Fac simile dichiarazione tenuta scritture contabili

La dichiarazione di tenuta delle scritture contabili è una comunicazione con cui si indica dove e da chi vengono conservati i libri e i registri contabili dell’attività, ad esempio presso la sede dell’impresa o presso un commercialista. Serve a permettere all’Amministrazione finanziaria di individuare il luogo e il responsabile della conservazione dei documenti in caso di controlli.

Come scrivere dichiarazione tenuta scritture contabili

Per “dichiarazione di tenuta delle scritture contabili” si intende, in genere, il documento con cui il contribuente comunica all’Amministrazione finanziaria dove sono conservati i libri, i registri e i documenti contabili, chi ne cura la tenuta materiale o informatica e secondo quali modalità possono essere messi a disposizione in caso di controllo. Il contenuto preciso può cambiare in base al tipo di soggetto, al regime fiscale applicato, alla natura dell’attività e al modello utilizzato; pertanto bisogna sempre verificare se si tratta di una dichiarazione autonoma richiesta dall’ufficio, di una comunicazione collegata all’apertura o alla variazione dell’attività, oppure di un’apposita sezione presente in un modello fiscale.

La dichiarazione deve innanzitutto identificare con precisione il soggetto cui si riferiscono le scritture contabili. Per una persona fisica devono essere indicati il nome e il cognome, il codice fiscale, la data e il luogo di nascita e, quando rilevante, la partita IVA. Per un’impresa individuale devono essere riportati anche la denominazione eventualmente utilizzata nell’esercizio dell’attività, la sede dell’impresa e l’indirizzo presso il quale viene esercitata l’attività. Per una società, un ente o un’associazione occorre indicare la denominazione o ragione sociale, il codice fiscale, la partita IVA, la sede legale e, se diversa, la sede amministrativa o operativa. Devono inoltre essere individuati i soggetti che hanno i poteri di rappresentanza, come il legale rappresentante, l’amministratore, il liquidatore o il curatore, indicando i dati necessari a identificarli.

È importante specificare il periodo al quale si riferisce la dichiarazione. Se il documento viene predisposto per una nuova attività, deve risultare la data di inizio dell’obbligo di tenuta delle scritture. Se riguarda una variazione, devono essere indicati la data dalla quale la variazione è efficace e il precedente luogo di conservazione, quando necessario. Se la dichiarazione è richiesta durante una verifica fiscale, è opportuno precisare che la situazione descritta è quella esistente alla data della dichiarazione o alla data indicata dall’ufficio. Una dichiarazione priva del periodo di riferimento può creare incertezza, soprattutto quando nel corso degli anni il contribuente ha cambiato sede, consulente o modalità di conservazione.

Il dato centrale è l’indicazione del luogo in cui le scritture contabili sono effettivamente tenute e conservate. Non è sufficiente riportare genericamente il Comune o la provincia. Deve essere indicato l’indirizzo completo, comprensivo di via o piazza, numero civico, eventuale piano, interno o ufficio, CAP, Comune e provincia. Il luogo dichiarato deve essere reale e deve consentire all’Amministrazione finanziaria di reperire concretamente la documentazione. Se i documenti sono conservati presso la sede dell’impresa, si indica la sede interessata. Se invece sono conservati presso un commercialista, un consulente del lavoro, un centro elaborazione dati, una società di servizi o un altro soggetto, deve essere indicato l’indirizzo di tale soggetto, non semplicemente quello del contribuente.

Quando le scritture sono conservate in luoghi diversi, occorre descrivere ciascun luogo e specificare quali documenti si trovano presso ciascuna sede. Per esempio, i libri sociali possono essere conservati presso la sede legale, i registri IVA presso lo studio del professionista incaricato, le fatture elettroniche e i documenti informatici presso un sistema di conservazione digitale gestito da un fornitore esterno. In tale situazione la dichiarazione dovrebbe evitare formulazioni generiche e precisare la distribuzione della documentazione, così da rendere chiaro dove reperire ogni categoria di scrittura o documento.

Devono essere individuate le scritture contabili oggetto della dichiarazione. La formulazione deve tenere conto del regime fiscale e della forma giuridica del contribuente. Possono rientrare, a seconda dei casi, il libro giornale, il libro degli inventari, i registri IVA degli acquisti e delle vendite, il registro dei corrispettivi, i registri dei beni ammortizzabili, i registri previsti per le rimanenze, i registri relativi ai beni in comodato o in conto lavorazione, le scritture ausiliarie di contabilità analitica, le schede contabili, i mastrini, la prima nota e gli altri registri richiesti dalla normativa fiscale o civilistica.

Per le società e gli enti devono essere considerati anche i libri sociali obbligatori, come il libro delle decisioni dei soci o delle assemblee, il libro delle decisioni degli amministratori, il libro del collegio sindacale o dell’organo di controllo e il libro degli strumenti finanziari eventualmente emessi. I libri sociali non coincidono con le scritture contabili in senso stretto, ma possono essere rilevanti per descrivere in modo completo la documentazione tenuta e conservata presso la sede o presso altro soggetto. Se la dichiarazione riguarda esclusivamente i registri fiscali, è preferibile non confondere i due ambiti, indicando chiaramente quali documenti sono inclusi e quali sono esclusi.

Bisogna inoltre precisare se la contabilità è tenuta in forma cartacea, elettronica o mista. Nel caso cartaceo, è utile indicare dove si trovano gli originali, se i registri sono aggiornati e per quali periodi. Nel caso elettronico, la dichiarazione dovrebbe specificare che i dati sono gestiti mediante strumenti informatici e indicare il sistema utilizzato, il soggetto che lo gestisce e il luogo o servizio nel quale i documenti vengono archiviati. Non è normalmente necessario descrivere ogni dettaglio tecnico del software, ma deve risultare chi può accedere ai dati, come vengono garantite l’integrità e la leggibilità dei documenti e dove sono disponibili le scritture in caso di richiesta.

La tenuta informatica non coincide necessariamente con la conservazione elettronica a norma. La tenuta riguarda la formazione, la registrazione, l’aggiornamento e la gestione dei dati contabili; la conservazione riguarda invece il processo mediante il quale il documento informatico viene mantenuto nel tempo garantendone autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità e reperibilità. Se la dichiarazione riguarda anche la conservazione elettronica, è opportuno indicare il soggetto che svolge il servizio di conservazione, l’eventuale responsabile della conservazione, la piattaforma utilizzata e le modalità con cui i documenti possono essere esibiti. Queste informazioni diventano particolarmente importanti quando il contribuente si avvale di un fornitore esterno.

Devono essere indicati, quando richiesto o opportuno, i dati del soggetto depositario delle scritture. Il depositario è la persona o la struttura presso cui la documentazione viene materialmente conservata per conto del contribuente. Può trattarsi di un dottore commercialista, di un esperto contabile, di un consulente fiscale, di un centro servizi, di una società collegata o di un’impresa specializzata nella gestione documentale. Occorre riportare la denominazione o il nome e cognome del depositario, il codice fiscale o la partita IVA, l’indirizzo completo della sede di conservazione e, se necessario, i dati del professionista responsabile.

Se il depositario è un professionista iscritto a un albo, possono essere indicati anche l’ordine o collegio di appartenenza e il numero di iscrizione, soprattutto quando la dichiarazione deve dimostrare il rapporto professionale. Se il depositario è una società, è opportuno indicare la società che effettivamente conserva i documenti e non soltanto il nome commerciale del servizio. Se il sistema è gestito da un gruppo societario, bisogna distinguere il soggetto contrattualmente incaricato dal soggetto che materialmente possiede o gestisce l’infrastruttura informatica.

La dichiarazione dovrebbe chiarire il rapporto tra il contribuente e il depositario. È sufficiente descrivere che la contabilità e la documentazione fiscale sono tenute o conservate presso il soggetto indicato in forza di un incarico professionale, di un contratto di servizi o di altro rapporto giuridico. Quando previsto dalla procedura applicabile, può essere necessaria anche l’accettazione del depositario, una sua sottoscrizione o una dichiarazione separata con cui egli conferma di detenere la documentazione. L’accettazione è particolarmente importante perché dimostra che il soggetto indicato è effettivamente consapevole dell’incarico e può mettere le scritture a disposizione dell’autorità competente.

Devono essere specificate le modalità con cui la documentazione può essere esibita. La dichiarazione dovrebbe consentire di capire se i registri sono immediatamente disponibili presso il luogo indicato, se devono essere estratti da un sistema informatico, se sono accessibili mediante credenziali, se devono essere esportati in formato leggibile o se è necessario l’intervento del depositario. In caso di contabilità elettronica, è utile precisare che le scritture possono essere rese disponibili in un formato idoneo alla consultazione e, quando necessario, alla stampa o all’esportazione dei dati.

La documentazione deve essere aggiornata. Se cambia la sede del contribuente, il depositario, il professionista incaricato, il sistema di conservazione o la modalità di tenuta, la variazione deve essere comunicata secondo le regole applicabili. Non è corretto continuare a indicare il vecchio studio professionale quando le scritture sono state trasferite presso un nuovo consulente. Allo stesso modo, se una parte della documentazione resta presso il precedente depositario per i periodi anteriori e quella relativa ai nuovi esercizi viene trasferita altrove, la dichiarazione deve descrivere questa situazione, indicando quali annualità sono disponibili presso ciascun luogo.

Particolare attenzione deve essere prestata alla cessazione del rapporto con il depositario. In tale circostanza bisogna indicare la data di cessazione, il luogo presso cui vengono trasferite le scritture, il soggetto che assume il nuovo incarico e le modalità con cui il vecchio depositario consegna o rende disponibili i documenti. È consigliabile conservare la prova del passaggio della documentazione, come un verbale, una ricevuta, un elenco dei libri consegnati o una comunicazione sottoscritta dalle parti. Questo consente di evitare contestazioni sulla mancata esibizione di scritture relative a periodi precedenti.

La dichiarazione deve poi contenere una descrizione veritiera della situazione contabile. Non è sufficiente indicare il luogo fisico se i registri non sono aggiornati, se mancano documenti o se la contabilità è materialmente gestita da un soggetto diverso da quello dichiarato. Il contribuente resta responsabile, nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, della corretta tenuta e conservazione delle scritture, anche quando si avvale di un professionista o di un servizio esterno. L’affidamento della contabilità a terzi non trasferisce automaticamente al depositario tutti gli obblighi fiscali del contribuente.

Quando la dichiarazione viene presentata in risposta a una richiesta dell’ufficio, è opportuno riportare gli estremi della richiesta stessa, come la data, il numero di protocollo e l’ufficio richiedente. Deve essere indicato anche il motivo per cui la dichiarazione viene resa, ad esempio l’apertura dell’attività, il trasferimento della sede, la sostituzione del consulente, l’aggiornamento del luogo di conservazione o una verifica fiscale. Questo collegamento rende più chiaro il contenuto della dichiarazione e consente all’ufficio di inserirla correttamente nel fascicolo del contribuente.

La dichiarazione deve essere datata e sottoscritta dal soggetto legittimato. Per un’impresa individuale firma il titolare; per una società firma il legale rappresentante o altro soggetto munito dei necessari poteri; per un ente firma il rappresentante autorizzato. Se il documento è predisposto o trasmesso da un intermediario, occorre distinguere la firma del contribuente da quella dell’intermediario. L’intermediario può trasmettere o compilare il documento, ma ciò non significa automaticamente che assuma la responsabilità delle dichiarazioni rese dal contribuente.

Alla dichiarazione possono essere allegati, se richiesti o utili, il documento di identità del firmatario, la delega al professionista, l’incarico conferito al depositario, la dichiarazione di accettazione del depositario, il contratto di conservazione digitale, una visura camerale aggiornata, il verbale di consegna dei libri e una planimetria o indicazione dei locali quando il luogo di conservazione non è immediatamente identificabile. Gli allegati devono essere richiamati nel testo e numerati in modo coerente, evitando di trasmettere documenti superflui o contenenti dati non pertinenti.

La dichiarazione non dovrebbe contenere formule ambigue come “scritture disponibili presso il commercialista” oppure “documentazione conservata presso la sede aziendale” senza indicare quale sede, quali periodi e quali documenti. Una formulazione corretta deve permettere a un soggetto estraneo all’organizzazione dell’impresa di comprendere immediatamente chi conserva la documentazione, dove si trova, quali scritture sono comprese, per quali annualità e come possono essere esibite.

In termini sostanziali, la dichiarazione dovrebbe quindi rappresentare una fotografia completa e aggiornata della gestione documentale del contribuente. Deve collegare il soggetto obbligato, il periodo di riferimento, il luogo fisico o digitale di conservazione, il soggetto responsabile della tenuta, la tipologia delle scritture, la modalità cartacea o informatica, l’eventuale presenza di più depositari, le modalità di accesso e le variazioni intervenute. Tutte le informazioni devono essere verificabili e coerenti con la realtà, con i dati comunicati all’Agenzia delle Entrate, con la visura camerale, con gli incarichi professionali e con i sistemi effettivamente utilizzati.

Poiché le regole possono differire in funzione del modello e dell’adempimento specifico, prima della presentazione è necessario verificare se l’autorità richieda una semplice indicazione del luogo di conservazione, una comunicazione di variazione dei dati fiscali, una dichiarazione firmata dal contribuente, una dichiarazione sottoscritta anche dal depositario oppure una procedura telematica attraverso un modello ufficiale. In caso di discordanza tra le informazioni qui descritte e le istruzioni del modello vigente, prevalgono il modello e le istruzioni ufficiali applicabili alla situazione concreta.

Esempio dichiarazione tenuta scritture contabili

DICHIARAZIONE DI TENUTA DELLE SCRITTURE CONTABILI

Il/La sottoscritto/a ____, nato/a a ____ il ____, codice fiscale ____, in qualità di ____ della società/ditta ____, con sede legale in ____, via/piazza ____ n. ____, codice fiscale ____, partita IVA ____,

DICHIARA

che le scritture contabili relative all’attività esercitata da ____ sono tenute presso:

□ la sede legale sita in ____, via/piazza ____ n. ____;

□ la sede amministrativa sita in ____, via/piazza ____ n. ____;

□ lo studio del professionista incaricato sito in ____, via/piazza ____ n. ____;

□ altro luogo autorizzato sito in ____, via/piazza ____ n. ____.

Le scritture contabili tenute sono le seguenti:

□ libro giornale;

□ libro degli inventari;

□ registri IVA degli acquisti;

□ registri IVA delle vendite;

□ registro dei corrispettivi;

□ registro dei beni ammortizzabili;

□ libro unico del lavoro;

□ scritture ausiliarie di magazzino;

□ partitari clienti e fornitori;

□ altre scritture: ____.

Le predette scritture contabili sono relative al periodo d’imposta ____ e sono aggiornate secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Il soggetto incaricato della tenuta delle scritture contabili è:

Nome e cognome/Ragione sociale: ____

Codice fiscale/Partita IVA: ____

Sede: ____

Via/Piazza: ____ n. ____

Iscrizione all’Albo/Registro ____ di ____ al n. ____

Telefono: ____

E-mail/PEC: ____

La presente dichiarazione viene rilasciata per gli usi consentiti dalla legge.

Luogo ____, data ____

Firma del dichiarante

____

Firma del professionista incaricato


Fac simile dichiarazione variazione catastale in corso di presentazione​

È la comunicazione ufficiale all’Agenzia delle Entrate — ufficio del Catasto — che segnala modifiche apportate a un immobile (per esempio frazionamenti, accorpamenti, cambi d’uso o variazioni di planimetria); normalmente viene trasmessa con i software abilitati (Docfa per i fabbricati, Pregeo per i terreni). Lo stato “in corso di presentazione” significa che la pratica è stata inviata ma non è ancora stata validata e registrata dall’ufficio, quindi la variazione non è ancora effettiva nei registri catastali. Serve a far coincidere la situazione reale dell’immobile con quella catastale per aggiornare rendite e relative imposte, regolarizzare aspetti amministrativi e urbanistici in vista di compravendite, successioni o controlli e per evitare eventuali sanzioni.

Come scrivere una dichiarazione variazione catastale in corso di presentazione​

Per predisporre correttamente una dichiarazione di variazione catastale in corso di presentazione è fondamentale inserire in modo chiaro, completo e coerente tutti i dati identificativi dell’immobile, i riferimenti anagrafici e fiscali del dichiarante e del proprietario, la descrizione tecnica e giuridica dell’intervento e la documentazione tecnica di supporto, accompagnando il tutto con le attestazioni e le firme richieste per la trasmissione telematica. In particolare bisogna indicare con precisione il Comune e la Sezione urbana di appartenenza, il foglio, la particella (mappale) e l’eventuale subalterno già attribuito oppure, se si tratta di prima attribuzione, il riferimento catastale parziale; va riportato l’indirizzo completo dell’immobile con civico e interno se presenti, la tipologia di unità immobiliare (abitazione, negozio, garage, cantina, pertinenza ecc.) e la situazione giuridica relativa alla proprietà, cioè i nominativi dei titolari, il codice fiscale di ciascuno, la quota di possesso e i riferimenti dell’atto di provenienza (data e notaio o estremi registrazione/trascrizione) o, se esistenti, estremi di volture o pratiche precedenti che possano essere utili all’ufficio per risalire alla storia dell’immobile.

La dichiarazione tecnica deve spiegare in modo esaustivo la natura della variazione richiesta: se si tratta di frazionamento o accorpamento di unità, di cambiamento di destinazione d’uso, di ampliamento volumetrico o di superficie, di riduzione o modifica della consistenza interna (creazione o eliminazione di vani), di soppressione o creazione di accessi o pertinenze, o di qualsiasi altro intervento che modifichi gli elementi rilevanti per il catasto. Ogni intervento va descritto con dati misurabili e confrontabili con la situazione precedente: superfici nette e lorde, misure dei nuovi vani o delle parti modificate espresse in metri quadrati o in vani catastali a seconda della categoria dell’unità, le quote altimetriche se rilevanti (ad esempio per sottotetti, soppalchi o interrati), la nuova destinazione d’uso per ciascun ambiente e la modalità di accesso. È utile motivare la variazione spiegando perché essa è richiesta e indicare le autorizzazioni urbanistiche correlate: estremi della SCIA, CILA, permesso di costruire o altra pratica comunale, con data di presentazione e rilascio, nonché l’eventuale titolo che legittima l’esecuzione dei lavori. Quando la variazione è presentata “in corso di presentazione” o mentre i lavori sono in corso, la dichiarazione deve contenere la data di inizio lavori, lo stato di avanzamento e, se disponibile, la data presunta o effettiva di ultimazione, corredando il tutto con fotografie aggiornate che documentino lo stato dei luoghi e, se necessario, con un rilievo metrico aggiornato che dimostri la differenza tra stato di fatto ante e post intervento.

La parte grafica della dichiarazione è cruciale e deve rispecchiare fedelmente la descrizione tecnica. Occorre allegare planimetrie quotate in scala adeguata (di norma 1:100 o 1:200 a seconda della dimensione), orientamento nord, indicazione delle misure reali tra elementi architettonici, spessore delle murature, posizione e dimensioni di porte, finestre e aperture, numerazione dei vani, indicazione delle destinazioni d’uso dei singoli ambienti e, se l’intervento interessa l’altezza interna, sezioni quotate che evidenzino le altezze di interpiano, solaio e soffitto. Se la variazione comporta modifiche della sagoma esterna o della planimetria catastale della particella, vanno allegate tavole che rappresentino la nuova sagoma planimetrica rispetto ai confini catastali, eventuali spostamenti di confine e la nuova distribuzione delle pertinenze; nei casi in cui sia necessario, si allegano anche i prospetti e una relazione georiferita o grafici topografici redatti da tecnico abilitato. Tutti i disegni e gli elaborati tecnici devono essere coerenti tra loro e con la descrizione: incoerenze o misure discordanti sono causa frequente di sospensione o richiesta di chiarimento da parte dell’Ufficio.

È indispensabile la relazione tecnica redatta e sottoscritta da un professionista abilitato (ingegnere, architetto, geometra, perito) che contenga la descrizione analitica delle lavorazioni, i criteri adottati per il calcolo della consistenza e della superficie catastale applicando la normativa catastale vigente, l’indicazione delle norme urbanistiche e tecniche di riferimento nonché la dichiarazione di rispondenza delle tavole e dei rilievi alla situazione reale. La firma del professionista deve essere accompagnata dagli estremi dell’iscrizione all’albo professionale e dal codice fiscale; se la trasmissione avviene per via telematica, il file deve essere firmato digitalmente secondo le modalità previste dall’Agenzia delle Entrate per il catasto, e il professionista deve dichiarare, con apposita attestazione, di essere incaricato dal proprietario ovvero di avere la procura a presentare l’atto, allegando la delega o la procura se il dichiarante non è il proprietario stesso. Vanno inoltre allegati documenti di identità e codice fiscale del dichiarante e dei soggetti titolari di diritti reali sull’immobile, nonché le eventuali visure catastali aggiornate e gli estremi di pratiche edilizie o atti notarili pertinenti.

Occorre inoltre prestare attenzione alla parte amministrativa e al rispetto delle procedure telematiche: nella dichiarazione va specificato il tipo di operazione catastale richiesta (variazione di particella, attribuzione di subalterno, aggiornamento di categoria/classe, frazionamento, ecc.), gli estremi di eventuali pratiche già aperte presso l’Ufficio, e vanno allegati i pagamenti dei diritti catastali ove richiesto. La documentazione inviata deve essere completa e ordinata così da facilitare le verifiche dell’Ufficio e ridurre il rischio di richiesta di integrazioni. In caso di interventi che incidono su parti comuni di edificio in condominio, è bene indicare la situazione condominiale, la presenza di autorizzazioni assembleari quando necessarie e gli estremi di eventuali atti che disciplinano le modifiche, oltre a precisare se le opere riguardano parti esclusive o comuni.

Esempio dichiarazione variazione catastale in corso di presentazione​

All’Ufficio Provinciale – Territorio di ____________

DICHIARAZIONE DI VARIAZIONE CATASTALE IN CORSO DI PRESENTAZIONE

Il/La sottoscritto/a
Nome e Cognome: ____________
Codice fiscale: ____________
Data di nascita: ____________
Luogo di nascita: ____________
Residente in (Via/Piazza, n.): ____________
CAP: ____________ Provincia: ____________
Telefono: ____________ PEC/e-mail: ____________

In qualità di (barrare o indicare la qualifica): Proprietario / Rappresentante / Legale rappresentante / Tecnico incaricato / Altro: ____________

DICHIARA

1) Che è in corso di presentazione, presso l’Ufficio Provinciale – Territorio di ____________, la seguente istanza/pratica catastale:
Tipo di istanza: Variazione catastale per (indicare motivazione: frazionamento, accorpamento, cambiamento destinazione d’uso, accatastamento, aggiornamento planimetrico, voltura, altra) ____________
Protocollo o numero di pratica (se già assegnato): ____________
Data di presentazione telematica/cartacea: ____________
Soggetto presentatore (nome tecnico/studio/professionista): ____________
Ordine/Albo e numero iscrizione del tecnico: ____________
PEC o e-mail del presentatore: ____________
Numero di telefono del presentatore: ____________

2) Dati identificativi dell’immobile oggetto della variazione:
Comune (denominazione): ____________
Indirizzo (Via/Piazza, n.): ____________
Sezione urbana: ____________
Foglio: ____________
Particella: ____________
Subalterno: ____________
Categoria catastale attuale: ____________
Classe: ____________
Consistenza/Van: ____________
Superficie: ____________
Rendita catastale attuale: ____________

3) Natura della variazione richiesta:
Descrizione sintetica della variazione: ____________
Motivazione della variazione: ____________
Documentazione presentata (elencare gli atti allegati):
– Planimetria/relazione tecnica: ____________
– Atto notarile/contratto di compravendita: ____________
– Permessi/autorizzazioni edilizie: ____________
– Ricevuta pagamento diritti/diritti di segreteria: ____________
– Altro: ____________

4) Dichiarazione:
Il/La sottoscritto/a dichiara che le informazioni e i documenti sopra riportati corrispondono a verità e che la variazione catastale è in corso di presentazione; si impegna a comunicare tempestivamente eventuali integrazioni o rettifiche richieste dall’Ufficio competente e a fornire copia della formalizzazione della variazione una volta registrata.
Consenso al trattamento dei dati personali ai fini del procedimento amministrativo: SI / NO ____________

Luogo: ____________
Data: ____________

Firma del dichiarante: ____________

Firma del tecnico incaricato (se diverso dal dichiarante):
Nome e Cognome: ____________
Numero iscrizione all’Ordine/Albo: ____________
Firma: ____________

Allegati (elenco): ____________

Fac simile dichiarazione validità marcatura temporale​

Una dichiarazione di validità della marcatura temporale è un attestato, rilasciato da un soggetto competente o da un controllore, che certifica che una marcatura temporale è autentica, integra e riconducibile a un’autorità di marcatura temporale valida in un momento preciso. Serve a dimostrare che un dato o un documento esisteva in una determinata istanza temporale e a conservare il suo valore probatorio nel tempo, supportando la verifica dell’integrità dei dati e la validità di firme digitali o processi di conservazione sostitutiva.

Come scrivere una dichiarazione validità marcatura temporale​

In una dichiarazione di validità di una marcatura temporale occorre fornire tutti gli elementi tecnici e le evidenze che permettano a un terzo di ricostruire la verifica e di giudicare in modo motivato la correttezza e la conformità della marcatura stessa. La dichiarazione deve innanzitutto identificare in maniera univoca il token di marcatura temporale oggetto della verifica: il contenuto del Time‑Stamp Token (TST) o del file di marcatura, il suo serial number e, se presente, l’OID di policy applicata dal Time Stamping Authority (TSA). Deve essere riportata la data/ora di generazione dichiarata dal token (genTime) accompagnata dall’indicazione della precisione o dell’accuratezza dichiarata dalla TSA, e ogni informazione aggiuntiva presente nel TST come il nonce, lo status di “ordering” o eventuali attributi firmati che influiscono sull’univocità o sulla ripetibilità della marcatura. È essenziale specificare l’impronta (message imprint) contenuta nel token, cioè l’algoritmo di hash utilizzato e il valore dell’hash stesso, e poi confrontarla esplicitamente con l’impronta calcolata sul documento o sui dati effettivamente marcati: la dichiarazione deve attestare se il valore dell’hash del documento coincide o meno con quello registrato nel TST e indicare chiaramente le modalità e gli strumenti con cui tale hash è stato ricalcolato, specificando la codifica dei dati originali se rilevante (es. formato del file, canonicalizzazione eventualmente applicata).

La verifica della firma del TST va descritta con precisione: bisogna indicare l’algoritmo di firma usato per proteggere il token (inclusi, se disponibili, gli identificatori OID degli algoritmi), l’esito della verifica crittografica della firma e ogni dettaglio tecnico significativo come la lunghezza della chiave pubblica usata e eventuali parametri algoritmici rilevanti. La dichiarazione deve includere tutte le informazioni pertinenti sui certificati utilizzati per la verifica della firma del TST: il certificato della TSA (con soggetto, issuer, numero di serie, periodo di validità), l’intera catena di certificazione presentata con il token e la descrizione del trust anchor adottato in fase di verifica. Occorre documentare lo stato di validità dei certificati al momento della generazione del token (non solo al momento della verifica): la dichiarazione dovrebbe chiarire se la catena è stata valutata come valida rispetto al trust anchor scelto, quali certificati sono stati usati come intermedi e quale certificato è considerato il certificato di firma del token.

La gestione dello stato di revoca è un punto cruciale: nella dichiarazione vanno riportate le prove di verifica dello stato di revoca dei certificati coinvolti, specificando se è stata usata una CRL, una risposta OCSP o altra fonte di revoca, il valore e la validità temporale di tali risposte e l’istante rispetto al quale lo stato di revoca è stato verificato. Poiché la correttezza della marcatura dipende spesso dallo stato del certificato al momento di generazione del token, la dichiarazione deve esplicitare se la verifica dello stato di revoca è stata fatta “al genTime” (quando possibile) oppure solo al momento della verifica, e qual è la prova che giustifica l’affermazione che il certificato era valido al genTime (per esempio CRL/OCSP con date coerenti o altre evidenze fornite dal TSA). Se sono state rilevate incongruenze temporali o mancanze nelle evidenze di revoca, la dichiarazione deve descriverle e chiarire l’impatto sull’esito complessivo.

Va dato conto anche della conformità formale del token agli standard applicabili: la dichiarazione deve menzionare se il TST è strutturalmente conforme a RFC 3161 o ad eventuali profili ETSI adottati, e se i campi obbligatori sono presenti e coerenti (ad esempio presenza della policy OID, di genTime, di messageImprint, del serial number). Nel caso in cui la verifica includa controlli aggiuntivi di conformità normativa (per esempio requisiti nazionali o di settore), bisogna descrivere quali controlli sono stati eseguiti e con quale esito, indicando le regole o le norme di riferimento utilizzate per valutare la conformità.

Dal punto di vista probatorio e operativo, la dichiarazione dovrebbe dettagliare le evidenze raccolte e conservate: il token di marcatura temporale integrale (raw), il certificato o i certificati forniti con il token, le eventuali risposte OCSP o CRL scaricate al momento della verifica, il risultato del ricalcolo dell’hash e il log delle operazioni crittografiche eseguite, con indicazione degli strumenti e delle versioni software utilizzati. È importante specificare l’istante esatto della verifica, cioè la data e l’ora in cui chi redige la dichiarazione ha effettuato i controlli, perché ciò consente di comprendere la relazione temporale fra la generazione della marcatura e la verifica delle evidenze.

Esempio dichiarazione validità marcatura temporale​

DICHIARAZIONE DI VALIDITÀ DELLA MARCATURA TEMPORALE

Il/La sottoscritto/a ____________ (nome e cognome),
nato/a a ____________ il ____________,
codice fiscale ____________,
in qualità di ____________ presso ____________ (denominazione ente/organizzazione/impresa),
con sede legale in ____________,
referente per le operazioni di marcatura temporale: ____________,

PREMESSO CHE
– la marcatura temporale oggetto della presente dichiarazione è stata apposta al documento/oggetto identificato come: ____________;
– il fornitore del servizio di marcatura temporale (TSA) è: ____________;
– l’identificativo univoco della marcatura temporale (TST ID o equivalente) è: ____________;

DICHIARA

1. Che la marcatura temporale di cui sopra è stata emessa in data e ora (UTC) ____________ e riporta come riferimento temporale la misura fornita dalla TSA indicata;
2. Che l’hash del documento oggetto della marcatura temporale è: ____________ e l’algoritmo di hash utilizzato è: ____________;
3. Che il certificato digitale/chiave pubblica della TSA utilizzata è identificato da: ____________ (numero seriale, fingerprint o riferimento);
4. Che le procedure tecniche e operative impiegate per l’apposizione e la verifica della marcatura temporale sono conformi a: ____________ (norme, standard, regolamenti);
5. Che la verifica della marcatura temporale, effettuata mediante il seguente procedimento: ____________, ha prodotto il seguente esito: ____________ (es. valida / non valida / valida con riserva);
6. Che al momento della verifica non sono emerse anomalie relative all’integrità del documento marcato e alla corrispondenza tra hash e contenuto, salvo quanto eventualmente riportato in: ____________;
7. Che eventuali limitazioni o condizioni di validità sono: ____________;

DICHIARA INOLTRE
– di essere in possesso dei poteri e delle informazioni necessarie per rilasciare la presente dichiarazione;
– di assumersi la responsabilità delle dichiarazioni rese, nei limiti previsti dalla normativa vigente.

La presente dichiarazione è rilasciata per gli usi consentiti dalla legge e per attestare la validità della marcatura temporale sopra indicata.

Luogo: ____________
Data: ____________

Firma del dichiarante: ____________
Nome e qualifica: ____________
Contatti: ____________

Fac simile dichiarazione vendita smartphone usato​

È un documento scritto, spesso semplice e firmato dalle parti, che attesta il trasferimento di proprietà di uno smartphone usato indicando chi vende, chi compra, il dispositivo (anche tramite IMEI), la data e il prezzo. Serve a dare prova della compravendita per tutelare venditore e acquirente: permette di dimostrare la legittima proprietà in caso di contestazioni, facilita pratiche come richieste di garanzia o sblocco/registrazione presso operatori e limita la responsabilità del venditore per eventuali usi successivi del dispositivo.

Come scrivere una dichiarazione vendita smartphone usato​

Per redigere una dichiarazione di vendita di uno smartphone usato è fondamentale che il documento contenga, espresso in modo chiaro e inequivocabile, l’identificazione completa delle parti coinvolte: nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, codice fiscale e i dati del documento di identità con numero, autorità che lo ha rilasciato e data di rilascio; se il venditore o l’acquirente è una società vanno inseriti ragione sociale, sede legale, partita IVA e rappresentante legale. Segue la descrizione dettagliata del bene ceduto: marca, modello preciso (inclusa la variante commerciale se rilevante), colore, capacità di memoria interna, numero di serie e soprattutto IMEI/MEID (o codici equivalenti) per tutte le SIM slot se presenti; è utile indicare anche il numero di matricola riportato sul dispositivo o sulla scatola originale. Occorre altresì specificare lo stato fisico ed elettronico del dispositivo, con una descrizione puntuale di eventuali graffi, ammaccature, crepe, parti sostituite (schermo, scocca, batteria) e la storia di riparazioni effettuate, specificando dove e quando sono state eseguite e se sono stati utilizzati ricambi originali o compatibili. La dichiarazione dovrebbe includere informazioni precise sulla funzionalità: se il touchscreen, i tasti, il microfono, l’altoparlante, la fotocamera anteriore/posteriore, i sensori, il jack audio o la porta di ricarica funzionano correttamente, la presenza di difetti software ricorrenti, eventuali problemi di surriscaldamento, e l’effettiva capacità residua della batteria espressa in percentuale di salute o in cicli di carica se disponibile.

Devono essere indicati data, luogo e ora della consegna del dispositivo nonché il prezzo concordato e le modalità di pagamento (contanti, bonifico, assegno, ecc.), con l’eventuale dichiarazione di avvenuto pagamento o, se previsto, l’ammontare di un acconto, le scadenze per il saldo e le condizioni per l’eventuale restituzione dell’acconto. La dichiarazione deve poi chiarire lo stato di garanzia: se la vendita avviene tra privati è prassi dichiarare che il bene viene ceduto nello stato di fatto in cui si trova (“visto e piaciuto”), specificando se il venditore intende offrire una garanzia aggiuntiva o un periodo di prova; se il venditore è un professionista o il prodotto è ancora coperto da garanzia ufficiale del produttore o da estensione commerciale, va indicato esplicitamente il tipo di garanzia, la durata residua e le condizioni per l’esercizio della stessa. È inoltre cruciale che il venditore dichiari espressamente di esserne il legittimo proprietario, che il dispositivo non è gravato da vincoli, pignoramenti, contratti di finanziamento in corso o altre limitazioni alla trasferibilità, e che non risulta denunciato come smarrito o rubato; questa parte può essere accompagnata da una frase che autorizzi l’acquirente a verificare autonomamente lo stato dell’IMEI presso le banche dati pubbliche o private.

Devono comparire anche le informazioni relative alla situazione software e alla privacy: il venditore dovrebbe dichiarare di aver rimosso tutti i propri account personali, di aver effettuato il reset alle impostazioni di fabbrica e di aver disattivato eventuali blocchi di attivazione legati a servizi cloud (ad esempio il blocco di iCloud/Activation Lock), oppure indicare se il dispositivo è ancora associato a un account e come ciò verrà risolto prima della consegna. È utile inserire una clausola che attesti il trasferimento di eventuali accessori originali e della confezione (caricabatterie, cavo, cuffie, manuali, eventuale cover, viti o tool), specificando quali oggetti sono inclusi e in che stato, perché un generico “incluso” può generare contestazioni successive. Se il dispositivo è soggetto a vincoli di operatore (SIM lock) o è sbloccato per tutti gli operatori, tale condizione deve essere esplicitata; analogamente va dichiarato se il dispositivo è stato “riflashato” o se è presente software non originale o modifiche al sistema operativo.

Per tutelare entrambe le parti conviene inserire una dichiarazione di presa visione e accettazione dello stato del bene da parte dell’acquirente: una formula in cui l’acquirente dichiara di aver esaminato il dispositivo, di averne verificato le funzionalità e lo stato estetico e tecnico e di accettarlo nelle condizioni in cui si trova al momento della consegna. La dichiarazione può contenere anche l’indicazione della scelta del foro competente in caso di eventuali controversie, oppure una formula che rimandi alle norme di legge applicabili, ma per questioni di valore economico significativo o per condizioni particolari è consigliabile farsi assistere da un professionista per la formulazione di clausole specifiche. Infine il documento deve essere datato e sottoscritto in originale da entrambe le parti; è buona prassi allegare copia dei documenti di identità di venditore e compratore e, se possibile, conservare prove del pagamento (ricevuta, estratto conto, screenshot) e fotografie del dispositivo prese al momento della consegna che mostrino l’IMEI e lo stato esteriore, così da avere elementi probatori utili in caso di contestazione. Se si desidera una maggiore formalità si possono redigere due originali firmati, uno per ciascuna parte, e prevedere la firma di un testimone o la registrazione dell’atto secondo le modalità previste dal diritto locale; in ogni caso, date le possibili differenze normative tra vendite tra privati e vendite da professionisti, prima di predisporre clausole che impattano diritti di garanzia o responsabilità è prudente consultare un consulente legale.

Esempio dichiarazione vendita smartphone usato​

DICHIARAZIONE DI VENDITA DI SMARTPHONE USATO

Il/La sottoscritto/a: ____________________________
(nome e cognome) __________________________________________

Nato/a a: ____________________________ il: ____________________________
(Comune/provincia) (data di nascita)

Codice fiscale: ____________________________
Documento d’identità (tipo e numero): ____________________________

Residente in: ____________________________
(via, numero civico, CAP, città, provincia) ____________________________

Di seguito denominato/a “Venditore”

Cessionario/Acquirente:
Nome e cognome: ____________________________
Nato/a a: ____________________________ il: ____________________________
Codice fiscale: ____________________________
Documento d’identità (tipo e numero): ____________________________
Residente in: ____________________________
(via, numero civico, CAP, città, provincia) ____________________________

Di seguito denominato/a “Acquirente”

DICHIARA

1) Di essere proprietario/a e legittimo/a detentore/trice del seguente bene mobile:
– Marca: ____________________________
– Modello: ____________________________
– Colore: ____________________________
– Capacità memoria: ____________________________
– Numero di serie: ____________________________
– IMEI (SIM 1): ____________________________
– IMEI (SIM 2, se applicabile): ____________________________
– Altro identificativo: ____________________________

2) Stato di conservazione e funzionamento:
– Condizioni estetiche: ____________________________
– Funzionamento (batteria, schermo, fotocamera, altoparlante, microfono, sensori ecc.): ____________________________
– Difetti o vizi noti: ____________________________

3) Accessori ceduti unitamente al dispositivo:
– Caricabatterie: ____________________________
– Cavo: ____________________________
– Auricolari: ____________________________
– Custodia: ____________________________
– Altri accessori: ____________________________

4) Dichiarazioni del Venditore:
– Il dispositivo è di mia esclusiva proprietà: ____________________________
– Il dispositivo non è gravato da vincoli, pegni, ipoteche o sequestri: ____________________________
– Il dispositivo non risulta denunciato come smarrito o rubato: ____________________________
– Eventuali altri vincoli o pendenze: ____________________________

5) Termini della vendita:
– Luogo della cessione: ____________________________
– Data della cessione: ____________________________
– Prezzo di vendita concordato: Euro ____________________________
– Modalità di pagamento: ____________________________

6) Garanzie e condizioni:
– La presente vendita avviene (barrare/indicare): ____________________________
(es. tra privati senza garanzia / con garanzia limitata / con garanzia come da accordo)
– Eventuali condizioni o patti particolari: ____________________________

Con la sottoscrizione del presente atto, il Venditore cede e trasferisce ogni diritto sul suddetto dispositivo all’Acquirente, che dichiara di averlo visionato, provato e accettato nello stato in cui si trova.

Luogo: ____________________________ Data: ____________________________

Firme

Il/La Venditore (firma) ____________________________

Il/La Acquirente (firma) ____________________________

Fac simile dichiarazione di vendita tra azienda​

Una dichiarazione di vendita tra aziende è un documento formale che attesta l’avvenuta o concordata cessione di beni o servizi da un’impresa a un’altra, indicando elementi come le parti coinvolte, la descrizione dei beni o servizi, le quantità, il prezzo e i termini di consegna e pagamento; serve a fornire prova contrattuale e fiscale della transazione, a supportare la contabilità e la fatturazione, a rispettare obblighi fiscali e doganali quando previsti e a tutelare le parti in caso di controversie o necessità di riconciliazione commerciale.

Come scrivere una dichiarazione di vendita tra azienda​

Per redigere una dichiarazione di vendita fra aziende in modo completo e professionalmente solido è necessario includere, espresso in maniera chiara e inequivocabile, l’identificazione completa delle parti contraenti: la ragione sociale e la forma giuridica, la sede legale e l’eventuale sede operativa, il numero di partita IVA e codice fiscale, il numero di iscrizione al Registro delle Imprese o altro registro equivalente, eventuali riferimenti a licenze o autorizzazioni rilevanti e i dati anagrafici del legale rappresentante o dei delegati che sottoscrivono l’atto, con indicazione del relativo mandato o procura che attesti il potere di firma. La dichiarazione deve poi descrivere con precisione l’oggetto della vendita: la natura dei beni o dei servizi ceduti, specifiche tecniche, codici identificativi come SKU o numeri di parte, eventuali numeri di serie, quantità, qualità e stato (nuovo, rigenerato, come nuovo), nonché eventuali disegni tecnici, schede di sicurezza o documentazione tecnica che facciano parte integrante dell’accordo. Quando si vendono beni industriali o prodotti soggetti a normative tecniche è fondamentale richiamare o allegare i certificati di conformità, le dichiarazioni di conformità CE, i report di collaudo, le dichiarazioni di origine, i codici doganali (HS) e ogni documentazione richiesta per l’esportazione o l’importazione.

La determinazione del corrispettivo deve essere esplicitata con chiarezza: il prezzo unitario e il prezzo totale, la valuta in cui si esprime l’obbligazione, le imposte applicabili (IVA, imposte indirette, dazi doganali), eventuali sconti, abbuoni o meccanismi promozionali, nonché le modalità di adeguamento del prezzo nel tempo se previsto (indicizzazione, revisione in base a indici di costo, clausole di revisione per materie prime). Vanno specificati i termini e le modalità di fatturazione e pagamento, con indicazione della tempistica (scadenze, eventuali rateazioni), delle modalità di pagamento accettate (bonifico bancario con IBAN e SWIFT/BIC, assegno, lettera di credito, RID, factoring), le coordinate bancarie complete dell’azienda venditrice, eventuali cauzioni o garanzie richieste, nonché le conseguenze di ritardato pagamento: interessi moratori calcolati secondo la normativa applicabile, penalità e diritto di sospendere ulteriori consegne. Se la transazione comporta l’emissione di documenti fiscali specifici o dichiara caratteristiche particolari ai fini IVA (esportazione, cessione intracomunitaria, reverse charge), la dichiarazione dovrà riportare le formule legislative rilevanti o i riferimenti normativi che giustificano le esenzioni o le particolari modalità contabili.

La disciplina della consegna e del trasferimento del rischio costituisce un elemento cruciale: è opportuno richiamare esplicitamente gli Incoterms (specificando l’edizione adottata) o, in mancanza, descrivere il luogo di consegna, i tempi e le scadenze, la modalità di imballo, etichettatura e marcatura, la responsabilità per il trasporto e il caricamento/scarico, oltre ai documenti di trasporto richiesti (lettera di vettura, polizza di carico, CMR, packing list) e i termini per la presa in consegna da parte dell’acquirente. Devono essere altresì chiarite le regole relative al trasferimento della proprietà e del rischio: se la proprietà si trasferisce al momento della consegna, al pagamento integrale o è soggetta a clausola di riserva di proprietà fino al saldo, e quali sono le implicazioni in caso di danni o perdita durante il trasporto. È indispensabile descrivere la procedura di ispezione e accettazione: modalità e termini per il controllo qualitativo e quantitativo, limiti temporali per segnalare vizi o difformità, modalità per effettuare resi, riparazioni, sostituzioni e ispezioni indipendenti, oltre agli oneri a carico di ciascuna parte durante l’eventuale fase di contestazione.

Le garanzie e le responsabilità devono essere disciplinate in modo esaustivo: durata e portata delle garanzie contrattuali e legali, eventuali esclusioni o limitazioni (ad esempio esclusione di danni indiretti o perdita di profitto), obblighi del venditore in caso di difetto, termini per la riparazione o la sostituzione, e le modalità di rimborso qualora la riparazione o la sostituzione non siano possibili. Vanno poi chiariti i limiti di responsabilità economica e materiale, i meccanismi di indennizzo e le assicurazioni richieste (polizze per responsabilità civile, trasporto o prodotti), nonché le garanzie bancarie o fideiussorie a copertura di inadempienze. In presenza di prodotti che possono generare responsabilità di terzi o obblighi di richiamo sul mercato, è bene stabilire ruoli, processi di comunicazione e ripartizione dei costi relativi al ritiro/richiamo.

Aspetti normativi, conformità e due diligence legale e di conformità sono di grande rilevanza in una dichiarazione di vendita tra aziende: il venditore dovrebbe dichiarare il rispetto delle normative applicabili (applicabili normative ambientali, di sicurezza sul lavoro, normative specifiche del settore), l’assenza di vincoli, ipoteche o diritti di terzi sui beni ceduti, e l’osservanza di leggi contro la corruzione, il riciclaggio e le sanzioni internazionali. Se i beni o i servizi coinvolgono componenti soggetti a restrizioni (ad esempio dual-use, tecnologie critiche, prodotti chimici regolamentati), la dichiarazione deve richiamare l’adeguatezza a eventuali controlli di esportazione e l’obbligo di ottenere licenze o autorizzazioni, nonché le informazioni necessarie per adempiere alle pratiche doganali. Inoltre, quando i beni contengono materiali o minerali provenienti da zone soggette a obblighi di due diligence sulla catena di approvvigionamento (conflict minerals), è opportuno inserire le dichiarazioni di tracciabilità e conformità richieste dai clienti o dalla normativa.

La tutela della riservatezza e della proprietà intellettuale va regolata con attenzione: la dichiarazione dovrebbe prevedere clausole che delimitino l’utilizzo, la divulgazione e la protezione delle informazioni confidenziali scambiate in relazione alla vendita, nonché la titolarità dei diritti di proprietà intellettuale sui prodotti, sui disegni, sui know-how e sulla documentazione tecnica, distinguendo chiaramente tra la cessione di beni e la licenza d’uso di software o brevetti. Quando la vendita comporta la fornitura di software o componenti immateriali, è fondamentale specificare i termini di licenza, i diritti concessi, le restrizioni d’uso, le limitazioni di responsabilità per difetti software e l’eventuale obbligo di aggiornamenti o manutenzione, oltre alla gestione dei dati personali: se la fornitura richiede il trattamento di dati personali, la dichiarazione dovrebbe richiamare gli obblighi ai sensi del GDPR e indicare se è necessario un accordo separato di Data Processing Agreement che disciplini ruoli, misure di sicurezza e responsabilità.

Le clausole contrattuali relative all’esecuzione, alla durata, alla risoluzione e agli effetti della cessazione devono essere formulate con precisione: il contratto dovrebbe stabilire la durata dell’accordo, le condizioni in cui ciascuna parte può risolvere anticipatamente (inadempimento sostanziale, insolvenza, scandali di conformità), i termini di preavviso, le modalità di liquidazione degli obblighi residui e la gestione delle scorte, dei prodotti in corso di elaborazione e dei materiali non ancora consegnati. È utile prevedere clausole di forza maggiore che definiscano gli eventi che esonerano temporaneamente le parti dall’adempimento, gli obblighi di comunicazione tempestiva e le possibili soluzioni (sospensione, estensione dei termini, risoluzione se l’evento persiste). Per le controversie previste e impreviste, la dichiarazione dovrebbe indicare la legge applicabile e il foro competente o il ricorso a procedure di arbitrato, precisando la lingua del contratto e ogni meccanismo di risoluzione alternativa delle controversie al fine di evitare ambiguità nella fase esecutiva.

È prassi consolidata allegare alla dichiarazione di vendita tutti i documenti tecnici e amministrativi che completano e chiariscono l’accordo: contratti quadro, ordini di acquisto, specifiche tecniche dettagliate, piani di controllo qualità, certificati di prova, schede tecniche e schede di sicurezza per sostanze pericolose, certificazioni ambientali e di qualità, nonché ogni documento doganale o di conformità richiesto. Questi allegati vanno richiamati esplicitamente nel corpo della dichiarazione come parte integrante del contratto per evitare contestazioni sulla loro efficacia. È inoltre opportuno prevedere l’obbligo di conservazione dei documenti e il diritto di audit a favore dell’acquirente o del venditore, se necessario per verificare il rispetto degli obblighi contrattuali e normativi.

Esempio dichiarazione di vendita tra azienda​

DICHIARAZIONE DI VENDITA TRA AZIENDE

Tra
1) Ragione sociale Venditore: ____________
Sede legale: ____________
Indirizzo: ____________
Partita IVA / Codice fiscale: ____________
Numero REA / Registro imprese: ____________
Rappresentante legale: ____________
Contatti (telefono/email): ____________

E
2) Ragione sociale Acquirente: ____________
Sede legale: ____________
Indirizzo: ____________
Partita IVA / Codice fiscale: ____________
Numero REA / Registro imprese: ____________
Rappresentante legale: ____________
Contatti (telefono/email): ____________

Premesso che
– Il Venditore è titolare dei beni/servizi descritti nella presente;
– L’Acquirente intende acquistare tali beni/servizi alle condizioni di seguito specificate;

Si conviene e si stipula quanto segue.

1. Oggetto della vendita
Descrizione dei beni/servizi: ____________
Specifiche tecniche / caratteristiche: ____________
Quantità: ____________
Codice articolo / Riferimento: ____________
Allegati descrittivi (se presenti): ____________

2. Prezzo e condizioni economiche
Prezzo unitario: ____________ (___________ valuta)
Prezzo totale: ____________ (___________ valuta)
Sconti/agevolazioni concordati: ____________
Modalità di fatturazione: ____________
Termini e scadenze di pagamento: ____________
Interessi di mora in caso di ritardo: ____________

3. Consegna e tempi
Luogo di consegna: ____________
Termine di consegna: ____________
Modalità di spedizione/trasporto: ____________
Costi di consegna a carico di: ____________
Documenti di accompagnamento: ____________

4. Trasferimento di rischio e proprietà
Momento di trasferimento del rischio: ____________
Momento di trasferimento della proprietà: ____________

5. Garanzie e conformità
Periodo di garanzia: ____________
Ambito della garanzia: ____________
Procedura per reclami e resi: ____________

6. Obblighi delle parti
Obblighi del Venditore: ____________
Obblighi dell’Acquirente: ____________

7. Responsabilità e limitazioni
Limiti di responsabilità: ____________
Assicurazioni richieste: ____________

8. Riservatezza
Le parti si impegnano a mantenere riservate le informazioni commerciali e tecniche: ____________
Durata dell’obbligo di riservatezza: ____________

9. Durata e risoluzione
Durata del contratto: ____________
Cause di risoluzione anticipata: ____________
Effetti della risoluzione: ____________

10. Forza maggiore
Eventi di forza maggiore e effetti sugli obblighi: ____________

11. Legislazione applicabile e foro competente
Legge applicabile: ____________
Foro competente: ____________

12. Clausole finali
Accordo integrale tra le parti: ____________
Modifiche e integrazioni: ____________
Comunicazioni tra le parti: ____________

Allegati: ____________

Luogo: ____________ Data: ____________

Per il Venditore
Ragione sociale: ____________
Firma: ______________________
Nome e qualifica: ____________

Per l’Acquirente
Ragione sociale: ____________
Firma: ______________________
Nome e qualifica: ____________