Fac simile revoca domanda di trasferimento​

La revoca della domanda di trasferimento è l’atto con cui chi ha chiesto un trasferimento ritira ufficialmente la propria richiesta prima che questa venga accolta o prima che si concluda la procedura. Serve a interrompere il procedimento di mobilità per evitare il trasferimento, correggere un errore nella domanda o perché sono cambiate le esigenze personali o professionali; una volta accettata la revoca la domanda non viene più valutata e il richiedente resta nella sede d’origine salvo diverse disposizioni.

Come scrivere una revoca domanda di trasferimento​

In qualità di esperto, ti spiego in modo approfondito quali elementi devono comparire in una revoca di domanda di trasferimento per far sì che la dichiarazione sia valida, chiara e facilmente gestibile dall’amministrazione destinataria. È fondamentale innanzitutto inserire i dati identificativi completi del richiedente: il nome e cognome esatti così come risultano nei documenti ufficiali, la data e il luogo di nascita, il codice fiscale, e l’eventuale numero di matricola o identificativo di ruolo utilizzato dall’amministrazione. Occorre indicare chiaramente l’ente o l’ufficio di appartenenza e l’inquadramento professionale (profilo/qualifica/posizione giuridica e economica), nonché la sede di servizio attuale, in modo che non vi siano dubbi sulla persona cui la revoca si riferisce. A questi dati anagrafici va aggiunto un recapito aggiornato: indirizzo postale, numero di telefono e indirizzo PEC o e‑mail se la comunicazione è inviata per via telematica, perché l’amministrazione deve poter confermare l’avvenuta ricezione o comunicare eventuali riscontri.

È indispensabile richiamare con precisione la domanda che si intende revocare: vanno quindi riportati il numero di protocollo e la data della domanda originaria, la tipologia dell’istanza (ad esempio domanda di mobilità volontaria, trasferimento d’ufficio ecc.), il riferimento al bando o all’avviso (denominazione dell’operazione, periodo/anno, eventuale codice della procedura) e la specificazione delle preferenze espresse nella domanda che si intendono annullare (indicare le sedi o le preferenze numerate se la revoca è parziale). La formulazione della revoca deve essere inequivocabile: una frase semplice e diretta che dichiari la volontà di revocare o ritirare la domanda presentata, precisando se la revoca è totale — cioè riguarda tutte le sedi e ogni effetto della domanda — oppure parziale, specificando esattamente quali preferenze o quali effetti si vogliono mantenere o eliminare. Se la revoca incide su domande correlate o su graduatorie, è opportuno richiamare anche questi elementi per evitare effetti amministrativi inattesi.

La data a partire dalla quale si intende rendere efficace la revoca va esplicitata, così come va chiarito se si chiede di mantenere lo stato attuale (ovvero di restare nella sede di servizio in corso) oppure se si richiede l’annullamento di qualsiasi procedura derivante dall’istanza originaria. Se nella domanda originaria erano state rilasciate autocertificazioni, dichiarazioni o consensi particolari, è utile dichiarare esplicitamente l’annullamento di tali dichiarazioni o la mancata volontà di produrre ulteriori effetti. L’atto deve contenere una chiara richiesta di presa d’atto da parte dell’amministrazione e, se ritenuto necessario, la richiesta di comunicazione scritta dell’avvenuta cancellazione della domanda dai registri di protocollo o dalle graduatorie, perché la ricevuta documentale è spesso importante per eventuali contestazioni successive.

Dal punto di vista formale non va mai dimenticata la firma del richiedente; se la revoca viene inviata in formato cartaceo occorre apporre la firma autografa e allegare una copia fotostatica di un documento di identità valido; se si utilizza la PEC o una piattaforma telematica, la revoca dovrebbe essere firmata digitalmente in conformità alle regole dell’amministrazione per garantirne l’autenticità. Se la presentazione è effettuata da un delegato, la delega deve essere allegata e firmata secondo le modalità previste, con copia del documento del delegato e del delegante. È buona prassi includere gli eventuali documenti allegati alla revoca e un elenco, ma sempre nella forma narrata: ad esempio specificando che si allega copia della domanda originaria, la copia del documento d’identità e, se necessario, eventuali documenti giustificativi della decisione di revoca.

È cruciale rispettare i termini e le modalità previste dall’avviso o dal regolamento che disciplina i trasferimenti: molte procedure ammettono la revoca solo entro termini stretti o prevedono effetti particolari in caso di revoca tardiva. Per questo motivo nella comunicazione è opportuno indicare la data di spedizione o di presentazione della revoca e la modalità di invio (consegna a mano, raccomandata A/R, PEC), chiedendo esplicitamente la ricevuta o la conferma di presa in carico. Infine, benché non sempre obbligatoria, la motivazione della revoca può essere riportata in modo succinto se si ritiene utile per la pratica amministrativa (ad esempio cambio di residenza, sopraggiunta incompatibilità o altra esigenza personale), ma è importante che la motivazione non introduca ambiguità sulla volontà di ritirare l’istanza: la dichiarazione di revoca deve prevalere e rimanere chiara e univoca rispetto alle spiegazioni fornite.

In sintesi, una revoca di domanda di trasferimento efficace contiene dati identificativi completi, il richiamo preciso alla domanda originale e al bando, la dichiarazione esplicita di revoca totale o parziale con indicazione delle preferenze interessate, la data di efficacia, la richiesta di presa d’atto e comunicazione di avvenuta cancellazione, la firma e i documenti d’identità o le firme digitali necessarie, e la modalità di invio con richiesta di ricevuta. Inoltre è essenziale verificare le scadenze e le regole specifiche del concorso o della procedura prima di inviare la revoca, per evitare che venga considerata irricevibile o inefficace.

Esempio revoca domanda di trasferimento​

Alla cortese attenzione del Dirigente Scolastico
Istituto: ____________
Indirizzo: ____________
Città: ____________

Oggetto: Revoca della domanda di trasferimento

Il/La sottoscritto/a ____________ nato/a a ____________ il ____________, codice fiscale ____________, in servizio presso l’Istituto ____________ in qualità di ____________, con sede in ____________,

premesso che ha presentato istanza di trasferimento in data ____________ e protocollata con n. ____________,

con la presente

CHIEDE
la revoca integrale della suddetta domanda di trasferimento presentata in data ____________ e protocollata con n. ____________, e pertanto richiede che la procedura avviata venga annullata e che non siano effettuati provvedimenti di trasferimento o assegnazione in base alla predetta istanza.

Motivazione della revoca (se desiderata): ____________

Si richiede altresì l’attestazione dell’avvenuta presa in carico della presente revoca e comunicazione dell’esito al recapito indicato.

Luogo e data: ____________

Firma: ____________

Recapito telefonico: ____________
Indirizzo e-mail: ____________

Fac simile revoca proposta di acquisto

La revoca della proposta di acquisto è l’atto con cui chi ha fatto un’offerta per comprare un bene decide di ritirarla prima che il venditore l’abbia accettata; serve a liberare l’autore dell’offerta dall’obbligo di concludere il contratto quando l’accettazione non è ancora intervenuta. Se invece l’offerta è già stata accettata o è stata resa espressamente irrevocabile (ad esempio con pattuizioni o cauzione), la revoca non produce effetto e possono nascere responsabilità o obblighi.

Come scrivere una revoca proposta di acquisto

Per redigere una revoca di una proposta di acquisto in modo completo e solido dal punto di vista probatorio e pratico occorre inserire nel testo tutti gli elementi che permettono di identificare con precisione l’atto che si intende revocare, le parti coinvolte, lo stato delle obbligazioni accessorie (come eventuali caparre o termini di irrevocabilità) e le modalità con cui si chiede che la revoca produca effetto, accompagnando il tutto con la documentazione che renda evidente la titolarità del soggetto che revoca e le prove dell’operazione. In apertura del documento è quindi opportuno indicare chiaramente il nome e i dati anagrafici completi della persona che revoca la proposta (nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza o domicilio eletto ai fini della comunicazione), specificando se agisce in proprio o in qualità di rappresentante di terzi e allegando, se necessario, copia del mandato o della procura. Allo stesso modo deve essere indicato con precisione il destinatario della revoca: il nome del potenziale venditore o del soggetto che ha ricevuto la proposta, l’eventuale agenzia immobiliare o intermediario che ha gestito la trattativa e ogni riferimento utile (PEC, indirizzo di posta ordinaria, indirizzo dell’agenzia) a cui la comunicazione va inviata e di cui si chiede conferma di ricezione.

Per evitare ambiguità è fondamentale richiamare puntualmente la proposta che si intende revocare: la data in cui quella proposta è stata sottoscritta e trasmessa, il contenuto essenziale della stessa (l’immobile oggetto della proposta con l’indirizzo completo e, se disponibile, i riferimenti catastali quali foglio, particella e subalterno o altri identificativi catastali), il prezzo offerto e le condizioni economiche indicate (importo della caparra, termini e modalità di pagamento, eventuali clausole risolutive o condizionali), oltre a ogni comunicazione successiva che abbia modificato o integrato la proposta originaria. Questa descrizione precisa serve non solo a rendere inequivocabile quale atto si voglia annullare ma anche a chiarire la situazione delle somme già versate e degli impegni temporanei assunti.

Il nucleo della revoca deve contenere una dichiarazione esplicita, inequivocabile e non ambigua, in cui il proponente manifesta la volontà di ritirare la proposta di acquisto. È utile che la dichiarazione specifichi che la revoca riguarda esclusivamente la proposta citata, che si chiede di considerare tale proposta priva di efficacia e di non tenerne conto ai fini di eventuali accettazioni future. Se nella proposta era stata prevista un’indicazione di irrevocabilità per un determinato periodo, o se era stata concordata una scadenza per l’accettazione, la revoca dovrebbe fare riferimento esplicito a tale clausola e chiarire la ragione per cui si esercita la revoca (ad esempio: revoca esercitata prima della scadenza del termine e prima dell’avvenuta accettazione; oppure cessazione dell’efficacia per sopravvenuta impossibilità, qualora rilevante). Se si pretende la restituzione di una caparra o il rimborso di somme versate a titolo di impegno, la revoca deve richiederne esplicitamente la restituzione, indicando l’ammontare versato, la data del versamento, la modalità con cui era stato effettuato (bonifico, assegno, contanti) e fornendo le coordinate bancarie o un altro dato utile per l’accredito, oppure indicando che si intende ritirare l’importo in altra modalità concordata. È opportuno chiarire anche se si intende rinunciare formalmente a qualsiasi pretesa o, al contrario, se la revoca è senza rinuncia alle eventuali azioni per il recupero di somme o danni, perché questo incide sulle conseguenze pratiche e giuridiche della comunicazione.

Dal punto di vista formale, la revoca deve essere datata, firmata e accompagnata da un documento di identità valido del soggetto che la sottoscrive, oppure dalla procura in originale o copia conforme qualora la revoca sia firmata da un rappresentante. La firma deve risultare leggibile e riconducibile al soggetto indicato; nel caso di invio tramite posta elettronica certificata (PEC) va indicata la casella PEC da cui la comunicazione è inviata e, se possibile, allegata copia della ricevuta di invio; in caso di raccomandata con ricevuta di ritorno va conservata e, se possibile, allegata la ricevuta. È buona prassi richiedere esplicitamente una conferma di ricezione da parte del destinatario e fissare un termine per la stessa, così da poter dimostrare che la revoca è stata portata a conoscenza del destinatario entro un periodo determinato. Se sono intervenuti intermediari o terze parti che hanno ricevuto la proposta, la revoca dovrebbe essere notificata anche a questi soggetti, perché la conoscenza dell’atto da parte di intermediari può avere effetti sulla efficacia della revoca e sull’eventuale responsabilità dell’intermediario stesso.

È importante affrontare la questione delle conseguenze della revoca all’interno della comunicazione: se si ritiene che l’accettazione non sia avvenuta e quindi la revoca sia pienamente efficace, è utile precisare che la revoca viene esercitata in quanto nessuna accettazione è stata ricevuta entro i termini pattuiti; se invece esiste il rischio che l’altra parte sostenga di aver già accettato o che intenda trattenere la caparra come penale, la revoca dovrebbe esprimere la riserva di valutare le azioni necessarie per ottenere il rimborso o per contestare pretese risarcitorie, lasciando aperta la possibilità di risoluzione stragiudiziale ma preservando i diritti. Nel caso in cui la proposta contenesse clausole penali o una caparra confirmatoria, occorre sapere che la revoca potrebbe non liberare automaticamente dalle conseguenze patrimoniali previste dalla proposta stessa: la lettera di revoca dovrebbe, pertanto, richiedere espressamente il rimborso della somma versata e indicare la base giuridica della richiesta, nonché il termine entro cui si pretende la restituzione prima di intraprendere altre iniziative. Analogamente, se con la proposta erano state stabilite condizioni sospensive o riservate e queste si sono verificate o meno, la revoca dovrebbe fare riferimento allo stato di tali condizioni per evitare contestazioni sulla loro effettiva presenza o assenza.

Allegare alla revoca una copia della proposta di acquisto originaria e di qualsiasi documentazione integrativa (ricevute di versamento della caparra, corrispondenza intercorsa, copie dei documenti di identità) rafforza la posizione probatoria e rende immediatamente verificabile che si sta parlando dello stesso atto. Nel caso in cui la revoca sia riferita a un immobile è consigliabile includere la documentazione catastale o altri elementi identificativi che si possiedono, oppure indicare che la proposta originaria allegava tali documenti, così da evitare futuri fraintendimenti su quale bene fosse oggetto della proposta. Se la revoca viene inviata tramite persona delegata o attraverso studi professionali, è opportuno concretizzare chi ha ricevuto la delega, con quale potere operativo e allegare copia della procura. Infine, per ragioni pratiche ed evidenti, è utile conservare copia cartacea e digitale della revoca e di tutte le ricevute di invio e di eventuale ricezione; la scelta tra PEC, raccomandata con ricevuta di ritorno o consegna a mano con firma per ricevuta dipende dal livello di formalità che si desidera raggiungere e dalla necessità di prova dell’avvenuta notifica.

Per decisioni che possono avere rilevanti implicazioni patrimoniali o per situazioni in cui c’è il rischio che la controparte consideri la proposta comunque vincolante, è prudente valutare il coinvolgimento di un consulente legale o di un notaio prima di inviare la revoca, perché le conseguenze di una revoca tardiva o mal formulata possono includere pretese di adempimento o richieste di risarcimento. Una revoca ben strutturata, precisa nei riferimenti, formalmente corretta nella sottoscrizione e nei metodi di trasmissione, corredata dalla documentazione comprovante la titolarità e i pagamenti, e focalizzata tanto sulla volontà di revocare quanto sulle azioni da intraprendere in caso di contestazione, riduce al minimo il rischio di equivoci e tutela meglio gli interessi del soggetto che intende ritirare la propria proposta di acquisto.

Esempio revoca proposta di acquisto

Luogo e data: ____________

Spett.le ____________
Indirizzo: ____________
CAP / Città: ____________

Oggetto: Revoca della proposta di acquisto del ____________

Il/La sottoscritto/a
Nome e cognome: ____________
Nato/a il: ____________ a: ____________
Codice fiscale: ____________
Residente in: ____________
Via/Piazza: ____________ n. ____________
Telefono: ____________
Email: ____________

con riferimento alla proposta di acquisto sottoscritta in data ____________ (di seguito, “Proposta”), relativa all’immobile sito in: Indirizzo: ____________, CAP: ____________, Comune: ____________, identificato catastalmente al Foglio ____________, Particella ____________, Subalterno ____________,

DICHIARA
di revocare, con effetto immediato, la suddetta Proposta di acquisto protocollata/trasmessa in data ____________ (eventuale n. protocollo: ____________), presentata a: ____________ (venditore/agenzia/notaio), rinunciando a qualsiasi efficacia della stessa e chiedendo che la presente revoca venga presa atto e registrata.

Si richiede altresì la restituzione di eventuali somme/garanzie depositate a titolo di caparra/assegno/cauzione:
Tipo di garanzia: ____________
Numero/identificativo: ____________
Importo: ____________
Intestato a: ____________
Data versamento: ____________

Si prega di voler confermare per iscritto l’avvenuta ricezione della presente lettera di revoca e la presa d’atto della stessa entro e non oltre il giorno ____________.

Allego copia della Proposta di acquisto in oggetto e copia del mio documento di identità:
Documento: ____________
Numero: ____________
Ente rilasciante: ____________
Data rilascio: ____________

Distinti saluti.

Firma: ____________

Fac simile revoca fideiussione bancaria

La revoca della fideiussione bancaria è l’atto con cui la banca o il fideiussore manifesta la volontà di cessare la propria garanzia per obbligazioni future a favore del beneficiario. Serve a interrompere l’esposizione del garante rispetto a nuovi obblighi garantiti: non estingue in genere i debiti già maturati né le richieste già esigibili, e può essere impedita se la fideiussione è stata sottoscritta come irrevocabile o prevede condizioni particolari; perciò l’efficacia della revoca dipende dal contenuto del contratto e dalle norme applicabili.

Come scrivere una revoca fideiussione bancaria

Immagina che tu stia predisponendo la comunicazione con cui il garante bancario intende revocare una fideiussione: ogni parola conta, perché la revoca incide sui rapporti tra garante, debitore principale e beneficiario e può avere effetti diversi a seconda della natura della garanzia (revocabile o irrevocabile, a prima richiesta o subordinata a condizioni). Perciò il documento deve contenere innanzitutto l’identificazione completa e inequivocabile delle parti coinvolte: nome o ragione sociale esatta del garante, con codice fiscale/partita IVA, sede legale o domicilio ai fini della notifica, e indicazione del rappresentante legale o della persona munita dei poteri che firma la revoca, con riferimento al titolo dell’incarico o alla procura che autorizza la sottoscrizione. Allo stesso modo va identificato con precisione il beneficiario della fideiussione, con i suoi dati anagrafici o societari e l’indirizzo per le comunicazioni (PEC o indirizzo fisico per raccomandata), perché la opponibilità e l’efficacia della revoca dipendono anche dalla corretta notifica.

È indispensabile richiamare con precisione la garanzia che si intende revocare: data di emissione, eventuale numero identificativo o protocollo, la banca o l’istituto che ha emesso o ricevuto la fideiussione, l’importo garantito e la valuta, nonché il riferimento all’accordo principale garantito (ad esempio contratto di appalto, contratto di fornitura, apertura di credito), indicando titolo, data, parti e, se presenti, eventuali condizioni sospensive o determinazioni parziali dell’importo. Se la fideiussione è stata rilasciata in forma cartacea, è opportuno menzionare l’originale a cui si fa riferimento e chiedere la restituzione o l’annotazione sull’originale; se esiste un numero di riferimento bancario o un codice IBAN connesso alla garanzia, inserirlo per evitare equivoci.

La dichiarazione di revoca deve essere espressa in termini chiari e inequivoci: va indicata la volontà di revocare la garanzia, specificando la data a partire dalla quale la revoca deve ritenersi efficace e, se del caso, il motivo giuridico o contrattuale della revoca (ad esempio: scadenza del contratto principale, estinzione dell’obbligazione principale, risoluzione del rapporto, esercizio del diritto di recesso). È fondamentale precisare che la revoca riguarda esclusivamente obbligazioni future e non solleva il garante dalle eventuali responsabilità già maturate fino alla data indicata, salvo diversa previsione contrattuale; questa precisazione tutela il garante da interpretazioni secondo le quali la revoca estinguerebbe anche i crediti già sorti in capo al beneficiario.

Occorre altresì fare esplicito riferimento alla natura della fideiussione: se si tratta di una fideiussione “a prima richiesta” o di una fideiussione irrevocabile, la semplice comunicazione di revoca può risultare inefficace o inefficacemente opponibile al beneficiario finché non siano soddisfatte le condizioni previste dal contratto o dalla legge. Per questo motivo è prudente inserire nel testo l’affermazione che la revoca è effettuata nel rispetto delle clausole contrattuali e, qualora il contratto preveda un termine di preavviso o particolari modalità per la revoca, indicare di avere rispettato tali termini o, se non rispettati, come si intendano adempiere alle conseguenze previste. Se alla fideiussione sono collegate garanzie reali (pegni, ipoteche), bisogna richiedere espressamente la liberazione delle garanzie reali collegate e l’annotazione della liberazione presso i registri competenti, fornendo i riferimenti degli atti che costituiscono le garanzie.

Dal punto di vista formale è necessario specificare le modalità con cui si intende provare la ricezione della revoca da parte del beneficiario: invio tramite PEC con avviso di ricezione, raccomandata con ricevuta di ritorno, consegna a mano con firma per ricevuta, o corriere con prova di consegna. È utile richiedere al beneficiario una pronta comunicazione scritta di avvenuta ricezione e un riscontro formale dello stato degli impegni pendenti e delle eventuali richieste in corso, nonché la restituzione o l’annullamento della documentazione originale di garanzia. Se si intendono fornire documenti a supporto della revoca, come prove dell’estinzione del debito principale o del mancato rinnovo del contratto, occorre elencare tali allegati nel corpo della comunicazione e dichiarare che copie conformi degli stessi sono acquisite agli atti.

La revoca dovrebbe essere sottoscritta da chi ha potere di disporre; la firma va accompagnata dalla specificazione del ruolo e, in caso di soggetto giuridico, dalla menzione della delibera societaria o della procura che autorizza l’operazione, allegandone copia ove necessario per dimostrare la legittimazione. È opportuno lasciare un recapito aggiornato per eventuali comunicazioni successive, comprensivo di PEC, numero di telefono e indirizzo fisico, e indicare un conto corrente o IBAN per eventuali rimborsi o regolamenti consequenziali.

Nel testo della revoca è consigliabile prevedere una richiesta formale di rilascio di una quietanza o liberatoria che certifichi l’estinzione dell’obbligo di garanzia a partire dalla data fissata e l’impegno del beneficiario a non effettuare più richieste nei confronti del garante relative a obbligazioni sorte dopo tale data. Se vi sono termini entro i quali il beneficiario deve rispondere, meglio indicare chiaramente la scadenza per la risposta e le conseguenze di una mancata comunicazione, pur mantenendo un atteggiamento prudente e senza attribuire effetti automatici che la legge o il contratto potrebbero non prevedere.

Infine è buona pratica accompagnare la revoca con una riserva di diritti: riservare ogni azione e tutela in caso di contestazioni o pretese, dichiarare che la revoca non pregiudica eventuali crediti maturati e considerare la consulenza legale preventiva per valutare clausole contrattuali specifiche che possano limitare o rendere inefficace la revoca. Conservare copia della spedizione e delle ricevute costituirà prova essenziale in caso di controversie; allo stesso tempo, prima di inviare la comunicazione, verificare attentamente il testo della fideiussione originaria per eventuali prescrizioni formali sulla modalità e sui tempi della revoca, perché il rispetto di quelle prescrizioni è spesso condizione di efficacia della dichiarazione stessa.

Esempio revoca fideiussione bancaria

Spett.le ____________
Indirizzo: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca fideiussione bancaria n. ____________

Il/La sottoscritto/a ____________, nato/a a ____________ il ____________, codice fiscale ____________, in qualità di fideiussore / legale rappresentante della società ____________ (partita IVA ____________), con sede legale in ____________, nella sua qualità di obbligato a titolo di fideiussione rilasciata a favore di ____________ (beneficiario), relativamente alla fideiussione bancaria n. ____________ emessa in data ____________ dalla banca ____________ (istituto garante), con importo garantito pari a € ____________ e scadenza ____________,

CONSIDERATO CHE
– la garanzia sopra indicata è stipulata in correlazione al contratto/obbligazione n. ____________ tra ____________ (beneficiario) e ____________ (obbligato principale);
– il sottoscritto intende procedere alla revoca della suddetta fideiussione nei limiti e con gli effetti di legge;

CHIEDE
che codesta Spettabile Banca prenda atto della revoca della fideiussione n. ____________ e provveda, entro i termini previsti e previo accertamento dell’assenza di esposizioni pendenti o di ogni altra pretesa nei confronti del fideiussore, alla liberazione e cancellazione di ogni vincolo e rilascio di eventuali garanzie accessorie costituite a fronte della stessa.

A tal fine il sottoscritto dichiara e si impegna a:
– fornire ogni documentazione comprovante l’estinzione dell’obbligazione principale o l’accordo di estinzione con il beneficiario, inclusi eventuali documenti n. ____________ (allegati);
– consentire le verifiche necessarie da parte di codesta Banca per accertare l’assenza di crediti o contenziosi relativi alla fideiussione.

Si richiede altresì l’invio di formale comunicazione scritta dell’avvenuta presa in carico della presente richiesta e della successiva cancellazione o rilascio della garanzia al seguente indirizzo/email: ____________.

Allegati:
1) Copia della fideiussione n. ____________;
2) Documento d’identità del sottoscritto;
3) Documentazione attestante l’estinzione/accordo dell’obbligazione principale (se disponibile) ____________.

Con riserva di ogni diritto e a nulla rilevando eventuali comunicazioni o ingiunzioni successive non formalmente documentate, si porgono distinti saluti.

Firma: __________________________
Nome e cognome: ____________
Ruolo/Qualifica: ____________
Recapiti: telefono ____________ — email ____________

Fac simile revoca mandato avvocato​

La revoca del mandato all’avvocato è l’atto con cui il cliente ritira l’incarico conferito al legale e pone fine alla sua rappresentanza; serve a interrompere il rapporto professionale quando si vuole cambiare difensore o terminare l’assistenza. Per essere efficace va comunicata al professionista e, se il processo è già avviato, al giudice o alle controparti perché altri possano assumere la difesa; l’avvocato deve cessare di operare per conto del cliente e consegnare documenti e atti necessari alla prosecuzione, ma conserva il diritto al compenso per le prestazioni già rese e al rimborso delle spese sostenute, nonché, nei limiti previsti, la possibilità di trattenere atti fino al pagamento salvo esigenze urgenti di tutela dell’assistito.

Come scrivere una revoca mandato avvocato​

Per redigere una revoca del mandato conferito a un avvocato occorre anzitutto identificare con assoluta precisione le parti coinvolte: il soggetto che revoca (il cliente) deve essere indicato con nome e cognome per esteso, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza o domicilio eletto a tutti gli effetti del procedimento, e recapiti utili quali indirizzo postale, indirizzo PEC o e‑mail e numero di telefono; l’avvocato o il studio legale cui si revoca il mandato deve essere analogamente identificato con nome e cognome o ragione sociale, numero di iscrizione all’albo forense, sede professionale completa e recapiti, incluse PEC e telefono. È fondamentale richiamare con chiarezza il mandato oggetto di revoca: si dovranno indicare la data in cui il mandato è stato conferito e, se esiste, la forma scritta o la procura alle liti allegata; se il mandato riguarda uno o più procedimenti specifici, è indispensabile riportare il tribunale competente, il ruolo o il numero di causa, la data di instaurazione del giudizio, e la qualifica delle parti nel processo (ad esempio attore, convenuto, imputato, parte civile), in modo che non rimangano dubbi sull’ambito dell’incarico che si intende revocare. La dichiarazione di revoca deve essere espressa in termini inequivocabili: va formulata una frase chiara che dichiari la volontà unilaterale di ritirare ogni potere conferito, precisando se la revoca è totale o parziale e, nel caso di revoca parziale, specificando con precisione quali poteri restano o vengono meno (ad esempio solo il potere di rappresentanza in giudizio, o anche la delega a compiere atti stragiudiziali). È opportuno indicare la data a partire dalla quale la revoca deve considerarsi efficace: normalmente si chiede che la revoca sia immediatamente efficace, salvo diversa indicazione, ma se si desidera che la persona mantenga poteri per la sola conclusione di atti urgenti o la deposizione di istanze già in scadenza, va precisato esplicitamente.

Deve essere prevista una richiesta formale di restituzione della documentazione e della copia del fascicolo processuale in possesso dell’avvocato, con l’indicazione delle modalità e dei termini entro cui si richiede la riconsegna (ad esempio ritiro presso lo studio, invio tramite PEC o raccomandata, o consegna al nuovo difensore che si intenderà nominato). Se il professionista detiene somme di denaro anticipate per spese di giustizia o depositi a titolo di anticipo, la revoca dovrebbe contenere anche l’ordine di rendiconto dettagliato delle somme incassate e dei pagamenti effettuati, la richiesta di consegna degli eventuali rimborsi e l’indicazione della modalità di liquidazione o restituzione delle somme disponibili, nonché la richiesta di consegna degli originali di atti e documenti. Quando al mandato era allegata una procura alle liti o altra procura speciale, è utile richiamare espressamente la revoca di quella procura e, se necessario, chiedere che l’avvocato notifichi la revoca alle controparti e al giudice nelle forme previste, oppure precisare che la comunicazione sarà effettuata dal cliente o dal nuovo difensore; se si intende che sia l’avvocato revocato a provvedere alle comunicazioni, conviene specificarne espressamente l’onere e il termine per l’avvenuta comunicazione.

Per ragioni probatorie e di efficacia pratica, la revoca va sottoscritta dal cliente con firma autografa e datata; se spedita a mezzo PEC è necessario allegare copia firmata digitalmente o copia scansionata della sottoscrizione, mentre l’invio tramite raccomandata A/R o consegna a mano deve poter essere comprovato con ricevuta o attestazione di avvenuta presa in carico. Quando il mandato riguarda procedimenti in corso, è consigliabile prevedere l’indicazione del nuovo difensore eventualmente nominato, con i relativi recapiti e procura conferita, in modo da evitare interruzioni di rappresentanza e consentire al giudice di aggiornare le comunicazioni; se non si nomina subito un sostituto, la revoca dovrebbe esplicitare la volontà di nominare un nuovo difensore in seguito e chiedere che, fino a quel momento, il professionista non compia atti eccedenti la mera conservazione del fascicolo senza specifica autorizzazione. È altresì opportuno richiedere un rendiconto finale delle attività svolte e delle spese sostenute, con eventuale richiesta di fatture o parcelle e indicazione delle modalità di contestazione o liquidazione delle medesime.

Sul piano formale, pur non essendo generalmente richiesta una forma particolare per la revoca, la pratica forense italiana consiglia di utilizzare strumenti che garantiscano la prova dell’avvenuta comunicazione: l’invio tramite PEC con ricevuta di accettazione, la raccomandata con avviso di ricevimento, o la consegna a mano con firma per ricevuta sono le modalità più efficaci per dimostrare che l’avvocato ha ricevuto la comunicazione. Infine, quando la revoca abbia effetti su incarichi che prevedono obblighi professionali persistenti (ad esempio la gestione di somme o il deposito di atti urgenti), è utile specificare eventuali clausole transitorie e la disponibilità a collaborare per un passaggio di consegne ordinato, stabilendo tempi, modalità e responsabilità per la tutela degli interessi del cliente fino al completo trasferimento delle pratiche. Seguendo queste indicazioni si otterrà un documento chiaro, completo e idoneo a tutelare sia la volontà del cliente sia i diritti e gli obblighi del professionista.

Esempio revoca mandato avvocato​

Revoca del mandato professionale

Spett.le Avv./Studio Legale: ____________

Via/Piazza: ____________

Città: ____________

PEC/e-mail: ____________

Oggetto: Revoca del mandato professionale conferito

Il/La sottoscritto/a: ____________

Nato/a a: ____________ il: ____________

Codice fiscale: ____________

Residente in: ____________ (via/piazza, n. civico) ____________

Telefono: ____________ / e-mail: ____________

In qualità di: parte interessata nel procedimento a suo tempo affidato allo Studio/All’Avvocato sopra indicato,

PREMETTE

– Che in data: ____________ ha conferito all’Avvocato/allo Studio Legale: ____________ mandato professionale relativo al procedimento/affare indicato di seguito;

– Procedimento/affare: Tribunale/Autorità: ____________; Numero di ruolo/numero di iscrizione a ruolo: ____________; Controparte: ____________.

CONSIDERATO

– Di voler revocare il mandato conferito, con la presente il/La sottoscritto/a intende formalmente revocare, con effetto immediato, ogni e qualsiasi mandato professionale precedentemente conferito all’Avvocato/allo Studio Legale sopra indicato per il procedimento/affare suindicato.

Per tanto

Riveste con la presente formale revoca del mandato conferito all’Avvocato/allo Studio Legale: ____________ con effetto a partire dal giorno: ____________.

Si chiede altresì:

1) Di voler cessare immediatamente ogni attività difensiva e/o rappresentativa in mio nome nel procedimento/affare sopra indicato.

2) Di voler depositare, nei termini e con le modalità previsti, comunicazione di revoca al Giudice/Autorità competente e, se del caso, alle controparti, indicando la mia revoca e la cessazione del mandato.

3) Di voler restituire quanto prima e comunque entro il termine di giorni: ____________ dalla ricezione della presente tutta la documentazione e gli atti relativi al mandato, comprensivi di copia del fascicolo, documenti originali, pezze, parcelle, corrispondenza e quant’altro in possesso dello Studio/Avvocato e inerente all’incarico.

4) Di voler trasmettere a me, al seguente indirizzo/PEC: ____________, la conferma scritta dell’avvenuta ricezione della presente revoca e delle eventuali comunicazioni inviate al Giudice/Autorità e alle controparti.

Si precisa che la presente revoca non pregiudica quanto eventualmente dovuto a titolo di onorari, competenze e rimborso spese maturati sino alla data di efficacia della revoca, fatti salvi eventuali successivi accordi.

Luogo: ____________ Data: ____________

Firma: _____________________________

Nome e Cognome: ____________

Indirizzo per le comunicazioni: ____________

PEC/e-mail per le comunicazioni: ____________

Telefono: ____________

Modulo consegna SIM aziendale​​

Un modulo consegna SIM aziendale è un documento che viene compilato quando un’azienda fornisce una scheda SIM a un proprio dipendente. Serve a registrare ufficialmente l’assegnazione della SIM, specificando dati come il nominativo del dipendente, il numero di telefono e altri dettagli utili a identificare sia il destinatario sia la SIM stessa. Questo modulo tutela sia l’azienda sia il dipendente, perché certifica la presa in carico della SIM e chiarisce le responsabilità legate al suo utilizzo.

Come compilare un modulo consegna SIM aziendale​​

Nel redigere un modulo di consegna SIM aziendale, è fondamentale raccogliere tutte le informazioni necessarie a garantire una tracciabilità efficace e una corretta gestione delle risorse aziendali. Il modulo deve innanzitutto identificare con precisione il destinatario della SIM, includendo i dati anagrafici completi come nome, cognome, data di nascita e codice fiscale. È importante specificare anche il ruolo aziendale della persona, l’unità organizzativa di appartenenza e il relativo riferimento gerarchico o responsabile di funzione.

Il modulo dovrebbe contenere i dettagli relativi alla SIM stessa, come il numero di telefono assegnato, il codice ICCID (Integrated Circuit Card ID, ovvero il numero seriale della SIM), l’operatore telefonico e il piano tariffario associato. Nel caso in cui la SIM sia accompagnata da un terminale (ad esempio uno smartphone o un tablet aziendale), occorre anche riportare le informazioni identificative di tale dispositivo, come il modello, il numero di matricola e l’IMEI.

Un aspetto cruciale riguarda la data di consegna della SIM, che deve essere chiaramente indicata insieme all’eventuale data di restituzione prevista o condizionata da un termine di assegnazione (ad esempio, termine del rapporto di lavoro, cambio mansione o progetto). Il modulo deve prevedere lo spazio per le firme di entrambe le parti: chi consegna e chi riceve, così da certificare l’effettiva presa in carico del bene.

Non bisogna trascurare la sezione dedicata alle condizioni d’uso. Questa parte deve riportare in modo esplicito le policy aziendali sull’utilizzo della SIM, chiarendo eventuali limitazioni, obblighi di tutela dei dati, responsabilità in caso di smarrimento o uso improprio, e le procedure da seguire in caso di guasti, furto o cessazione del rapporto di lavoro. Può essere utile inserire un richiamo alla normativa sulla privacy e al trattamento dei dati personali, soprattutto se la SIM può essere utilizzata per accedere a servizi aziendali riservati.

Infine, sarebbe opportuno prevedere uno spazio per annotazioni aggiuntive, dove riportare eventuali specificità relative alla consegna o condizioni particolari concordate tra le parti. Tutte queste informazioni contribuiscono a garantire una gestione trasparente, sicura e conforme alle policy aziendali delle SIM aziendali e dei dispositivi associati.

Primo Esempio modulo consegna SIM aziendale​​

MODELLO CONSEGNA SIM AZIENDALE

Data: ___________________

Oggetto: Consegna SIM Aziendale

Il sottoscritto/a _____________________________________________
matricola/numero dipendente ________________________________
reparto/ufficio _____________________________________________
riceve in data odierna, in uso temporaneo e per esclusivi fini lavorativi, la seguente scheda SIM aziendale:

Numero di telefono: _______________________________
Operatore: _______________________________________
Seriale SIM (ICCID): _______________________________

Dichiara di aver ricevuto la SIM aziendale in oggetto e si impegna a:

– Utilizzarla esclusivamente per finalità connesse allo svolgimento dell’attività lavorativa e nel rispetto delle policy aziendali;
– Non cederla a terzi e custodirla con diligenza;
– Comunicare tempestivamente all’azienda eventuali smarrimenti, furti o malfunzionamenti;
– Restituire la SIM e relativi accessori in caso di cessazione del rapporto di lavoro o su richiesta dell’azienda.

Firma del dipendente _______________________________

Firma per l’azienda ________________________________

Allegato consegnato:
[ ] SIM Card
[ ] Manuale d’uso
[ ] Altro: ________________________________________

Secondo Esempio modulo consegna SIM aziendale​​

FAC SIMILE CONSEGNA SIM AZIENDALE

Dati del Dipendente:
Nome e Cognome: _
Matricola: __
Ruolo/Qualifica: _

Reparto/Ufficio: __

Dati SIM Aziendale:
Numero di telefono:

Operatore telefonico: ___
Numero seriale SIM (ICCID): _

PIN: PUK:

Data di consegna: //__

Condizioni di utilizzo:
Il sottoscritto dichiara di aver ricevuto in data odierna la SIM aziendale sopra indicata e si impegna a utilizzarla esclusivamente per fini aziendali, secondo le policy interne dell’azienda.
Il dipendente si impegna a custodire con cura la SIM e a restituirla al termine del rapporto di lavoro o su richiesta dell’azienda.
In caso di smarrimento o furto, il dipendente è tenuto a comunicarlo tempestivamente all’ufficio competente.

Firma per ricevuta

(Firma del dipendente)

Firma consegnatario

(Firma del responsabile aziendale)

Luogo e data: _____