Fac simile revoca comodato gratuito​

La revoca del comodato gratuito è l’atto con cui il comodante interrompe il contratto di comodato e chiede la restituzione della cosa data in uso senza corrispettivo; serve quindi a riportare la disponibilità dell’oggetto al proprietario quando questi ne ha bisogno o quando il comodatario non rispetta le condizioni dell’accordo. Tale revoca può essere limitata dalle pattuizioni contrattuali o dalla legge (per esempio se il comodato è stato stabilito per un termine o per uno scopo determinato) e, se il comodatario si oppone, può rendersi necessaria una richiesta formale o un provvedimento giudiziario.

Come scrivere una revoca comodato gratuito​

Per redigere correttamente una revoca di comodato gratuito è necessario inserire nella comunicazione tutti gli elementi che consentano di identificare con precisione le parti, la cosa oggetto del comodato, il contratto originario e le conseguenze pratiche e legali della richiesta di restituzione: in primo luogo la comunicazione deve incominciare con l’identificazione completa del comodante e del comodatario, indicando nome e cognome o ragione sociale, codice fiscale o partita IVA se pertinente, indirizzo completo e recapiti utili (telefono, PEC o indirizzo e‑mail), in modo che non vi siano dubbi su chi esercita il diritto e chi lo subisce. Subito dopo va richiamato in maniera inequivocabile il contratto di comodato che si intende revocare: la data e il luogo di stipula del comodato, eventuale modalità di redazione (scrittura privata sottoscritta o altro), i riferimenti a eventuali allegati o verbali di consegna, e una breve descrizione delle clausole salienti in particolare se era stato fissato o meno un termine; se il comodato riguarda un immobile è assolutamente necessario indicare l’indirizzo esatto, i riferimenti catastali (foglio, particella, subalterno), il piano, il numero di vani e ogni elemento che identifichi l’unità immobiliare, mentre per beni mobili la descrizione dovrà essere dettagliata e comprendere marca, modello, numero di telaio o matricola, eventuali accessori e lo stato di conservazione al momento della consegna. Nella revoca va quindi espressamente dichiarata la volontà del comodante di revocare il comodato gratuito e di ottenere la restituzione della cosa: tale dichiarazione deve contenere un’esplicita formulazione di revoca o richiesta di restituzione che richiami il contratto originario e specifichi se la revoca è esercitata in base all’assenza di un termine concordato oppure per altro motivo (qualora ve ne sia uno), precisando che, salvo diversa pattuizione, il comodante esercita il diritto di chiedere la restituzione nei termini stabiliti dalla legge. È importante altresì indicare un termine per l’effettiva riconsegna della cosa: la comunicazione deve prevedere un periodo ragionevole per la riconsegna, congruo rispetto alla natura del bene e alle circostanze (per gli immobili si consiglia normalmente un termine maggiore rispetto a quello per beni mobili, con indicazione di giorni o mesi), e specificare l’ora, il luogo e le modalità pratiche per la riconsegna, inclusa la richiesta di riconsegna delle chiavi, dei documenti relativi al bene e di eventuali telecomandi o titoli di accesso. La revoca dovrebbe contenere un inventario o richiamare un inventario allegato che elenchi gli arredi, gli oggetti e lo stato della cosa al momento della consegna originaria, nonché l’invito a un sopralluogo congiunto per accertare lo stato di conservazione al momento della restituzione: nella lettera è utile richiedere l’esecuzione di un verbale di riconsegna sottoscritto da entrambe le parti e prevedere espressamente che, in mancanza di tale verbale, lo stato del bene rilevato dal comodante sarà considerato valido ai fini di eventuali contestazioni. Occorre prevedere nella comunicazione anche le conseguenze della mancata restituzione entro il termine fissato: avvisare che alla scadenza verranno esperite le opportune azioni giudiziali per il rilascio e la restituzione del bene, che potranno comportare la richiesta di risarcimento per eventuali danni, spese di procedura e interessi, e specificare se si intende richiedere il risarcimento per deterioramenti o per l’uso non consentito; è utile richiamare in modo chiaro la facoltà di agire per la tutela dei propri diritti e di riservarsi ogni ulteriore azione. Se il comodato aveva previsto depositi, cauzioni o rimborsi spese, la revoca deve precisare la sorte di tali somme: indicare le modalità e i tempi in cui il comodante restituirà eventuali depositi, oppure le modalità per l’addebito di somme dovute per riparazioni, spese arretrate o consumi non pagati; fornire coordinate bancarie per eventuali rimborsi può evitare futuri contenziosi. Per i beni immobili è opportuno trattare aspetti pratici che spesso generano problemi: chiarire lo stato delle utenze e dei contatori (chi provvederà alla voltura o al distacco), la responsabilità per le spese condominiali e tributarie fino alla data di riconsegna, e prevedere un accordo sullo smaltimento o sulla rimozione di eventuali migliorie apportate dal comodatario, specificando se le migliorie rimangono nella proprietà del comodante oppure se il comodatario potrà rimuoverle a proprie spese entro un certo termine. La forma della comunicazione assume importanza probatoria: conviene che la revoca sia redatta per iscritto e sottoscritta dal comodante, e che la notifica sia effettuata mediante mezzi che ne garantiscano la prova dell’avvenuta ricezione, come la posta raccomandata con ricevuta di ritorno o una comunicazione mediante PEC; se possibile allegare alla revoca copia del contratto originario e dell’inventario di consegna. Infine la comunicazione dovrebbe contenere un invito esplicito al comodatario a prendere contatto per concordare tempi e modalità della riconsegna e per fissare un eventuale sopralluogo, e va inserita la data e il luogo di sottoscrizione oltre alla firma del comodante; è consigliabile prevedere una clausola che dichiari l’esplicita riserva di agire per ottenere il risarcimento di eventuali danni derivanti dalla permanenza oltre il termine fissato e per le spese sostenute per la riconsegna forzata, mantenendo così chiari i confini tra la semplice richiesta amichevole di restituzione e la volontà di esercitare tutti i rimedi disponibili in caso di inadempimento. In sintesi, la revoca deve identificare con precisione le parti e il bene, richiamare il contratto originale, dichiarare esplicitamente la revoca e il termine per la restituzione, descrivere le modalità pratiche della consegna e l’inventario dello stato della cosa, stabilire la sorte di eventuali depositi e spese, indicare le conseguenze della mancata restituzione e la forma di notifica prescelta, il tutto corredato dalla firma e dalla documentazione probatoria utile ad evitare contestazioni.

Esempio revoca comodato gratuito​

Mittente:
Nome/Denominazione: ____________
Indirizzo: ____________
Codice fiscale / Partita IVA: ____________
Telefono: ____________
E-mail: ____________

Destinatario (Comodatario):
Nome/Denominazione: ____________
Indirizzo: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca del comodato d’uso gratuito

Il/La sottoscritto/a ____________, in qualità di comodante, con la presente

COMUNICA E NOTIFICA

la revoca del comodato d’uso gratuito relativo al seguente bene oggetto del comodato:
Descrizione del bene: ____________
Marca/Modello/Identificativi (se presenti): ____________
Luogo di deposito/ubicazione attuale del bene: ____________
Data di stipula/consegna del comodato: ____________

Si richiede la restituzione immediata del bene sopra indicato, da effettuarsi entro e non oltre ____________ giorni dalla ricezione della presente, presso il seguente luogo: ____________ o, previo accordo, mediante riconsegna concordata in luogo e data da concordare contattando il sottoscritto ai recapiti indicati.

In mancanza di tempestiva restituzione, il sottoscritto procederà ad adire le opportune vie legali per il recupero del bene e per il ristoro di eventuali danni, spese e oneri conseguenti, salvo ulteriori azioni a tutela dei propri diritti.

Per accordi relativamente alla riconsegna o per ogni comunicazione, contattare:
Telefono: ____________
E-mail: ____________

Allegati: (eventuali documenti comprovanti il comodato)
– Copia del contratto/accordo di comodato: ____________
– Altri allegati: ____________

Distinti saluti.

Firma: ____________

Fac simile revoca auto aziendale​

La revoca dell’auto aziendale è la decisione dell’impresa di ritirare a un dipendente l’uso o l’assegnazione di un veicolo di servizio. Serve a tutelare gli interessi aziendali: recuperare un bene quando cambiano mansioni o termina il rapporto di lavoro, porre rimedio a violazioni delle regole d’uso, o riorganizzare e contenere costi e rischi; comporta inoltre obblighi pratici e fiscali, perché deve rispettare quanto stabilito nel contratto e nella normativa sui fringe benefit e prevedere la corretta riconsegna del mezzo.

Come scrivere una revoca auto aziendale​

Per predisporre correttamente una revoca di assegnazione di un’auto aziendale occorre mettere per iscritto tutta una serie di informazioni concrete, circostanziate e verificabili che consentano di identificare con precisione le parti coinvolte, il veicolo oggetto della revoca, le ragioni e la base giuridica dell’atto, le modalità e i tempi di riconsegna, nonché le conseguenze amministrative e patrimoniali conseguenti. In apertura del documento è fondamentale indicare i dati completi del datore di lavoro: ragione sociale, sede legale, partita IVA e codice fiscale, la persona che firma in rappresentanza dell’azienda e la sua carica (ad esempio legale rappresentante o responsabile del fleet management), unitamente ai riferimenti per le comunicazioni (PEC, indirizzo e-mail aziendale e numero di telefono). Vanno altresì riportati i dati anagrafici e di contatto del soggetto cui l’auto è stata assegnata: nome e cognome, residenza o domicilio professionale comunicato all’azienda, codice fiscale e, se pertinente, la qualifica o il reparto di appartenenza.

La descrizione del veicolo deve essere puntuale: marca, modello, colore, targa, numero di telaio (VIN), numero di carta di circolazione o estremi del libretto e qualsiasi altra annotazione identificativa (ad esempio indicazione se il veicolo è in leasing, a noleggio a lungo termine, di proprietà o vincolato da finanziamenti). È utile richiamare nel testo la data in cui l’auto era stata inizialmente assegnata e l’eventuale documento o clausola contrattuale che regolava quell’assegnazione (contratto di lavoro, accordo scritto, policy aziendale, nota interna), così da collegare la revoca alla base contrattuale o al regolamento aziendale applicabile.

La motivazione della revoca deve essere esposta in modo chiaro e circostanziato: devono essere specificati i fatti o le esigenze aziendali che giustificano l’interruzione dell’assegnazione (esigenze organizzative, riorganizzazione del parco auto, cessazione del rapporto di lavoro, comportamento del dipendente che integra cause disciplinari, fine di una funzione per la quale l’auto era stata concessa, scadenza di benefici fiscalmente rilevanti, ecc.). Se la revoca si fonda su norme interne o su clausole contrattuali, è opportuno citarne espressamente il riferimento, recapitando al dipendente la pagina della policy o la clausola contrattuale invocata. Nel caso di provvedimenti disciplinari o di sospensione, la comunicazione dovrebbe indicare se la revoca è temporanea o definitiva e se è connessa ad altri procedimenti aziendali, senza entrare in dettagli che possano pregiudicare la privacy oltre quanto necessario.

Deve essere indicata la data di efficacia della revoca e il termine ultimo entro il quale il veicolo dovrà essere riconsegnato. È importante precisare il luogo, la persona di riferimento e la fascia oraria per la riconsegna, nonché le modalità di consegna (consegnare termini di persona presso la sede aziendale o altro luogo concordato, oppure inviare tramite servizio indicato dall’azienda). Nel corpo della lettera o dell’avviso vanno specificate con chiarezza le condizioni in cui il veicolo deve essere riconsegnato: chiavi, libretto di circolazione, certificato di assicurazione, documenti del veicolo, eventuali dispositivi aziendali montati (per esempio dispositivi telepass, card carburante, kit manutenzione, gomme specifiche, accessori consegnati), nonché la richiesta che eventuali effetti personali vengano rimossi. È opportuno prevedere e descrivere la procedura di controllo dello stato del veicolo alla riconsegna: come verrà effettuato il sopralluogo, chi lo eseguirà, come verranno registrati chilometraggio e danni, e quali saranno i criteri per valutare responsabilità e addebiti in caso di danni, mancata manutenzione o consumi non conformi. Se all’atto della consegna verrà redatto un verbale di riconsegna o un rapporto di ispezione, bisogna comunicarlo e allegarne il modello o il riferimento.

Vanno disciplinati i rapporti economici conseguenti alla revoca: se l’auto era accompagnata da carte carburante, abbonamenti autostradali, agevolazioni fiscali o indennità, la comunicazione deve indicare la data di cessazione dei benefici, le modalità di rendicontazione finale dei costi e degli eventuali importi da trattenere o rimborsare (ad esempio per danni, mancata restituzione di accessori, consumi non rendicontati). Se il veicolo è in leasing o noleggio, è necessario richiamare gli obblighi posti dal contratto di leasing: comunicare al dipendente gli obblighi dell’azienda verso il fornitore e stabilire come si procederà nei confronti dell’utente per eventuali costi derivanti da danni o uso improprio. Se vengono trattenuti importi sulla retribuzione, la comunicazione dovrebbe spiegare la base giuridica e prevedere l’acquisizione del consenso del lavoratore o il riferimento a atti aziendali che consentano la trattenuta, attenendosi alla disciplina del trattamento delle retribuzioni.

Nel documento è utile regolare la gestione di dispositivi di monitoraggio telematico o del trattamento dei dati relativi alla mobilità: se il veicolo è dotato di un sistema di rilevazione della posizione o di parametri di guida, la revoca deve indicare come saranno trattati i dati raccolti, chi sarà il titolare del trattamento, dove potranno essere riletti i dati utili per la verifica dello stato del veicolo e per l’attribuzione di eventuali responsabilità, nel rispetto della normativa sulla privacy. Analogamente, vanno specificate le modalità di restituzione e disattivazione della carta carburante e di ogni strumento di pagamento o abbonamento intestato all’azienda, precisando se l’utilizzo successivo a una certa data sarà a carico del dipendente e quali sono le conseguenze di eventuali utilizzi impropri dopo la data di efficacia.

È importante inserire nel testo le istruzioni circa la rimozione di effetti personali e la possibilità di accesso dell’ex utilizzatore al veicolo per il ritiro dei propri beni entro un termine fissato; se il dipendente non provvede, bisogna indicare cosa accadrà agli oggetti rimasti a bordo (per esempio custodia o smaltimento secondo procedure aziendali) e per quanto tempo l’azienda li terrà a disposizione. Vanno altresì previste indicazioni su eventuali pratiche amministrative da adempiere da parte dell’azienda, come la comunicazione alla compagnia assicurativa o al locatore del veicolo, e se l’azienda intende chiedere al dipendente di firmare dichiarazioni relative allo stato del veicolo o liberatorie.

Nel testo della revoca si devono prevedere le modalità di contestazione o richiesta di chiarimenti da parte del destinatario: indicare i recapiti del referente aziendale a cui rivolgersi, il termine per produrre osservazioni o documentazione che il dipendente ritenga rilevante, e la modalità di impugnazione dell’atto laddove prevista da contratti collettivi o normative interne (ad esempio invio di una comunicazione scritta entro un certo numero di giorni). È prassi raccomandare l’inserimento di una parte finale destinata alla ricevuta e all’accettazione della comunicazione da parte del dipendente, in cui questi attesti di aver ricevuto la comunicazione e prende atto delle istruzioni per la riconsegna, con spazio per la firma, la data e la firma del rappresentante aziendale; in alternativa va indicato il mezzo scelto per la notifica (PEC, raccomandata A/R, consegna a mano con firma per ricevuta) affinché sia possibile dimostrare la corretta e tempestiva notificazione dell’atto.

Per completezza procedurale è molto utile allegare alla comunicazione documenti che consentano un immediato raffronto e verifica: copia della carta di circolazione, copia dell’accordo di assegnazione o della policy che disciplinava l’uso, eventuale verbale di consegna iniziale con annotazione sullo stato del veicolo alla presa in carico e fotografie datate, nonché il modello che sarà utilizzato per il controllo finale alla riconsegna. La conservazione degli originali e delle copie di tutte le comunicazioni deve essere prevista in modo da poter documentare la correttezza dell’operazione in caso di contestazione; per questo motivo si dovrebbe indicare anche la distribuzione delle copie della revoca (al dipendente, a HR, al responsabile fleet, all’amministrazione) e l’eventuale inserimento della pratica nella cartella personale del lavoratore.

Infine, benché la comunicazione debba essere completa sul piano tecnico e amministrativo, è opportuno adottare un linguaggio che non pregiudichi eventuali valutazioni successive e che si attenga ai limiti imposti dalla normativa sul lavoro e sulla privacy: la revoca non dovrebbe contenere affermazioni giudicanti non supportate da fatti documentati, e, nei casi più complessi o conflittuali, conviene richiedere il supporto del consulente del lavoro o dell’ufficio legale aziendale per verificare l’adeguatezza formale e sostanziale dell’atto rispetto ai vincoli contrattuali, previdenziali e fiscali. Se lo si ritiene utile, si può inserire una formulazione sintetica ma precisa che riassuma gli obblighi principali, ad esempio: “Con la presente si comunica la revoca dell’assegnazione dell’autovettura [targa, marca, modello, VIN] assegnata in data [data assegnazione] al Sig./alla Sig.ra [nome], a decorrere dal [data efficacia]; il veicolo dovrà essere riconsegnato presso [luogo] entro e non oltre il giorno [data], completo di chiavi e documenti, e sarà sottoposto a verifica dello stato e del chilometraggio al momento della riconsegna, secondo le modalità comunicate.” Questa frase tipo può essere modulata e completata con quanto sopra descritto per adattarsi alla singola situazione aziendale.

Esempio revoca auto aziendale​

[Intestazione azienda]
Ragione sociale: ____________
Sede legale: ____________
P.IVA / C.F.: ____________
Telefono / Email: ____________

Luogo, data: ____________

Al Sig./Alla Sig.ra: ____________
Reparto / Ufficio: ____________
Indirizzo: ____________

Oggetto: Revoca assegnazione autovettura aziendale

Spett.le Sig./Sig.ra ____________,

Con la presente la scrivente società, ____________, nella persona del legale rappresentante ____________, comunica formalmente la revoca dell’assegnazione in uso dell’autovettura aziendale di proprietà/gestione della società, come di seguito identificata:

Marca / Modello: ____________
Targa: ____________
Telaio (VIN): ____________
Data di assegnazione iniziale: ____________
Motivazione della revoca: ____________

La revoca decorre a partire dal giorno ____________ (data di efficacia). È fatto obbligo di procedere alla riconsegna del veicolo e di tutti gli accessori e documenti ad esso relativi (chiavi, libretto di circolazione, documentazione assicurativa, dispositivi aziendali, ecc.) presso la sede/ufficio: ____________ entro e non oltre il giorno ____________.

Si precisa che, fino alla riconsegna, il veicolo dovrà essere custodito con diligenza e non utilizzato per fini non autorizzati. Eventuali danni, multe, o altri oneri derivanti da improprio utilizzo o mancata riconsegna saranno addebitati secondo quanto previsto dalla normativa vigente e dal regolamento aziendale/contratto individuale.

Per chiarimenti o per concordare modalità e orario per la riconsegna, contattare il referente aziendale Sig./Sig.ra ____________, al numero/email: ____________.

Restano impregiudicati i diritti e gli obblighi delle parti previsti dal contratto di lavoro, dal regolamento aziendale e dalla vigente normativa.

Distinti saluti,

Per la società:
Nome e cognome: ____________
Qualifica: ____________
Firma: ____________

Ricevuto per presa visione e consegna:
Nome e cognome del dipendente: ____________
Firma del dipendente: ____________
Data e luogo: ____________

Fac simile revoca ferie​

La revoca ferie è l’annullamento di un periodo di ferie già autorizzato, deciso dal datore di lavoro o concordato con il lavoratore. Serve a rispondere a esigenze impreviste o urgenti dell’azienda che richiedono la presenza del dipendente, ma normalmente richiede una motivazione, comunicazione tempestiva e il rispetto delle norme del contratto collettivo o della legge.

Come scrivere una revoca ferie​

Quando si redige una revoca delle ferie è importante che il documento contenga, in modo chiaro e incontestabile, tutte le informazioni che permettono a chi lo riceve di identificare la situazione originaria e di valutare tempestivamente la richiesta di modifica. In apertura è utile richiamare il riferimento alla domanda di ferie originaria: la data in cui quella richiesta è stata presentata, il periodo delle ferie che era stato approvato (con indicazione dell’inizio e della fine esatti, comprensivi di eventuali pomeriggi o mezze giornate), e, se disponibile, il numero di protocollo o qualsiasi riferimento interno all’autorizzazione concessa (ad esempio la mail di conferma o la nota del responsabile). Subito dopo va indicata la volontà precisa dell’interessato: specificare che si intende revocare totalmente o parzialmente le ferie già autorizzate, precisando se la cancellazione riguarda l’intero periodo o solo determinati giorni, e segnalando eventualmente le nuove date richieste in alternativa qualora lo scopo sia spostare le ferie piuttosto che annullarle definitivamente.

È fondamentale inserire la data in cui viene formulata la revoca e, se rilevante, il termine entro cui si richiede o si propone una risposta, poiché la possibilità pratica di accontentare la revoca dipende dalla pianificazione aziendale e dai tempi tecnici necessari per riorganizzare turni e attività. Va indicato chiaramente a chi è indirizzata la comunicazione: il nome del diretto responsabile, il referente delle risorse umane o un ufficio specifico, con il relativo reparto o funzione aziendale; se esistono più interlocutori competenti è utile specificarlo per evitare ritardi o fraintendimenti. Per agevolare il riscontro, il documento devono contenere i dati identificativi del lavoratore: nome e cognome per esteso, matricola o codice dipendente se presente, qualifica o ruolo e reparto di appartenenza, oltre a un recapito aggiornato (telefono, indirizzo e-mail) per eventuali comunicazioni urgenti o per concordare soluzioni alternative.

La motivazione che spiega perché si richiede la revoca va esposta in modo sintetico ma sufficiente: se la ragione è di natura personale o familiare non è necessario entrare in dettagli intimi, mentre nel caso di giustificativi documentabili (malattia, cambiamento di turni, sopravvenuta esigenza aziendale) è opportuno indicare che si allegano i documenti comprovanti o che saranno forniti su richiesta. Se la revoca riguarda esigenze organizzative aziendali o è una revoca disposta dal datore di lavoro, il testo deve richiamare le norme o le clausole contrattuali pertinenti (contratto collettivo, regolamento interno, eventuali accordi aziendali) e chiarire se la decisione è di natura temporanea o definitiva, nonché indicare le modalità di recupero delle ferie eventualmente già maturate o le condizioni economiche correlate.

Nel corpo della comunicazione è utile prefigurare, se possibile, le conseguenze pratiche della revoca: indicare come si intende gestire eventuali impegni già presi (prenotazioni, biglietti, impegni professionali programmati), suggerire eventuali soluzioni alternative per la copertura del lavoro nel periodo originario delle ferie, o chiedere esplicitamente di essere informati circa la riassegnazione di turni e le possibili implicazioni su paga, trattamento economico e maturazione ferie. La richiesta di un riscontro scritto e registrato da parte dell’azienda, con conferma dell’accoglimento o del rifiuto della revoca e con l’indicazione delle motivazioni in caso di diniego, è una componente cruciale: per questo motivo conviene specificare come si desidera ricevere la conferma (email certificata, PEC, fax, consegna a mano con ricevuta), e dichiarare di tenere copia della comunicazione trasmessa.

La forma della comunicazione deve rimanere formale e professionale; è bene usare un linguaggio chiaro e neutro che eviti interpretazioni ambigue. La firma del lavoratore, accompagnata dalla data e da un indirizzo per eventuali notifiche, conferisce al documento valore probatorio; se la revoca viene inoltrata da un datore di lavoro o da un responsabile, la comunicazione dovrebbe riportare l’intestazione aziendale, il riferimento del soggetto che autorizza la revoca e, se previsto, il timbro dell’ufficio competenze. Infine, è opportuno allegare eventuali documenti che supportano la richiesta o la decisione: copie della mail di autorizzazione delle ferie, ricevute di prenotazione annullate, certificati medici o qualsiasi altra documentazione che possa giustificare il cambiamento, e conservare una copia della revoca protocollata o della ricevuta di invio come prova dell’avvenuta comunicazione. In ogni caso, prima di procedere definitivamente, è prudente verificare il contratto di lavoro, il regolamento aziendale e il contratto collettivo applicabile per rispettare termini, modalità e possibili conseguenze economiche o organizzative legate alla revoca delle ferie.

Esempio revoca ferie​

Alla cortese attenzione di: ____________

Ufficio/Responsabile: ____________

Oggetto: Revoca ferie

Il/La sottoscritto/a: ____________
Matricola/Codice dipendente: ____________
Ruolo/Qualifica: ____________
Reparto/Unità organizzativa: ____________
Indirizzo e-mail/Contatto: ____________

Con la presente richiedo la revoca delle ferie precedentemente richieste/autorizzate per il periodo:
dal ____________ al ____________ (inclusi).

Riferimento autorizzazione/domanda ferie (se presente): ____________

Motivazione della revoca: ____________

Chiedo cortesemente la presa in carico della presente e la conferma scritta dell’avvenuta revoca. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o per concordare modalità alternative di fruizione ferie.

Luogo: ____________
Data: ____________

Firma: ____________

Fac simile revoca mandato commercialista​

La revoca del mandato al commercialista è l’atto con cui il cliente interrompe la delega conferita al professionista per la gestione di pratiche fiscali, contabili e amministrative: significa che il commercialista non può più agire o rappresentare il cliente in sua vece. Serve a porre fine al rapporto professionale, a far cessare eventuali poteri di firma o accesso ai servizi telematici, a ottenere la riconsegna della documentazione e a permettere la nomina di un nuovo consulente; è opportuno comunicarla per iscritto e verificare gli adempimenti e le eventuali comunicazioni da fare agli enti competenti e il saldo di parcelle o attività in corso.

Come scrivere una revoca mandato commercialista​

Per redigere una revoca di mandato a un commercialista è necessario inserire tutte le informazioni che consentano di identificare chiaramente le parti, ricostruire il contenuto e l’ambito del mandato originario, determinare l’efficacia della revoca e disciplinare il passaggio di consegne e la chiusura del rapporto professionale. In apertura della comunicazione vanno quindi indicati in modo preciso i dati anagrafici o societari del cliente che revoca: nome e cognome se persona fisica oppure ragione sociale se soggetto giuridico, la qualità in cui si firma (ad esempio legale rappresentante), il codice fiscale e/o partita IVA, la sede legale o domicilio fiscale con indirizzo completo e, se disponibile, il numero di telefono, l’indirizzo PEC e l’e-mail ordinaria. Allo stesso modo occorre identificare in modo univoco il professionista revocato: nome e cognome, iscrizione all’Ordine (se applicabile), partita IVA, codice fiscale, indirizzo professionale, PEC e recapiti telefonici. È importante richiamare espressamente gli estremi del mandato che si intende revocare: la data di sottoscrizione del mandato, ogni riferimento a lettera di incarico, contratto o documentazione che ne specifichi la portata e, se presenti, eventuali numeri di protocollo o allegati che chiariscano l’oggetto dell’incarico originario (ad esempio assistenza fiscale, tenuta contabilità, dichiarazioni, rappresentanza davanti ad amministrazioni fiscali o previdenziali). La revoca deve poi descrivere in maniera inequivocabile che cosa viene revocato: va precisato se si tratta di revoca totale di ogni potere conferito o solo parziale (ad esempio solo la rappresentanza davanti all’Agenzia delle Entrate o solo la delega per la trasmissione telematica delle dichiarazioni) e, in caso di revoca parziale, vanno elencate con chiarezza le singole prestazioni o deleghe che cessano. Occorre inoltre specificare la decorrenza della revoca, indicando se la cessazione del mandato è immediata o se si fissa una data di efficacia differita; se si richiede un periodo transitorio per il completamento di adempimenti urgenti, è opportuno precisarne la durata e i limiti. Poiché molti incarichi comprendono deleghe telematiche e accessi riservati, la lettera deve contenere riferimenti puntuali alle credenziali, deleghe e autorizzazioni che si intendono revocare: per esempio le deleghe per l’accesso al cassetto fiscale, le abilitazioni Entratel/Fisconline, le visure e le deleghe per gli enti previdenziali (INPS, INAIL), l’iscrizione come intermediario presso i servizi telematici, nonché la revoca di procure o procure speciali depositate presso pubbliche amministrazioni. Va richiesto espressamente al professionista di cessare ogni attività di rappresentanza nei confronti di terzi e di non compiere più atti per conto del cliente, con l’invito a darne conferma scritta e, per le deleghe telematiche, a provvedere alla cancellazione o trasferimento degli accessi e a comunicare la data di avvenuta rimozione delle deleghe.

Deve essere anche indicata con precisione la modalità di riconsegna e trasferimento dei documenti e dei dati: si chiede la restituzione degli originali fiscali e contabili, delle dichiarazioni, dei fascicoli aziendali, delle buste paga, dei contratti e di ogni altro documento in formato cartaceo o digitale, specificando se si richiede la consegna in originale oppure copie conformi; si definisce inoltre il modo in cui devono essere restituiti i materiali informatici o le chiavette, i dispositivi di firma digitale e le smart card eventualmente rilasciate al professionista, nonché le credenziali e le eventuali password, con indicazione del termine entro il quale ciò deve avvenire e del luogo di consegna. È prudente prevedere nella comunicazione la richiesta di un inventario dettagliato dei documenti e dei risultati contabili/fiscali relativi al periodo in cui il professionista ha operato, con l’indicazione dello stato degli adempimenti e delle eventuali pendenze o termini in scadenza, affinché il cliente o il nuovo professionista sappiano quali attività riprendere. Vanno affrontati anche aspetti economici: la revoca dovrebbe contenere una richiesta di rendiconto finale delle prestazioni svolte e dei compensi maturati fino alla data di cessazione, sollecitando l’emissione di una fattura o nota di parcella riepilogativa e l’indicazione di eventuali somme residue da corrispondere o di eventuali crediti vantati dal professionista, con la precisazione che il pagamento avverrà previa verifica della congruità delle poste. Poiché la revoca può avere effetti verso amministrazioni pubbliche e terzi, è utile prevedere l’eventuale adempimento formale di comunicazioni alle autorità competenti: si può chiedere esplicitamente al professionista di inviare comunicazioni di cessazione dell’incarico agli enti presso i quali è stato rappresentante (Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Camera di Commercio, banche, agenti di riscossione ecc.), oppure si può dichiarare che il cliente provvederà autonomamente, richiedendo tuttavia la cooperazione per il trasferimento delle deleghe e per fornire conferme scritte di avvenuta cessazione. Ogni revoca dovrebbe infine contenere una clausola che tuteli il cliente rispetto ad atti compiuti prima della revoca: è normale precisare che la revoca non intende invalidare atti già compiuti e perfezionati dal professionista, salvo riserve espresse del cliente in caso di illeciti o inadempienze, e che il cliente si riserva ogni azione per la tutela dei propri diritti qualora emergessero responsabilità.

Per motivi di prova è fondamentale indicare la data e il luogo di redazione della revoca e apporvi firma autografa del soggetto legittimato, con l’indicazione della propria qualifica (es. “Il legale rappresentante”), e, in caso di invio a un professionista che opera tramite PEC, eseguire la trasmissione attraverso canale certificato oppure tramite raccomandata con avviso di ricevimento, conservando copia dell’invio e della ricevuta. È consigliabile chiedere esplicitamente una comunicazione di ricezione e un riscontro scritto da parte del commercialista che attesti l’accettazione della revoca e confermi l’elenco dei documenti e delle deleghe consegnate o da restituire, nonché la data di cessazione degli accessi telematici. Infine, quando il rapporto riguarda attività soggette ad iscrizioni formali o deleghe depositate in registri pubblici o presso ordini professionali, può essere opportuno prevedere, nell’ottica di una chiusura ordinata, l’indicazione di eventuali comunicazioni che il cliente richiede vengano effettuate dall’avente causa e, se necessario, il coinvolgimento dell’Ordine o di un consulente legale per dirimere contestazioni relative a documenti, parcelle o responsabilità professionali. Se lo si ritiene opportuno, è sempre utile ottenere una consulenza specifica per adattare la revoca alle caratteristiche del mandato e per predisporre le comunicazioni formali verso gli enti coinvolti.

Esempio revoca mandato commercialista​

Mittente
Nome e cognome / Ragione sociale: ____________
Indirizzo: ____________
Città / CAP: ____________
Codice fiscale / Partita IVA: ____________
Telefono / Email: ____________

Destinatario
Studio / Dott. commercialista: ____________
Indirizzo: ____________
Città / CAP: ____________

Luogo e data: ____________

Oggetto: Revoca incarico professionale / revoca mandato

Spett.le ____________,

Il/La sottoscritto/a ____________ nato/a il ____________ a ____________, residente in ____________, codice fiscale ____________ / partita IVA ____________, in qualità di ____________ (es. titolare, legale rappresentante, socio), con la presente

COMUNICA

la revoca, con effetto a decorrere dal ____________, dell’incarico professionale conferito in data ____________ e di ogni relativo mandato conferito allo Studio/Al Dott. ____________ per lo svolgimento delle seguenti attività: ____________ (es. contabilità, tenuta libri, dichiarazioni fiscali, consulenza, rappresentanza presso uffici fiscali, ecc.).

Si richiede pertanto:
– la cessazione immediata di ogni attività e rappresentanza intrapresa in nome e per conto del sottoscritto a far data dal ____________;
– la restituzione di tutta la documentazione originale, pratica e copia di file informatici inerenti l’incarico, entro e non oltre il ____________, al seguente indirizzo / modalità di consegna: ____________;
– la predisposizione e l’invio di un rendiconto dettagliato delle prestazioni svolte e delle somme addebitate fino alla data di revoca, comprensivo di eventuali fatture non ancora emesse, entro il termine di ____________;
– l’adozione delle incombenze necessarie per il trasferimento delle pratiche al nuovo professionista da me incaricato, di cui verrà fornita tempestiva comunicazione.

Si revocano altresì tutte le procure e deleghe conferite in relazione al predetto incarico, ivi comprese eventuali deleghe per comunicazioni e accessi telematici (Entratel/Fisconline), con richiesta di disattivazione o restituzione delle credenziali ove applicabile.

Si prega di confermare per iscritto l’avvenuta ricezione della presente revoca e di comunicare le modalità e i tempi di consegna della documentazione e del rendiconto.

Distinti saluti.

Firma: ____________
Nome e cognome: ____________
Ruolo / Carica: ____________
Allegati (se presenti): ____________

Fac simile revoca domanda di trasferimento​

La revoca della domanda di trasferimento è l’atto con cui chi ha chiesto un trasferimento ritira ufficialmente la propria richiesta prima che questa venga accolta o prima che si concluda la procedura. Serve a interrompere il procedimento di mobilità per evitare il trasferimento, correggere un errore nella domanda o perché sono cambiate le esigenze personali o professionali; una volta accettata la revoca la domanda non viene più valutata e il richiedente resta nella sede d’origine salvo diverse disposizioni.

Come scrivere una revoca domanda di trasferimento​

In qualità di esperto, ti spiego in modo approfondito quali elementi devono comparire in una revoca di domanda di trasferimento per far sì che la dichiarazione sia valida, chiara e facilmente gestibile dall’amministrazione destinataria. È fondamentale innanzitutto inserire i dati identificativi completi del richiedente: il nome e cognome esatti così come risultano nei documenti ufficiali, la data e il luogo di nascita, il codice fiscale, e l’eventuale numero di matricola o identificativo di ruolo utilizzato dall’amministrazione. Occorre indicare chiaramente l’ente o l’ufficio di appartenenza e l’inquadramento professionale (profilo/qualifica/posizione giuridica e economica), nonché la sede di servizio attuale, in modo che non vi siano dubbi sulla persona cui la revoca si riferisce. A questi dati anagrafici va aggiunto un recapito aggiornato: indirizzo postale, numero di telefono e indirizzo PEC o e‑mail se la comunicazione è inviata per via telematica, perché l’amministrazione deve poter confermare l’avvenuta ricezione o comunicare eventuali riscontri.

È indispensabile richiamare con precisione la domanda che si intende revocare: vanno quindi riportati il numero di protocollo e la data della domanda originaria, la tipologia dell’istanza (ad esempio domanda di mobilità volontaria, trasferimento d’ufficio ecc.), il riferimento al bando o all’avviso (denominazione dell’operazione, periodo/anno, eventuale codice della procedura) e la specificazione delle preferenze espresse nella domanda che si intendono annullare (indicare le sedi o le preferenze numerate se la revoca è parziale). La formulazione della revoca deve essere inequivocabile: una frase semplice e diretta che dichiari la volontà di revocare o ritirare la domanda presentata, precisando se la revoca è totale — cioè riguarda tutte le sedi e ogni effetto della domanda — oppure parziale, specificando esattamente quali preferenze o quali effetti si vogliono mantenere o eliminare. Se la revoca incide su domande correlate o su graduatorie, è opportuno richiamare anche questi elementi per evitare effetti amministrativi inattesi.

La data a partire dalla quale si intende rendere efficace la revoca va esplicitata, così come va chiarito se si chiede di mantenere lo stato attuale (ovvero di restare nella sede di servizio in corso) oppure se si richiede l’annullamento di qualsiasi procedura derivante dall’istanza originaria. Se nella domanda originaria erano state rilasciate autocertificazioni, dichiarazioni o consensi particolari, è utile dichiarare esplicitamente l’annullamento di tali dichiarazioni o la mancata volontà di produrre ulteriori effetti. L’atto deve contenere una chiara richiesta di presa d’atto da parte dell’amministrazione e, se ritenuto necessario, la richiesta di comunicazione scritta dell’avvenuta cancellazione della domanda dai registri di protocollo o dalle graduatorie, perché la ricevuta documentale è spesso importante per eventuali contestazioni successive.

Dal punto di vista formale non va mai dimenticata la firma del richiedente; se la revoca viene inviata in formato cartaceo occorre apporre la firma autografa e allegare una copia fotostatica di un documento di identità valido; se si utilizza la PEC o una piattaforma telematica, la revoca dovrebbe essere firmata digitalmente in conformità alle regole dell’amministrazione per garantirne l’autenticità. Se la presentazione è effettuata da un delegato, la delega deve essere allegata e firmata secondo le modalità previste, con copia del documento del delegato e del delegante. È buona prassi includere gli eventuali documenti allegati alla revoca e un elenco, ma sempre nella forma narrata: ad esempio specificando che si allega copia della domanda originaria, la copia del documento d’identità e, se necessario, eventuali documenti giustificativi della decisione di revoca.

È cruciale rispettare i termini e le modalità previste dall’avviso o dal regolamento che disciplina i trasferimenti: molte procedure ammettono la revoca solo entro termini stretti o prevedono effetti particolari in caso di revoca tardiva. Per questo motivo nella comunicazione è opportuno indicare la data di spedizione o di presentazione della revoca e la modalità di invio (consegna a mano, raccomandata A/R, PEC), chiedendo esplicitamente la ricevuta o la conferma di presa in carico. Infine, benché non sempre obbligatoria, la motivazione della revoca può essere riportata in modo succinto se si ritiene utile per la pratica amministrativa (ad esempio cambio di residenza, sopraggiunta incompatibilità o altra esigenza personale), ma è importante che la motivazione non introduca ambiguità sulla volontà di ritirare l’istanza: la dichiarazione di revoca deve prevalere e rimanere chiara e univoca rispetto alle spiegazioni fornite.

In sintesi, una revoca di domanda di trasferimento efficace contiene dati identificativi completi, il richiamo preciso alla domanda originale e al bando, la dichiarazione esplicita di revoca totale o parziale con indicazione delle preferenze interessate, la data di efficacia, la richiesta di presa d’atto e comunicazione di avvenuta cancellazione, la firma e i documenti d’identità o le firme digitali necessarie, e la modalità di invio con richiesta di ricevuta. Inoltre è essenziale verificare le scadenze e le regole specifiche del concorso o della procedura prima di inviare la revoca, per evitare che venga considerata irricevibile o inefficace.

Esempio revoca domanda di trasferimento​

Alla cortese attenzione del Dirigente Scolastico
Istituto: ____________
Indirizzo: ____________
Città: ____________

Oggetto: Revoca della domanda di trasferimento

Il/La sottoscritto/a ____________ nato/a a ____________ il ____________, codice fiscale ____________, in servizio presso l’Istituto ____________ in qualità di ____________, con sede in ____________,

premesso che ha presentato istanza di trasferimento in data ____________ e protocollata con n. ____________,

con la presente

CHIEDE
la revoca integrale della suddetta domanda di trasferimento presentata in data ____________ e protocollata con n. ____________, e pertanto richiede che la procedura avviata venga annullata e che non siano effettuati provvedimenti di trasferimento o assegnazione in base alla predetta istanza.

Motivazione della revoca (se desiderata): ____________

Si richiede altresì l’attestazione dell’avvenuta presa in carico della presente revoca e comunicazione dell’esito al recapito indicato.

Luogo e data: ____________

Firma: ____________

Recapito telefonico: ____________
Indirizzo e-mail: ____________