identità: tipo ____________ n. ____________ ril. da ____________ in data ____________

Fac simile revoca incarico RSPP esterno​

La revoca dell’incarico di RSPP esterno è la cessazione formale dell’incarico conferito a un professionista o a un consulente esterno che svolge il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Serve a rimuovere quel soggetto quando il rapporto contrattuale termina, quando emergono inadempienze, conflitti di interesse o esigenze organizzative diverse, e ha lo scopo di garantire che la gestione della sicurezza sul lavoro resti adeguata e conforme alla normativa; per essere efficace va comunicata e documentata per iscritto e deve essere seguita da una nomina sostitutiva o da misure che assicurino la continuità delle attività di prevenzione, perché la responsabilità dell’adozione delle misure di sicurezza rimane in capo al datore di lavoro.

Come scrivere una revoca incarico RSPP esterno​

Per redigere correttamente una revoca dell’incarico a un RSPP esterno è necessario che il documento contenga in modo chiaro, completo e documentabile tutti gli elementi identificativi e procedurali che permettono di rendere inequivocabile la volontà del datore di lavoro e di governare la fase di transizione, preservando al contempo gli obblighi di legge e i diritti delle parti. Innanzitutto occorre identificare in apertura le parti coinvolte con precisione: il datore di lavoro o la ragione sociale dell’azienda (con sede legale, codice fiscale/partita IVA e rappresentante legale che sottoscrive l’atto) e il professionista o la società incaricata come RSPP esterno (con dati anagrafici o societari, partita IVA, eventuale numero di iscrizione a registri professionali, domicilio o sede per le comunicazioni e recapiti PEC/telefono). Il riferimento al mandato originario deve essere esplicito: vanno indicati la data di nomina o il contratto originario, il numero di protocollo se registrato, l’oggetto dell’incarico (RSPP esterno), la durata prevista e, se presenti, i riferimenti alle clausole contrattuali e agli importi pattuiti per il servizio.

Deve poi essere specificata in modo inequivocabile la manifestazione di volontà di revocare l’incarico, indicando la data in cui la revoca produce effetto e la eventuale motivazione se rilevante ai fini contrattuali o disciplinari (ad esempio scadenza, mutuo consenso, inadempimento, modifiche organizzative), senza però limitarsi a formule generiche: se la revoca è per inadempimento è opportuno richiamare i fatti e le comunicazioni precedenti che giustificano la decisione, con riferimento a eventuali richiami o diffide già trasmesse. È importante richiamare la base normativa e contrattuale che legittima la revoca, facendo riferimento alla normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro vigente (Testo Unico sicurezza e successive modifiche) e alle disposizioni contrattuali intercorrenti, senza però confondere la revoca con la terminazione di responsabilità penale o amministrativa che rimangono soggette agli accertamenti di legge.

Il documento deve disciplinare gli effetti pratici e temporali della revoca: indicare con precisione la data/ora a partire dalla quale il professionista non è più delegato a svolgere funzioni tipiche dell’RSPP, eventuali obblighi di servizio fino alla data di effettiva cessazione (ad esempio completamento di attività urgenti, partecipazione a ispezioni programmate, predisposizione di documenti indispensabili come aggiornamenti del DVR), e la durata del periodo di transizione se prevista. Devono essere stabilite le modalità e i tempi per la riconsegna della documentazione e dei supporti aziendali: elenco e consegna dei documenti in formato cartaceo e digitale relativi alla valutazione dei rischi, DVR, registro infortuni, verbali di sopralluogo, piani di emergenza, programmi di formazione, report su attività svolte, eventuali incarichi a terzi, mezzi e dispositivi forniti per lo svolgimento dell’incarico e qualsiasi altro materiale o informazione necessaria per assicurare la continuità del servizio. È opportuno prevedere un verbale di riconsegna firmato da entrambe le parti che attesti lo stato della documentazione, con specifica indicazione di eventuali documenti mancanti o note su procedure in corso.

Aspetti economici e contabili vanno chiariti: indicare il trattamento economico finale, le modalità e i termini per la fatturazione e il pagamento delle prestazioni rese fino alla data di cessazione, la gestione di eventuali penali o indennità previste dal contratto, nonché l’eventuale corresponsione di somme a titolo di risarcimento in caso di inadempimento. Se esiste una cauzione o garanzia contrattuale, la revoca deve disciplinarne la restituzione o l’escussione, richiamando le clausole contrattuali. Vanno inoltre previste eventuali dichiarazioni di manleva o assunzione di responsabilità per attività svolte anteriormente alla data di revoca, lasciando esplicitamente ferma la possibilità di accertamenti successivi da parte delle autorità competenti.

Le modalità formali di comunicazione e di perfezionamento della revoca sono fondamentali: il documento deve essere redatto in forma scritta e sottoscritto dal rappresentante legale del datore di lavoro; è consigliabile indicare la forma di notifica prescelta (consegna a mano con firma per ricevuta, raccomandata A/R, PEC) e allegare la prova di avvenuta ricezione. Se il rapporto è regolato da uno specifico contratto che prevede obblighi di preavviso, la revoca deve rispettare tali termini o motivare la loro deroga, evidenziando le conseguenze. È altresì consigliabile indicare il nome e i recapiti della persona aziendale di riferimento per le operazioni di consegna e per la gestione della transizione.

Il trattamento dei dati personali merita una clausola apposita, che richiami gli obblighi ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR): il professionista dovrà restituire o cancellare i dati personali trattati nell’esecuzione dell’incarico, salvo obblighi di conservazione previsti dalla legge, e collaborare nel trasferimento sicuro delle informazioni al nuovo incaricato o al responsabile interno. Devono essere previste misure per la tutela della riservatezza e per la protezione di informazioni sensibili e documenti aziendali.

Per garantire la continuità delle attività di prevenzione e protezione è utile che la revoca indichi se e come il datore di lavoro intende provvedere alla nomina del nuovo RSPP o alla nomina temporanea di un sostituto, specificando, se possibile, la data di nomina del successore e le modalità con cui sarà assicurata la copertura delle funzioni in attesa della nomina stessa; in assenza di una nomina immediata, il documento dovrebbe quantomeno precisare le misure organizzative adottate per adempiere agli obblighi di legge, i nomi dei referenti intervenienti e la responsabilità residua del datore di lavoro. È altrettanto importante prevedere l’obbligo di cooperazione del professionista revocato in caso di ispezioni, contenziosi o adempimenti amministrativi ricollegabili al periodo in cui ha svolto l’incarico, con indicazione di tempi e modalità per la sua disponibilità.

Infine, per evitare contenziosi, la revoca dovrebbe prevedere l’allegazione o la possibilità di consultazione degli atti che giustificano la decisione, un riferimento al contratto originario e una dichiarazione di presa visione da parte del professionista dell’avvenuta ricezione della comunicazione. Il documento dovrà essere archiviato secondo le procedure aziendali (protocollo, numero di protocollo, data) e, se necessario, trasmesso alle figure aziendali interessate quali RLS, rappresentanti sindacali e, se richiesto dalla normativa o da procedure interne, agli enti competenti. Per la redazione definitiva è opportuno coordinarsi con l’ufficio legale o con un consulente esperto in diritto del lavoro e sicurezza sul lavoro per assicurare che la revoca sia conforme alle clausole contrattuali, alle eventuali previsioni di contratto collettivo applicabile e alla normativa vigente.

Esempio revoca incarico RSPP esterno​

Revoca incarico RSPP esterno

Spett.le ____________
Alla c.a. del Sig./Dott. ____________
Sede/Residenza: ____________
PEC/Email: ____________

Oggetto: Revoca incarico di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)

Il/La sottoscritto/a ____________, in qualità di Datore di lavoro / Legale rappresentante della società ____________, con sede legale in ____________ (C.F./P.IVA ____________), con la presente

COMUNICA

la revoca dell’incarico di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) conferito a codesto professionista con atto/lettera/protocollo n. ____________ in data ____________, ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni. La presente revoca avrà efficacia a decorrere dal giorno ____________.

Si richiede la riconsegna, entro e non oltre il giorno ____________, di tutta la documentazione, dei supporti informatici, delle chiavi, delle credenziali, dei dispositivi e di ogni altro materiale in suo possesso relativo all’incarico RSPP, comprensivi di eventuali copie di atti, registri, documenti di valutazione dei rischi e verbali di sopralluogo, al seguente indirizzo/contatto: ____________.

Eventuali pendenze amministrative, economiche e contabili relative all’incarico saranno regolate secondo quanto concordato e documentato con nota/contratto n. ____________ e secondo le modalità: ____________.

Per ogni ulteriore comunicazione inerente alla presente revoca si prega di contattare: ____________ (nome e recapito).

Ringraziando per la collaborazione prestata, porgo distinti saluti.

Luogo e data: ____________

Per la società
Nome e qualifica: ____________
Firma: ____________

Ricevuta di avvenuta comunicazione e presa in carico della richiesta di riconsegna
Il/la sottoscritto/a ____________ (RSPP revocato/a) dichiara di aver ricevuto copia della presente comunicazione di revoca e di prendere atto della richiesta di riconsegna della documentazione/materiale entro il termine indicato.

Luogo e data: ____________
Firma: ____________

Fac simile revoca incarico professionale geometra​

La revoca di un incarico professionale a un geometra è l’atto con cui il cliente termina il mandato conferito al professionista: serve a interrompere il rapporto di lavoro, porre fine alle prestazioni future e consentire eventualmente la nomina di un altro tecnico. Va fatta preferibilmente per iscritto e con modalità che garantiscano la prova della comunicazione, perché restano dovute le prestazioni già eseguite e, se previsto dal contratto o dalla normativa deontologica, un compenso per quanto svolto; inoltre occorre regolare la consegna o la conservazione dei documenti e la trasmissione delle pratiche in corso per non compromettere tempistiche o responsabilità.

Come scrivere una revoca incarico professionale geometra​

Per revocare formalmente un incarico professionale conferito a un geometra è necessario predisporre un documento scritto che identifichi con precisione le parti coinvolte: il committente con nome, cognome o ragione sociale, indirizzo completo, codice fiscale o partita IVA e ogni altro recapito utile per le comunicazioni, e il professionista con nome, cognome, eventuale ragione sociale dello studio, indirizzo dello studio, codice fiscale/partita IVA e numero di iscrizione all’Albo o al collegio professionale. Nel corpo della comunicazione va richiamato in modo inequivocabile l’incarico originario indicando la data in cui è stato conferito, la descrizione dettagliata dell’oggetto dell’incarico (ad esempio progettazione, direzione lavori, pratiche catastali, consulenza tecnica, redazione di pratiche edilizie come CILA/SCIA/permessi ecc.), i riferimenti al contratto sottoscritto se esistente (data, eventuali clausole rilevanti) e l’ambito operativo previsto: attività specifiche, modalità di svolgimento, eventuali subincarichi autorizzati e limiti di spesa o deleghe conferite. È opportuno precisare lo stato di avanzamento delle attività al momento della revoca, con un cenno alle prestazioni già eseguite e ai risultati consegnati, così da evitare ambiguità su quanto è stato già svolto e su quanto invece rimane da completare.

Nel documento conviene esplicitare la manifestazione di volontà di revocare l’incarico e la data a decorrere dalla quale la revoca deve ritenersi efficace: si può chiedere l’efficacia immediata o stabilire un termine per il recesso operativo, tenendo conto di eventuali obblighi contrattuali o di legge che impongano preavvisi o la necessità di completare atti urgenti. Va inoltre disciplinato il trattamento delle pratiche e dei documenti in corso: si richiede la consegna di tutti i documenti originali e delle copie degli elaborati prodotti fino a quella data, la consegna di file digitali, progetti e pratiche depositate presso Pubbliche Amministrazioni oppure la necessità di predisporre atti per il subentro di un nuovo professionista; è utile specificare se la restituzione dei documenti è subordinata al saldo di quanto dovuto o se, viceversa, la consegna deve avvenire indipendentemente dal pagamento, pur fermo restando il diritto del professionista a richiedere il compenso per le prestazioni già svolte. Nella revoca bisogna richiedere un rendiconto finale dettagliato delle attività svolte, con l’indicazione delle ore/volumi di lavoro, delle spese documentate sostenute per conto del committente, di eventuali anticipo/accantonamenti e della somma complessiva richiesta a saldo, specificando il termine entro cui il professionista dovrà emettere la fattura definitiva e la modalità di pagamento prevista.

Occorre comunque prevedere aspetti relativi alla tutela reciproca delle posizioni: la revoca deve precisare che avviene salvo il diritto del professionista al risarcimento per le prestazioni già eseguite e per eventuali perdite subite a causa dell’interruzione dell’incarico, e contestualmente può precisare che il committente si riserva di verificare la corretta esecuzione delle prestazioni fino alla data di cessazione. Se esistono appalti, pratiche amministrative o pratiche catastali in corso che richiedono la firma del professionista per atti formali, la comunicazione dovrebbe chiarire chi dovrà provvedere alla gestione di tali incombenze e come verranno gestite le deleghe per completare procedure già avviate, evitando interruzioni che possano causare danni o oneri. È prudente prevedere nel testo anche un richiamo alla riservatezza e alla proprietà intellettuale dei materiali prodotti: specificare se i progetti e gli elaborati possono essere riutilizzati dal committente o da un nuovo professionista senza limitazioni, oppure se permane una tutela a favore dell’autore fino al pagamento, indicando come verranno gestite eventuali limitazioni.

Dal punto di vista formale la revoca va datata, firmata dal committente e corredata di una copia di un documento di identità se inviata in forma cartacea; è importante altresì indicare i recapiti per le comunicazioni di follow‑up. La trasmissione dovrebbe essere effettuata con mezzi che lascino una prova dell’avvenuto ricevimento, preferibilmente tramite PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno, e conservare copia della comunicazione e delle relative ricevute. In calce alla lettera o alla PEC è utile allegare copia del contratto originario, copia delle fatture o dei preventivi rilevanti, e ogni altro documento che chiarisca lo stato delle prestazioni, in modo da rendere trasparente la posizione di entrambe le parti e facilitare la liquidazione finale. Infine, data la possibile complessità delle conseguenze economiche e normative di una revoca, soprattutto se legata a incarichi che coinvolgono pratiche edilizie o contenziosi, è consigliabile valutare la situazione con un professionista legale o con un altro tecnico per gestire correttamente il recesso, la liquidazione delle prestazioni e gli adempimenti amministrativi residui.

Esempio revoca incarico professionale geometra​

Oggetto: Revoca incarico professionale

Il/La sottoscritto/a
Nome e cognome: ____________
Nato/a a: ____________ il: ____________
Codice fiscale: ____________
Residente in: ____________
Indirizzo: ____________
Telefono: ____________
PEC/e-mail: ____________

in qualità di committente dell’incarico conferito con atto/incarico in data ____________ e protocollo/contratto n. ____________, relativo a: ____________ (descrizione dell’intervento/incarico),

CON LA PRESENTE

comunica la revoca immediata dell’incarico professionale conferito al/alla Geom. ____________ (nome e cognome), iscritto/a all’Albo dei Geometri al n. ____________, con studio in ____________, relativo ai servizi consistenti in: ____________ (descrizione dettagliata delle prestazioni).

La presente revoca avrà efficacia a decorrere dal: ____________.

Si richiede, pertanto:
– la cessazione di ogni attività inerente all’incarico a far data dal suddetto termine;
– la restituzione entro e non oltre ____________ giorni dalla ricezione della presente di tutta la documentazione tecnica, elaborati grafici, progetti, pratiche autorizzative, files digitali, originali e copie nonché di ogni documento e supporto in suo possesso relativo all’incarico, con consegna al seguente indirizzo: ____________ oppure tramite PEC all’indirizzo: ____________;
– l’emissione e l’invio di una nota spese / parcella finale dettagliata entro ____________ giorni dalla data di efficacia della revoca, comprensiva di tutti i costi maturati e delle eventuali attività residue svolte fino alla data di efficacia;
– la consegna di eventuali chiavi, permessi o altri strumenti consegnati per l’esecuzione dell’incarico entro il medesimo termine.

Si precisa che eventuali attività svolte dopo la data di efficacia della presente non saranno ritenute autorizzate e che il sottoscritto si riserva di verificare il corretto adempimento delle prescrizioni sopra indicate e di intraprendere eventuali azioni a tutela dei propri diritti.

La presente viene inviata tramite: (barrare) Raccomandata A/R ____________ / PEC ____________ / Consegna a mano ____________ (data e firma per ricevuta: ____________).

Distinti saluti.

Luogo: ____________
Data: ____________

Firma: ____________

Allegati: ____________

Fac simile revoca incarico professionale consulente del lavoro​

La revoca dell’incarico professionale al consulente del lavoro è l’atto con cui il committente o il professionista pongono fine al rapporto di consulenza; serve a interrompere formalmente l’incarico e a regolare il passaggio delle pratiche e delle responsabilità, garantendo la tutela delle posizioni del cliente e dei lavoratori coinvolti. Di norma va fatta per iscritto rispettando eventuali termini di preavviso contrattuali o normativi, definendo il trasferimento della documentazione al nuovo consulente e chiarendo le pendenze economiche, in modo da evitare omissioni verso enti previdenziali e fiscali e rischi per le scadenze obbligatorie.

Come scrivere una revoca incarico professionale consulente del lavoro​

Per predisporre una revoca dell’incarico di consulente del lavoro in modo completo e formalmente corretto è necessario che il documento contenga una serie di informazioni precise e formulazioni che rendano chiaro, univoco e provabile sia il fatto della revoca sia l’ambito e gli effetti della stessa. La comunicazione deve innanzitutto identificare con chiarezza il soggetto che revoca l’incarico: va indicata la ragione sociale o il nome e cognome del cliente, l’indirizzo legale, il codice fiscale e la partita IVA se presenti, il ruolo di chi sottoscrive (ad esempio legale rappresentante) nonché il potere che lo abilita a revocare l’incarico; la firma deve essere quella del soggetto legittimato o di una persona munita di delega documentata. Analogamente occorre identificare il consulente del lavoro o lo studio professionale cui si revoca l’incarico, con nome, indirizzo, codice fiscale o partita IVA, eventuale iscrizione all’albo, PEC e indirizzo per le notifiche, in modo che non vi siano dubbi sulla controparte della revoca.

Il testo della revoca deve fare esplicito riferimento al mandato originario: è importante richiamare la data di inizio dell’incarico, eventuali specifiche lettere d’incarico o contratti, il contenuto dell’incarico e i poteri conferiti al consulente (ad esempio gestione paghe, invii telematici, accesso a cassetti previdenziali e fiscali, rappresentanza davanti a enti pubblici, presentazione di denunce e modelli, tenuta libri e registri, gestione contenziosi di lavoro), in modo da delimitare ciò che viene revocato. La data a decorrere dalla quale la revoca produce effetto va stabilita in modo esplicito: può essere immediata, oppure fissata da una data determinata o subordinata al momento in cui si completa il passaggio di consegne; è utile precisare espressamente se la revoca interrompe immediatamente ogni potere di rappresentanza e azione nei confronti di terzi ovvero se alcuni atti ancora in corso devono essere completati fino a una certa data concordata per assicurare la continuità degli adempimenti (ad esempio stipendi in corso di liquidazione, presentazioni prossime di modelI telematici, scadenze fiscali).

La revoca deve altresì prevedere le modalità pratiche della cessazione del rapporto e del passaggio di consegne. Va chiesto che tutti i fascicoli, documenti originali, cedolini, archivi cartacei ed elettronici, file telematici, accessi e credenziali ad applicazioni e portali (ad esempio cassetto previdenziale, cassetto fiscale, Entratel/Fisconline o altri canali telematici) vengano consegnati al cliente o al nuovo consulente entro un termine definito; se si richiede che la consegna avvenga direttamente al successore, è opportuno indicare i riferimenti del nuovo professionista e chiarire che la richiesta di collaborazione e la consegna dei documenti dovranno avvenire in modo coordinato. Occorre inoltre prevedere la richiesta di un inventario dettagliato dei documenti e delle pratiche pendenti, con l’indicazione delle scadenze e degli adempimenti imminenti, nonché la produzione di una dichiarazione scritta sullo stato delle posizioni amministrative, previdenziali e fiscali rapportate al periodo di competenza, affinché il cliente sappia quali adempimenti restano da assolvere e chi è responsabile per azioni future.

Sotto il profilo economico e contabile è fondamentale richiedere la rendicontazione finale: il documento di revoca dovrebbe richiedere al consulente la predisposizione di un conto finale, con l’indicazione dei compensi maturati, delle attività non ancora fatturate, degli anticipi eventualmente versati e delle eventuali spese sostenute, con invito a emettere fattura o nota spese entro un termine stabilito e a regolare il saldo. Se il rapporto prevedeva anticipi o rimborsi spese, la revoca deve disciplinare chiaramente la liquidazione delle partite pendenti e la modalità di rimborso o addebito. È utile specificare anche dove e a chi inviare la fattura finale, oltre a richiedere la consegna di eventuali documenti giustificativi relativi alle spese sostenute dal professionista per conto del cliente.

Gli aspetti relativi alla tutela dei dati personali richiedono particolare attenzione: nella revoca va indicata la volontà del titolare del trattamento (il cliente) riguardo al trattamento dei dati conservati dal consulente, richiedendo la restituzione integrale dei dati e dei documenti contenenti informazioni personali oppure, se richiesto, la cancellazione sicura dei dati dai sistemi del consulente secondo le modalità previste dal GDPR. Se il consulente ha operato in qualità di incaricato o responsabile del trattamento per conto del cliente, la revoca deve prevedere istruzioni chiare su chi diventa il nuovo titolare o responsabile e come deve avvenire il trasferimento dei dati, con richiesta di conferma scritta dell’avvenuta cancellazione o restituzione e dell’eventuale conservazione residua necessaria per obblighi di legge. È importante che la comunicazione indichi se autorizza il consulente a conservare solo copia delle pratiche per il periodo di prescrizione obbligatorio, specificando la durata e la finalità di tale conservazione.

La revoca dovrebbe anche contemplare la revoca esplicita di procure, deleghe e mandati conferiti al consulente nei confronti di enti pubblici e privati: se al professionista erano state date procure per rappresentare il cliente presso INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Direzione Territoriale del Lavoro, tribunali o altri organismi, occorre dichiarare la revoca di tali poteri e richiedere che il consulente astenga dall’adottare ulteriori atti o interventi a nome del cliente. È utile chiedere la comunicazione formale agli enti competenti dell’avvenuta revoca, o quantomeno la restituzione delle procure originali e la consegna delle eventuali ricevute di avvenuto ritiro o di scarico delle pratiche in essere.

Per assicurare la certezza della ricezione e avere prova dell’avvenuto atto, è prassi indicare la modalità di trasmissione della revoca; la PEC è il canale consigliato per la sua efficacia probatoria, ma può essere utilizzata anche la raccomandata con avviso di ricevimento o la consegna a mano con firma per ricevuta. La comunicazione dovrebbe invitare il consulente a confermare per iscritto, entro un termine determinato, l’accettazione della revoca, l’indicazione delle attività ancora in corso e il piano di consegna della documentazione, e la produzione di eventuali dichiarazioni sostanziali richieste dal cliente, quali la certificazione di avvenuto inoltro di denunce o versamenti già effettuati o la comunicazione delle posizioni aperte aventi scadenze prossime.

Nel testo è opportuno dare indicazioni sulle conseguenze della revoca in relazione ad attività già intraprese e su eventuali responsabilità: va specificato se le attività poste in essere fino alla data di efficacia della revoca restano imputabili al consulente o al cliente, e se il consulente assumerà la responsabilità per eventuali errori o omissioni nelle pratiche fino al momento della consegna. Se esistono contenziosi o procedimenti in corso, la revoca dovrebbe richiedere la consegna di tutta la documentazione relativa ai procedimenti e la comunicazione degli estremi delle pratiche, nonché una dichiarazione sul punto dello stato della causa, così che il cliente o il nuovo professionista possano valutare i rischi e gli adempimenti necessari.

È coerente altresì prevedere le istruzioni operazionali per la gestione immediata delle attività sensibili, come il pagamento delle retribuzioni, la predisposizione e il rilascio dei cedolini, la predisposizione dei modelli di certificazione fiscale per i dipendenti e ogni altro adempimento in scadenza nel breve periodo; se il cliente intende che il consulente completi determinate attività prima della cessazione, questo va specificato chiaramente, con l’indicazione dei termini e delle responsabilità connesse. Infine, la revoca può richiedere espressamente che il consulente non eserciti più alcuna attività promozionale o comunicativa a nome del cliente e mantenga il segreto professionale su tutte le informazioni acquisite durante il rapporto professionale, salvo obblighi di legge o disposizioni contrarie.

Dal punto di vista formale e probatorio, oltre alla data e alla firma del legale rappresentante, è utile allegare alla revoca copia del contratto originale o della lettera di incarico richiamata, nonché, se disponibili, le deleghe o procure che si intendono revocare, per facilitare il riscontro da parte del consulente e degli eventuali enti destinatari della revoca. Definire un termine entro il quale il consulente dovrà adempiere alle richieste di consegna documentale e rendicontazione, e indicare le modalità per eventuali contestazioni successive, completa la struttura della comunicazione, consentendo al cliente di tutelarsi sia dal punto di vista operativo sia da quello legale.

Seguendo questi criteri la revoca diventa uno strumento chiaro, completo e difendibile che disciplina non soltanto l’atto formale della cessazione del rapporto, ma anche le modalità pratiche del passaggio di consegne, le responsabilità residue, il trattamento dei dati personali e la conclusione degli aspetti economici e amministrativi.

Esempio revoca incarico professionale consulente del lavoro​

Oggetto: Revoca incarico professionale

Il/La sottoscritto/a ____________, nato/a a ____________ il ____________, in qualità di ____________ della società ____________ (ragione sociale), con sede legale in ____________, codice fiscale / partita IVA ____________, con la presente

comunica la revoca, con effetto dal giorno ____________, dell’incarico di consulenza del lavoro conferito a codesto Studio con contratto/lettera d’incarico in data ____________ (prot. n. ____________), relativo alle seguenti prestazioni: ____________.

Si richiede altresì:
– la consegna e la restituzione di tutti i documenti, fascicoli e registri aziendali relativi alle prestazioni svolte entro e non oltre il giorno ____________;
– la predisposizione e l’invio della rendicontazione finale e della fattura conclusiva, contenente il dettaglio delle attività svolte e degli importi a conguaglio, entro il giorno ____________;
– l’indicazione delle eventuali attività in corso e delle scadenze per le quali è richiesta la prosecuzione di adempimenti urgenti fino alla data di effettiva cessazione dell’incarico: ____________.

Per la consegna della documentazione e per concordare le modalità di passaggio delle pratiche si indica quale referente interno: ____________ (nome e ruolo), tel. ____________, e-mail ____________.

Si prega di considerare la presente quale manifestazione formale e irrevocabile di revoca dell’incarico a far data come sopra indicata e di darne conferma scritta all’indirizzo e-mail: ____________ o al seguente indirizzo: ____________.

Distinti saluti.

Firma: _________________________________

Nome e cognome: ____________
Qualifica/Ruolo: ____________
Società: ____________
Indirizzo sede legale: ____________
Tel.: ____________
E-mail: ____________

Allegati: ____________