Fac simile revoca incarico architetto​

La revoca dell’incarico all’architetto è l’interruzione dell’incarico professionale conferito al progettista, formale o informale a seconda di quanto previsto dal contratto e dalle norme deontologiche; serve a cessare il rapporto di prestazione professionale quando il committente non è soddisfatto, quando emergono conflitti di interesse, ritardi, inadempimenti o semplicemente per volontà delle parti. La revoca comporta conseguenze pratiche e giuridiche: l’architetto ha diritto al compenso per le prestazioni già svolte e, se previsto, a un indennizzo in caso di revoca ingiustificata, mentre il committente può richiedere la consegna della documentazione e la nomina di un nuovo professionista per garantire la continuità del progetto; per questo motivo la revoca va gestita secondo quanto stabilito dal contratto e, se necessario, con comunicazione scritta.

Come scrivere una revoca incarico architetto​

Per redigere in modo corretto e completo una lettera di revoca dell’incarico conferito a un architetto è fondamentale inserire tutti gli elementi che consentano di identificare con precisione il rapporto contrattuale, la sua storia e le conseguenze pratiche della interruzione: innanzitutto la comunicazione deve contenere l’indicazione chiara delle parti coinvolte, con nome, cognome o ragione sociale, codice fiscale o partita IVA e recapiti completi del committente e dell’architetto, in modo che non vi sia alcuna ambiguità su chi esercita la facoltà di revoca e su chi la riceve. È importante richiamare esplicitamente il contratto originario o l’incarico verbale o scritto che si intende risolvere: riportare la data di sottoscrizione dell’incarico, eventuali numeri di protocollo o riferimenti a preventivi, capitolati o negoziazioni precedenti, nonché la descrizione sintetica e puntuale dell’oggetto dell’incarico (ad esempio progettazione definitiva/esecutiva, direzione lavori, coordinamento sicurezza, pratiche autorizzative ecc.), in modo da delimitare perfettamente l’ambito di ciò che viene revocato.

La dichiarazione di revoca stessa va formulata in termini inequivoci: una frase che affermi con chiarezza che “con la presente si comunica la revoca/risoluzione dell’incarico conferito in data …” specificando se la revoca è immediata o decorre da una precisa data futura o subordinata al verificarsi di determinate condizioni. Se il rapporto è regolato da clausole contrattuali che prescrivono un termine di preavviso o modalità specifiche per il recesso, occorre richiamare tali clausole e indicare come si intende adempiere a quelle previsioni oppure asserire il motivo per cui si ritiene possibile la revoca anticipata (ad esempio inadempimento, mancato raggiungimento di milestone, perdita di fiducia, incompatibilità, sopravvenienze). Se si invoca un inadempimento è utile descrivere i fatti che lo costituiscono con precisione e fornire riferimenti temporali e documentali per evitare vaghezze. Pur mantenendo un tono professionale e non aggressivo, la lettera dovrebbe indicare se la revoca è con effetto risolutivo per inadempimento o un recesso senza addebito, perché da tale qualificazione dipendono conseguenze economiche e obblighi restanti.

Va poi disciplinato con chiarezza come devono essere gestite le attività, i documenti e i beni materiali e immateriali risultanti dall’incarico: è opportuno richiedere la consegna immediata o entro un termine congruo di tutta la documentazione tecnica, pratiche, elaborati grafici digitali e cartacei, relazioni, computi, corrispondenza e ogni materiale utile per il prosieguo delle opere o per il trasferimento dell’incarico a un altro professionista. Occorre specificare lo stato in cui gli elaborati devono essere consegnati (originali, copie conformi, file in determinati formati), indicare se si richiede un inventario delle opere svolte sino alla data della revoca e, se rilevante, richiedere la certificazione dello stato di avanzamento dei lavori redatta dall’architetto. Nell’ambito della documentazione deve essere affrontata la questione dei titoli e dei diritti d’autore: poiché il progetto è opera dell’ingegno dell’architetto e sussistono diritti morali e patrimoniali, la revoca dovrebbe precisare se il committente intende acquisire i diritti di utilizzazione del progetto così com’è o con modifiche, o se chiede semplicemente la consegna dei materiali lasciando inalterati i diritti dell’autore, e indicare eventuali corrispettivi dovuti per la cessione o per l’estensione della licenza d’uso. Se non si accorda nulla in proposito, è bene far esplicitare che ogni utilizzo ulteriore del progetto è subordinato a un accordo scritto.

La questione economica va affrontata senza ambiguità: la comunicazione dovrebbe richiedere che l’architetto produca entro un termine stabilito una rendicontazione finale delle prestazioni eseguite, con dettaglio delle parcelle, delle eventuali anticipazioni di spese, dei rimborsi spese documentati e delle eventuali penali o compensi per recesso previsti dal contratto. Va indicato come si intende procedere al saldo: si può chiedere l’emissione di una fattura finale o di una nota di credito, precisando i dati per il pagamento e il termine entro cui si provvederà. Se il committente ritiene di avere crediti o voci di contestazione rispetto alle prestazioni eseguite, la lettera può riservare la facoltà di dedurre tali voci in fase di saldo o di avviare una verifica, senza però entrare in contenzioso verbale nella stessa comunicazione; in ogni caso è utile fissare un termine entro cui l’architetto può comunicare osservazioni o produrre documentazione integrativa.

Devono essere disciplinati inoltre gli obblighi residui in capo alle parti: se l’architetto è stato designato per la direzione dei lavori o per il coordinamento per la sicurezza, la revoca dovrebbe impartire istruzioni specifiche per la sospensione o il passaggio di consegne, come la nomina o la possibilità di nominare un nuovo professionista e la modalità di consegna dei documenti alle imprese esecutrici. È opportuno prevedere espressamente l’obbligo di conservare copia degli elaborati e della documentazione a fini di responsabilità professionale, e di mettere a disposizione i documenti originali in caso di istruttoria amministrativa o giudiziaria. Se erano state rilasciate deleghe o procure, la revoca deve estendersi o richiedere la revoca formale di tali mandati.

Dal punto di vista formale, la comunicazione dovrebbe indicare le modalità di notifica e di risposta: invio tramite posta elettronica certificata (PEC) e/o raccomandata A/R, con indicazione della data di spedizione e della richiesta di ricevuta di ritorno, consente di stabilire con precisione la data di efficacia della revoca e di avere prova della ricezione. È consigliabile prevedere un termine entro cui l’architetto dovrà adempiere alle richieste di consegna dei documenti e alla produzione della rendicontazione finale, e indicare che, decorso tale termine, il committente si riserva di procedere con altri mezzi, comprese azioni a tutela dei propri diritti. Nel testo si può richiedere una conferma scritta di avvenuta ricezione e di presa in carico della consegna.

Infine, pur mantenendo la lettera essenziale e funzionale, è prudente riservarsi espressamente la facoltà di intraprendere azioni legali o di ricorrere a strumenti di risoluzione delle controversie previsti dal contratto, come l’arbitrato o la competenza del foro, nel caso di contestazioni non risolvibili in via bonaria. Per tutelare al meglio i propri interessi e assicurare la correttezza formale e sostanziale della revoca, è consigliabile far esaminare il testo finale da un consulente legale o da un professionista esperto in diritto delle costruzioni, soprattutto quando sono in gioco procedure autorizzative, permessi e responsabilità tecniche che possono avere riflessi amministrativi e civili.

Esempio revoca incarico architetto​

Mittente:
Nome e cognome: ____________
Indirizzo: ____________
CAP: ____________
Città: ____________
Provincia: ____________
Codice fiscale / P.IVA: ____________
Telefono: ____________
Email / PEC: ____________

Destinatario:
Architetto: ____________
Studio professionale: ____________
Indirizzo: ____________
CAP: ____________
Città: ____________
Provincia: ____________
PEC / Email: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca incarico professionale

Spett.le Arch. ____________,

il/la sottoscritto/a ____________ (nome e cognome), nato/a il ____________ a ____________, residente in ____________ (indirizzo completo), codice fiscale ____________, con la presente

COMUNICA

la revoca dell’incarico professionale conferitoLe in data ____________ relativo a: ____________ (descrizione dell’incarico/progetto, indirizzo immobile, eventuale numero pratica o riferimento contrattuale) con efficacia a decorrere dal giorno ____________.

Si richiede pertanto:
– la cessazione immediata di ogni ulteriore attività relativa al suddetto incarico a decorrere dalla data di efficacia sopra indicata;
– la riconsegna, entro e non oltre ____________ giorni dalla ricezione della presente, della seguente documentazione e dei seguenti materiali relativi al progetto: elaborati cartacei e originali (elencare): ____________; file digitali e supporti elettronici (elencare formati/link): ____________; pratiche presentate agli enti (es. pratiche edilizie, SUE/SUAP, permessi): ____________; altra documentazione: ____________;
– l’emissione e l’invio, entro ____________ giorni, di una rendicontazione dettagliata delle prestazioni professionali già eseguite e delle somme dovute a saldo, comprensiva di eventuali anticipi ricevuti, spese anticipate e oneri accessori, corredata da relativa fattura/nota spese intestata a: ____________ (intestazione per fattura);

Si precisa che, in mancanza di diverso accordo scritto, la consegna degli elaborati potrà essere subordinata al saldo delle somme dovute a titolo di compenso e rimborso spese; qualora sussista diritto di ritenzione, si richiede comunicazione analitica degli atti trattenuti e del relativo importo, entro il termine sopra indicato.

Per concordare modalità e tempi della riconsegna della documentazione e per eventuali chiarimenti è possibile contattare: ____________ (recapito).

Rimango in attesa di cortese riscontro e conferma di avvenuta ricezione della presente.

Distinti saluti.

Firma: ____________
Data: ____________

Fac simile revoca delega generica​

La revoca di una delega generica è l’atto con cui chi ha conferito un potere a un’altra persona ne ritira la validità, cioè annulla l’autorità delegata per compiere atti a nome del delegante. Serve a interrompere la rappresentanza e tutelare gli interessi del delegante quando non vuole più che il delegato agisca in suo nome; perché sia efficace è necessario informare il delegato e, se opportuno, i terzi coinvolti, preferibilmente con atto scritto soprattutto se la delega originaria era formale.

Come scrivere una revoca delega generica​

Per redigere una revoca di delega generica in modo completo e sicuro è fondamentale inserire, in forma chiara e inequivocabile, tutti gli elementi che permettono di individuare con precisione le parti coinvolte, il contenuto e la portata della delega originaria e l’effetto che si intende ottenere con la revoca. Occorre quindi identificare in modo univoco il soggetto che revoca (il delegante), indicando nome e cognome completi, luogo e data di nascita, codice fiscale o altro identificativo personale rilevante, residenza o domicilio utile per le notifiche e recapiti attuali; in analogia, la persona delegata va individuata con gli stessi dati anagrafici e, se disponibile, con l’eventuale recapito professionale o sede in cui svolge le funzioni per le quali era stata conferita la delega. Se la delega originaria è contenuta in un documento, è essenziale fare esplicito riferimento a quel documento, specificandone la data di rilascio, l’eventuale luogo di sottoscrizione, il titolo del documento o la sua natura (ad esempio procura, delega scritta, atto notarile) e ogni numero di protocollo o annotazione con cui era stata eventualmente registrata presso banche, enti pubblici o uffici privati; questo permette di ricondurre senza ambiguità la dichiarazione di revoca alla delega concretamente revocata.

La dichiarazione di revoca deve essere formulata con locuzioni chiare e determinate: va indicato se la revoca riguarda la totalità dei poteri conferiti o soltanto alcuni atti o ambiti specifici; nel caso di revoca parziale bisogna descrivere con precisione quali poteri vengono ritirati e, se utile, specificare espressamente quali restano in capo al delegato. È importante stabilire l’efficacia temporale della revoca: va indicata la data a partire dalla quale la revoca produce effetto (che può coincidere con la data di sottoscrizione o con una data successiva), e, se necessario, segnalare eventuali atti già posti in essere dal delegato che si intendono mantenere validi o, al contrario, che si intendono contestare. Quando nella delega originaria erano previste ipotesi di sub-delega o di sostituzione del delegato, la revoca dovrebbe chiarire se si estende anche a eventuali sub-deleghe direttamente o indirettamente conferite, revocandole espressamente, oppure se lascia in vigore sub-deleghe limitate; tale specificazione evita ambiguità rispetto a soggetti che hanno poteri derivati.

Per dare forza probatoria alla dichiarazione è consigliabile indicare il luogo e la data di sottoscrizione del documento e raccogliere la firma del delegante; allegare la copia del documento d’identità del sottoscrittore è prassi utile per dimostrare l’identità e la capacità al momento della revoca. A seconda dell’importanza del mandato originario e delle prassi dei terzi interessati, può essere opportuno prevedere la firma in presenza di testimoni o la dichiarazione autenticata da un notaio o altro pubblico ufficiale: questa scelta non è sempre obbligatoria, ma aumenta la certezza dell’atto e facilita il suo riconoscimento da parte di banche, amministrazioni e soggetti privati. Se la revoca deve essere comunicata ufficialmente a determinati destinatari (banche, amministrazioni pubbliche, partner contrattuali, ecc.), il documento può contenere l’indicazione delle modalità di notifica ritenute valide dal delegante (ad esempio consegna a mano con ricevuta, raccomandata A/R, posta certificata/PEC ove prevista), oltre all’indirizzo o all’account cui inviare la comunicazione; questo serve anche a specificare il luogo per le eventuali comunicazioni successive o per il ritiro di documenti ancora in possesso del delegato.

Quando la delega originaria era stata registrata o annotata in registri pubblici o privati, o era stata utilizzata per ottenere poteri formali presso istituti bancari o uffici pubblici, la revoca dovrebbe indicare espressamente l’impegno del delegante a procedere, se necessario, alla cancellazione o variazione nelle sedi competenti; va inoltre indicato se si richiede al delegato la restituzione immediata di tutti i documenti, titoli, carte di identità o strumenti che gli erano stati consegnati per l’esercizio della delega. Se la revoca comporta ordini specifici relativi alla gestione di conti o pratiche in corso, è utile dettagliare le istruzioni operative per la chiusura o il trasferimento di pratiche, precisando eventuali vincoli temporali o modalità pratiche per consentire una transizione ordinata. Non bisogna poi trascurare di chiarire eventuali effetti patrimoniali o obbligazioni già compiute dal delegato: la revoca, infatti, non annulla automaticamente atti validamente compiuti dal delegato nei confronti di terzi che hanno agito in buona fede; la dichiarazione può altresì contenere una riserva espressa riguardo a tali atti, ove il delegante intenda contestare o limitare la propria responsabilità in relazione ad azioni compiute prima dell’efficacia della revoca.

Per completezza e praticità è opportuno allegare copia della delega originaria e di ogni documento che possa agevolare i destinatari nel comprendere la revoca, nonché conservare copia della comunicazione inviata e delle ricevute di notifica come prova dell’avvenuta comunicazione. Infine, pur restando le formalità precise soggette alla normativa e alle prassi del paese o dell’istituto coinvolto, è buona prassi inserire nel testo della revoca una formula conclusiva che ribadisca l’intento inequivocabile di interrompere ogni potere attribuito al delegato e la volontà del delegante di considerare nullo qualsiasi esercizio futuro di tali poteri a partire dalla data indicata, firmando il documento con data, luogo e allegando i documenti d’identità richiesti per l’autenticazione. Se si desidera maggiore sicurezza giuridica o se il potere originario è stato conferito mediante atto pubblico o per atti che richiedono formalità particolari, è consigliabile avvalersi del supporto di un professionista per verificare eventuali adempimenti aggiuntivi come registrazioni, notifiche formali a terzi o autenticazioni notarili.

Esempio revoca delega generica​

Spett.le _________________
Oggetto: Revoca delega

Il/La sottoscritto/a ____________, nato/a il ____________ a ____________, residente in ____________, C.F. ____________, con la presente

D I C H I A R A

di revocare, con effetto immediato, la delega conferita in data ____________ a ____________, nato/a il ____________ a ____________, residente in ____________, C.F. ____________, per lo svolgimento delle seguenti attività e/o per i seguenti atti: ____________.

La presente revoca riguarda ogni facoltà, potere e mandato attribuito al/dei delegato/i in relazione a quanto sopra indicato, inclusi gli atti già compiuti successivamente alla data di conferimento della delega se non espressamente indicato diversamente in atti formali.

Si richiede pertanto che venga preso atto della revoca e che al/dei predetto/i delegato/i non venga più riconosciuta alcuna facoltà di rappresentanza o di azione a nome e per conto del/dei sottoscritto/i.

Eventuali documenti, titoli o accessi consegnati al/dei delegato/i relativi alla delega oggetto della revoca dovranno essere restituiti entro e non oltre ____________.

Luogo e data: ____________

Firma: ____________

Fac simile revoca contratto di agenzia​

La revoca del contratto di agenzia è la decisione del mandante di interrompere il rapporto con l’agente, ossia di ritirare l’incarico di promuovere e concludere affari per suo conto. Serve a porre fine a una collaborazione commerciale quando cambiano le esigenze dell’impresa, quando l’agente non svolge più utilmente l’attività o per riorganizzare la rete di vendita; in genere comporta l’osservanza di eventuali termini di preavviso e l’obbligo di corrispondere provvigioni maturate e, se previsto dalla legge o dal contratto, un’indennità per la clientela acquisita dall’agente.

Come scrivere una revoca contratto di agenzia​

Per redigere una revoca del contratto di agenzia in modo corretto e completo è necessario che il documento contenga una serie di informazioni essenziali e precise, esposte con chiarezza in un testo senza ambiguità, perché ogni elemento può avere rilievo formale e sostanziale in caso di contestazioni. Il primo elemento imprescindibile è l’identificazione completa delle parti: i dati anagrafici o societari di chi revoca (la mandante/principale) e dell’agente, comprensivi di denominazione sociale se si tratta di impresa, forma giuridica, sede legale, codice fiscale e/o partita IVA, eventuale numero di iscrizione al Registro Imprese, indirizzo completo e recapiti (PEC consigliata oltre a posta ordinaria, e-mail e telefono). È importante indicare anche la capacità con cui il firmatario sottoscrive la revoca, ad esempio la qualifica del rappresentante legale che firma per la mandante o eventuali deleghe allegate che ne attestino i poteri.

Il documento deve richiamare in modo esplicito il contratto di agenzia oggetto di revoca: va quindi citata la data di stipula del contratto originario, l’eventuale numero o codice identificativo, la descrizione sintetica dell’oggetto del rapporto (aree/territori e prodotti/servizi oggetto dell’incarico) e, se presenti, gli allegati o i patti accessori che integrano il contratto (ad esempio patti di esclusiva, regolamenti su provvigioni, condizioni per il recesso, clausole di non concorrenza). Questa richiamata contrattuale serve a evitare fraintendimenti su quale rapporto si intende risolvere.

Occorre specificare con precisione la volontà di revocare il contratto e la modalità della revoca: se si tratta di una revoca unilaterale con efficacia immediata, di una risoluzione motivata per inadempimento, oppure di una comunicazione che esercita il diritto di recesso con rispetto dei termini di preavviso previsti dal contratto o dalla normativa applicabile. Il testo deve indicare la data esatta a decorrere dalla quale la revoca si intende efficace; se invece la revoca è subordinata al decorso di un termine di preavviso, va indicato il termine esatto e la data di scadenza dell’efficacia. Se si opta per l’immediata sospensione dell’attività fino alla scadenza del periodo di preavviso, è opportuno dirlo chiaramente, così come va chiarito se la mandante intende corrispondere la retribuzione dovuta durante il periodo di preavviso o esercitare la facoltà di corrispondere un’indennità in luogo del preavviso.

Il contenuto deve inoltre toccare tutte le conseguenze pratiche della cessazione del rapporto: la modalità e i termini per la riconsegna di materiali aziendali, campionari, documenti, carte intestate, archivi e strumenti forniti dalla mandante; la gestione degli ordini in corso e dei contatti commerciali attivi; le istruzioni per la conclusione di trattative già avviate; la modalità di informazione della clientela e il divieto di proporre offerte a nome della mandante dopo la data di efficacia. È fondamentale che il documento richiami la sorte delle provvigioni per affari conclusi durante la vigenza del contratto e per quelli perfezionati dopo la cessazione ma riferibili all’attività dell’agente; la revoca deve prevedere in modo chiaro il criterio di liquidazione delle provvigioni residue, i periodi di riferimento per il calcolo, eventuali note di credito o debito da compensare e la scadenza entro la quale la mandante provvederà al saldo finale. Se il contratto o la normativa prevedono un’indennità per la cessazione (ad esempio indennità per la clientela o indennità di fine rapporto), la comunicazione deve richiamare esplicitamente la base contrattuale o normativa usata per il calcolo, se la mandante intende riconoscerla o se ne contesta il diritto, e stabilire le modalità e i termini per la liquidazione o per la richiesta di calcolo da parte dell’agente. Per evitare contestazioni sulla quantificazione, è buona prassi allegare la rendicontazione riepilogativa delle provvigioni e delle somme liquidate fin lì, oppure indicare che sarà fornito un conteggio dettagliato a specifica richiesta.

Un aspetto spesso determinante nella pratica riguarda le clausole di riservatezza e non concorrenza post-contrattuali: la revoca deve richiamare gli obblighi che permangono anche dopo la cessazione, specificando durata, ambito territoriale e oggetto dell’eventuale patto di non concorrenza, nonché le conseguenze economiche per la loro violazione. Nel caso in cui tali obblighi impongano un indennizzo o un corrispettivo a favore dell’agente (come previsto da alcuni ordinamenti), la comunicazione dovrebbe richiamare le modalità di corresponsione o prevedere un accordo transattivo.

La revoca deve includere un invito esplicito a concordare il saldo finale e le modalità di chiusura contabile con un termine perentorio entro il quale l’agente può eccepire voci di credito o presentare documentazione a supporto di richieste non ancora liquidate. È utile precisare la modalità di pagamento (bonifico bancario con coordinate complete, assegno, ecc.), le eventuali compensazioni e la data entro cui il pagamento dovrà essere effettuato, nonché gli interessi eventualmente dovuti in caso di ritardo. Qualora la revoca comporti la restituzione o il trattamento di dati personali, il documento deve indicare le istruzioni rispetto al GDPR: chi è responsabile del trattamento, se i dati devono essere restituiti o cancellati, e i termini per l’adempimento, fatto salvo il diritto dell’agente di conservare copie per finalità fiscali o di legittima difesa.

Per rendere opponibile la revoca è cruciale indicare la modalità di notifica scelta e predisporre il mezzo che assicuri prova dell’avvenuta ricezione; nella prassi italiana si usa la posta elettronica certificata (PEC) o la raccomandata con ricevuta di ritorno, e il testo dovrebbe precisare che la comunicazione si intende effettuata e valida per tutte le conseguenze a decorrere dalla data di ricezione comprovata. È consigliabile allegare alla revoca i documenti giustificativi rilevanti, come la copia del contratto originario, la rendicontazione delle provvigioni, eventuali lettere di contestazione precedenti o ogni elemento dimostrativo che supporti le ragioni della revoca, senza però inserire materiale superfluo che possa ingenerare ulteriori contenziosi.

Il documento dovrà terminare con la data e il luogo della redazione e con la firma del legale rappresentante o del soggetto delegato, accompagnata dall’indicazione dei recapiti per le comunicazioni relative alla procedura di chiusura. È opportuno inserire una clausola che riservi ogni diritto della mandante in ordine a eventuali azioni risarcitorie o pretese future, precisando che nulla di quanto disposto nella revoca costituisce rinuncia tacita a diritti non espressamente menzionati, a meno che non sia espressamente indicato. Infine, benché non debba essere contenuto nel testo di revoca, è prudente allegare al documento una nota che inviti l’agente a valutare la possibilità di un confronto per eventuale transazione, ricordando i termini e le condizioni proposte per una definizione bonaria, e suggerire la consulenza legale per la verifica delle cifre e dei rapporti di diritto.

Per tutte le parti che richiedono valutazioni tecniche o calcoli (indennità, provvigioni residue, rimborsi spese, eventuali patti di non concorrenza), è consigliabile rivolgersi a un professionista esperto in diritto commerciale e contrattuale per verificare l’esattezza della formulazione e la coerenza con la normativa vigente, onde evitare contestazioni successive.

Esempio revoca contratto di agenzia​

Luogo: ____________ Data: ____________

Spett.le
______________________________
Indirizzo: ____________
CAP / Città: ____________
P.IVA / Cod. Fiscale: ____________

Oggetto: Revoca del contratto di agenzia n. ____________ del ____________

Il/La sottoscritto/a ____________, in qualità di ____________ della società ____________ con sede legale in ____________, codice fiscale / P.IVA ____________ (di seguito “Mandante”),

premesso che
– in data ____________ è stato stipulato tra la Mandante e la società/il Sig./la Sig.ra ____________ (di seguito “Agente”) il contratto di agenzia identificato con n. ____________ (di seguito “Contratto”);
– il Contratto prevede all’art. ____________ la possibilità di revoca/risoluzione per ____________;

COMUNICA

la revoca/risoluzione del Contratto sopra indicato ai sensi di quanto previsto dall’art. ____________ del Contratto (e/o, se applicabile, dall’art. ____________ del Codice Civile), con efficacia a partire dal giorno ____________ (termine di preavviso: ____________ giorni, ove previsto).

Motivazione della revoca/risoluzione:
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________

Con effetto dalla data di efficacia indicata, si richiede pertanto all’Agente di:
1) cessare immediatamente (o entro il termine di preavviso sopra indicato) ogni attività svolta in nome e per conto della Mandante;
2) restituire alla Mandante, entro e non oltre il giorno ____________, tutto il materiale, la documentazione, i campioni, l’elenco clienti, gli ordini inevasi, le provvigioni maturate e ogni altro bene o documento inerente al rapporto contrattuale e all’attività svolta (elenco allegato: ____________);
3) completare la gestione delle pratiche in corso come segue: ___________________________________________________________;
4) presentare rendiconto dettagliato delle provvigioni maturate e delle spese sostenute entro ________ giorni dalla data di efficacia, al fine di procedere al saldo definitivo;
5) consegnare le eventuali somme dovute o ricevere il saldo sul conto bancario della Mandante con coordinate: Intestatario: ____________, IBAN: ____________, Banca: ____________.

La Mandante si riserva fin d’ora ogni ulteriore diritto e azione, ivi compresa la richiesta di risarcimento danni per eventuali inadempimenti, nonché la verifica puntuale dei conteggi e delle somme a qualsiasi titolo dovute.

Si richiede cortese ricevuta della presente e conferma di presa visione entro e non oltre il giorno ____________.

Distinti saluti,

Per la Mandante
Nome e Cognome: ____________
Qualifica: ____________
Firma: ____________

Ricevuta e presa visione (per l’Agente)
Nome e Cognome / Ragione sociale: ____________
Data: ____________
Firma: ____________

Fac simile revoca consulente finanziario​

La revoca del consulente finanziario è l’atto con cui il cliente interrompe il mandato affidato a un consulente o revoca le procure che gli permettevano di gestire investimenti o operare sui suoi conti. Serve a fermare la gestione da parte di quel professionista, riprendere il controllo delle proprie posizioni, cambiare consulente o tutelarsi in caso di insoddisfazione o comportamenti scorretti; di norma va comunicata all’intermediario in forma e tempi previsti dal contratto e può comportare adempimenti come la liquidazione delle posizioni o il rispetto di eventuali periodi di preavviso.

Come scrivere una revoca consulente finanziario​

Come esperto, ti spiego in modo molto dettagliato e approfondito quali informazioni è fondamentale inserire in una revoca del consulente finanziario, con l’obiettivo di rendere il documento inequivocabile, operativo e opponibile. Innanzitutto il testo deve identificare con precisione le parti coinvolte: il cliente che revoca e il consulente o la società di consulenza. Per il cliente è necessario indicare il nome e cognome esatti così come compaiono sui documenti d’identità, il codice fiscale, la data e il luogo di nascita, l’indirizzo di domicilio o di residenza (specificando se diverso il domicilio per le comunicazioni), un recapito telefonico e un indirizzo e‑mail (ed eventualmente l’indirizzo PEC se disponibile). Per il consulente vanno indicati il nome completo o la ragione sociale della società, la sede legale, la partita IVA o codice fiscale della società o del professionista, e ogni riferimento identificativo rilevante come il numero di iscrizione all’albo o al registro professionale (se rilevante), il recapito commerciale e l’indirizzo PEC della controparte. Se l’attività è svolta tramite un intermediario (banca, SIM, società di gestione), è opportuno indicare il nome dell’intermediario, il codice cliente o numero di conto titoli, l’IBAN degli eventuali conti correnti collegati, nonché i codici identificativi degli strumenti o dei depositi (numero di deposito titoli, codice portafoglio, codice investimento) a cui la revoca si riferisce.

Il documento deve richiamare in modo chiaro e preciso il rapporto che si intende revocare. Questo significa indicare la data di stipula del contratto originario o dell’incarico, eventuali numeri di protocollo o di contratto, il tipo di incarico affidato (consulenza patrimoniale, consulenza indipendente, gestione patrimoniale, mandato di negoziazione, ecc.) e le clausole contrattuali rilevanti che disciplinano la revoca o il termine del mandato. È importante specificare l’ambito della revoca: se si intende revocare l’intero incarico o soltanto parti di esso (ad esempio la gestione discrezionale, la consulenza sull’asset allocation ma non la gestione di ordini già impartiti, oppure la sola delega di firma). Si deve inoltre indicare la data di efficacia della revoca: se si desidera che sia immediata, se si rispetta un preavviso previsto contrattualmente o se si concorda una data differita per consentire chiusure tecniche.

Nel testo è indispensabile una dichiarazione esplicita e inequivocabile di recesso/revoca, formulata in termini chiari (“revoco con effetto immediato il mandato …”, oppure “comunico la cessazione del contratto di consulenza … a far data dal …”), comprensiva dell’ambito esatto del potere revocato. Se il consulente aveva ricevuto deleghe o procure, il documento deve contenere la revoca espressa di tali procure, indicando i riferimenti della procura (data, notaio se presente, estremi registrazione) e richiedendo il blocco di qualsiasi operazione delegata a partire dalla data di efficacia. Nel caso di procure notarili o atti con formalità specifiche, è opportuno precisare che la revoca sarà esercitata per le vie previste dalla legge, indicando eventuali adempimenti aggiuntivi (ad esempio la necessità di formalità notarili per la revoca di una procura speciale).

Devi poi trattare in modo dettagliato la gestione delle posizioni e degli ordini in essere: occorre indicare esplicitamente cosa si intende che il consulente faccia con le operazioni aperte e gli ordini pendenti. Se si vuole che il consulente non esegua più ordini, la revoca deve contenere la precisa istruzione di sospendere ogni esecuzione e di annullare eventuali ordini non ancora eseguiti. Se invece si richiede la liquidazione delle posizioni per ottenere la riconsegna della liquidità, va indicato se si desidera la liquidazione con conversione in euro o il trasferimento in natura degli strumenti finanziari verso un altro intermediario; in quest’ultimo caso è necessario indicare i dati completi del nuovo intermediario (nome, sede, codice identificativo, numero conto di destinazione, IBAN e codice SWIFT se il trasferimento è all’estero) e le modalità e tempistiche richieste per il trasferimento. Se il portafoglio è gravato da vincoli, pegni o finanziamenti, la revoca deve richiamare la necessità di concordare modalità di estinzione o trasferimento delle garanzie e indicare chi è responsabile delle relative spese o adempimenti.

Il documento dovrebbe altresì richiedere espressamente la predisposizione e la consegna di una rendicontazione finale e di tutta la documentazione amministrativa e fiscale relativa al periodo di attività, con l’indicazione della data o del termine entro cui si chiede il rendiconto finale, e la chiusura contabile dell’incarico. È importante chiedere la fatturazione di eventuali commissioni o costi maturati fino alla data di efficacia della revoca e indicare chiaramente la modalità di regolamento delle somme dovute o del rimborso di eventuali eccedenze (specificando l’IBAN su cui desideri ricevere accrediti). Allo stesso modo è prudente precisare che la responsabilità del consulente è limitata agli atti compiuti fino alla data effettiva di cessazione e che il cliente intende riservarsi il diritto di rivalersi per eventuali comportamenti pregressi, qualora ne sussistessero i presupposti, senza però usare formule che possano risultare confrontative in modo non necessario; una formulazione neutra che richiami la chiusura contabile e la consegna di documenti è di norma sufficiente.

Sotto il profilo delle comunicazioni e della prova, indica sempre la modalità con cui la revoca viene notificata: l’invio tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento, tramite PEC all’indirizzo certificato dell’intermediario o della società del consulente, o la consegna a mano con firma per ricevuta. Richiedi esplicitamente una conferma di ricezione e una conferma scritta dell’avvenuta presa in carico della revoca e dell’effettiva data di cessazione dell’incarico, con l’indicazione delle eventuali operazioni in corso e delle azioni che il consulente intende intraprendere per chiudere o trasferire le posizioni. È utile fissare un termine entro il quale si richiede tale conferma (ad esempio alcuni giorni lavorativi), perché ciò facilita l’eventuale tutela dei diritti in caso di inadempienza. Se desideri, dichiara la persona di riferimento per eventuali chiarimenti e i recapiti da contattare.

Non trascurare gli aspetti relativi alla protezione dei dati personali: specifica se intendi revocare anche il consenso al trattamento dei dati per le finalità commerciali e di profilazione, e se richiedi la cancellazione o la limitazione del trattamento dei tuoi dati, segnalando che la richiesta è effettuata ai sensi del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR). In alcuni casi può essere preferibile chiedere la conservazione dei dati necessari per obblighi contrattuali o fiscali e la cancellazione di quelli non più necessari; specificare le tue volontà evita fraintendimenti e facilita la gestione da parte dell’intermediario.

Infine, non dimenticare di apporre una firma autografa accompagnata dalla data e dal luogo di sottoscrizione; se la revoca viene sottoscritta da un rappresentante, va allegata la documentazione che attesta i poteri di rappresentanza. Se disponibile, inserisci anche una copia di un documento di identità valido e del codice fiscale per velocizzare le verifiche. È consigliabile concludere con una formula di cortesia che richieda la presa in carico dell’istruzione e la produzione della documentazione finale, mantenendo un tono professionale e inequivocabile.

Queste sono le informazioni e le indicazioni che, con precisione e completezza, consentono di redigere una revoca del consulente finanziario solida e funzionale. Prima di inviare il documento, verifica sempre il contratto sottoscritto per rispettare eventuali clausole, tempistiche o modalità previste e, se il caso lo richiede o la situazione è complessa (posizioni vincolate, contenziosi, importi rilevanti), valuta la consulenza di un avvocato o di un professionista specializzato per adattare la comunicazione alle specificità del rapporto.

Esempio revoca consulente finanziario​

Mittente
Nome e cognome: ____________
Codice fiscale: ____________
Indirizzo: ____________
CAP / Città: ____________
Telefono: ____________
Email: ____________

Destinatario
Nome / Ragione sociale consulente o società: ____________
Indirizzo: ____________
CAP / Città: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca incarico di consulenza finanziaria

Spett.le ____________,

con la presente io sottoscritto/a ____________ (Codice fiscale ____________), residente in ____________, revoco con effetto ____________ l’incarico di consulenza finanziaria conferitoLe/Vi in data ____________ relativo al conto/portafoglio n. ____________ e al contratto n. ____________.

La revoca riguarda ogni attività di consulenza, gestione, esecuzione di ordini e rappresentanza a qualsiasi titolo svolta in relazione ai miei rapporti con codesta società/consulente. Pertanto Le/Vi intimo di:
– non eseguire ulteriori ordini e disposizioni a mio nome a decorrere dalla data di ricezione della presente;
– cessare ogni attività di consulenza e comunicarmi l’elenco completo delle posizioni in essere al momento della revoca;
– trasferire la documentazione e i titoli/strumenti finanziari di mia pertinenza secondo le seguenti modalità: ____________;
– restituire eventuali procure o deleghe a terzi relative ai miei conti/rapporti.

Richiedo altresì:
– la conferma scritta dell’avvenuta ricezione della presente revoca entro e non oltre ____________;
– l’invio di un rendiconto finale delle attività svolte e delle operazioni pendenti alla data di revoca entro ____________;
– la consegna di tutta la documentazione (contratti, ordini, comunicazioni, estratti conto, ecc.) relativa al rapporto entro ____________.

Si precisa che la revoca è effettuata ai sensi delle clausole contrattuali concordate e senza pregiudizio per eventuali adempimenti e pratiche in corso che richiedano una chiusura tecnica; in tal caso Le/Vi chiedo di indicare tempestivamente le azioni necessarie e i relativi tempi.

Per ogni comunicazione inerente alla presente revoca utilizzare i seguenti recapiti:
Telefono: ____________
Email: ____________
Indirizzo per comunicazioni cartacee: ____________

Ringraziando per la cortese collaborazione, resto in attesa di conferma scritta dell’avvenuta revoca e della presa in carico delle richieste sopra indicate.

Distinti saluti,

Firma: ____________

Allegati:
– Copia documento d’identità: ____________
– Copia procura/delega (se presente): ____________
– Altro: ____________

Fac simile revoca consenso utilizzo immagine​

La revoca del consenso all’utilizzo dell’immagine è l’atto con cui una persona ritira il permesso precedentemente dato a terzi di usare la propria immagine (foto, video, ecc.). Serve a far cessare trattamenti e diffusione futuri dell’immagine e a chiedere la cancellazione o l’anonimizzazione, ristabilendo il controllo sulla propria privacy; va però considerato che non annulla in automatico gli usi già effettuati prima della revoca e possono sussistere eccezioni se esistono altri fondamenti legali per il trattamento.

Come scrivere una revoca consenso utilizzo immagine​

Per redigere una revoca del consenso all’utilizzo di un’immagine è essenziale costruire un documento che identifichi in modo inequivocabile chi revoca il consenso, chi lo ha ricevuto e quale utilizzo specifico viene revocato: a livello pratico ciò significa indicare il nome completo della persona interessata, i dati di contatto aggiornati (indirizzo, numero di telefono e indirizzo email), la data di nascita o altro elemento utile per la sua identificazione univoca e, quando opportuno e sicuro, l’allegato di una copia di un documento d’identità. Se la revoca viene esercitata da un rappresentante legale o da chi esercita la potestà sul minore, è necessario altresì indicare la qualità di chi firma (es. genitore o tutore), fornire la documentazione che attesta tale qualità e allegare il relativo documento d’identità. All’altro capo della comunicazione vanno identificati con precisione i soggetti che stanno trattando o usando l’immagine: la persona fisica o giuridica intestataria del trattamento, eventuali responsabili esterni o terze parti a cui l’immagine è stata ceduta o trasferita, con indicazione di ragione sociale, indirizzo, PEC o altro canale ufficiale per la ricezione della revoca.

Occorre poi ricostruire e descrivere con precisione l’atto di consenso che si intende revocare: indicare la data in cui il consenso era stato prestato, il contesto in cui è stato espresso (ad esempio contratto scritto, modulo online, liberatoria firmata, consenso verbale), il contenuto della liberatoria o i termini principali concordati (se noti), e la natura dell’immagine oggetto della revoca, fornendo una descrizione dettagliata che permetta di individuarla senza ambiguità. Questo comporta specificare se si tratta di una fotografia singola, di una serie di scatti, di riprese video, di immagini digitali modificate o di qualsiasi materiale derivato; indicare il nome del file, eventuali riferimenti di archivio, la data di realizzazione, i luoghi o gli eventi in cui le immagini sono state scattate e, se esistono, gli URL, i profili social, le pubblicazioni, i cataloghi o i materiali online/offline in cui le immagini sono pubblicate o state diffuse.

La revoca deve contenere una dichiarazione esplicita, un atto formale con cui la persona dichiara di revocare il consenso precedentemente rilasciato: va chiarito che la volontà è di revocare ogni autorizzazione all’uso, riproduzione, pubblicazione, distribuzione, elaborazione, diffusione e sfruttamento commerciale dell’immagine, specificando se la revoca è totale o limitata a certi usi, formati, canali o territori. È importante indicare la data in cui la revoca deve ritenersi efficace e, se si desidera, fissare un termine oltre il quale non si accetta più alcun utilizzo. Nella stessa comunicazione si dovrebbero dettagliare le azioni richieste al destinatario per dare esecuzione alla revoca: richiedere la cessazione immediata di nuove pubblicazioni o utilizzi, la rimozione delle immagini dai siti web, profili social e piattaforme di terzi, la cancellazione dagli archivi interni e dai backup – con l’avvertenza che per i backup possono esistere limiti tecnici o obblighi legali che ne impediscono la cancellazione immediata – e la richiesta di fornire prova documentale dell’avvenuta rimozione e della cessazione degli utilizzi, con indicazione di un termine entro cui si chiede tale riscontro.

Parallelamente alla richiesta di eliminazione, è utile indicare come devono essere gestite eventuali copie già distribute a terzi e richiedere che il destinatario notifichi a quei terzi la revoca e ottenga da loro conferma scritta di cessazione e cancellazione. Se l’immagine è stata oggetto di cessione di diritti o concessione di licenze, la revoca dovrebbe richiedere che vengano fornite informazioni sulle sublicenze concesse, con l’indicazione dei terzi coinvolti e la domanda di attivare le necessarie procedure di ritiro delle immagini anche presso quei soggetti. È opportuno inoltre richiedere l’aggiornamento dei registri o del registro dei trattamenti interni dell’organizzazione che detiene l’immagine, affinché risulti l’avvenuta revoca, e domandare che il titolare del trattamento indichi la base giuridica su cui continuerà o meno a fondare eventuali trattamenti residui.

Nel documento è prudente inserire un richiamo alle conseguenze pratiche della mancata ottemperanza, chiedendo espressamente una conferma scritta dell’avvenuto adempimento con indicazione delle azioni compiute e delle date in cui sono state compiute; suggerire un termine ragionevole per la risposta, e richiedere la consegna di una dichiarazione sotto forma scritta o elettronica che attesti la cancellazione, l’interruzione degli usi e, se possibile, prova fotografica o screenshot eliminati con metadati. Deve essere chiarito, per evitare fraintendimenti, che la revoca non intende retroattivamente autorizzare o meno fatti passati che siano già avvenuti in buona fede e legalmente, ma che la volontà è di impedire futuri utilizzi; tuttavia si può esprimere la volontà di negoziare o richiedere ristoro in caso di usi non autorizzati o continuativi dopo la revoca.

Dal punto di vista formale la lettera deve essere datata e firmata dalla persona che revoca il consenso; se la revoca è inviata in forma elettronica, si consiglia l’apposizione di una firma digitale o, in alternativa, l’invio tramite canali tracciabili come raccomandata con ricevuta di ritorno o, in Italia, PEC, in modo da conservare prova dell’avvenuta comunicazione e della sua ricezione. È utile indicare chiaramente come si desidera ricevere le comunicazioni di riscontro (email, PEC, raccomandata) e lasciare un recapito cui inviare eventuali richieste di chiarimento. Per situazioni complesse, come usi editoriali, archivi storici o obblighi di conservazione per fini di prova o per obblighi normativi, è bene menzionare la necessità di spiegazioni dettagliate qualora il titolare intenda eccepire una limitazione o un divieto di cancellazione, affinché si possa valutare la portata delle eccezioni applicabili.

Esempio revoca consenso utilizzo immagine​

Oggetto: Revoca del consenso all’utilizzo dell’immagine

Il/La sottoscritto/a
Nome e cognome: ______________
Nato/a il: ______________ a: ______________
Residente in: ______________ (via/piazza, n.): ______________
Codice fiscale: ______________
Documento di identità (tipo e n.): ______________
Telefono: ______________
E-mail: ______________

Premesso che
– in data ______________ ho rilasciato a favore di ______________ (nome del destinatario del consenso) un consenso per l’utilizzo della mia immagine relativo a: ______________ (descrizione dell’immagine/servizio/evento) e/o al materiale fotografico/video identificato come: ______________;
– il consenso è stato rilasciato con le modalità: ______________ (es. scritto, verbale, contratto n. ______________);

con la presente

revoco in modo espresso e immediato ogni consenso, autorizzazione e liberatoria precedentemente rilasciata in merito all’utilizzo, alla riproduzione, alla pubblicazione, alla diffusione e al trattamento della mia immagine, nonché di qualsiasi materiale fotografico o audiovisivo che mi ritragga, con riferimento a quanto indicato sopra.

Vi invito pertanto a:
1) cessare immediatamente qualsiasi utilizzo della mia immagine sui seguenti supporti/luoghi: ______________ (es. sito web, social network, materiale promozionale, brochure, archivi);
2) rimuovere tempestivamente e cancellare tutte le copie del materiale contenente la mia immagine, ivi compresi archivi digitali, backup e copie presso terzi, nonché eventuali versioni modificate o adattate;
3) comunicarmi per iscritto, entro ______________ giorni dal ricevimento della presente, l’avvenuta cessazione dell’utilizzo e la cancellazione effettuata, indicando nello specifico le azioni intraprese e gli eventuali soggetti terzi ai quali il materiale era stato comunicato o ceduto.

Alla presente dichiaro di non richiedere alcun risarcimento per l’eventuale utilizzo pregresso, salvo quanto diversamente previsto dalle norme applicabili; mi riservo comunque la facoltà di adottare ogni azione necessaria qualora non venga data tempestiva esecuzione alla presente revoca.

Si allegano alla presente:
– copia del documento di identità: ______________
– copia del consenso originario (se disponibile): ______________
– altro: ______________

Distinti saluti.

Firma:
______________________________
Nome e cognome: ______________

Ricevuta da parte del destinatario
Ricevuta/Conferma di presa in carico:
Data: ______________
Firma e timbro (se applicabile): ______________________________